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lunedì 7 settembre 2026

Gli eccessi di Trump

 

Mentre alla Casa Bianca il
presidente mostra con
orgoglio l’ultimo regalo
ricevuto, telefoni da tavolo
coi bordi d’oro e il logo
della Cisco, e mentre da tre
giorni gli americani possono
acquistare la moneta da un
dollaro con la faccia di un
Donald Trump ringiovanito
e con una foltissima
capigliatura (venduta in
confezioni da cento pezzi a
154 dollari), un sondaggio
della Gallup indica che per
l’89% degli americani il
governo degli Stati Uniti è
corrotto.

Un sondaggio della Gallup indica che per l’89% degli americani il governo degli Stati Uniti è corrotto. Gli americani non sono mai stati teneri con Washington: già vent’anni fa l’accusa di corruzione era al 73%. Trump si era fatto eleggere proprio con la promessa di «prosciugare la palude».

 Quasi 9 americani su 10 dopo un decennio di trumpismo giudicano l’Amministrazione corrotta e dovrebbero suonare quasi come una campana a morto per il presidente, addirittura più del continuo calo della sua popolarità nei sondaggi: secondo l’indagine Gallup, infatti, l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani.

 Gli eccessi di Trump — dalla diffusione di linguaggi brutali, volgari, antidemocratici, fino agli scavalcamenti del Congresso e alle forzature della Costituzione — anche per la corruzione si rischia una sorta di normalizzazione. 

 Trump è stato finora al centro di numerose controversie legali ed etiche legate ad accuse di corruzione, abusi istituzionali e conflitti di interesse, sebbene egli abbia sempre respinto ogni addebito definendosi a sua volta vittima di un "sistema corrotto" orchestrato dai suoi avversari politici. Nello scorso agosto 2026, Trump è stato citato in giudizio presso il tribunale federale di Manhattan con l'accusa di aver creato un "sistema corrotto e incostituzionale". La contestazione riguarda la vendita a pagamento di post in anteprima su Truth Social a fondi speculativi di Wall Street, permettendo loro di anticipare i movimenti del mercato. Egli utilizza frequentemente il termine "corrotto" per attaccare gli organi di informazione (come NBC e CNN), la Corte Penale Internazionale e i magistrati inquirenti, ribaltando le accuse contro il sistema giudiziario statunitense.

Durante il suo primo mandato presidenziale e l'inizio del secondo, critici e storici della politica statunitense hanno spesso evidenziato come Trump non si sia mai totalmente separato dai suoi asset aziendali (la Trump Organization), sollevando dubbi etici sull'utilizzo delle cariche pubbliche a scopi di lucro personale o sull'accettazione di donazioni e regali controversi da parte di delegazioni estere.

In Italia si campa più a lungo

 

L’Italia vanta una delle
speranze di vita più alte
al mondo, che si attesta a
circa 
83,8 - 84 anni medi
alla nascita.




Il Paese Italia come uno dei più 

anziani d'Europa e del mondo

Negli ultimi cinquant’anni l’età mediana della popolazione italiana è passata da 33 a 49 anni, mentre la quota di giovani tra 0 e 14 anni si è dimezzata e quella degli over 65 è raddoppiata. Il Paese Italia si piazza come uno dei più anziani d'Europa e del mondo

 Un cambiamento che si riflette direttamente sulla composizione degli occupati e, in particolare, sul settore delle libere professioni.

 Una bassissima natalità unita a una forte longevità e a una elevata aspettativa di vita (oltre 83 anni).

Il gusto della riflessione (26)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare. 

  • Le insegne del

potere?

= = = Terra, oro, armi, altari erano assunti come i simboli importanti, evidenti dell’Italia medievale.  Cosa li storicizzava ? Quei simboli rimasero tali per un lungo, lunghissimo spazio di tempo. Portavano in sé una tradizione antica quasi quanto l’uomo. 

La terra era veramente lo spazio naturale ed elementare che alimentava il gruppo ristretto degli uomini che vi risiedeva; non era uno strumento di produzione e di scambi per un'economia ampia e sviluppata. 

=  =. = L'oro era una merce preziosa, anzi la merce piú preziosa: qualcosa che valeva, nei tesori e fra i beni ambiti e depredati dei vinti. Non era il risultato di una faticosa produzione e, tanto meno, il veicolo e il sollecitatore di una nuova ricchezza. Le armi erano gli strumenti della difesa e dell'offesa. 

