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domenica 6 settembre 2026

Il governo longevo


Nel contesto del dibattito politico in Italia,
 l'affermazione che la destra sia
storicamente più compatta della
sinistra
 riflette una realtà legata alla
natura stessa e alle dinamiche
organizzative delle due coalizioni,
evidenti sia nel sistema elettorale che
nella gestione del potere.

Il centrodestra italiano (rappresentato
principalmente dall'asse Fratelli d'Italia,
 Lega e Forza Italia) condivide un forte
pragmatismo elettorale. Pur essendoci
forti rivalità interne e differenze
programmatiche (ad esempio sulla
giustizia o sull'autonomia), le forze di
destra tendono a trovare rapidamente
una sintesi per vincere nei collegi
uninominali
 e presentarsi unite al voto.

Al contrario, l'area del centrosinistra e
della sinistra radicale soffre storicamente
di una forte frammentazione ideologica 
e di conflitti di leadership costanti
 (come il difficile dialogo strutturale
tra Partito Democratico, Movimento 5
Stelle e le forze centriste o ecologiste).
Le differenze su temi civili, economici
o di politica estera portano spesso
a scissioni o a veti incrociati che
impediscono la creazione di un fronte
compatto.




 

Il record di Meloni a Palazzo Chigi, evocato in questi giorni, è uno specchio nel quale il centrosinistra alla fine si riflette. Al di là delle battute sulla «durata senza risultati» della premier, il Centro-Sinistra non può che interrogarsi sull’instabilità dei suoi precedenti governi. Per evitare di ripercorrere la stessa strada del passato.

 Non v’è dubbio che la stabilità ha una valenza in politica, misura sul lungo periodo la compattezza di una coalizione all’atto delle scelte ed è un antidoto contro il fisiologico logorio nella gestione del potere. 

Il divario tra i 1.413 giorni di Meloni e gli 887 di Prodi è eloquente. C’è pure stato un governo-Renzi con 1.024 giorni, ma  non fa testo perché il suo Gabinetto fu il lascito di un precedente accordo di larghe intese.

*   *   *

 La riflessione che manca a Sinistra: 

… la stabilità e’ un valore.

Fassino tempo fa parlò di una «babele di linguaggi». Bersani evidenziò «la divisione dell’area progressista, incapace di costruire una proposta di governo omogenea». Nessuno  ha mai concentrato l’attenzione su un altro aspetto, di cui pure i dirigenti Pd discutono riservatamente: «Il problema del riconoscimento della leadership al nostro interno». 

Molti a Sinistra dimenticano la competizione che hanno segnato la storia del centrosinistra. Prodi divenne il candidato della coalizione dopo che D’Alema gli disse in un evento pubblico: «Noi le conferiamo la nostra forza». Un incarico in partenza considerato part-time, visto che il Professore battè per due volte Berlusconi e per due volte fu mandato a casa dai suoi alleati (tre, se si contano i 101 che gli impedirono l’ascesa al Colle). L'episodio dei 101 è diventato il caso politico dei "franchi tiratori" per eccellenza in Italia.

Esiste inoltre una pretesa superiorità politica a Sinistra che, combinata ad una  tendenza autolesionista diffusa nel corso della Terza Repubblica hanno caratterizzato le passate stagioni. Ricordiamoci che a partire dal 1996 furono bruciati quattro governi: Prodi, D’Alema I, D’Alema II e Amato.

Elly Schlein ad oggi non ha confermato in quanto segretaria del maggior partito della coalizione di centro-sinistra la candidatura a premier per le prossime elezioni politiche.



venerdì 4 settembre 2026

L’Italia dei record

Il governo supera oggi quota 1412
giorni a Palazzo Chigi,
posizionandosi tra gli esecutivi
più longevi della Repubblica.




==Giorgia Meloni raggiunge oggi,  4 settembre, con 1412 giorni di permanenza a Palazzo Chigi, il record di governo di più  lunga durata. 

==Pure Elly Schlein ha conseguito il suo record di durata tra i segretari del Pd (di solito poco più che un lavoro stagionale), ha infatti superato i 1261 giorni detenuti da Bersani. 

