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giovedì 28 dicembre 2023

Un Personaggio

Leonardo Sciascia: è stato uno scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico e critico d'arte italiano. 

Nascita8 gennaio 1921, Racalmuto

Morte20 novembre 1989, Palermo





La religiosità 

di un non credente

Credo che la nostra epoca celi

una ricerca disperata, anche se 

sotterranea di Dio. Credo che

lo stesso terrorismo sia ricerca

impazzita di Dio, sete di misticismo,

bisogno di un Assoluto. Il guaio

e’ stato che quell’Assoluto, che è 

solo di Dio, i terroristi lo hanno

trasferito al livello della vita

politica. Le diverse incarnazioni

della violenza che contrassegnano

la nostra epoca non fanno che 

rappresentare la ricerca disperata e

vuota di una religione perduta.

   Sono curioso, più che interessato,

alle religioni non cristiane, ad esempio

quelle asiatiche: buddismo, induismo.

Ne ho un certo spavento: come di

sistemi che mirino all’annientamento

della persona, dell’individualità. Quello

che è nato nel mondo mediterraneo -filosofia,

diritto, teatro, arte e (non mi contraddico)

cristianesimo- e’ quanto di meglio l’umanità 

abbia prodotto. Impareggiabilmente.



giovedì 13 gennaio 2022

Piccole, grandi Riflessioni

La credibilità

 “Anche le cose vere gridate dagli altoparlanti cominciano a suonare come menzogne.”

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d'arte e insegnante 

1921 - 1989





sabato 27 novembre 2021

Leonardo Sciascia. Un ricordo nel centenario della nascita

Nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia ci piace riportare la carrellata dei principali libri del prestigioso autore siciliano. Tutto inizia con  ”Le parrocchie di Regalpetra” (1956) che lo impone all’attenzione della critica.  Dopo avere lasciato  l’insegnamento per dedicarsi alla scrittura nei “Gettoni” di Vittorini pubblica “Gli zii di Sicilia” (1958) e poi ancora  sara’ la volta dei fortunati gialli di mafia “Il giorno della civetta” (1961) e “A ciascuno il suo” (1966). Seguono poi libri di grande impegno intellettuale come ”Il consiglio d’Egitto” e ”Morte dell’inquisitore” e poi ”Il contesto”, ”Todo modo”, ”Il cavaliere e la morte”, ”Una storia semplice” e anche romanzi-inchiesta come ”La scomparsa di Majorana” e ”L’affaire Moro”.

 Sciascia e’ morto nel 1989.

domenica 3 ottobre 2021

Grandi maestri. Sta per chiudersi il centenario della nascita di Sciascia

Nel 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento, nasceva Leonardo Sciascia.

Scrittore illuminato e coscienza critica della nostra società.

 Il 2021 è il centesimo anniversario della nascita di Leonardo Sciascia e visitando le librerie si ha netta la sensazione dei tanti saggi e pure delle tantissime iniziative che puntano a rievocare l'opera del letterato e del pensatore siciliano. 

Chi non ha netta la memoria de “Il giorno della civetta”, il cui intento fu di svelare la mentalità mafiosa radicata in molti strati della società siciliana? Tantissimi sono i libri esposti in queste settimane nelle librerie:  “Pirandello e il pirandellismo”, “Le parrocchie di Regalpetra”,  “A ciascuno il suo”, “Il Consiglio d’Egitto”, “Morte dell’inquisitore”, “Il contesto”, “Todo modo”, “La scomparsa di Majorana”, “Candido”, “La sentenza memorabile”, “L’affaire Moro”, “Dalla parti degli infedeli”, “Nero su nero”, “1912 +1”, “Il cavaliere e la morte”, “Una storia semplice”, “A futura memoria (se la memoria ha un futuro)" e tanti altri.

 Le sue Storie sembravano d’altri tempi ma attraversano tuttora il nostro tempo.

venerdì 17 settembre 2021

Piccole, grandi, riflessioni

Il denaro

Domanda: Essere isolati, non cercare la popolarità, rifiutare i premi letterari, ha anche un prezzo in denaro. Lei, cioè, guadagna probabilmente molto meno di quel che potrebbe guadagnare. Le pesa questa rinuncia?

