StatCounter

Visualizzazione post con etichetta DIRITTO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DIRITTO. Mostra tutti i post

giovedì 5 novembre 2026

Usare il tempo, leggere i libri

Il filosofo e giurista Norberto
Bobbio, la pace è definita
principalmente in senso
negativo come l'
assenza
di guerra
, e la sua scommessa
fondamentale risiede nel 
pacifismo giuridico, ovvero
nella costruzione di un diritto
internazionale capace di
superare l'anarchia tra gli Stati.

Per Bobbio non basta il
Pacifismo morale:buono
per le coscienze individuali
per rifiutare la violenza.
Egli considera
 la pace come
un problema di organizzazione
giuridica. La pace si ottiene
sottomettendo gli Stati a un
potere superiore e a regole
condivise.  La 
pace come un
problema di organizzazione
giuridica, (sul modello dell'ONU).

Un libro per la  “pace”
Trovarsi in città e non visitare una libreria e’ come d’estate andare al mare e non farsi il bagno, o andare a Parigi e non visitare la Torre Eifel. Entrare in una libreria, in città, non significa solo cercare un libro, ma capire come respira quel posto: dalle novità  degli autori del territorio messi in prima fila, alle bacheche con gli annunci degli eventi, fino all'odore di carta.

La scelta di dedicare il tempo disponibile alla lettura, che sia dei giornali o dei libri, è sensazione giusta, di un buon uso del tempo. Tantissime possono essere le sensazioni e le visioni che possono cogliersi.

= = = 

Pietro Polito,  custode dell'opera e delle riflessioni del grande filosofo Bobbio, in un convegno sui libri e per dare chiavi di lettura  asserisce che Bobbio era un «pacifista giuridico», privato dalla tragedia della Seconda guerra mondiale di molte illusioni, e dunque sentinella sempre vigile sul confine tra speranza e realtà. 

Dal pensiero di Bobbio e gli spunti più attuali, trae la convinzione che la «pace d'impero», come dire quella dei Trump o dei Putin, che dovesse prevalere sulla «pace di soddisfazione», sulla politica di potenza mascherata da difesa degli interessi vitali, il maestro «Bobbio invita a tener presente che nemmeno il pacifismo, pur partendo dalla valutazione della guerra come il male assoluto, giunge a considerare la pace come il bene assoluto. In realtà – osserva – questa è una rappresentazione di comodo costruita ad arte per fare dei pacifisti “un facile bersaglio”. 

Bobbio sostiene che “i pacifisti in genere non ritengono affatto che la pace da sola serva a risolvere tutti i problemi che travagliano l’umanità: ritengono invece che la pace sia sì un bene necessario, ma non anche sufficiente, e tutt’al più un bene prioritario».

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex 
magistrato e politico 
italiano, noto in 
particolare per essere 
stato Procuratore nazionale 
antimafia e antiterrorismo 
dal 2013 al 2017.

Dov’è la Mafia?

 Franco Roberti, ha rivestito l'incarico di Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e in un suo interessante libro scrive che il contrasto alla Mafia, alle mafie, in Italia non è mai stata continua e coerente, ma ha sempre avuto … una gestione emergenziale.  …. quando le organizzazioni mafiose  sparavano, uccidevano e creavano pericolo per l’ordine pubblico, lo Stato sembrava accorgersi della loro esistenza e interveniva …. intensificando l’azione repressiva. Se invece un po’   tutto taceva, se le mafie prosperavano in silenzio, se facevano affari e intrecciavano rapporti con la politica e con l’economia, le si trattava come se non esistessero.

 Di fatto le mafie sono state e continuano ad essere un elemento costitutivo, componente endemica della società siciliana, e dice qualche autore, della società meridionale.

