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sabato 5 settembre 2026

Vivere in regime democratico

L'avanzata delle destre e delle forze
radicali in Italia mette alla prova la
tenuta della democrazia e il rispetto
dei poteri di controllo dello Stato.

Dal settembre 2022 l'Italia è
guidata da una coalizione di centrodestra
 formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza
Italia.
Il 
ruolo della magistratura: Molti
osservatori temono che il rapporto tra
il potere politico e la magistratura possa
subire tensioni pericolose per l'equilibrio
costituzionale.
La Presidenza della Repubblica e la
Corte Costituzionale restano i
principali punti di riferimento per
bilanciare le decisioni del governo.

I diritti civili:
 Le opposizioni
denunciano restrizioni nei diritti
delle donne, delle comunità
LGBTQ+ e nei modi di esprimere il
dissenso, come le proteste nelle piazze
o il diritto di sciopero
.

Significato con le destre 

estreme che avanzano

Pare che in questi primi decenni del terzo millennio le democrazie non godono di un buono stato di salute. Oggi soltanto il 28% della popolazione mondiale vive in regimi che possiamo definire pienamente democratici mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive in forme deteriorate di democrazie (le regole formali restano integre, ma perdono efficacia ed autonomia) se non addirittura di autocrazie.

  Sfogliando certa stampa pare che stia cambiando la percezione e l'idea di democrazia che l'opinione pubblica ha nel mondo.

=. =. = Democrazia è un termine carico di storia  che ci arriva dall’Antica Grecia ed è un termine il cui contenuto è cambiato lungo il  tempo. Certamente le democrazie contemporanee non hanno nulla in comune con le  democrazie degli ateniesi, che frequentemente su molti media costituiscono il punto di riferimento, il prototipo a cui la nostra Costituzione si riferisce. 

=. =. = Democrazia come è intesa nella Costituzione italiana è un concetto che non si può ridurre al significato principale etimologico della parola, che significa il «potere esercitato dal popolo» ma è stata arricchita via via da molte istituzioni. Cosa dice la nostra Costituzione a proposito della democrazia?  dopo aver definito la Repubblica Italiana come una Repubblica democratica c'è  una precisazione: 

La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle  forme e nei limiti della Costituzione. 

E' importante notare che la scelta popolare nelle elezioni non è soltanto e direttamente quella di eleggere chi sarà al governo ma è anche di eleggere dei rappresentanti. Questo è stato esplicitato in modo molto chiaro dalla Corte costituzionale in due decisioni (nel 2014 e nel 2017), con cui essa afferma che la democrazia non è soltanto dare un governo il più stabile  possibile al Paese ma è anche eleggere i  rappresentanti che esprimano le voci di chi non è nella maggioranza di governo. 

Il verbo «appartenere»

Il titolare della  sovranità è il popolo ma le modalità, le forme con cui si esprime sono le più varie. La scelta fondamentale della nostra Costituzione è la scelta per la democrazia rappresentativa. Il popolo elegge i propri rappresentanti in Parlamento e il Parlamento poi costituirà un governo con l'intervento e la scelta del Presidente della Repubblica, che è legato al Parlamento da un rapporto di fiducia.




Il Novecento, per flash (2)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Il secolo breve
(The Age of Extremes:
The Short Twentieth
Century, 1914-1991)
e’ un celebre saggio
storico scritto dallo
storico marxista
britannico Eric
Hobsbawn
 nel 
1994.



Quando inizia il xx secolo? Se ci si attiene rigorosamente al calendario la risposta è ovvia, ma diversi aspetti che caratterizzarono gli anni dal 1900 al 1914 possono essere considerati la continuazione delle tendenze del XIX secolo.

Nelle società industriali ancora in quell’alba di secolo relativamente poco numerose, i progressi tecnologici intensificarono la stratificazione sociale, mentre la maggioranza della popolazione del resto del mondo, non potendo accedere a tale sviluppo, era ancora occupata nell'agricoltura e nella manifattura tradizionale. 