Risposta: No, mi pare di non aver rinunciato a nulla. A nulla che io veramente volessi, che io veramente desiderassi. Potrei avere più denaro, d’accordo, molto di più: ma per farne che? Io ho questa nozione del denaro: è una cosa con cui, a parte l’indispensabile per sopravvivere, si possono avere dei libri, delle stampe. Più se ne ha, più libri e più belli e più rari si possono avere. Non desidero niente di più “costoso”. Non ho il senso del possesso, non l’ho mai avuto. La prima volta che, ragazzo, ho avuto in mano due lire intere, sono corso a comperare un libro: Le mie prigioni…E così continuo a spendere tutto quello che ho: in libri, in stampe. Quando ho speso tutto, entro in uno stato di quiete, di appagamento. In famiglia dicevano che somiglio a un fratello di mia madre, che era stato un terribile scialacquatore. […] Comunque, con questa domanda sul mio rapporto col denaro, lei ha toccato forse il punto fondamentale della mia libertà. Per essere liberi, è importante non essere attaccati al denaro.

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d'arte e insegnante 

1921 - 1989

sabato 24 luglio 2021

Grandi maestri

 La mafia

“La mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta.”

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d'arte e insegnante

1921 - 1989



venerdì 23 luglio 2021

Il Siciliano. Nel dialogo di due scriitori dell'Isola

 «Con la Sicilia i miei rapporti sono di qualità schizofrenica. E tuttavia, più mi sforzo di sbucciarmi di dosso la pelle indigena e di promuovermi “totus europeus”, più tendo a ricucirmi dentro la mia terra e la mia civiltà».

Fu questa la risposta dello scrittore Bufalino ad un illustre intervistatore quando gli fu chiesto se fosse vero che all’interno del suo romanzo d’esordio Diceria dell’untore si potessero rintracciare grandi impronte di sicilianità. 

 L'intervistatore era Leonardo Sciascia e Bufalino ammette una verità dolorosa: essere siciliani è tutt’altro che facile. Spesso questa identità così forte e dannata comporta dubbi atroci, tentazioni di rinnegamento, disperate ricerche di risposte. È il cruccio del sentirsi – e in fondo dell’esserlo davvero – diversi, dell’essere destinati a percepire il mondo a modo nostro. Con ancora più forza, nel caso di uno scrittore.

giovedì 22 luglio 2021

Il Siciliano.

  Scipione Di Castro, un avventuriero e scrittore politico del cinquecento scrisse gli Avvertimenti a Marco Antonio Colonna quando a questi fu conferito il ruolo di vicere di Sicilia.  Nel testo, fra l’altro, Di Castro traccia il carattere dei siciliani. 

Quell'antico testo, pare sia ancora attuale al punto che ha suscitato l’interesse dello scrittore Leonardo Sciascia, che, nelle sue Opere,  ne fa una sintesi:

«I siciliani – dice il Di Castro – generalmente sono più astuti che prudenti, più acuti che sinceri, amano le novità, sono litigiosi, adulatori e per natura invidiosi; sottili critici delle azioni dei governanti, ritengono sia facile realizzare tutto quello che loro dicono farebbero se fossero al posto dei governanti. D’altra parte, sono obbedienti alla Giustizia, fedeli al Re e sempre pronti ad aiutarlo, affezionati ai forestieri e pieni di riguardi nello stabilirsi delle amicizie. La loro natura è fatta di due estremi: sono sommamente timidi e sommamente temerari. Timidi quando trattano i loro affari, poiché sono molto attaccati ai propri interessi e per portarli a buon fine si trasformano come tanti Protei, si sottomettono a chiunque può agevolarli e diventano a tal punto servili che sembrano appunto nati per servire. Ma sono d’incredibile temerità quando maneggiano la cosa pubblica, e allora agiscono in tutt’altro modo».

lunedì 14 giugno 2021

Grandi maestri

 Chi sei tu?

Ciascuno è quello che fa. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo,

 poeta, politico, critico d'arte e insegnante 

1921-1989

martedì 25 maggio 2021

Grandi maestri

Chi siamo

 "Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sè, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità. Non contiene il diverso e il contrario".

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, 

poeta, politico, critico d'arte e insegnante  

1921-1989

martedì 4 maggio 2021

Grandi maestri

Dal brano in cui il padrino mafioso don Mariano 

esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo,

 il capitano Bellodi: 

“Ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... 

Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.”

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo,

 poeta, politico, critico d'arte e insegnante 

1921-1989

lunedì 5 aprile 2021

Grandi maestri

 "Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia ... A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno .... . La linea della palma.

Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato ... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su, su per l'Italia, ed è già, oltre Roma".

Leonardo Sciascia

1921-1989

lunedì 8 marzo 2021

Terra di Sicilia. Vaccinazioni anti covid (3)

 Il Sindaco di Corleone stamane in sede di riunione della Giunta ha rassegnato irrevocabilmente le dimissioni dalla guida della cittadina.

Di seguito il testo del documento di dimissione:



domenica 7 marzo 2021

Agricoltura biologica. Finalità

Cosa si intende per metodi e techiche biologiche?

-- Divieto assoluto nella produzione e nelle successive fasi di trasformazione, conservazione e commercializzazione dell'impiego di prodotti chimici di sintesi anche se consentiti dalla legislazione.

Esistono "organismi e autorità di controllo" incaricati di ispezionare gli operatori della catena alimentare biologica dalla produzione fino alla commercializzazione. I produttori, i distributori e gli stessi rivenditori di prodotti biologici devono registrarsi presso il proprio organismo di controllo locale prima di poter asserire di essere soggetti preposti alla commercializzazione di prodotti biologici.

Gli operatori del comparto "biologico" sono controllati almeno una volta all'anno per assicurarsi che continuino a seguire le regole.

Dalla frutta e verdura alla carne, dal pesce ai prodotti lattiero-caseari e ai cereali, ogni giorno o consumatori europei hanno infinite possibilità di gustare cibi biologici.

Entro il 2030 il 25% dei terreni agricoli dell'UE si prevede che saranno coltivati secondo metodi biologici, con l'aiuto della strategia dell'UE e probabilmente attraverso l'aiuto Recovery Fund.

giovedì 28 gennaio 2021

Obiettivi di esistenza. Vivere in una società dove non esistono grovigli di potere

  In più contesti culturali e non Leonardo Sciascia viene a trentadue anni dalla morte ancora oggi ritenuto un intellettuale tuttora attuale per le sue puntuali e argute analisi della società siciliana. Il nostro Blog in anni passati ha dedicato parecchie pagine allo scrittore agrigentino. Ciò che più ha attirato la nostra attenzione e le nostre riflessioni sono le analisi  ed i temi sull'ingiustizia che da secoli lontani pervade la società siciliana, Oggi forse in maniera più insidiosa che ieri essendo aumentati e non diminuiti i sottili profittatori sulla pelle altrui. 

  I libri di Sciascia  è ben noto che sempre hanno un taglio rivolto allo smascheramento dell'ingiustizia (cfr Filippo Falcone, scrittore).  La giustizia a cui ci stiamo riferendo è un'espressione non sempre facile da individuare e comunque non è quella che si discute nei tribunali. Chi ha fatto studi classici ci spiega immediatamente che nell'antica Grecia si sosteneva e si scriveva che la "giustizia" non sempre va affiancata a chi esce vincitore da un confronto o da uno scontro. Sofocle, filosofo greco, al pari di Sciascia ha individuato ed ha riconosciuta che la giustizia la si ritrovas negli sconfitti della Storia. Non esiste per lo scrittore siciliano una giustizia che sia uguale "egualitaria", o interpretata ugualmente, in modo uniforme, per tutti i componenti della società. Quella di Sciascia fu una battaglia  che da radical-socialista portò avanti lungo tutta la sua vita, da illuminista ma anche da uomo politico e soprattutto da scrittore. "Tutto è legato per me, al problema della giustizia: in cui si involge quello della libertà, della dignità umana, del rispetto tra uomo e uomo".  

sabato 23 gennaio 2021

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

 Detti e fatti vari

 

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia,  firma due nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domani 24 gennaio. Passa in area arancione la Regione Sardegna. La Regione Lombardia in seguito alla relazione tecnica dell'ISS passa da area rossa ad area arancione.

Attilio Fontana, presidente regione Lombardia

La Lombardia deve essere collocata in zona arancione.
Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette.
A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze.