Gli uomini e le donne di potere
politico non si affidano più a
imponenti statue di marmo o
dipinti a olio, ma 
raffigurano
se stessi attraverso i social
media, curando un'immagine
pubblica sospesa tra
 "iper-personalizzazione" e
accessibilità programmata
.
L'obiettivo primario della
comunicazione politica
contemporanea è abbattere la
distanza percepita tra il leader
e il cittadino, trasformando il
potere in qualcosa di
apparentemente familiare,
emotivo e quotidiano.







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 Nel terzo millennio, ai nostri giorni la politica italiana ha vissuto una profonda trasformazione nei simboli e nei comportamenti, spesso percepiti dai cittadini come inadeguati o distanti dalle reali esigenze del Paese e/o della comunità locale. Questo fenomeno si articola attraverso precise costanti comportamentali e retoriche.

Ecco i principali simboli e comportamenti controversi della politica italiana recente, raggruppati per categorie:
L'uso dei beni pubblici ha spesso rappresentato il punto di massima frizione tra classe politica e opinione pubblica.
  • Le "auto blu": Lo status symbol per eccellenza del potere. Nonostante i ripetuti annunci di tagli, aste digitali e spending review da parte di diversi esponenti, l'uso (e l'abuso) delle vetture di rappresentanza con autista è rimasto un simbolo di privilegio e distanza dai cittadini comuni che utilizzano i trasporti pubblici.
  • Viaggi e voli di Stato: Spostamenti a spese pubbliche per motivi personali o per partecipare a eventi di partito e passerelle elettorali, spesso giustificati da generiche "ragioni …. inspiegabili" ma privi di un reale beneficio sociale o istituzionale per la collettività.

Uno dei tratti più evidenti del terzo millennio è la rapidità con cui personaggi nati su spinte anti-sistema o di rottura (magari risalenti a Rifondazione Comunista, …) si sono assimilati agli schemi istituzionali del centro-destra. 

In buona sostanza passaggio dai palchi di protesta alle poltrone filogovernative che  inevitabilmente svuotano di significato le promesse di "aprire i palazzi come scatole di tonno", sostituite dal rapido adattamento ai privilegi del protocollo.

Il comportamento dei  politici si è spostato dalla mediazione istituzionale alla perenne ricerca del consenso immediato.

   

Vivere in regime democratico

  Vivere in età da pensionato consultando i tanti libri acquistati negli anni giovanili e mai completamente letti allora fino in fondo, fino all’ultima pagina, fa scoprire ancora ai nostri giorni, in età  ormai da pensionati, tante situazioni non sempre ben comprese o comunque non sufficientemente approfondite.

= = = 

Il discorso agli elettori di
Caraglio 
è un celebre intervento
extraparlamentare tenuto da 
Giovanni Giolitti il 7 marzo
1897
 nel suo collegio elettorale di
Dronero.  1) 
Giolitti analizzò
duramente la 
mancanza di
indipendenza dei giudici
 
dall'esecutivo dell'epoca,
sintetizzando con estrema
chiarezza i poteri che il
governo manteneva
sulla magistratura.

2) 
Nota storica: Molti storici
ed esperti di diritto
evidenziano la contraddizione
per cui Giolitti, una volta
tornato stabilmente al governo
negli anni successivi, usò
spesso quegli stessi poteri di
controllo burocratico e
centralizzato che aveva
criticato a Caraglio.


L’indipendenza della magistratura

dal periodo liberale post-unitario al fascismo.

L'indipendenza dei magistrati era strettamente limitata già nel sistema dello stato liberale


Nella ricostruzione fattane da Giovanni Giolitti nel 1897, infatti, «al governo restano i seguenti poteri sulla magistratura. 

1) Dei pretori dispone liberamente, senza alcuna garanzia. 