==Giuseppe Conte, che non è *figura che ami restare indietro in qualsiasi classifica, ha fatto subito sapere ai media di avere agli inizi di agosto superato il record di durata dei cinque anni di permanenza alla guida del Movimento Cinquestelle (1844 giorni). 

*   *   *

Sappiamo tutti che in politica la durata non dice tutto. Certo! Chi guida un governo ha la sensazione di stare seduto su una bicicletta, se non pedala cade.


giovedì 3 settembre 2026

L’amico cane (23)

Le motivazioni di razza

Le principali motivazioni
di razza del 
Cane da
Pastore Maremmano
Abruzzese
 sono
la spinta protettiva
, la 
territoriale, la possessiva e
la competitiva, affiancate
da una forte spinta 
epimeletica (di cura e
protezione del debole) e
un'autonomia legata alla
scarsa dipendenza
sociale dall'uomo
.
Delimita e difende con
fermezza lo spazio
considerato di sua
competenza.
Il Maremmano ha un
legame adulto e fiero
con il padrone, basato
sul rispetto reciproco e
non sulla sottomissione
o sulla ricerca continua
di approvazione.









È fondamentale valutare le caratteristiche, e nello specifico le motivazioni di razza, di un cane che intendiamo avere al fianco per una parte significativa della nostra vita. 
Dobbiamo sapere se, di base, può avere una spiccata motivazione cinestesica  (ovvero una forte attitudine al movimento); oppure predatoria; perlustrativa; di ricerca; sillegica, ovvero il desiderio di portare un oggetto (o una preda) in un luogo sicuro; territoriale, che porta il cane a difendere lo spazio che occupa; possessiva, che lo induce a difendere un oggetto; competitiva. L’emergere incontrollato di una o più di queste caratteristiche potrebbe avere conseguenze nella vita di tutti i giorni. 


Ce ne sono poi  altre che possono essere viste in un’ottica quasi sempre positiva: la motivazione affiliativa, per esempio, che porta il cane a cercare l’appartenenza ad un gruppo ristretto; la motivazione epimeletica, che gli fa desiderare di prendersi cura dei suoi famigliari; quella sociale, che lo apre al confronto con altri cani o con soggetti di specie diverse, a partire dagli esseri umani.
 

Cerchiamo allora di capire come la razza possa incidere sui comportamenti del cane. E, ancora prima, quali bisogni determini. Saperli soddisfare è il modo migliore per avviare una relazione proficua per entrambi e per l’intero contesto sociale. L’accettazione dei cani nella società dipende infatti molto, più che dai cani stessi, da coloro che ne sono responsabili. Quando ci si lamenta delle deiezioni non raccolte lungo strade e marciapiedi non si punta infatti il dito contro l’animale, bensì contro la persona che sta dall’altra parte del guinzaglio. Se non che le conseguenze – divieti, astio generalizzato, insofferenza – poi si ripercuotono soprattutto sul cane.


martedì 1 settembre 2026

Passato, Presente.

 

Organizziamo un orto

Verosimilmente il nostro intervento per la corrente stagionalità e’ tardivo. I testi del nostro blog hanno comunque durate e proiezione anche sui tempi a venire e noi intendiamo approfittare, su questa pagina, della disponibilità di chi in materia di “orticoltura” ne sa tanto. La pagina, contiamo infatti, possa avere frequenza periodica.

= = = 

#Per organizzare un orto familiare in Sicilia, e’ bene scegliere un'area molto soleggiata, vicina a una fonte d'acqua e protetta dai venti caldi o forti, possibilmente  con siepi naturali.

#Posizionarlo dove possa ricevere sole per molte ore al giorno; circostanza fondamentale per ortaggi tipici come pomodori e melanzane.

#Prevedere, possibilmente, un sistema d'irrigazione a goccia e cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, essenziali per affrontare la siccità estiva siciliana.

#Lavorare la terra in profondità, ripulendola da sassi e erbacce, e arricchirla con compost o letame maturo.

