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domenica 6 settembre 2026

Parole frequenti sui media


Exclave

La città di Ceuta (come quella di Melilla) costituisce un’exclave della Spagna in Marocco. 

Con «exclave» si intende un’area che appartiene a uno Stato ma è separata dal resto di quel Paese e completamente circondata dal territorio di un altro Stato. Dal punto di vista di questo Stato che la circonda, quella stessa area appartenente a un altro Paese è invece un’«enclave». Sono enclave, la Città del Vaticano e San Marino, entrambi interamente circondati dall'Italia.

Campione d'Italia: è un'enclave per la Svizzera (perché è circondata dal suo territorio) ed è un'exclave per l'Italia (perché separata dal resto dello stivale).

sabato 5 settembre 2026

Il Novecento, per flash (2)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Il secolo breve
(The Age of Extremes:
The Short Twentieth
Century, 1914-1991)
e’ un celebre saggio
storico scritto dallo
storico marxista
britannico Eric
Hobsbawn
 nel 
1994.



Quando inizia il xx secolo? Se ci si attiene rigorosamente al calendario la risposta è ovvia, ma diversi aspetti che caratterizzarono gli anni dal 1900 al 1914 possono essere considerati la continuazione delle tendenze del XIX secolo.

Nelle società industriali ancora in quell’alba di secolo relativamente poco numerose, i progressi tecnologici intensificarono la stratificazione sociale, mentre la maggioranza della popolazione del resto del mondo, non potendo accedere a tale sviluppo, era ancora occupata nell'agricoltura e nella manifattura tradizionale. 

Questa innovativa situazione determinò le diverse forme di un ordine mondiale imperialista e in particolar modo, in Africa e in Asia, quelle del colonialismo, anche se quest'ultimo si sviluppò all'interno di un contesto politico in cui continuavano a sussistere gli imperi multietnici austro-ungarico (retto dalla monarchia asburgica) e russo (retto dagli zar).

Questa situazione, caratterizzata da competizioni, crisi e alleanze, fu aggravata dallo scatenarsi delle rivalità coloniali.


Se si accetta tale assunto, la cesura con il XIX secolo si produsse con la Prima Guerra Mondiale; è allora infatti che iniziò veramente quello che Eric J. Hobsbawn chiamò il "secolo breve".


I primi anni del dopoguerra

Una volta stabilito che il secolo XIX si concluse con le ultime battaglie dell'assurda guerra del 1914-1918, e’ doveroso constatare che i problemi economici e sociali che si manifesteranno nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che aveva esercitato per secoli. Da creditrice divenne debitrice, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. L'ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, Félix Weingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il " comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.

Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. 


Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)


giovedì 3 settembre 2026

L’exclave di Ceuta

 Ceuta e Melilla

Il primo ministro spagnolo 
Pedro Sánchez ha difeso
fermamente la sovranità
perpetua di Ceuta e Melilla
,
dichiarando dinanzi al Congresso
dei Deputati che le due exclave
«
sono spagnole e
continueranno a esserlo
fino alla fine dei tempi
».

Ceuta fa parte del sistema
politico ed economico dell'UE,
ma ha una deroga per quanto
riguarda il sistema doganale (è
un porto franco e si trova
fuori dall'unione doganale
ordinaria).



A più di un mese dall’ingresso in massa di oltre 72.000 migranti irregolari marocchini nell’exclave di Ceuta, il primo ministro spagnolo ha riferito in Parlamento sui fatti. Il leader socialista ha dichiarato che anche la Commissione europea, «ha documentato la partecipazione di account e pubblicazioni collegati a ecosistemi informativi russi e filo-israeliani, ai quali si sono uniti anche alcuni esponenti dell'estrema destra internazionale e dell'estrema destra spagnola, che hanno approfittato della tragedia per fomentare paura e odio».

  Ha ribadito che non risultano «prove concrete» di una responsabilità delle autorità del Marocco, benché proprio in questi giorni sia filtrato un rapporto della Polizia Nazionale che indica la complicità di agenti di sicurezza marocchini nell'ingresso di migranti nella città autonoma, pur non implicando direttamente il governo di Rabat o i suoi servizi segreti.