 Dove puntare l’attenzione vigile da buoni cittadini per cogliere la presenza del fenomeno mafioso nel nostro Meridione?  Tutti i testi libreschi, tutte le inchieste e le sentenze dei Tribunali, ci segnalano che una buona finestra per farci un’idea se il fenomeno è attivo o meno sui territori e’ quello di capire se la Pubblica Amministrazione è o meno trasparente nei suoi comportamenti o fa il gioco alternativo al sistema  dello Stato e dei poteri pubblici locali.

 Certo, non è sufficiente puntare sulla eventuale cattiva coscienza di taluni pubblici soggetti. Il fenomeno mafioso possiede, pure, radici su cause sociali ed economiche storiche e attuali. Sul blog proveremo nelle prossime settimane a riflettere sulla malattia, sul cancro malavitoso e nascosto della mafia.

(Segue)

martedì 3 novembre 2026

Chi siamo? Dove andiamo?

Le domande poste su Amicizia,Amore,
dolore, dubbio sono diventate immortali
anche grazie al celebre dipinto del
1897 del pittore Paul Gauguin.

 Legami come l'amicizia e l'amore 

contrapposti al dolore e al dubbio

 Riflettendo sul mondo che ci sta attorno, in determinati momenti del nostro tempo ci viene di celebrare la tenacia e la forza sia dell'uomo che della donna, di noi tutti esseri umani, nell'affrontare la sfida dell'esistenza, esplorando i legami come l'amicizia e l'amore contrapposti al dolore e al dubbio. E però non mancano i momenti e le occasioni per riflettere ed interrogarci: 

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

= = Stando alla Scienza, siamo Homo sapiens, una specie di primati evoluti, caratterizzati da un'elevata autocoscienza, capacità simbolica e pensiero astratto. Condividiamo quasi il 99% del nostro DNA con gli scimpanzé.

= = Siamo nello stesso tempo "creatori di significato". Siamo infatti l'unico animale noto che si interroga sulla propria esistenza, capace di empatia profonda, arte, morale, ma anche di distruzione consapevole quando ricorriamo alle guerre.

= = = Tutti gli elementi pesanti presenti nel nostro corpo (come il ferro nel sangue o il calcio nelle ossa) sono stati sintetizzati all'interno di stelle morenti miliardi di anni fa. Diceva l'astronomo Carl Sagan, "siamo fatti di materia stellare".

= = =. Andiamo dove decidiamo di andare. Non essendoci una rotta predeterminata scritta nell'universo, il traguardo dell'umanità è il significato che noi stessi decidiamo di darci.

= = = E’ esistita, in tempi non lontani, la grande ondata del materialismo. In verità e’ stata e continua ad essere la necessità di dare un senso alla vita e alla morte.

Scienze sociali: l’Economia

 DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(6) di cosa si occupa la Scienza economica.

=      =      =     =     =

La distribuzione della ricchezza

 In cosa consiste il Reddito nazionale?: esso universalmente misura l’insieme dei redditi in un anno, di cui dispongono i residenti in ciascun Paese del mondo, indipendentemente se proviene da lavoro autonomo o dipendente. 

Gli economisti usano denominarlo Prodotto Interno Lordo (PIL) e usano attribuirgli la valenza di misura dell’insieme dei beni e dei servizi prodotti nel corso di un anno sul territorio di un determinato paese. Essi per calcolare il “Reddito nazionale” sottraggono dal PIL il deprezzamento del capitale che ha concorso a realizzare il prodotto (p.e. svalutazione monetaria, usura degli edifici, delle infrastrutture, delle strade che la politica non cura, dei macchinari etc).  Una volta dedotte le quote di PIL dovute al deprezzamento (generalmente in quasi tutti i Paesi mediata nel 10%), si ottiene il Prodotto Interno Netto che per gli economisti costituisce la  “produzione interna” e che -generalmente- quantificano nel 90% del PIL. 

La viabilità esterna ai centri
abitati agricoli in Sicilia
, quando
adeguatamente curata e
manutenuta, rappresenta a tutti
gli effetti un capitale fisso sociale 
fondamentale per l'economia e
la coesione territoriale.