#Dividere lo spazio in aiuole larghe circa 100 cm per poter raggiungere il centro senza calpestare la terra, lasciando camminamenti di 50 cm.

#Per una famiglia media, un'area di 40-50 metri quadri è sufficiente per garantire una buona varietà di verdure fresche.

Cosa coltivare:

(Primavera-Estate): Pomodori, melanzane, peperoni, zucchine e basilico.

(Autunno-Inverno): Cavoli, finocchi, insalate, biete e cipolle, che in Sicilia crescono benissimo grazie agli inverni miti.



lunedì 31 agosto 2026

Migrazione siciliana nel mondo

Un giorno qualcuno ricorderà . . .  
La Sicilia conta oltre 826.000
residenti all'estero
 iscritti
all'AIRE e 
milioni di discendenti
 sparsi in tutto il mondo.
L'esodo di massa è iniziato alla fine
del XIX secolo a causa della crisi
agraria e della povertà del latifondo.
Tra il 1876 e il 1976 sono partiti
oltre 
2,5 milioni di siciliani.
Tra il 1961 e il 1971 oltre 612.000 
persone hanno lasciato l'isola dirette
in Europa (Francia, Germania, Belgio
 e Svizzera).
Le mete principali oltreoceano
sono state gli 
Stati Uniti,
l'
Argentina, il Canada e l'
Australia.





Capita di tanto in tanto che vengano a trovarci -a noi che persistiamo a vivere in quest’angolo di Sicilia, a Contessa-, gruppi di visitatori statunitensi con lontane origini locali, a giudicare dai loro cognomi. Si tratta di eredi di quel flusso migratorio iniziato subito dopo l’Unita’ d’Italia e ininterrottamente proseguito fino ai primi anni venti del Novecento, quando il Fascismo decise di interrompere il flusso perché doveva creare un Paese armato e militaresco con tante “baionette”.

  I visitatori che dalla lontana New Orleans arrivano fino a Contessa Entellina, immaginano di scoprire (o riscoprire dopo le narrazioni ascoltate dai nonni e dalle loro generazioni trascorse), un contesto umano, sociale e civile al quale in qualche modo ritengono di appartenere e col quale, stando alle narrazioni dei nonni, persistono legami di varia natura.

  Verosimilmente il plurisecolare distacco temporale  dal fenomeno migratorio che condusse migliaia di contessioti nella città del Golfo ha creato molteplici e diversificate consapevolezze dalla psicologia alla storia, dalla poesia del vivere alla sociologia e alla trattazione delle cose da far ascoltare ai periodici e casuali ospiti.

  = = = 

La migrazione dei siciliani, e specificatamente dei contessioti nel mondo, sarà’ oggetto di periodiche pagine sul blog, grazie anche alla collaborazione di chi il fenomeno lo conosce per esperienza diretta.

sabato 29 agosto 2026

Chi è l’ignorante?

 

Chi si ritiene un tuttologo 
è una
persona che 
pretende
boriosamente di sapere
tutto
 e presume di poter parlare
con competenza di qualsiasi
argomento, vantando conoscenze
in ogni campo.
Il termine è un neologismo
nato con un'accezione 
ironica,
scherzosa o spregiativa.



Colui che si ritiene tuttologo

Non ci riferiamo all’ignoranza dell’uomo comune. Ci riferiamo all’ignoranza delle presunte élite, quell’ignoranza che in certe circostanze  esibiscono persone che vengono qualificate come appartenenti alle élite, alle classi dirigenti comunitarie e che frequentemente produce danni sociali. Ignoranza, in questo contesto, si intende l’assenza di conoscenze adeguate su un qualunque oggetto del vastissimo interesse pubblico unita all’infondata convinzione di possedere quelle conoscenze e se, per élite, in modo del tutto neutro, si intende l’insieme di coloro che occupano la cosa pubblica, di vertice, e persino posizioni nelle professioni che più influenzano il pubblico, allora qualcosa di interessante al riguardo si può forse osservare e sottolineare.