Questa innovativa situazione determinò le diverse forme di un ordine mondiale imperialista e in particolar modo, in Africa e in Asia, quelle del colonialismo, anche se quest'ultimo si sviluppò all'interno di un contesto politico in cui continuavano a sussistere gli imperi multietnici austro-ungarico (retto dalla monarchia asburgica) e russo (retto dagli zar).

Questa situazione, caratterizzata da competizioni, crisi e alleanze, fu aggravata dallo scatenarsi delle rivalità coloniali.


Se si accetta tale assunto, la cesura con il XIX secolo si produsse con la Prima Guerra Mondiale; è allora infatti che iniziò veramente quello che Eric J. Hobsbawn chiamò il "secolo breve".


I primi anni del dopoguerra

Una volta stabilito che il secolo XIX si concluse con le ultime battaglie dell'assurda guerra del 1914-1918, e’ doveroso constatare che i problemi economici e sociali che si manifesteranno nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che aveva esercitato per secoli. Da creditrice divenne debitrice, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. L'ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, Félix Weingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il " comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.

Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. 


Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)


mercoledì 12 agosto 2026

Parole frequenti sui media


Report è lo storico programma
televisivo italiano di giornalismo
investigativo, in onda in prima
serata su Rai 3 la domenica
alle ore 20:30
. Ideato storicamente
da Milena Gabanelli, dal 2017 è
condotto e guidato da 
Sigfrido
 Ranucci.


Il programma è al centro della
cronaca giudiziaria a causa
dell'inchiesta della Procura di
Roma su Valter Lavitola, indagato
 per aver commissionato una
finta bomba davanti alla casa di
Ranucci. Secondo l'accusa,
il gesto non era un attentato
violento, ma un piano per
spingere l'opinione pubblica a
sostenere una (mai avvenuta)
 carriera politica del giornalista,
allontanandolo di fatto dalla
conduzione del programma
.

Report

E’ la denominazione della trasmissione Rai di giornalismo investigativo condotta dal 2017 da Sigfrido Ranucci, e prima di lui da Milena Gabanelli (1994-2016). Vi lavorano in tutto dieci persone, che fanno da supporto agli autori freelance che realizzano le puntate. Sono andate in onda 553 puntate, di 120 minuti l’una, in 29 edizioni.

Valter Lavitola, 60 anni, è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione.

L’attentato era finto: mirato ad «accrescere la popolarità» di Sigfrido Ranucci e «favorirne l’ascesa politica» per garantire un «ruolo di primo piano nel nuovo scenario» a chi lo aveva commissionato. Ma lui, il mandante, «l’amico fraterno» Valter Lavitola, in carcere ieri ci è finito davvero. 

sabato 8 agosto 2026

Agosto

 

Per  il caldo estremo si muore
Quando la temperatura interna
supera i 40-41 °C, il corpo non
riesce più a raffreddarsi
. Questo
provoca il collasso degli organi
vitali, gravi danni al cervello e
problemi al cuore. Le categorie
più a rischio sono gli anziani, i
malati e chi lavora all'aperto.


Per il caldo si parla di ondate e sembra che non piova più, ci sono solo nubifragi e grandinate. L’afa opprimente dicono alcuni che ci sia sempre stata, ma a dirlo sono tutti coloro che negano i danni del cambiamento climatico. In verità, la sensazione è che viviamo l’esasperazione dei fenomeni estremi e l’allarme lo lanciano più scienziati.

 Stiamo assistendo all’ennesima occasione per dividere il mondo tra chi può vivere temperature accettabili (luoghi di vacanza, aria condizionata, giardini e case confortevoli) e chi invece è costretto a lavorare sotto il sole cocente o soffre in aree tormentate dalla siccità o è talmente povero che non può permettersi di combattere l’afa e tutto quello che ne consegue. 

  Le statistiche sui morti sul lavoro dicono che sono ormai stabilmente un centinaio al mese, nel clamore degli annunci e nella povertà dei fatti: le ispezioni all’Inail diminuiscono perché gli ispettori sono sempre meno. 

  Le vittime del caldo non si sa, peraltro, bene neanche in quale statistica contarle. 