 Carlo Cottarelli, economista

=Il Corriere conferma che la Lombardia ha trasmesso dati sbagliati sui contagiati. In ogni caso, le responsabilità vanno accertate e ci devono essere conseguenze. Non si chiude una regione per errore. Le pubbliche amministrazioni sono nostre e vanno gestite da persone competenti.

=Tra i vantaggi della Brexit veniva citato il costo dell'Erasmus: UK pagava, ma i suoi studenti lo usavano poco. Ora si scopre che le loro università avranno grossi danni economici per il calo degli studenti di altri paesi. Nessuno ci aveva pensato prima?

Alessandro De Nicola, presidente Adam Smith Society,

In un paese non dico civile, ma normale, il responsabile della trasmissione dati sanitari della Lombardia si sarebbe già dimesso o scaraventato fuori (l’assessore lo ha già fatto “x stanchezza”). Fioccherebbero le cause per danni (succederà) e la Corte dei Conti ne chiederebbe conto.

C.A. Carnevale-Maffè, economista alla Bocconi

Sembra che 10 milioni di lombardi siano stati sequestrati in zona rossa per settimane, e non solo per quest’ultima, a causa dell’imperizia di politici e funzionari che pure si rifiutano tuttora di rispettare l’obbligo della trasparenza dei criteri di decisione. Che dire?

Francesco Clemente, professore di Diritto Pubblico

Chi non ama l'incertezza, l'ambiguità e la frammentazione politica che sta vedendo, s'immagini cosa potrebbe accadere con il ritorno ad una legge proporzionale pura... Serve dare sostanza alla politica, non mero posizionamento.

Luigi Marattin, parlamentare I.V.

E io che pensavo che l’errore su Rt lombardo fosse relativa all’intervallo di confidenza della stima statistica. Macché. Dal 12 ottobre (!!!)hanno contato tra i contagiati pure i guariti. Il Covid una cosa ce l’ha insegnata: abbiamo problemi a raccogliere, leggere e usare i dati.

Giovanni Valentini, già direttore de L'Espresso

Tajani (FI) rifiuta l’ipotesi del governo di unità nazionale. Ora Matteo Rrenzi non ha più alibi: se non si fa il Conte-ter, si va alle elezioni anticipate. Doppio salto mortale. Senza rete. Nel buio.

Mauro del Bue, già direttore de Avanti!

Passi per Bertinotti che si professa ancora comunista, ma sentire Bersani che si sente vicino alle posizioni di Gramsci nel 21 mi costringe a precisare che Gramsci votò a favore della mozione filo bolscevica che proponeva la rivoluzione armata e la dittatura del proletariato.

Debora Serrachiani, deputato pd

Bene la scelta di Arcuri di procedere per vie legali contro Pfizer. È in gioco la salute di milioni di cittadini: inaccettabile il comportamento della casa farmaceutica. Solo con i vaccini potremo sconfiggere la pandemia, non c’è tempo da perdere.

Chiara Giaccardi, sociologa - antropologa

Rivelazioni del virus:

1) l’individualismo é una ideologia, la realtà é che siamo tutti connessi

2) la morte é compagna di viaggio quotidiana

3) il mercato é insufficiente per governare le società complesse.

mercoledì 13 gennaio 2021

Contessa Entellina. Quella domenica di cinquantatre anni fa (1)

 Il mio "Terremoto nel Belice"

Su quel tragico evento sprigionatosi nella notte fra il 14 ed il 15 gennaio del 1968, sul Blog, anno dietro anno ho riportato tutti i ricordi personali che sono rimasti impressi nella memoria. Gli anni trascorsi da quell'evento probabilmente mi hanno fatto dimenticare parecchi dettagli circa lo svolgimento e alcuni aspetti di natura sentimentali e di umanità che in quelle terribili situazioni hanno attraversato il pensiero e l'intera "personalità" non solo mia, ma di tutti coloro che abbiamo vissuto la terribile situazione e quella inimmaginabile notte. Resteranno -per sempre- impressi nel ricordo di tutti coloro che vissero quei lunghissimi momenti (minuti) di incredulità e di paura, specifici momenti: il pavimento di casa che si inclinava (o forse fu sensazione?) a modo (quasi) di  90' e che impediva di procedere, di andare avanti, per raggiungere la porta della scala e scappare fuori. E poi, contemporaneamente, un grande boato che annunziava il crollo di buona parte dell'abitazione adiacente a quella dove io ed i genitori ci trovavamo: era la residenza del mio nonno deceduto giorni prima e la cui salma dopo essere rimasta in Chiesa per due giorni, nella Chiesa Madre, proprio in quel 14 gennaio era stata portata in cimitero su un rimorchio trainato da un trattore a causa della neve super abbondante in quell'anno. In più punti la neve aveva superato il metro ed anche il metro e mezzo da terra. 