 Sanchez ha confermato di essere costretto a muoversi come un equilibrista, per non scatenare un braccio di ferro con il confinante Marocco. «Mi tocca gestire questa crisi con rigore e con prudenza», ha detto Sánchez attaccato dall’opposizione di destra. Il premier ha negato che il governo abbia ricevuto una «allerta straordinaria» prima dell'ingresso di massa dei migranti pur riconoscendo che «tutte le istituzioni statali hanno rilevato un aumento degli arrivi nella città autonoma… un picco significativo, ma tutt'altro che senza precedenti o eccezionale».


mercoledì 2 settembre 2026

Attenti al gorilla!

A differenza dell'imperialismo
statunitense del secondo
dopoguerra, storicamente
mascherato da retorica sulla
difesa della democrazia e dei
diritti umani, la postura
diplomatica e militare di
Trump viene descritta
come più esplicita,
transazionale e focalizzata
sul dominio territoriale ed
economico diretto.


Spunti ripresi dai giornali di oggi

 Di un presidente statunitense che, nelle elezioni di metà mandato, perde la maggioranza parlamentare in uno o verosimilmente in entrambi i rami del Congresso, si dice che diventa «un'anatra zoppa». 

 Secondo l'Economist, però, Donald Trump potrebbe invece trasformarsi in un gorilla invecchiato, vendicativo.  Si, incanutito e ingrugnito. 

  La seconda presidenza Trump è stata caratterizzata sin da subito da risentimento e discorsi di conquista quasi imperialista. Al suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Trump ha definito "stupidi" i presidenti precedenti per aver rinunciato al controllo americano della Groenlandia dopo la seconda guerra mondiale, o per aver ceduto il Canale di Panama a Panama, promettendo di riprenderseli entrambi. 

  Non si trattava di semplici mosse di facciata. Tutto e’ cominciato a gennaio, dopo che le truppe americane avevano prelevato il leader venezuelano dalla sua residenza, consentendo a Trump di scegliere personalmente un governante più malleabile per quel Paese ricco di petrolio», e poi e poi ….

Chi è?

 Alessandro Di Battista
Nel panorama socio-politico
italiano, 
Schierarsi è
un'
associazione culturale e
movimento civico
 fondato
nell'aprile del 2023, di cui 
Alessandro Di Battista è il
vicepresidente e principale
esponente.



Ha fondato un’associazione: Schierarsi. È l’associazione creata nell’aprile 2023 da Alessandro Di Battista, oggi guidata dal presidente Luca Di Giuseppe, che vede il fondatore nel ruolo di vicepresidente. L’idea è di coinvolgere gruppi di cittadini «nella costruzione di proposte e progetti nell’interesse del Paese». Tra i temi seguiti, la sanità pubblica, la sostenibilità, la pace e la lotta alla criminalità organizzata. 

 Alessandro Di Battista vive queste ore ricoverato a L’Avana con la vicinanza di persone a lui care. E con l’aiuto di una equipe romana. L’ex deputato, insomma, non è più fisicamente solo. Con lui c’è la compagna, Sahra Lahousnia, un amico dell’ex M5S e il presidente di Schierarsi, Luca Di Giuseppe. E proprio l’associazione fondata dall’ex parlamentare ha voluto dare un doppio segnale. Non solo la presenza a Cuba del presidente, ma anche un messaggio per tutelare la privacy del suo leader.

