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martedì 24 marzo 2026

C’era una volta il ceto medio

Ci fa sapere il CENSIS 

C'era una volta, negli anni '70, un ceto medio 

rampante e felice, effetto dell'ascensore sociale, 

che funzionava e moltiplicava le aspettative.

«Sentirsi ceto medio era il segnale della riuscita sociale». 

Ciò che il CENSIS non dice è’ che in quegli anni il Meridione

si svuotò’ delle sue migliori energie, l’emigrazione verso il

Nord Europa raggiunse dimensioni inimmaginabili.

Continua il CENSIS: L’ascensore sociale poi si fermò. 

«Gli italiani si sono adagiati nella loro agiatezza piccolo-borghese». 

È venuto meno persino il desiderio di una vita migliore. 

E la società molecolare adesso vive più di rancori che 

di aspettative, che crede meno al lavoro e allo studio come 

mezzi per emanciparsi dalla propria condizione sociale. 

E il ceto medio, impoverendosi, è diventato una trappola 

identitaria, non una orgogliosa appartenenza. 

===========Il 59° Rapporto Censis descrive un'Italia "bella ma stagnante", caratterizzata da un profondo inverno demografico, deindustrializzazione e un calo del potere d'acquisto delle famiglie (-6% in quindici anni). Il ceto medio è in difficoltà, con disuguaglianze in aumento e una crescente necessità di welfare familiare, spesso sostenuto dai nonni pensionati.

Il Censis evidenzia una tendenza al "tirare a campare", con la ricerca di piccoli piaceri e la necessità di adattarsi a un contesto socio-economico difficile.

domenica 4 maggio 2025

Un Personaggio

 

Paul Valery, Poeta francese (Sète 1871 - Parigi 1945).  Consacrato erede di S. Mallarmé e maestro del simbolismo con La jeune Parque (1917), pubblicò poi diversi titoli, tra cui, Charmes (1922), la sua raccolta più importante.









Sguardi sul mondo
attuale



La politica fu in primo luogo

l’arte di impedire alla gente di

immischiarsi  in ciò che la riguarda.

In un’epoca successiva si aggiunse

l’arte di costringerla  a decidere

su ciò che non capisce.

giovedì 16 gennaio 2025

Secondo uno studio della Tulane University di New Orleans

  Il consumo di caffè, in particolare nelle 

ore mattutine, è probabilmente salutare

 Bere caffè al mattino, appena svegli, protegge il cuore. Il beneficio è maggiore rispetto a quello dato dai caffè bevuti nel corso della giornata. 

  A sostenerlo è uno studio della Tulane University di New Orleans (Usa), pubblicato sull'European Heart Journal: la tazzina del mattino riduce il rischio di morire per malattie cardiovascolari e il rischio di mortalità generale in misura più elevata.







 «Le ricerche condotte finora suggeriscono che bere caffè non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari - sottolinea Lu Qi, autore del lavoro - e sembra ridurre il rischio di alcune malattie croniche, come il diabete di tipo 2. Visti gli effetti che la caffeina ha sul nostro organismo, abbiamo voluto verificare se il momento della giornata in cui si beve il caffè ha un impatto sulla salute del cuore». 

   Lo studio ha preso in esame i dati di 40.725 adulti americani che hanno partecipato alla «National health and nutrition examination survey» tra il 1999 e il 2018. A tutti era stato chiesto di elencare gli alimenti e le bevande consumati in determinati giorni, incluse le quantità e gli orari. È stato inoltre incluso un sottogruppo di 1.463 persone (del «Women's and men's lifestyle validation study») che hanno compilato un diario dettagliato su cibi e bevande per una settimana.