Come difendersi dal caldo estremo
  • Bere molta acqua e mangiare frutta fresca.
  • Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.
  • Restare in luoghi freschi o con aria condizionata.
  • Non fare sforzi fisici intensi sotto il sole.
  • Controllare spesso le persone anziane o fragili.

mercoledì 5 agosto 2026

Parole frequenti sui media


Le banche generano extraprofitti
quando i tassi di interesse fissati
dalle banche centrali salgono
rapidamente. Questo permette agli
 istituti di aumentare i guadagni sui
prestiti e sui mutui erogati, senza
però adeguare con la stessa
velocità i tassi di rendimento
offerti sui conti correnti dei
risparmiatori
Extraprofitti

Il termine nel linguaggio comune serve a indicare profitti elevati al punto da essere considerati non giustificabili. Profitti particolarmente alti si possono realizzare in settori con poca concorrenza. Oppure quando eventi esterni intervengono aumentando le marginalità di un comparto di imprese. Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di extraprofitti con riferimento al settore bancario. Oppure al settore energetico, che a causa della guerra in Iran e degli stop and go dello Stretto di Hormuz, stanno guadagnando di più dal rincaro delle materie prime, soprattutto dal petrolio.

mercoledì 29 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

Sigfrido Ranucci è un noto 
giornalista d'inchiesta,
autore e conduttore
televisivo italiano
, celebre
soprattutto per essere alla
 guida del programma 
Report
 su Rai 3.



report

È la trasmissione Rai di inchieste giornalistiche condotta dal 1994 al 2016 da Milena Gabanelli e dal 2017 da Sigfrido Ranucci. Gli autori sono giornalisti freelance che autoproducono le proprie inchieste (cioè le realizzano e montano con mezzi e a spese propri) e le vendono alla Rai senza l’intermediazione di società esterne.

Nell'ottobre del 2025, un ordigno ha distrutto le auto della famiglia di Ranucci a Pomezia. L'inchiesta della Procura di Roma ha portato, a fine giugno 2026, all'arresto di quattro persone legate alla criminalità campana con l'aggravante del metodo mafioso

In via cautelativa, i vertici Rai hanno sospeso la messa in onda delle repliche estive del programma per fare chiarezza sulla vicenda. La decisione ha sollevato forti proteste da parte dei sindacati dei giornalisti e dei partiti di opposizione, che hanno parlato di censura.

martedì 28 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

In luglio 2026 l'incidenza delle
accise sui carburanti è tornata a
prezzo pieno a partire dal 4 luglio,
 attestandosi a circa 
0,67 euro al
litro
 per benzina e gasolio.
Valore fisso:
Benzina: 0,6729 euro al litro 
(pari a 622,90 euro per 1.000 litri).
Gasolio: 0,6729 euro al litro 
(pari a 622,90 euro per 1.000 litri).
GPL: 0,14727 euro al litro
 (pari a 242,77 euro per mille
chilogrammi.

Impatto sul prezzo: a questo
importo fisso si aggiunge poi il
calcolo dell'IVA al 22% sul
prezzo finale alla pompa.

accisa

Sul prezzo di benzina e diesel incidono il costo di petrolio, l’Iva al 22% e l’accisa, una tassa fissa da corrispondere al litro. Per la guerra in Iran, i prezzi dei carburanti non si fermano: per contenere gli aumenti, il governo sta valutando l’attuazione delle accise mobili, un meccanismo di riduzione temporanea delle tasse fisse sui carburanti sfruttando l’extragettito dell’Iva.

Il prezzo medio, sulle autostrade, è oltre i due euro (2,2 per il gasolio); lungo la rete stradale, al self, è salito a 1,98 per la benzina, 2,18 per il diesel. Nel 2026 famiglie e imprese dovranno sostenere quasi 29 miliardi di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti, è la stima della Cgia di Mestre. «Solo a luglio e agosto la spesa complessiva degli italiani per i rifornimenti è destinata a raggiungere quota 10,8 miliardi», quasi 2 miliardi in più rispetto al 2025, calcola il Codacons.

lunedì 27 luglio 2026

L’età del pensionamento






 Una recente sentenza della Corte costituzionale è di particolare rilievo nel dibattito sui diritti sociali della persona, sulla sostenibilità del sistema previdenziale e, in fondo sull’equità generazionale

 La causa era stata promossa da una dipendente che rivendicava il proprio diritto a rimanere al lavoro, per conseguire il minimo pensionistico fino al compimento del settantunesimo anno di età. Voleva restare, non andarsene prima. 