 Le polemiche, intorno alle condizioni e le spese per il suo rientro in Italia vengono spente così, direttamente dall’interessato: «Sono assicurato, non è necessario l’aereo di Stato». Parole pronunciate con cortesia e gratitudine — riferiscono — da Di Battista. Nessuna volontà di prendere le distanze dall’offerta del governo che, peraltro, garantisce che l’Italia sta prestando l’assistenza che per prassi offrirebbe a qualsiasi cittadino nelle stesse condizioni.

martedì 1 settembre 2026

Tanti di noi sono nati nel ‘900

 

Sul blog sono un’infinità le tematiche che gli amici lettori vorrebbero fossero trattate. E però sono sulle dita di una mano che si contano i collaboratori reali del “Blog”. E’ ovvio che accettiamo e gradiamo ogni suggerimento utile sui contenuti da affrontare, tuttavia ci piacerebbe che ad ogni suggeritore si aggiungesse un collaboratore-autore.

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 Evocare alcuni passaggi del Novecento ci e’ sembrato un suggerimento meritevole di essere accolto perché in quel secolo stanno molte radici del nostro attuale vivere ed anche perché il suggeritore (Nicola, nome non vero) si è dichiarato disponibile a fornire almeno un testo settimanale. E per presentare la pagina suggerita ha allegato un foglietto di cui qui riportiamo spunti su cui si dichiara disponibile ad esplicarne storia, senso e sviluppi.

1) Sigmud Freud pubblica un libro “L’interpretazione dei sogni” che apre nuovi percorsi alla conoscenza degli esseri umani, sopratutto ai loro istinti, sentimenti ed emozioni.

2) Con i raggi X la medicina e la fisica fanno grandi balzi in avanti ed ancora vengono debellati il vaiolo, la poliomielite, la tubercolosi ed e’ normale continuare a vivere oltre gli ottant’anni.

3) Albert Einstein  ha rivoluzionato la concezione della natura e della materia. Oltre a sfruttare l’energia nucleare, l’uomo sta puntando ad utilizzare l’immensa fonte che e’ il Sole.

4) si sta lavorando per creare la vita in provetta, di prevenire le malattie ereditarie, di influenzare il clima che proprio in questi giorni ci sta tenendo sotto tiro.

5) sono scomparse tre ideologie mortifere, fascismo, nazismo e comunismo. 

A Nicola e a quanti altri interessati, assicuriamo che il Blog ha sempre accolto suggerimenti e testi e quando non sono stati firmati sono stati assunti dai responsabili del blog.

^^^^

 Assicuriamo comunque che e’ in corso l’elaborazione di un progetto che renda più coinvolgente e culturalmente vasto e più interessante il blog.

sabato 29 agosto 2026

Parole frequenti sui media


La Coalizione dei Volenterosi
è sorta su iniziativa guidata
da Francia e Regno Unito. La 
Coalizione riunisce diversi
Paesi europei con l'obiettivo di
garantire una cooperazione
strutturata a lungo termine a
favore dell'Ucraina, sopperendo
ai momenti di incertezza
legati agli aiuti statunitensi.


volenterosi

La coalizione dei Volenterosi è nata il 17 febbraio 2025 a Parigi, su iniziativa del presidente francese Macron e dell’ex premier britannico Starmer. Riunisce 35 Paesi con l’obiettivo di fornire solide garanzie di sicurezza all’Ucraina e spingere alla difesa comune. Nel 2003 l’espressione Coalition of the Willing fu usata dal presidente Usa Bush per l’alleanza nata con lo scopo di abbattere il regime di Saddam in Iraq.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha il 24 agosto u.s. presentato i dettagli di un piano elaborato insieme a Stati Uniti ed UE. La proposta prevede un cessate il fuoco e la successiva creazione di una zona economica libera cuscinetto, con un arretramento delle truppe russa e ucraina sotto la supervisione di una terza parte amministratrice.

venerdì 28 agosto 2026

Cittadino consapevole (7)

 L’Economia, una scienza sociale

Con una narrazione lungo il tempo storico stiamo seguendo una percorso evolutivo per arrivare all’invenzione della moneta cartacea, ossia al facilatore dello scambio commerciale, e quindi dello sviluppo socio-economico accelerato dei nostri tempi.

La moneta metallica nasce
in Asia Minore (Lidia) nel VII
secolo a.C.
 e arriva subito dopo
in Europa 
grazie alle colonie
greche
, che iniziano a coniare i
primi pezzi in argento e bronzo
per facilitare i commerci nel
mar Egeo e in Magna Grecia.
 