2) I magistrati sono tutti nominati dal governo; 

3) le promozioni loro dipendono per intero dal beneplacito del governo; 

4) Il governo può negare loro qualunque trasferimento; 5) è il governo che determina le funzioni a cui ciascun magistrato deve essere addetto, e che ogni anno designa i magistrati che devono giudicare le cause civili e le penali, e li riparte fra le varie sezioni delle corti e dei tribunali, 

6) è il governo che compone a piacer suo le sezioni di accusa presso le corti d'appello e sceglie i giudici che devono presso i tribunali adempiere le funzioni di giudici istruttori, nel qual modo ha in mano sua l'istruzione dei processi penali e cosí l'onore e la libertà dei cittadini; 

7) infine il ministro guardasigilli ha diritto di chiamare a sé e di ammonire qualunque membro di corte e di tribunale» 

                

(G. GIOLITTI, Discorso agli elettori di  Caraglio (1897)


domenica 6 settembre 2026

Il governo longevo


Nel contesto del dibattito politico in Italia,
 l'affermazione che la destra sia
storicamente più compatta della
sinistra
 riflette una realtà legata alla
natura stessa e alle dinamiche
organizzative delle due coalizioni,
evidenti sia nel sistema elettorale che
nella gestione del potere.

Il centrodestra italiano (rappresentato
principalmente dall'asse Fratelli d'Italia,
 Lega e Forza Italia) condivide un forte
pragmatismo elettorale. Pur essendoci
forti rivalità interne e differenze
programmatiche (ad esempio sulla
giustizia o sull'autonomia), le forze di
destra tendono a trovare rapidamente
una sintesi per vincere nei collegi
uninominali
 e presentarsi unite al voto.

Al contrario, l'area del centrosinistra e
della sinistra radicale soffre storicamente
di una forte frammentazione ideologica 
e di conflitti di leadership costanti
 (come il difficile dialogo strutturale
tra Partito Democratico, Movimento 5
Stelle e le forze centriste o ecologiste).
Le differenze su temi civili, economici
o di politica estera portano spesso
a scissioni o a veti incrociati che
impediscono la creazione di un fronte
compatto.




 

Il record di Meloni a Palazzo Chigi, evocato in questi giorni, è uno specchio nel quale il centrosinistra alla fine si riflette. Al di là delle battute sulla «durata senza risultati» della premier, il Centro-Sinistra non può che interrogarsi sull’instabilità dei suoi precedenti governi. Per evitare di ripercorrere la stessa strada del passato.

 Non v’è dubbio che la stabilità ha una valenza in politica, misura sul lungo periodo la compattezza di una coalizione all’atto delle scelte ed è un antidoto contro il fisiologico logorio nella gestione del potere. 

Il divario tra i 1.413 giorni di Meloni e gli 887 di Prodi è eloquente. C’è pure stato un governo-Renzi con 1.024 giorni, ma  non fa testo perché il suo Gabinetto fu il lascito di un precedente accordo di larghe intese.

*   *   *

 La riflessione che manca a Sinistra: 

… la stabilità e’ un valore.

Fassino tempo fa parlò di una «babele di linguaggi». Bersani evidenziò «la divisione dell’area progressista, incapace di costruire una proposta di governo omogenea». Nessuno  ha mai concentrato l’attenzione su un altro aspetto, di cui pure i dirigenti Pd discutono riservatamente: «Il problema del riconoscimento della leadership al nostro interno». 

Molti a Sinistra dimenticano la competizione che hanno segnato la storia del centrosinistra. Prodi divenne il candidato della coalizione dopo che D’Alema gli disse in un evento pubblico: «Noi le conferiamo la nostra forza». Un incarico in partenza considerato part-time, visto che il Professore battè per due volte Berlusconi e per due volte fu mandato a casa dai suoi alleati (tre, se si contano i 101 che gli impedirono l’ascesa al Colle). L'episodio dei 101 è diventato il caso politico dei "franchi tiratori" per eccellenza in Italia.

Esiste inoltre una pretesa superiorità politica a Sinistra che, combinata ad una  tendenza autolesionista diffusa nel corso della Terza Repubblica hanno caratterizzato le passate stagioni. Ricordiamoci che a partire dal 1996 furono bruciati quattro governi: Prodi, D’Alema I, D’Alema II e Amato.

Elly Schlein ad oggi non ha confermato in quanto segretaria del maggior partito della coalizione di centro-sinistra la candidatura a premier per le prossime elezioni politiche.



Parole frequenti sui media


Exclave

La città di Ceuta (come quella di Melilla) costituisce un’exclave della Spagna in Marocco. 

Con «exclave» si intende un’area che appartiene a uno Stato ma è separata dal resto di quel Paese e completamente circondata dal territorio di un altro Stato. Dal punto di vista di questo Stato che la circonda, quella stessa area appartenente a un altro Paese è invece un’«enclave». Sono enclave, la Città del Vaticano e San Marino, entrambi interamente circondati dall'Italia.