Nello Spiazzo Greco, quando assieme ai genitori siamo arrivati, era già radunato un vasto aggregato di persone e si sentivano grida arrivare dalla zona Rahjo, dove, -sapremo dopo, all'alba- era rimasto sotto le macerie a causa del crollo del muro di una abitazione il concittadino Agostino Merendino.

Il terremoto non fu semplicemente un evento naturale di cui prendere atto e addebitarlo a Madre Natura. Esso rivelò invece la fragilità o addirittura l'assenza di un tessuto socio-economico dell'intera Valle del Belice. Qui non esistevano che poche vere abitazioni, il resto erano catapecchie che risalivano alla fondazione del paese o che -in pochi casi- erano state ri-adattate con interventi già inammissibili tecnicamente e legalmente nel XX secolo. La causa di quelle condizioni sociali ? L'abbandono politico del Meridione di cui sono gravi testimonianze decine e decine di inchieste parlamentari della seconda metà dell'Ottocento, che però mai furono prese in considerazione dai governi fino ad allora succedutisi. 

Lo abbiamo scritto parecchie volte, in più pagine del blog, la gente -compreso chi scrive che era ancora un ragazzo- quella notte era impaurita e non sapeva prendere nessuna iniziativa oltre quella di stare in mezzo alla neve; neve che stentava a sciogliersi in quello spiazzo Greco nonostante fosse più che calpestata da varie decine di gruppi familiari. Una sola persona prese atto del susseguirsi delle scosse e provò ad organizzare alcuni volenterosi per visitare e far sgombrare dalle abitazioni gli anziani soli e quelli invalidi e fu -l'allora giovane sindaco- Di Martino. Fra i vari spazi di aggregazione, Spiazzo Croce, Spiazzo Greco, Giarrusso, Santa Rosalia etc. faceva da collegamento e forniva qualche informazione il maresciallo dei carabinieri, Aloi.

Molte famiglie all'alba di quella terribile notte con trattori e rimorchi e con altri mezzi abbandonarono il centro-terremotato di Contessa Entellina e si trasferirono in campagna, presso abitazioni proprie, di parenti o di amici. 

venerdì 8 gennaio 2021

Leonardo Sciascia. Rievocazione a 100 anni dalla nascita.

 Dall'Agenzia "ANSA"

Uomo semplice e intellettuale complesso, capace di provocare dibattiti fruttiferi, narratore e saggista, che riesce spesso a fondere queste due anime, per indagare la realtà e le sue ipocrisie "anche a costo di fraintenderla", tanto da suscitare alcune dure polemiche con le sue prese di posizione sulla politica e sulla giustizia, Leonardo Sciascia è una di quelle figure esemplari del secondo Novecento e di cui sentiamo l'assenza in un dialogo politico e sociale oggi tanto impoverito, celebrando venerdì 8 gennaio i cento anni dalla sua nascita a 31 dalla sua scomparsa nel 1989.

Come narratore esordisce con libri dedicati alla sua Sicilia, cominciando con i suoi ricordi di maestro in 'Le parrocchie di Regalpetra' (cittadina dietro cui si nasconde la sua natale Racalmuto in provincia di Agrigento, cui è sempre tornato tutta la vita) e 'Gli zii di Sicilia', lucidi, ironici, con già sottotraccia quella sua forte formazione illuminista e direi volterriana ('Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia' è un suo titolo, del 1977, e c'è poi su quella linea 'Il consiglio d'Egitto'). 