I Romani
: Inizialmente
usano pezzi di bronzo non
 lavorato pesati sulla
bilancia (
aes rude), poi
creano il denario
d'argento nel III secolo a.C.



==  == ==
L’invenzione della moneta (III)

 Gli schiavi erano, lungo il tempo entro cui stiamo svolgendo la narrazione che porterà all’affermazione della “moneta”, merce di scambio fra le più ambite. I mercanti si rifornivano in Africa e ovunque fossero disponibili: i  Bahnars dell'Indocina ne davano uno per 5 bufali, o per 7, a seconda delle sue capacità e del suo stato fisico, ma anche 7 pignatte bastavano a portarsi via un uomo in buona salute. Nella Grecia omerica - si legge nell'«Odissea» - Laerte diede 20 buoi per avere Euriclea, la fedele nutrice di Ulisse che lo riconobbe dopo vent'anni quando tornò a Itaca.

Nell'antica Irlanda una schiava valeva 3 mucche e uno schiavo 7 schiave. Ovunque il bene più diffuso per il baratto fu il bestiame, col quale si pagava qualsiasi cosa: il testo sacro dell'Avesta stabilì i compensi del medico che, a seconda della cura, andavano da un semplice pezzo di carne a un'asina da latte, o un bue, o 4 cavalli.

Ma onestà voleva che la parcella in natura fosse saldata solo se il paziente era guarito. Col bestiame si pagavano tasse e ammende che a Roma, per i diversi reati, potevano essere di due montoni o di 30 buoi. Anche gli atleti vincitori delle gare ricevevano in premio capi di bestiame. 


Greggi e armenti servivano a tutti, e in epoche in cui il libero pascolo abbondava, mantenerli costava quasi niente, per questo motivo ebbero largo impiego negli scambi tanto che, successivamente, nelle varie lingue la parola che indica il denaro prese la stessa radice della parola usata per il bestiame: in sanscrito «roupan significava gregge e rupia si chiamò la moneta. In latino, da «pecus», gregge, venne una serie di parole: pecunia, denaro; peculium, piccola somma data dal padre in amministrazione al figlio; il peculato, ossia il furto di armenti, è la parola poi passata a definire il reato del pubblico ufficiale che si appropria del denaro a lui affidato. La stessa parola «capitale» viene dai capi di bestiame che costituivano un investimento.


Il pagamento in bestiame fini per rivelarsi scomodissimo: era mal divisibile per i piccoli acquisti, occupava troppo spazio nelle navi mercantili e un'epidemia poteva distruggere quanto si era appena guadagnato. Quando si diffusero i metalli, essi divennero la nuova moneta: si trasportavano più facilmente, non si alteravano, erano necessari a tutti, avevano un valore stabile a seconda del peso ed erano divisibili anche in piccole quantità.

Circolavano a mattoni, a blocchi, in verghe, in polvere, sotto forma di vanghe, coltelli, foggiati ad anelli e bracciali; per i grossi affari si cedevano addirittura miniere.


(Segue)

giovedì 27 agosto 2026

La società degli uomini

La giustizia umana è passata
dalla vendetta privata e dalle
leggi del taglione dei primi
codici antichi
 ai sistemi di
diritti universali
. Questo
cammino ha trasformato la
regola del più forte in norme
scritte, per limitare il potere e
difendere la dignità di ogni
persona.

Dopo le tragedie del
Novecento, il mondo ha
creato carte
internazionali per
proteggere le persone
anche contro le leggi
ingiuste dei propri Stati.




 La giustizia? 

Ogni popolo, fin dalle comunità più antiche, ha sempre punito gli atti criminali che minano profondamente le basi della società. All'inizio fu solo una vendetta privata degli offesi contro chi li aveva danneggiati, ma in seguito, quando la vendetta divenne obbligatoria e nessuno poté più sottrarsi al proprio dovere, allora si trasformò in un fatto sociale.