Campione d'Italia: è un'enclave per la Svizzera (perché è circondata dal suo territorio) ed è un'exclave per l'Italia (perché separata dal resto dello stivale).

Storia del Cristianesimo (2)

I quattro Vangeli canonici 
sono i 
testi sacri del
Cristianesimo che
compongono la prima parte
del Nuovo Testamento
.
Scritti in greco tra il 60
e il 100 d.C., raccontano la
vita, la predicazione, la
morte e la risurrezione
di Gesù di Nazarth.
Matteo: si rivolge alla 
Comunità di
cristiani di origine ebraica.

Sottolinea come Gesù sia il
Messia che adempie le
profezie dell'Antico Testamento.
Marco: si rivolge ai
Cristiani di Roma e di
cultura pagana. Ha uno
stile dinamico e diretto.
Luca: si rivolge ai Pagani
convertiti. 
È noto come il
Vangelo della misericordia e
dell'attenzione ai poveri e
alle donne. 
Giovanni: si
rivolge a tutte le comunità 
cristiane, con un forte 
approccio teologico e
spirituale.





Brevi flash sulle origini 

Provare a cogliere 

4 Vangeli

Il Nuovo Testamento comprende quattro vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. I primi tre vangeli vengono chiamati dagli studiosi «sinottici», perché in essi ci sono molti contenuti simili, in alcuni punti identici; essi seguono la stessa sequenza cronologica e descrivono fondamentalmente gli stessi avvenimenti. 

Il quarto vangelo pare sia un caso a parte: potrebbe essere stato scritto -quasi- a completare i primi tre e richiama l'attenzione del lettore non tanto sui miracoli e sulle parabole di Cristo, quanto sul significato teologico del suo insegnamento.


Tra gli evangelisti vi sono discordanze: 

1) Matteo narra la guarigione di due indemoniati (Mt 8,28-34), mentre nelle narrazioni parallele di Marco e di Luca si parla della guarigione di un indemoniato; 

2) le testimonianze dei quattro evangelisti sulla visita delle donne mirofore al sepolcro vuoto, dopo la risurrezione di Cristo, si differenziano nei dettagli. 

Queste e simili discordanze, tuttavia, si spiegano con il fatto che a scrivere degli stessi avvenimenti fossero persone diverse - fra le quali alcune erano state testimoni degli avvenimenti, mentre altre li raccontavano sulla base di parole altrui - e le narrazioni fossero stilate anni dopo gli avvenimenti descritti. 

La presenza di discordanze, per gli studiosi, non fa che aumentare l'attendibilità del racconto degli evangelisti, testimoniando che non si erano messi d'accordo fra loro. Fra gli evangelisti non esistono divergenze sostanziali.


Più Chiese

La parola «Chiesa» viene menzionata nei vangeli (pare) una volta sola. Nel Vangelo di Matteo Gesù chiese ai discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

Gesù chiese: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone figlio di Giona. perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Mi 16,13-18).


Questo racconto è stato interpretato in maniera differente nelle Chiese cristiane d'Oriente e d'Occidente. In Occidente si è sottolineato il ruolo di Pietro come capo della comunità degli apostoli, come vicario di Cristo in terra, che ha trasmesso il suo primato ai vescovi di Roma. In Oriente ha trovato diffusione l'interpretazione secondo cui la Chiesa è fondata sulla fede nella divinità di Gesù Cristo, di cui le parole di Pietro rappresentano la professione.

* Lo stesso apostolo Pietro, nella sua Prima lettera, afferma che la pietra angolare della Chiesa è Cristo (cf. 1Pt 2,4).


sabato 5 settembre 2026

Vivere in regime democratico

L'avanzata delle destre e delle forze
radicali in Italia mette alla prova la
tenuta della democrazia e il rispetto
dei poteri di controllo dello Stato.

Dal settembre 2022 l'Italia è
guidata da una coalizione di centrodestra
 formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza
Italia.
Il 
ruolo della magistratura: Molti
osservatori temono che il rapporto tra
il potere politico e la magistratura possa
subire tensioni pericolose per l'equilibrio
costituzionale.
La Presidenza della Repubblica e la
Corte Costituzionale restano i
principali punti di riferimento per
bilanciare le decisioni del governo.