In economia pubblica e nella
pianificazione territoriale, le
infrastrutture di trasporto rurali
 (strade vicinali, interpoderali e di
penetrazione agricola) non sono
semplici vie di transito, ma veri e
propri beni capitali durevoli di
proprietà o utilità collettiva.
Quando la manutenzione viene
a mancare, questo capitale
sociale subisce un rapido 
deprezzamento economico e
strutturale
. Strade dissestate,
 franate o isolate non solo
distruggono il valore del capitale
fisso originario, ma si trasformano
 in una vera e propria
 "diseconomia esterna" che
penalizza la competitività
dell'agricoltura siciliana sui
mercati nazionali e internazionali.



=.    =.    =.    =    =

L’ ECONOMIA, a piccoli flashes

Iniziamo con asserzioni ovvie che 

ci saranno pero’ di grande utilità.

  Noi cittadini del mondo ci serviamo nel corso delle nostre giornate di beni di consumo e di beni strumentali; i primi possono essere di consumo immediato, deperibili o meno, e servono alla soddisfazione di singoli nostri atti (p.e. il pane, la benzina); i beni di consumo durevoli (strumentali) devono servirci per le prestazioni del buon e migliore vivere (l’automobile, l’elettrodomestico…la viabilità pubblica decente …).

 I beni strumentali sono destinati a contribuire alla produzione di altri successivi beni o servizi. E … le strade pubbliche in condizione decente di transitabilità possono aiutare le aziende agricole e commerciali a sviluppare occupazione … e non solo.

 Tra i beni che contribuiscono a produrre altri beni ci sono infatti quelli che gli economisti definiscono sotto la voce di capitale fisso sociale ossia: le infrastrutture (strade, telecomunicazioni, scuole, sanità …).


  E’ scontato, e purtroppo facile cogliere, per noi che viviamo in aree interne della Sicilia, che i sistemi economici e le competenti Autorità pubbliche, di ogni Paese del mondo, non sempre o non nei tempi sperati, riescono a soddisfare. Ci riferiamo ai bisogni che crescono col diffondersi e col variare degli stili di vita e con le attese di civiltà che tutti vorremmo gustare e che i media e la formazione culturale dei nostri giorni ci aiutano a coltivare.


  Nel contesto del Paese democratico entro cui viviamo, l’Italia, se sussiste un soddisfacente livello di senso civico, collettivamente diffuso, avviene, può avvenire, che la politica locale o dei livelli superiori, riesca a  darsi da fare per ben tenere il passo rispetto alle attese dei cittadini per quanto attiene quello che qui sopra abbiamo evocato come capitale fisso sociale (viabilità interna ed esterna, di collegamento provinciale e con le aree agricole).


(Segue)

    


lunedì 2 novembre 2026

Scienze sociali: l’Economia

DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(5) di cosa si occupa la Scienza economica?

 =      =      =     =     =

 La distribuzione della ricchezza

La storia della distribuzione della ricchezza è di natura profondamente politica, che si esaurisce nell’individuazione dei meccanismi economici. Vale quindi la pena conoscere la disciplina economica che elimina la demagogia.

Serve fondamentalmente la diffusione delle conoscenze e della condivisione del sapere (il bene pubblico per eccellenza) più che di un qualsiasi meccanismo di mercato.

Consultando (o leggendo)  un qualsiasi esperto della disciplina economica avremo modo di cogliere che sempre  “potenzialmente”  esistono gli elementi di forza finalizzati al raggiungimento di una maggiore ed equilibrata  uguaglianza sociale.

=.    =.    =.    =    =

L’ ECONOMIA, a piccoli flashes

Iniziamo con asserzioni ovvie che 

ci saranno pero’ di grande utilità.