E questo primo embrione di giustizia cominciò ad organizzarsi confondendosi magari con elementi religiosi: le azioni proibite erano «tabù» e infrangere un «tabù» equivaleva all'estromissione dalla comunità o alla morte. Anche se ampiamente applicata, la morte non era la sola pena riservata agli assassini. Cosi i congiunti delle vittime escogitavano punizioni alternative crudelmente raffinate: gli indiani Omaha d'America, per esempio, obbligavano il colpevole a espiare restando isolato, con le mani sui fianchi, il collo fisso in una sola direzione, nutrito di cibi freddi e coperto da un mantello per un periodo che poteva raggiungere i quattro anni.

La vittima doveva essere comunque vendicata, anche se la causa della sua morte era accidentale: così se l'individuo era caduto da un albero, se ne segava il tronco alle radici; se era stato sbranato da una belva, si organizzava una battuta di caccia per eliminare l'assassino.

Il diffusissimo tabù dell'incesto comportava pene che andavano dalle multe, all'esilio, alla morte; l'adulterio invece a volte poteva essere superato con una comune litigata, altre volte però comportava l'amputazione delle mani, lo sventramento, ripudi, sfregi, evirazioni dell'amante, ecc. Gli indiani Semang strappavano i capelli all'infedele e le staccavano il naso con un morso. I Batacchi divoravano sia incestuosi che adulteri. Nel Gabon la moglie traditrice era abbandonata su un formicaio finché gli insetti non l'avevano divorata.

Col tempo altre norme giuridiche divisero il reato in reato di tipo privato, soggetto alla vendetta personale, e reato di tipo sociale, punito dalle strutture statali che consideravano la trasgressione un sacrilegio contro gli dei.

A questo punto si apriva il fantasioso e cruento ventaglio delle punizioni.

Nell'antico Egitto i tribunali comminavano i lavori forzati nelle miniere, varie mutilazioni (una mano, la lingua, il naso, le orecchie), il rogo, la decapitazione; a volte il condannato veniva esposto infilzato a un palo.

Ma la pena più temuta era sicuramente quella di essere immerso vivo nel matron, ossia una soda corrosiva, oppure di essere imbalsamato vivo.


Ai personaggi di censo, di solito, venivano risparmiate simili sofferenze, se provvedevano a uccidersi da soli. Anche Sumeri e Babilonesi punivano molto crudelmente i loro criminali.

E quando vi era qualche dubbio si rimandava all'ordalia, al giudizio divino.

L'indiziato veniva gettato nell'Eufrate: se affogava aveva pagato per le sue colpe, se si salvava, gli dei avevano riconosciuto la sua innocenza.


«Occhio per occhio, dente per dente» diceva la Bibbia: la legge del taglione, ossia ripagare il criminale con lo stesso reato, fu a lungo e in molti paesi una forma di giustizia-vendetta. A Babilonia, se una casa mal costruita crollava sul proprietario, era condannato a morire chi l'aveva eretta. Ma se sotto le macerie rimaneva il figlio del proprietario, doveva soccombere il figlio del costruttore.

(Segue)


sabato 22 agosto 2026

Contessa Entellina, per noi è sempre “Hora”

Contessa Entellina
in lingua arbëreshe,
 
Hora e Kuntisës (o 
semplicemente 
Horë, che 
significa il paese o la città). 
Fondata nel XV secolo, è 
una storica comunità 
arbëreshe in Sicilia di 
rito greco-bizantino.




Pagine di Storia, memorie e curiosità 


Ricordo alcuni anni fa di avere avuto sul blog un pubblico confronto, con quello che era l’ultimo dei monaci  basiliani che permaneva al Monastero Basiliano SS. Salvatoresituato sulla sommità della collina Sklizza a Piana degli Albanesi. Si tratta del complesso monumentale, edificato nella prima metà degli anni '50 dai monaci basiliani dell'Abbazia di Grottaferrata, caratterizzato fra altro da una chiesa in stile neo-bizantino con rivestimenti in mattoni e marmi locali. 