Da lì viene quel suo impegno, concreto e che diviene anche e sempre più altamente metaforico, nel cercar di raccontare e spiegare i segreti e i meccanismi di potere nella sua terra, a partire da quello mafioso che tutto contamina (e si ricordano 'Il giorno della civetta' e 'A ciascuno il suo' nei primi anni '60) e poi, allargando la sua paziente esplorazione, nell'Italia democristiana e socialista in genere (e citiamo 'Il contesto', 'Todo modo' per arrivare a 'L'affaire Moro' negli anni '70), con risultati a volte accolti come provocatori. (testo Ansa)

giovedì 10 dicembre 2020

Discussioni di questi giorni: sugli investimenti targati UE non udiamo che esili voci dai politici siciliani (2)

 Appena ieri avevamo scritto, sulla scorta di ufficiali dichiarazioni della Regione Sicilia, che i fondi Recovery Fund non sarebbero stati utilizzati per realizzare il ponte sullo Stretto di Messina. In meno di ventiquattro ore un vice-ministro, Giancarlo Cancellieri dichiara ai giornali che il ponte non è inserito nei programmi del governo : « ... perché non poteva esserci. L’Unione europea ci chiede progetti esecutivi e innovativi, non potevamo inserire quello del Ponte, che è vecchio di vent’anni». Il Vice-ministro rispondendo ai dubbi dei giornalisti dichiara ancora: «Stanno analizzando le proposte più disparate dal punto di vista tecnico, ingegneristico, ambientale. I progetti sono molti. C’è quello tradizionale, un project financing che secondo me, oltre a essere superato dal punto di vista tecnico e ambientale, ha un limite negli effetti collaterali. In pochi sanno che Rfi avrebbe dovuto versare ai concessionari 100 milioni annui, che si riverserebbero sul biglietto per i cittadini. Quanto dovrebbe costare il biglietto per attraversare il Ponte? Poi c’è anche il progetto di un’infrastruttura galleggiante, il cosiddetto “Ponte di Archimede” di Saipem Ma anche tante altre soluzioni».

Non avere inserito il progetto, lo capiscono pure i ragazzini di sei anni, negli obiettivi del Recovery Fund è chiara espressione di volontà che la Sicilia dovrà restare almeno per altri decenni periferia dell'Italia e soprattutto appendice senza futuro dell'Unione Europea; eppure il Vice-Ministro a 5stelle, peraltro siciliano, insiste: «No, assolutamente no. Perché l’ipotesi che l’attraversamento sullo Stretto non si faccia è l’unica che non è contemplata nel lavoro del pool ministero, che sarà concluso entro la fine dell’anno. Il fatto che non sia nel Recovery significa semplicemente che possiamo consegnare un’opera migliore, con un iter altrettanto rapido e con risorse che abbiamo, anche perché si libereranno con le opere inserite subito nel Piano. Nella legge di bilancio abbiamo inserito 50 milioni per lo studio di fattibilità per due o tre soluzioni. Ci saranno le indicazioni tecniche e arriverà il momento delle scelte della politica. E saranno concertate col Parlamento, in un dibattito pubblico anche nei territori. Partendo da una linea che è chiara: l’opera, non in quanto singola ma nella strategia di sviluppo del Mezzogiorno, per il governo nazionale è strategica».

Noi siciliani che conosciamo il linguaggio dei politici, a sentire il Vice Ministro a 5 Stelle sentiamo di immediatamente dover sospirare "Aspetta e spera ...!".