  Situazioni di questo tipo, andando a regime il metodo contributivo, non saranno un’eccezione. Segnalano anche una svolta.

 Il limite di 70 anni è tassativo. «Questa sentenza - è il commento di Raffaele Bifulco, ordinario di Diritto costituzionale alla Luiss - stabilisce un principio di ragionevolezza nell’applicazione della norma, tutela un diritto sociale della persona e interviene sul tema dell’equità generazionale nel senso che si liberano posti per i giovani, ma ovviamente lascia aperto l’interrogativo sulla sostenibilità del sistema previdenziale». Il ricorrente sarebbe stato però più contento di fare un anno in più di lavoro.

===

In realtà il sistema italiano è molto più variegato. In una prossima pagina riporteremo ulteriori articolazioni.

domenica 26 luglio 2026

La democrazia

Ci fu un tempo in cui la politica era cosa seria. 

I populisti, che in Italia conosciamo
ed abbiamo pure conosciuto nella
fase di governo, riducono la politica
a uno scontro binario e
moralistico. Da un lato c'è il
"
popolo puro" e dall'altro
l'"
élite corrotta" (o la casta).
Il potere si concentra nella
figura di un unico leader.
Egli si presenta come l'unico e
vero interprete della volontà
generale. 
I populisti scavalcano
 o indeboliscono i partiti tradizionali,
i sindacati e i media indipendenti.
Prediligono un rapporto verticale
e immediato con la base, spesso
supportato dai social network.

Vi è una profonda insofferenza
verso i contrappesi costituzionali,
i controlli della magistratura e le
tutele per le minoranze, considerati
come ostacoli burocratici alla
reale volontà del popolo.




* * *  

I politicanti del terzo millennio pare che non leggano mai un libro,  non riflettono e quindi non programmano

Si esprimono con espressioni usa e getta, non hanno visione alcuna sul domani e di fatto non progettanoma cercano spazio e prima fila in ogni opportunità.

Per i populisti/politicanti non esistono problemi complessi, per gli ignoranti audaci esistono soluzioni facili da attuare  e da spiegare alla base di riferimento, qui e ora, annullando qualsiasi scansione intermedia dell’arte della politica, che implicherebbe studio della questione, successiva riflessione e finale deliberazione

Da una parte, come e’ facile coglierec’è la ragione, dall’altra le passioni: cosa sia più facile stimolare in tempi di vacche magre e di scarso welfare lo cogliamo nella svolta sovranista e populista sempre più espansa in Europa e in America. 

Forse ancora non siamo all’ultima svolta, forse non ancora alla più pericolosa. In questa fase ci spiegano che, in nome delle esigenze della tecnica, vanno negati il bilanciamento democratico dei poteri e la sostanza stessa della democrazia liberale. 

*  *  *

Quanto sta accadendo è transumano e, dunque, ostile all’umana dignità. 

Abbastanza da avere attirato l’attenzione di Leone XIV nella sua potente enciclica. 


Non è detto che stiamo nuovamente cadendo nel buio pre-illuminista. 

Ma per liberare i cittadini dalle balle continue occorre che chi si occupa di politica restauri con essi un rapporto di fiducia. 

Rocard (ex primo ministro francese, storico dirigente socialista) sosteneva nel famoso «discorso del pianerottolo» che per salvare una banlieu (=sobborgo) bisognasse iniziare riparando le cassette delle lettere. Può sembrare minimalismo, forse è sano riformismo.

sabato 25 luglio 2026

Sfogliando i giornali

 Classi dirigenti?
Laureati italiani in fuga.
Il 35-43% dei giovani laureati
italiani under 35 sceglie di
lavorare all'estero
, spinto da
stipendi mediamente più alti
(fino al 60% in più rispetto
all'Italia), minore precarietà
 e percorsi di carriera più rapidi.
Le mete principali sono Svizzera,
Regno Unito, Germania e Stati
Uniti.