 Su una pagina del blog, riferendomi al paese di Contessa Entellina, avevo usato il termine arbereshe “Hora”, parola che noi tutti contessioti usiamo per riferirci al nostro centro abitato, da sempre. La tesi del monaco basiliano era che quell’appellativo, “Hora”, competeva solamente a Piana degli Albanesi. Il confronto e le argomentazioni durarono per più giorni: ognuno rimase comunque sulle proprie convinzioni.

= = =

 Quel confronto, comunque interessante per i temi che vennero svolti, mi e’ tornato in memoria nel confronto con due amici che si propongono, ed insieme ci proponiamo, di dedicare alcune pagine del blog alla nostra Contessa Entellina, quella di oggi, quella delle strade deserte, delle aule con pochi alunni, dei giovani che conseguono un titolo di studio e poi, tutti, proprio tutti, emigrano.

 Si, …  ci proponiamo di discutere dell’immenso patrimonio edilizio post-terremoto,  nella stragrande maggioranza dei casi, disabitato. 

 Le tematiche saranno comunque tante e varie, tutte, riteniamo, culturalmente e socialmente interessanti. Oltre agli inevitabili temi a sfondo socio-economici, l’amico architetto, tratterà del “vivere la casa” e del “vivere il territorio”, due situazioni che si possono combinare e condizionarsi reciprocamente.

 Come sempre, chi vuole potrà dire il proprio pensiero.


 

  

mercoledì 19 agosto 2026

Ottant’anni di Repubblica

 

La nostra e’ una repubblica
parlamentare unitaria, fondata
ufficialmente il 2 giugno 1946
a seguito del referendum
istituzionale. Legge fondamentale
e’ la Costituzione della 
Repubblica Italiana, entrata
in vigore il 1’ gennaio 1948.


La Repubblica Italiana fu voluta nel 1946 soprattutto dai partiti antifascisti di massa del Centro-Nord (in particolare socialisti, comunisti e repubblicani) e dal voto popolare delle regioni centro-settentrionali, a fronte di un forte orientamento monarchico concentrato invece nel Mezzogiorno.

 Il Partito Socialista, il Partito Comunista e il Partito Repubblicano fecero una campagna decisa e netta per la soluzione repubblicana, legandola alla rottura totale con il fascismo.

 La DC lasciò libertà di coscienza ai propri elettori, sebbene il leader Alcide De Gasperi e una parte rilevante del partito scelsero e favorirono l'opzione repubblicana per garantire una transizione democratica stabile.

 Per l’esito in favore della Repubblica fu fondamentale la partecipazione di massa al primo voto a suffragio universale, con il forte contributo delle donne italiane che votarono per la prima volta a livello nazionale.

 Il Centro-Nord fu il vero motore della vittoria della Repubblica (12.717.923 voti totali a livello nazionale contro i 10.719.284 della monarchia), grazie a una forte mobilitazione popolare e operaia segnata dall'esperienza della Resistenza. 

 Il Meridione espresse, in netta maggioranza, la preferenza per la conservazione della Monarchia, percepita come elemento di continuità e stabilità, avendo esso meno subito le devastazioni dirette dell'occupazione e della guerra civile del nord.

= = = 

Ci proponiamo di riportare sul blog, con frequenza, situazioni e fatti su “Ottanta Anni di Repubblica Italiana”.

martedì 18 agosto 2026

Invecchiare … e’ vivere

La vecchiaia non deve far paura
Finché il nostro corpo e la nostra
mente cambiano, significa che
siamo biologicamente attivi e
stiamo accumulando esperienza,
ricordi e consapevolezza.
La scienza moderna e la medicina
non vedono più il passare degli anni
come una passiva rassegnazione,
ma promuovono il concetto di 
invecchiamento attivo
. Per fare
in modo che questo viaggio sia
pieno e soddisfacente, la ricerca
scientifica suggerisce di agire su
alcuni pilastri fondamentali
della longevità’.