I diritti civili:
 Le opposizioni
denunciano restrizioni nei diritti
delle donne, delle comunità
LGBTQ+ e nei modi di esprimere il
dissenso, come le proteste nelle piazze
o il diritto di sciopero
.

Significato con le destre 

estreme che avanzano

Pare che in questi primi decenni del terzo millennio le democrazie non godono di un buono stato di salute. Oggi soltanto il 28% della popolazione mondiale vive in regimi che possiamo definire pienamente democratici mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive in forme deteriorate di democrazie (le regole formali restano integre, ma perdono efficacia ed autonomia) se non addirittura di autocrazie.

  Sfogliando certa stampa pare che stia cambiando la percezione e l'idea di democrazia che l'opinione pubblica ha nel mondo.

=. =. = Democrazia è un termine carico di storia  che ci arriva dall’Antica Grecia ed è un termine il cui contenuto è cambiato lungo il  tempo. Certamente le democrazie contemporanee non hanno nulla in comune con le  democrazie degli ateniesi, che frequentemente su molti media costituiscono il punto di riferimento, il prototipo a cui la nostra Costituzione si riferisce. 

=. =. = Democrazia come è intesa nella Costituzione italiana è un concetto che non si può ridurre al significato principale etimologico della parola, che significa il «potere esercitato dal popolo» ma è stata arricchita via via da molte istituzioni. Cosa dice la nostra Costituzione a proposito della democrazia?  dopo aver definito la Repubblica Italiana come una Repubblica democratica c'è  una precisazione: 

La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle  forme e nei limiti della Costituzione. 

E' importante notare che la scelta popolare nelle elezioni non è soltanto e direttamente quella di eleggere chi sarà al governo ma è anche di eleggere dei rappresentanti. Questo è stato esplicitato in modo molto chiaro dalla Corte costituzionale in due decisioni (nel 2014 e nel 2017), con cui essa afferma che la democrazia non è soltanto dare un governo il più stabile  possibile al Paese ma è anche eleggere i  rappresentanti che esprimano le voci di chi non è nella maggioranza di governo. 

Il verbo «appartenere»

Il titolare della  sovranità è il popolo ma le modalità, le forme con cui si esprime sono le più varie. La scelta fondamentale della nostra Costituzione è la scelta per la democrazia rappresentativa. Il popolo elegge i propri rappresentanti in Parlamento e il Parlamento poi costituirà un governo con l'intervento e la scelta del Presidente della Repubblica, che è legato al Parlamento da un rapporto di fiducia.




Il Novecento, per flash (2)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Il secolo breve
(The Age of Extremes:
The Short Twentieth
Century, 1914-1991)
e’ un celebre saggio
storico scritto dallo
storico marxista
britannico Eric
Hobsbawn
 nel 
1994.



Quando inizia il xx secolo? Se ci si attiene rigorosamente al calendario la risposta è ovvia, ma diversi aspetti che caratterizzarono gli anni dal 1900 al 1914 possono essere considerati la continuazione delle tendenze del XIX secolo.

Nelle società industriali ancora in quell’alba di secolo relativamente poco numerose, i progressi tecnologici intensificarono la stratificazione sociale, mentre la maggioranza della popolazione del resto del mondo, non potendo accedere a tale sviluppo, era ancora occupata nell'agricoltura e nella manifattura tradizionale. 

Questa innovativa situazione determinò le diverse forme di un ordine mondiale imperialista e in particolar modo, in Africa e in Asia, quelle del colonialismo, anche se quest'ultimo si sviluppò all'interno di un contesto politico in cui continuavano a sussistere gli imperi multietnici austro-ungarico (retto dalla monarchia asburgica) e russo (retto dagli zar).

Questa situazione, caratterizzata da competizioni, crisi e alleanze, fu aggravata dallo scatenarsi delle rivalità coloniali.


Se si accetta tale assunto, la cesura con il XIX secolo si produsse con la Prima Guerra Mondiale; è allora infatti che iniziò veramente quello che Eric J. Hobsbawn chiamò il "secolo breve".


I primi anni del dopoguerra

Una volta stabilito che il secolo XIX si concluse con le ultime battaglie dell'assurda guerra del 1914-1918, e’ doveroso constatare che i problemi economici e sociali che si manifesteranno nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che aveva esercitato per secoli. Da creditrice divenne debitrice, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. L'ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, Félix Weingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il " comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.

Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. 


Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)