L'economista Francesco Giavazzi  è molto duro con certa politica: «Fra i molti disastri che Matteo Salvini ha regalato a questo Paese, la flat tax è certamente uno dei più gravi. Oggi un piccolo imprenditore, raggiunto un fatturato di 85.000 euro, non ha più alcun interesse ad ingrandirsi. Molti lo hanno capito da tempo e se ne vanno. L'Istat calcola che circa 367.000 giovani (25-34 anni) nel decennio 2014-2023 si sono trasferiti altrove; di questi, 146.000 sono laureati».

 Giavazzi boccia anche le norme fiscali che favoriscono il trasferimento in Italia: «Hanno sì aiutato il rientro di molti ricercatori, ma hanno soprattutto attratto banchieri inglesi, ricchi commercianti e finanzieri brasiliani e non solo, i quali hanno fatto esplodere il mercato immobiliare di Milano, molto raramente hanno creato alcunché».

venerdì 24 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

Il procedimento è regolato dall'art.
681 del codice di procedura penale.
Può essere avviata su domanda del
condannato, del coniuge/convivente,
di un parente, del tutore, o tramite il
proprio avvocato. In alternativa, può
essere proposta dal Presidente del
Consiglio di disciplina o avviata
d'ufficio dal Ministro della Giustizia
o dallo stesso Capo dello Stato.




Grazia

L’articolo 87 della Costituzione prevede che il capo dello Stato, può concedere la grazia e commutare la pena. L’atto estingue, in tutto o in parte, la pena inflitta. La domanda va diretta al Ministero di Grazia e Giustizia. Concessa la grazia, il pm ne cura l’esecuzione, ordinando nel caso la liberazione del condannato.

A differenza di amnistia e indulto, non cancella il reato ma incide solo sulla pena (principale o accessoria), estinguendola in tutto o in parte. Il procedimento è regolato dall'art. 681 del codice di procedura penale. Può essere avviata su domanda del condannato, del coniuge/convivente, di un parente, del tutore, o tramite il proprio avvocato. In alternativa, può essere proposta dal Presidente del Consiglio di disciplina o avviata d'ufficio dal Ministro della Giustizia o dallo stesso Capo dello Stato.

giovedì 23 luglio 2026

Esportare la democrazia?

Riflessioni

Trump ha attaccato l’Iran. Ritiene di avere tutte le ragioni dalla sua parte. Il pensiero diffuso in Occidente secondo cui esistono valori universali che andrebbero rispettati da tutti i paesi del pianeta e’ -in realtà- privo di fondamenta.

 L’universalita’ delle istituzioni occidentali (democrazia, libero commercio, libero transito marittimo, libero pensiero etc.) non è altro che una illusione; esse sono solamente particolarità fra altre, con dignità come le altre, senza alcun valore intrinseco superiore o migliore di quello delle altre.

 Da decenni sui media leggiamo che si dovrebbe esportare la democrazia, come se si trattasse di far cambiare una giacca. Taluni in Occidente ritengono che voler esportare un modo di pensare, di vivere, di svolgere relazioni, senza prima considerare che cambiare le condizioni sociali, economiche, giuridiche, istituzionali dei paesi interessati su spinta di qualsiasi iniziativa dei paesi occidentali  si rivelerà sempre prematura in quanto va ad innestarsi su culture e civiltà diverse da quelle originarie, quelle già affermatesi in Occidente. Dove peraltro siamo ancora imbrigliati nella guerra russo-ucraina.

giovedì 16 luglio 2026

Il Novecento (6)

“Opera aperta" è un celebre
saggio di 
Umberto Eco
pubblicato nel 1962
,
considerato una pietra miliare
della semiotica e della teoria
dell'arte contemporanea. Il testo
introduce l'idea rivoluzionaria
che l'opera d'arte moderna non
sia un oggetto statico dal
significato univoco, ma
un 
processo in divenire 
che richiede la cooperazione
 attiva e interpretativa del
fruitore per essere completato.