Accettare lo scorrere del tempo
permette di valorizzare la propria
storia personale, le competenze e
i successi, trasformando ogni
anno in più in una conquista e
non in una perdita.



E’ capitato leggere che dall’anno Mille fino ai primi del Novecento la durata media della vita non ha mai superato i quarant’anni. Poi nel corso del Novecento si è avuto il grande balzo in attesa di altri insperati traguardi.

 Dopo millenni di relativa stabilità, l’esistenza ha compiuto un grande salto: i centenari che nel Novecento rappresentavano un’eccezione, ora ai nostri giorni si contano a migliaia. Siamo, ai nostri giorni, al punto di ritenere che la morte di un ottantenne viene ritenuta prematura ed avviene più per malattia che per usura fisiologica.

 Gli esperti ci spiegano che la decadenza di certe funzioni (al livello corticale, alla parte più esterna di un organo) si è spostata sensibilmente più avanti. Si ritiene, in linea generale, che il sessantacinquenne che va in pensione ha ancora da vivere almeno una ventina di anni. 

 A fronte di questo quadro umano si ha che una significativa fascia di popolazione che rischia di trovarsi classificata “vecchia” e inoltre individualmente “sola”. Esistono fasce di popolazione che seppure pluriottantenne non conoscono cosa significhi “pensionamento”, specialmente nel mondo della politica (=gerontocrazia). Vero è che gli antichi (Platone, Plutarco …) additavano come ideale per gli anziani proprio l’attività politica (perché dotati di esperienza, equilibrio, distacco, ragionevolezza). Questa visione, ai nostri giorni non si può sicuramente generalizzare. Sono stati grandi politici anziani Churchill, De Gaulle, Pertini e qualche altro personaggio, ma le stature politiche quando vengono fuori non dipendono dalle età.

(Sul tema, contiamo di dover ancora riflettere)

mercoledì 12 agosto 2026

Parole frequenti sui media


Report è lo storico programma
televisivo italiano di giornalismo
investigativo, in onda in prima
serata su Rai 3 la domenica
alle ore 20:30
. Ideato storicamente
da Milena Gabanelli, dal 2017 è
condotto e guidato da 
Sigfrido
 Ranucci.


Il programma è al centro della
cronaca giudiziaria a causa
dell'inchiesta della Procura di
Roma su Valter Lavitola, indagato
 per aver commissionato una
finta bomba davanti alla casa di
Ranucci. Secondo l'accusa,
il gesto non era un attentato
violento, ma un piano per
spingere l'opinione pubblica a
sostenere una (mai avvenuta)
 carriera politica del giornalista,
allontanandolo di fatto dalla
conduzione del programma
.

Report

E’ la denominazione della trasmissione Rai di giornalismo investigativo condotta dal 2017 da Sigfrido Ranucci, e prima di lui da Milena Gabanelli (1994-2016). Vi lavorano in tutto dieci persone, che fanno da supporto agli autori freelance che realizzano le puntate. Sono andate in onda 553 puntate, di 120 minuti l’una, in 29 edizioni.

Valter Lavitola, 60 anni, è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione.

L’attentato era finto: mirato ad «accrescere la popolarità» di Sigfrido Ranucci e «favorirne l’ascesa politica» per garantire un «ruolo di primo piano nel nuovo scenario» a chi lo aveva commissionato. Ma lui, il mandante, «l’amico fraterno» Valter Lavitola, in carcere ieri ci è finito davvero. 

sabato 8 agosto 2026

Italia/Spagna: un confronto non calcistico

 

Il confronto politico tra Italia e
Spagna si è trasformato, 
nell'agosto
2026, in una dura crisi diplomatica
ed istituzionale focalizzata sulla
gestione dei flussi migratori e
sulla sospensione del trattato di
Schengen
. Il culmine delle tensioni è
scaturito dalla decisione del governo
italiano di introdurre controlli alle
frontiere interne a seguito dell'arrivo di
circa 72.000 migranti nell'enclave
spagnola di Ceuta.
La divergenza ideologica riflette due
opposti modelli di governance e
di posizionamento europeo, guidati
rispettivamente dalla Premier italiana
Giorgia Meloni e dal Primo Ministro
spagnolo Pedro Sánchez.