sabato 21 novembre 2020

LA MANO DI ... DIO (Restyling) .... a cura Ing. Ernesto Scura

 1952. Nel vecchio centro storico di Corigliano, alle spalle della bellissima chiesa di Sant'Antonio, si snoda una serie di verdi colline tappezzate, in primavera, di un morbido tappeto erboso. Era lì che, i pomeriggi mi rifugiavo, a studiare, durante l'ultimo anno di liceo, lontano da rumori molesti o altre possibili divagazioni. Uno di quei pomeriggi, sdraiato bocconi, poggiato sui gomiti, leggevo un canto del "Paradiso". Mi pare di ricordare fosse quello di Piccarda Donati, e mi immergevo nel misticismo, leggendo: "Uomini poi, a mal più che a bene usi fuor mi rapiron de la dolce chiostra. Iddio si sa qual poi mia vita fusi". Ma non arrivai ai limiti della commozione perchè un evento imprevedibile venne a conturbare quella mia poetica contemplazione. Sul bordo del libro che tenevo spalancato davanti agli occhi, fece capolino un animaletto verde facilmente confondibile con l'erba del prato. E non era un grillo. E non era una cavalletta. E non era nessuno degli insetti da me fino ad allora conosciuti. Il corpo, esile, nella porzione toracica, era delle dimensioni di un grosso fiammifero a stelo di legno con, al posto della capocchia, una grossa testa a triangolo con due grandi mostruosi occhi. La parte inferiore presentava un enorme addome, e due grandi ali  coprivano la parte sottostante del corpo. Era munito di arti superiori ed inferiori, a mò di branchie spinose, veri  tentacoli sproporzionati rispetto alle dimensioni del   corpo, con una specie di baffi, e antenne... E mi guardava, ed io lo guardavo, e mi incuriosiva, fino a quando non rimasi....terrorizzato. Con un salto si piazzò sul bordo del libro e, mantenendosi fermamente in equilibrio sulle zampette, cominciò un rituale che suscitò il mio iniziale sconcerto fino alla paura. Sollevava la testa verso il cielo e, contemporaneamente, spalancava gli arti superiori,  nel consueto atteggiamento liturgico del sacerdote officiante che, durante la messa, invoca  la protezione del cielo, e poi, sempre in atteggiamento mistico, abbassava le branchie congiungendone le estremità su cui poggiava la fronte, nell’identica postura del prete quando si raccoglie in preghiera durante la celebrazione della messa. Ed il rituale fu ripetuto per più volte, ripetendo in modo impressionante quello del sacerdote officiante nella funzione religiosa. Restai agghiacciato. Io, che sono sempre stato un tiepido credente, io che non ho mai avuto un rapporto eccessivamente reverenziale con la Chiesa, io che non ho mai praticato l'Oratorio o la Parrocchia, e nemmeno le organizzazioni sportive dell’Azione Cattolica, e nemmeno le loro sale giochi istituite per attrarre i giovani agnostici ed indifferenti come me e, soprattutto, non ho mai militato nelle organizzazioni dei Boy Scout che probabilmente, una qualche 'infarinatura di entomologia ce l'avranno, rimasi fortemente shockato.: "Che non sia un segno del cielo, un ammonimento alla mia disordinata vita di scettico e, fors'anche, miscredente?" pensai. 

Velocemente, strappai un foglio di quaderno, ne feci un cono  e, vi feci cadere dentro quel mostriciattolo, senza nemmeno sfiorarlo e non mancai  di accartocciare i bordi, per evitare eventuali fughe. Scappai a casa. Cercai il mio vecchio testo di Scienze Naturali, nella parte Zoologia, e non sapendo da dove cominciare, dovetti sfogliare, pagina per pagina, tutto il capitolo insetti, facendo molta attenzione alle figure. Ma le figure non mi aiutarono, più di tanto. Fu, invece, una parolina, contenuta nei titoli, a disvelarmi l'arcano: RELIGIOSA. Con sorpresa trovai riportata anche, sebbene in bianco e nero, la sua immagine. Mi immersi velocemente nella lettura. Era la MANTIDE RELIGIOSA che prende, appunto, il nome, da quel falso rituale che tanto mi aveva scosso. Scoprii che, malgrado il pio e devoto nome, è uno dei più feroci insetti esistenti, e sto parlando   della femmina di questa specie, talmente violenta e spietata che, giá durante la fase di accoppiamento, comincia   a divorare il maschio, iniziando dalla testa, e terminando non prima che il  povero infelice abbia smesso di copulare e di   aver soddisfatto in pieno gli appetiti sessuali ed alimentari    della “femme fatale”

A conferma, per noi umani, che non è del tutto improprio il famoso detto : PERDERE LA TESTA PER AMORE. Anche se nel nostro  caso, il maschio, oltre alla testa, ci rimette, poi, tutto il corpo. Tirai un profondo, lungo, sospiro di sollievo e, confortato dall’ausilio di quel testo scolastico, rivelatosi provvidenzialmente il più illuminante svelatore di arcani, fui gratificato del più grande dei doni che il cielo poteva concedermi: non essere indotto, da insane suggestioni, ad..."adorare “ quel minuscolo mostruoso idolo quale apportatore di segnali divini falsamente interpretabili come segnali di volontà ...superiori. E fu così che avemmo un ingegnere in più ed un ....frate in meno.

 Ernesto Scura