   Il 36% dei partecipanti è risultato bevitore mattutino di caffè (prima di mezzogiorno), il 16% bevitore nel corso della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e il 48% non bevitore. I ricercatori hanno collegato queste informazioni con le registrazioni dei decessi e delle cause di morte per un periodo di circa dieci anni, in cui si sono verificati 4.295 decessi per tutte le cause, di cui 1.268 per malattie cardiovascolari e 934 per cancro. Dopo l'aggiustamento per le quantità di caffè con caffeina e decaffeinato, le ore di sonno e altri fattori potenzialmente confondenti, il «modello mattutino», piuttosto che quello giornaliero, è stato significativamente associato a rischi inferiori di mortalità per tutte le cause (-16%) e per malattie cardiovascolari specifiche (-31%) rispetto al non consumo di caffè. Anche quantità elevate di caffè (tre tazzine o più) sono risultate significativamente associate a un rischio inferiore di mortalità per tutte le cause, ma solo nei partecipanti «mattutini», non in quelli «giornalieri».

sabato 14 dicembre 2024

Alcuni flash sulla letteratura medievale

 Una selva oscura

Nella selva del male, Dante non si isola dall’umanita’: egli raffigura se stesso (in cammino, per una selva), il genere umano, il mondo decaduto nel disordine morale e civile, poiché è venuta a mancare -norma per la felicita di questa vita e di beatitudine nell’altra- la guida sicura dei due poteri dati all’uomo dall’Alto: l’Impero e la Chiesa.

La dritta via.  Nella situazione di uno che ha smarrito la via, la dritta via “non è altro che seguire le virtù e fuggire i vizi”;  la dritta via era smarrita (forma impersonale) da tutti. Mi ritrovai (forma personale) che significa che Dante se ne avvide. “Dante non intende istituire una similitudine -la vita umana paragonata ad un cammino-, ma vuole definire la nostra esistenza nella sua fondamentale condizione. Che è appunto un viaggio, un cammino, un pellegrinaggio dell’anima esiliata dalla sua vera patria…. Il cammino della vita era il suo ed era quello di tutti gli altri, e la meta' del viaggio in cui egli si sorprendeva senza direzione e senza luce, tagliava in due la vita di ogni mortale, segnava un confine per ciascuno, e imponeva di volta in volta una scelta, un riscatto, il problema più decisivo della vita, che è quello di conoscere se stesso e le ragioni del proprio vivere e di sapersi atteggiare per il più lontano avvenire, e sopratutto di consegnarsi interamente ad una verità spirituale che non soffra ad ogni istante d’incertezza e di angoscia e di improvvisi oscuramenti. Quel che Dante viveva a trentacinque anni e’ ciò che vivono tutti i mortali, e il suo smarrimento e’ lo stesso che coglie chi non abbia ritrovato la giusta via e non si sia fatto una chiara coscienza della propria spiritualità. Ciascuno ovviamente che sentisse di vivere una civiltà improntata di cristianesimo, come Dante.

(Segue)

venerdì 13 dicembre 2024

Alcuni flash sulla letteratura medievale

 Nel mezzo del cammin…

La principale opera di Dante, la Divina Commedia e’ ritenuta un “poema sacro”. Alla base c’è la vicenda spirituale di un poeta che riepiloga in sé l’esperienza umana e ne narra il suo smarrimento ed il successivo cammino attraversato per ritrovare la verità. Viene riportato il senso interiore, proprio di quel Medio Evo, e si scoprono nell’opera le variazioni e i passaggi di stato d’animo ed ancora degli ambienti umani.

Non è solamente narrata la variazione dello stato d’animo di un fiorentino esiliato dalla sua città e dai suoi ambienti, nell’opera si può infatti leggere la storia universale che riesce ad allargarsi nel mondo della poesia religiosa, in perfetta concordanza con l’Eneide e con la Bibbia.