I beni economici sono
qualsiasi mezzo, materiale
o immateriale, utile a
soddisfare un bisogno
umano e disponibile in
quantità limitata. 
A
differenza dei "beni liberi" 

(come l'aria o la luce del sole, 
presenti in natura in modo 
illimitato e gratuiti), i beni 
economici sono scarsi.
 

Questa scarsità implica che 
per ottenerli sia necessario 
un sacrificio economico o 
il lavoro umano, motivo 
per cui hanno un prezzo 
di mercato.







L'esistenza, la sopravvivenza, degli individui è assicurata da cose e servizi utili (dal latino uti, servire) che nel linguaggio economico sono definiti beni.


Questi, per essere considerati tali (=beni), devono soddisfare i bisogni di uno o più individui. Un bene diventa un bene economico quando risponde al manifestarsi di un bisogno, quando ha la capacità di soddisfarlo, quando si hanno informazioni sulle sue proprietà ed è accessibile a chi ne voglia usufruire.


Il valore economico dei beni varia a seconda della relazione tra quantità disponibili e bisogni, in situazioni mutevoli e luoghi diversi: l'acqua, ad esempio, non si considera comunemente un bene economico, ma può diventarlo dove non sia liberamente disponibile.  L’evoluzione sociale e la contemporanea crescita dei bisogni hanno gradualmente ridotto il numero di tali beni.


L'attività economica (il lavoro) ha lo scopo di collegare il bisogno alla sua soddisfazione impiegando i beni, di cui occorre analizzare l'uso e la destinazione.Tutti i beni economici non sono, infatti, nello stesso rapporto con i bisogni. Per alcuni questo rapporto e’ immediato (beni diretti o di consumo: cibo, vestiario, ecc.); per altri è mediato (beni strumentali: attrezzi, macchinari), beni, cioè, che servono a produrre altri beni.

(Segue)

    

Dati Istat

 L’Inflazione.
Il tasso di inflazione annuale in
Italia è 
salito al 4,2% a
settembre 2026
, registrando una
decisa accelerazione rispetto al
3,3% di agosto e toccando il
livello più alto da settembre 2023.
Nel contesto europeo, la crescita
dei prezzi in Italia ha superato
quella delle principali economie
dell'area euro, con la Francia
ferma al 3,4% e la Germania
al 3,3%. Le stime per la chiusura
dell'ultimo trimestre del 2026
ipotizzano un picco vicino al
4,5%, prima di una graduale
decelerazione prevista per il
2027 (al 2,9%) e il 2028
(al
 2,4%).


I dati su inflazione, retribuzioni e Pil del nostro Paese diffusi in questi giorni  dall’Istat sono una doccia fredda per il governo Meloni.

La situazione di difficoltà dei conti familiari percepita da gran parte degli  italiani, quelli che vivono a reddito fisso continua ad appesantirsi.

La difficoltà probabilmente non è colpa né volontà del governo e però gli shock esterni, da ultimo quello che arriva dalla chiusura di Hormuz, ma l’opinione pubblica non sta tanto a distinguere tra «cause esogene ed endogene», come usano esprimersi gli economisti. La gente, gli elettori, giudicano in base a quello che sentono e che avvertono capitare nel loro portafoglio. E i sintomi non sono affatto rassicuranti.

 I prezzi al consumo a ottobre sono saliti -leggiamo sui giornali- dello 0,9%, il secondo più alto aumento mensile dall’ottobre 2022, nonostante il tetto al prezzo dei carburanti introdotto dall’Eni il 25 settembre. Il tasso di inflazione a dodici mesi sale al 5,4%, un bel balzo rispetto al mese precedente (4,2%), anche se in parte causato da un «effetto base» (nell’ottobre dello scorso anno i prezzi erano scesi). 

 Un’inflazione del 5,4% è la più alta dal 2023 (ed è probabile che salga ancora il prossimo mese visto che a novembre 2025 i prezzi erano scesi). L’aumento dei prezzi a ottobre è stato concentrato nei prodotti energetici e negli alimentari freschi. 