 L’Opera aperta

"Molta della letteratura contemporanea è fondata sull'uso del simbolo come comunicazione dell'indefinito, aperta a reazioni e comprensioni sempre nuove.

Possiamo facilmente pensare all'opera di Kafka come ad un'opera "aperta" per eccellenza: processo, castello, attesa, condanna, malattia, metamorfosi, tortura non sono situazioni da intendersi nel loro significato letterale immediato.

Ma a differenza delle costruzioni allegoriche medievali, qui i soprasensi non sono dati in modo univoco, non sono garantiti da alcuna enciclopedia, non riposano su nessun ordine del mondo". 

(U. Eco, Opera aperta, Milano 1962).




=======

Globalizzazione e regionalizzazione   Si e’ conclusa relativamente di recente la marcia, avviata molti anni fa, verso il consolidamento dell'Europa (UE).


L’auspicio è che si unifichi effettivamente allargandosi oltre i confini tradizionali dell'Ovest, che comprenda, come desidera quel popolo, anche gli ucraini, magari per far fronte alla competizione economica con gli Stati Uniti e le altre grandi potenze orientali (Cina) che la globalizzazione rende concorrenti diretti perfino in casa nostra.   

Non è nuovo il federalismo in Italia. Dunque le direttrici verso l'autonomia locale del potere possono, potranno, convivere con le esigenze della corrente globalizzazione. 


Nei fatti stiamo vivendo in una sorta di altalena in cui da una parte c'è una forte spinta al decentramento, dall'altra una vigorosa tendenza alla concentrazione: analoga a quella che crea colossi economici multinazionali in cui annegano i poteri e le identità dei singoli Stati.  


Vivremo una sorta di gara durissima, cominciata da anni fra regionalismi e contemporaneamente globalizzazione. Il millennio trascorso era iniziato nell'Europa medievale e latina e si è chiuso con l'Unione europea. E non è poco!!!


Naturalmente lo si sapeva: ci sarebbero  stati confronti e scontri, facilitazioni e resistenze tra grande architettura narrativa e frammento, fra figuratività e informale, fra il cerchio e l'ordine quadro, fra scrittura grassa e scrittura magra, tra plurilinguismo dantesco e monolinguismo petrarchesco, fra narrare e descrivere, tra epica e quotidianità, tra realismo e fantastico, tra ordine e trasgressione, fra innovazione e rispetto della tradizione, fra progressisti e conservatori, fra riformisti e rivoluzionari e fra tutte le alternative nate dalla testa dell'uomo chissà quanti millenni fa. 


Ripetizioni dunque, ma ci sarebbero state differenze. Nei secoli precedenti c'erano state varianti ma è nel Novecento che ci sarebbe stata la svolta radicale.


Per intanto nella nostra realtà di periferia abbiamo iniziato ad assistere al tracollo della plurimillenaria civiltà contadina a causa di questa grande novità strutturale che e’ l’Europa, e ne seguiranno tante all’insegna del progresso e al cambiamento dello stile di vita. 


Si alternano, nascono e muoiono rapidamente in questo tempo tutte le invenzioni, ogni svolta, persino le strutture, che hanno fama di essere durature, se non perenni. "La novità seduce", diceva già Pope, e il Novecento l'ha presa come regola di vita. Si è parlato anche di "nuovismo" ma non senza ironia.


Una civiltà ora non dura più per un secolo e nemmeno Marinetti avrebbe sperato in un'età così veloce nel cambiare codici, strumenti e lingue. Relativismi pirandelliani? Possiamo essere felici anche noi italiani per avere inventato il futurismo e il pirandellismo che ora circolano nel mondo come connotati latentemente peculiari.

==. 

L’osservazione sul terzo millennio, sull’Europa, sulla pace mondiale, sulla crescita umana costituirà monitoraggio frequente di questa pagina.