La ritorsione della Spagna: 
A partire dalla mezzanotte di sabato
8 agosto, Madrid ha reintrodotto
per ritorsione i controlli
temporanei di frontiera su tutti
i collegamenti aerei e marittimi
provenienti dall'Italia, colpendo
porti e aeroporti.

Mentre Palazzo Chigi tenta di
minimizzare lo scontro definendo
la misura come "non ostile" verso
un Paese amico, gli analisti europei
rilevano che si tratta di una sfida
meramente politica e ideologica,
cavalcata da entrambi i leader
per logiche di consenso interno.


A Bruxelles ora si temono altre ripercussioni politiche. 

C’è la preoccupazione che la Ue possa dividersi lungo un fronte tutto politico: conservatori da una parte, progressisti dall’altra. Senza contare che, storicamente, le soluzioni dei problemi si allontanano se Germania e Francia si schierano su versanti opposti.

La discussione giuridica sulla «Carta di Schengen» sta accendendo un contrasto forse senza precedenti tra due soci europei. La «Carta di Schengen» (articolo 25) consente a uno Stato della Ue di ripristinare i controlli alla frontiera, anche «in una situazione eccezionale caratterizzata da spostamenti non autorizzati improvvisi e su vasta scala di cittadini di Paesi terzi tra Stati membri». Il punto è che il provvedimento va notificato alla Commissione e a tutti gli altri partner. La Spagna contesta all’Italia di aver adottato questa misura «in modo unilaterale».

L’Italia risponde che il Regolamento non prevede ultimatum come quello di Pedro Sánchez. Nello stesso tempo, le norme assegnano un ruolo di mediazione alla Commissione europea, che finora non si è visto. Anzi, l’esecutivo di Bruxelles rischia di spaccarsi. Tra i sei vice presidenti esecutivi figurano la socialista spagnola Teresa Ribera e l’italiano Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia. A cascata, gli effetti potrebbero estendersi ai rapporti tra i Popolari e i Socialisti, le due formazioni che insieme appoggiano Von der Leyen.

8 Agosto

Marcinelle, 1956
  L'8 agosto 1956, nella
miniera di carbone 
Bois du Cazier a
Marcinelle (Belgio),
un incendio a 975
metri di profondità
causò la morte di
262 minatori.
Tra i caduti si
contarono ben
136 giovani immigrati
italiani, partiti per
sfuggire alla miseria.




L’8 agosto di 70 anni fa nell’incendio sottoterra in Belgio persero la vita anche 136 lavoratori italiani. Uomini, mariti, fratelli che lasciarono il Paese spinti dalla fame e dagli accordi del dopoguerra: il Belgio per ogni minatore regalava a Roma da 2,5 a 5 tonnellate di carbone. 

Di questo parla il libro di Di Stefano sulla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956. Il libro è un coro, un’orazione pubblica di un disastro non solo italiano ma europeo, un evento che getta una luce sinistra sul nostro dopoguerra, nel quale si coagulano alcuni temi fondamentali della nostra modernità, nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale, e che si trovano sepolti nelle vene di una miniera di carbone, diventata letteralmente una tomba di fuoco, fumo per molti uomini.

Il libro:
L'accordo "uomo-carbone": La tragica realtà del protocollo del 1946 con cui l'Italia inviava manodopera in Belgio in cambio di forniture di carbone a prezzo agevolato.

Le colpe della giustizia: La denuncia delle misere condizioni lavorative e della disorganizzazione, che portarono all'assoluzione quasi totale dei responsabili nei processi dell'epoca.
Il dovere della memoria: La lotta attiva contro la rimozione storica di un capitolo fondamentale ma doloroso dell'Italia del secondo dopoguerra.