 La buona notizia, per così dire, è che l’inflazione per gli altri prodotti è ancora bassa.

La Panda non paga “bollo”

Il Governo ha approvato una
misura che trasforma l'esenzione
 dal bollo da temporanea a 
permanente e strutturale
a partire dal 1° gennaio 2027
.
L'agevolazione copre circa il
70% dei mezzi in circolazione.

=
 Sono esentate tutte le auto con
potenza 
inferiore o uguale a
80 kW
 (circa 108 cavalli) e i
motocicli.

=
 L'esenzione è riservata
 esclusivamente alle 
persone
fisiche
 e per un massimo di un
veicolo a testa
. Restano escluse
le società e le partite IVA.

= Per tutti i veicoli che superano gli
80 kW di potenza o appartengono a
società, rimangono in vigore le
regole standard.





 Dal 2027 il bollo auto sparirà. 

Il decreto governativo esenta dalla tassa di possesso le auto fino a 80 kW, circa 109 cavalli, con un limite: l’agevolazione vale per una sola vettura per persona fisica. Con la legge di Bilancio sembrerebbe di capire  che la misura sarebbe strutturale e non solamente riservata al 2027.

 Qualche esempio concreto,

 Una Fiat Panda 1.0 Hybrid paga oggi circa 131,50 euro l’anno di bollo: dal 2027 non pagherà più nulla. Medesimo discorso vale per una Toyota Aygo X Hybrid, modello che oggi paga circa 175 euro di tassa e dal prossimo anno sarà esente. Il caso della Aygo X chiarisce un dettaglio importante: per le ibride la potenza si calcola solo sul motore a benzina, non su quella complessiva del sistema. La piccola Toyota, così come altri modelli, dichiara 116 cavalli, ma il termico (benzina) ne eroga 92, pari a 68 kW, e per questo rientra sotto la soglia.

Finora l’esenzione valeva e continua ad essere valida per:

1) Disabilità: Esenzione totale per i veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità (Legge 104), previa domanda entro 90 giorni.
2) Auto Storiche: Esenzione totale per i veicoli con più di 30 anni; riduzione del 50% per i veicoli di interesse storico tra i 20 e i 29 anni. 
3) Elettriche: Esenzione totale per i primi 5 anni dall'immatricolazione in tutta Italia; in alcune regioni (come Lombardia e Piemonte) l'esenzione resta permanente.

sabato 31 ottobre 2026

Scienze sociali: l’Economia

Sappiamo che tracciare origini e motivazioni di una disciplina sociale, quale è l’Economia, non risulta a primo impatto molto attraente per i lettori. Però riteniamo che quanto seguirà sarà via via nel tempo di massimo interesse per loro. Tratteremo delle motivazioni che rendono gonfio o meno il portafoglio di famiglia e pure quello individuale. Non useremo, peraltro, nessun metodo matematico.

=   =   = (5)

 L’ ECONOMIA, a piccoli flashes

L’economia di scambio è un 
sistema economico in cui gli
individui o i gruppi non
producono in modo isolato e
autosufficiente (autarchia), ma si
specializzano in base al proprio 
vantaggio comparato e cedono
i beni o i servizi in eccesso per
ottenere ciò di cui hanno bisogno.




L'ECONOMIA DI SCAMBIO

Lo scambio di beni e servizi nasce con la divisione del lavoro: più ampia e diversificata è la specializzazione dell’assetto socio-produttivo di un “paese”, maggiore è il ricorso allo scambio. Effettuato all’alba dell’umanità sotto forma di baratto, poi attraverso un bene standard, la moneta, esso (lo scambio) ha reso più intensi i rapporti fra gruppi sociali e culturali diversi, portando alla dilatazione dei mercati, che -ai nostri giorni- per determinati beni sono mondiali.