Gli studiosi inquadrano la descrizione dantesca dal venerdì santo del 1300, verosimilmente il 25 di marzo, quando i credenti acquistano l’indulgenza giubilare e che Dante auspica per sé col suo viaggio letterario. La settimana santa dei credenti ricorda e rivive infatti liturgicamente la redenzione. Dante, con la sua opera, non fa altro che distaccarsi dal peccato e dalla cattiveria umana ed attivarsi in direzione della Vita nuova. In questo processo avviato, egli dalla descrizione fisica dello scenario terreno arriva alla visione spirituale dell’allegoria dell’anima. Il lettore viene sollecitato a contemplare una realtà, nient’affatto penetrabile facilmente, prima che arrivi per chiunque la morte; egli passa dagli accenni della vita temporale a quelli eterni.

Nel mezzo del cammino.  Considerando la vita umana ed il corso comune del vivere in settant’anni, Dante, nato nel 1265, nel 1300, trentacinquenne, ritiene di essere a metà del cammino della vita e della maturità del sapere. Immagina di compiere un viaggio nell’oltretomba - compiuto però da vivo, in carne ed ossa- che gli servirà  per un riesame della propria vita.

(Segue)

giovedì 12 dicembre 2024

Alcuni flash sulla letteratura medievale

 Ci viene chiesto di poter pubblicare alcuni appunti/riflessioni su Dante e la sua opera. Accogliamo con massimo gradimento la proposta e quanto verrà reso disponibile  sul blog per la lettura.

====N. 01

Dante racconta di aver percorso
i tre regni dell'oltretomba
durante l'equinozio di Primavera
a partire dalla notte tra il 7 e
l'8 aprile del 1300, l'anno del
primo Giubileo indetto dal papa
Bonifacio VIII e di averlo portato
a termine alla mezzanotte del
giorno 14 dello stesso mese.


Le fonti della Commedia, dedicata alla glorificazione di Beatrice, pongono la Divina Commedia sulla scia delle visioni allegoriche, tanto abituali nel lontano Medio Evo. Vengono citate la Visio Sancti Pauli, la Visio Tungdali, la Navigatio Sancti Brandani; quanto all’argomento ne sono fonti vari poemetti in volgare largamente diffusi che trattano dell’al di là, come il De Jurusalem Coelesti e il De Babilonia civitate infernali di Giacomo da Verona. E varie altre.

Le sue fonti Dante le cita: in vista del viaggio ultraterreno prospettatogli da Virgilio, esprime i suoi timori e i suoi dubbi e si giudica indegno ad intraprendere una così ardua impresa, affrontata solo da personaggi eccezionali designati da Dio, come Enea e s. Paolo: “Io non Enea, ma io non Paulo sono” (If II, 32). Ma quell’esperienza, rincuorato da Virgilio, egli finirà per farla: compirà la discesa agli Inferi come Enea e l’ascesa al Paradiso come S. Paolo, rapito al terzo cielo (Ep. II Cor. XII, 2-4). 

Sono alla base della Divina Commedia sia l’Eneide che i Testi Sacri.

…..

Dicendomi est quod istius operis non est simplex se sud,      Bisogna dire che quest’opera non ha un senso unico, ma

immo dici potest  polysensus …. Nam primus sensus             molteplice…Infatti il primo senso è quello

est qui habitué per litteram, alius est qui habitur per             letterale, gli altri dipendono dai diversi valori

significata per litteram.                                                            espressivi delle parole.

Dedica di Dante a Cangrande della Scala

* * *

Nel Canto I

 Dante smarrito, di notte, nella selva oscura giunge sul mattino ai piedi di un colle, illuminato dal sole (vv. 1-27).

  Tre fiere impediscono il suo cammino e lo respingono verso la selva, nella valle (vv. 28-60). 

   Virgilio gli appare annunciandogli l’avvento di un Veltro* (vv. 61-111), e l’invita a compiere l’itinerario spirituale della salvezza, attraverso i tre regni d’oltretomba (vv. 122-136).

*Il veltro nella Divina Commedia è il misterioso personaggio annunciato dal poeta Virgilio, nel primo canto dell'Inferno (vv. 100-111). E’ destinato a cacciare e uccidere la lupa (simbolo della cupidigia), liberando così l’Italia e il mondo dal suo dominio.