I «segnali» che consentono a ciascuno di noi di effettuare (o non effettuare) le scelte economiche sono i prezzi: essi dipendono dalla quantità del bene sul mercato e servono ad equilibrare l'offerta e la domanda di ogni prodotto. Ogni transazione economica ha un costo, che può essere tanto alto da scoraggiare la produzione, creando squilibri e disfunzioni del mercato.


Le basi per lo scambio (beni contro moneta) stanno nella divisione del lavoro. Proveremo a tratteggiare i mercati delle varie esigenze e la conseguente determinazione dei prezzi, la presenza o meno della libera concorrenza e altre forme di mercato. E sopratutto ci soffermeremo sul controllo sociale e sopratutto sul mantenimento delle «regole del gioco». 


Le disfunzioni del mercato, che stiamo in questi giorni subendo per l’acquisto dei carburanti le coglieremo nella scarsità, nel razionamento e nel mercato nero; nel dumping e nella discriminazione dei prezzi; nei cartelli e trust. Ed ovviamente sull’assetto, la Natura ed il ruolo dell'organizzazione economica vigente in un Paese.


Avremo spazio e tempo (speriamo) per fotografare L'impresa sotto ogni profilo: costi e funzioni di produzione, produttività e progresso tecnico, come pure L'organizzazione famiglia, l’Equilibrio e la sovranità del consumatore: mito e realtà.

 Proveremo a trattare l’Equilibrio economico generale ed i problemi dell'economia del benessere. Contiamo di riuscire via via a interpretare il senso della politica economica  perseguita da un governo di centro-destra e da un governo di centro-sinistra, in qualsiasi parte del pianeta.


=. = =


martedì 27 ottobre 2026

Scienze sociali: l’Economia

 DEFINIZIONE DI ECONOMIA: È UNA DISCIPLINA CHE STUDIA LE RELAZIONI TRA GLI AGENTI ECONOMICI, COME LE FAMIGLIE, LE IMPRESE, LO STATO, LE BANCHE E IL SISTEMA FINANZIARIO, E IL RESTO DEL MONDO.

 ====(4) di cosa si occupa la Scienza economica?

La carriera di Paolo
Forcellini è indissolubilmente
legata al mondo del
giornalismo economico e
della saggistica: è stato
per moltissimi anni 
a
capo dei servizi di
economia e interni del
settimanale L'Espresso
,
testata per la quale ha
curato a lungo la celebre
e influente rubrica di
retroscena politici ed
economici 
«Riservato». 





In passato  si dava per scontato che una situzione di larga disoccupazione determinasse un abbassamento dei salari. Oggi un’alta disoccupazione complessiva può  tranquillamente convivere con retribuzioni rapidamente crescenti. Prima ancora la disoccupazione in generale si può accompagnare con forti tensioni su segmenti particolari del mercato del lavoro, con scarsità, ad esempio, di lavoratori  superqualificati o della manodopera più dequalificata. E’ sotto gli occhi di tutti la crescente presenza di forze di lavoro straniere in Italia benché il tasso di disoccupazione superi in più territori il 10 per cento. 

Il mercato del lavoro  si è articolato in tanti sottomercati solo parzialmente fra loro comunicanti. Certe professioni non sono più accettate dalla popolazione autoctona perché giudicate degradanti o poco remunerative, per certe altre i tempi di acquisizione della professionalità sono molto lunghi ed è dificile ottenere un pronto adeguamento tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le prescrizioni generali valgono quindi sempre meno, e questo è un fenomeno che concerne un buon numero dei tradizionali strumenti aggregati» dell'analisi economica.


Prendiamo ad esempio gli investimenti. 

Fino a tempi relativamente recenti era una convinzione consolidata che più investimenti significassero più occupazione. Ora questa «legge» ha un valore relativo: in tempi di informatica e di automazione un incremento degli investimenti può determinare anche una riduzione dell'occupazione. Per altro verso gli investimenti in nuove tecnologie, quando si sostituiscono a quelli di tipo tradizionale, possono ridurre il livello complessivo di investimento (perché spesso meno costosi) ma aumentare notevolmente la produttività. In generale, le differenziazioni settoriali e all'interno dei settori produttivi si sono molto accentuate negli ultimi anni, rendendo necessari approcci altrettanto differenziati.

Un altro fattore che ha complicato la vita degli economisti e resa più effimera quella delle teorie economiche è l'accresciuta interdipendenza internazionale delle economie. La teoria economica ha elaborato strumenti e indicazioni adeguati a governare con ragionevole prevedibilità dei sistemi chiusi, delle economie nazionali, mentre i sistemi economici di tutto il mondo sono tra loro sempre più interconnessi. 

L'innalzamento o l'abbassamento dei saggi di interesse negli Stati Uniti o in Giappone provoca importanti conseguenze anche in Italia, così pure le variazioni nei cambi tra le monete, o l'aumento delle esportazioni di questo o quel paese. L indebitamento di alcuni paesi poveri non e’ affatto una questione che riguardi loro  e loro soli.

Fermiamoci qui, anche se gli esempi potrebbero continuare a lungo.

Molte leggi generali assumono quindi oggi una validità assai più circoscritta e relatica. Ma tutto cio’ non può significare che vi è meno bisogno di economia, ma, anzi, che le nostre conoscenze economiche debbono aumentare sensibilmente.

Paolo Forcellini

giornalista, economista e scrittore italiano originario di Venezia

Per molti anni a capo dei servizi di economia e interni del 

settimanale l'Espresso, curando anche la storica rubrica Riservato

lunedì 26 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex
magistrato e politico italiano,
noto in particolare per aver
ricoperto la carica di 
Procuratore nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il 25 luglio 2013 è stato
nominato dal CSM alla
guida della 
Direzione Nazionale
Antimafia
, ruolo che nel 2015
è stato esteso anche alle
funzioni di contrasto al terrorismo
internazionale. Ha mantenuto
l'incarico fino al pensionamento
nel novembre 2017.
Nel dicembre 2017 è stato
nominato consigliere del
Ministro dell'Interno per le
materie di terrorismo e
criminalità organizzata.
Alle elezioni europee del 2019
è stato eletto come capolista
del 
Partito Democratico nella
circoscrizione Italia meridionale.
Ha fatto parte della 
IX legislatura
del Parlamento Europeo
,
concludendo il mandato nel
luglio 2024.


Dov’è la Mafia?

Verosimilmente la risposta al quesito scritto in rosso è: la mafia è ovunque. Lo sostiene in un suo libro l’ex magistrato Franco Roberti. Lo confermano le inchieste della Magistratura e dei media e l’esperienza delle coscienze civiche che lasciano tutte, costantemente, intendere che la mafia è ovunque. L’indice che ci fa dire che essa sta ovunque in Italia e’ -anche- la corruzione diffusissima all’interno di tantissimi ambienti.

Mafia non è soltanto quella che con metodi violenti e di intimidazione ci induce o vorrebbe indurci ad atti di subordinazione. Le mafie si servono di intimidazioni, ma frequentemente puntano a servirsi del denaro. Questo serve loro per alcuni dei loro comportamenti, quale il ricorso alla corruzione.

Le ingentissime risorse finanziarie di cui essa dispone (provenienti dalle tante attività illecite) vengono riciclate e le servono per corrompere o per metterle a disposizione di imprese che operano nella legalità. Facendo ciò, la Mafia, già altera finanziando imprese a lei vicine la concorrenza e squilibrando conseguentemente il mercato. Tante imprese legali sono costrette a chiudere perché impossibilitate a competere in condizioni impari sul mercato. Ciò e’ un danno comunitario oltre che una slealtà alla concorrenza su un mercato che dovrebbe essere libero.