In una democrazia, tutti hanno il diritto di dire la loro su qualunque argomento di interesse pubblico. Ma da chi pretende, per la posizione che occupa, di influenzare l’opinione pubblica, è lecito attendersi sobrietà. Oltre che conoscenze adeguate su ciò di cui parla. È lecito attendersi che egli coltivi il dubbio, che sappia trasmettere a quelli che non dispongono degli strumenti culturali di cui egli dispone il senso della complessità dei problemi pubblici (di tutti i problemi pubblici). 

L’opinione pubblica ha diritto di non essere ingannata. La inganna chi pretende di venderle ricette semplici su cose complicatissime. C’è un modo infallibile per identificare l’ignorante (quale che sia il suo livello di istruzione o la posizione che occupa). È colui che non ha dubbi, non usa mai formule dubitative, esibisce solo certezze.

giovedì 27 agosto 2026

L’amico cane (22)

 

La «personalità» dei cani 


Oltre alle caratteristiche specifiche della razza a cui un cane appartiene, bisogna tenere conto della «personalità» del singolo animale. Non è sbagliato utilizzare un termine che, normalmente, tendiamo ad associare agli esseri umani. 

Un cane prova emozioni e sentimenti, vive attimi di gioia o di paura, di tristezza o di solitudine. Può avere una vita intensa e ricca di esperienze, di interazioni con le persone, di incontri con altri suoi simili o con altri animali. Può avere la fortuna di trascorrere con il suo responsabile umano molti momenti all’aria aperta, in natura, in movimento. Oppure ritrovarsi a passare intere giornate da solo in un appartamento. O anche in un giardino, ma la sostanza non cambia: i metri quadri a disposizione non attenuano la solitudine. 

Il cane è un animale sociale, come lo siamo noi. E tende a voler stare il più possibile all’interno del proprio gruppo famigliare di riferimento, che sia umano oppure no, come avviene nei lupi o nei cani vaganti, che si muovono spesso in branco. Tutto questo contribuisce a forgiarne il carattere e a definirne, appunto, una personalità. E anche questo è un fattore che determina il comportamento di cui non si può non tenere conto.

mercoledì 26 agosto 2026

Parole frequenti sui media

Il sistema bancario italiano sta
  
vivendo una fase di
consolidamento e forte
redditività, trainato da grandi
operazioni straordinarie, utili
record nei primi mesi dell'anno
e da una spinta decisa verso
la digitalizzazione e l'uso
dell'intelligenza artificiale, pur
in presenza di una leggera
flessione dei ricavi e di rischi
geopolitici monitorati da 
Banca d'Italia.

Il 2026 e’ un anno di
esecuzione per le grandi
manovre e fusioni avviate
nei periodi precedenti.


 Qual è la differenza fra 

opa, ops e opas?


Un’opa è un’offerta di acquisizione tutta in denaro. Un’ops è invece uno scambio: il pretendente propone ai soci della «preda» di diventare suoi azionisti. Un’opas, infine, è una combinazione delle due: l’acquirente mette sul piatto sia suoi titoli sia denaro.

Il sistema creditizio nazionale vive una fase di intenso fermento, nota come "risiko bancario", al centro della quale spiccano la contesa su Monte dei Paschi di Siena (MPS) tra Intesa Sanpaolo e Banco BPM, la spinta al consolidamento tecnologico e le manovre per ridisegnare i grandi poli finanziari italiani ed europei. Il Monte dei Paschi è diventato l'obiettivo conteso di grandi manovre, con l'offerta di Intesa Sanpaolo contraffatta o affiancata alle precedenti ipotesi di integrazione con Banco BPM. Le mosse finanziarie inevitabilmente creano dibattito istituzionale sulle preferenze strategiche per il controllo e la stabilità dei grandi istituti nazionali.

Il risiko bancario in Italia ha raggiunto il suo culmine in questo agosto 2026, trasformandosi in una battaglia finanziaria e politica senza precedenti che vede scontrarsi i principali istituti del Paese. Al centro dello scontro ci sono Monte dei Paschi di Siena (MPS)Intesa SanpaoloBanco BPM e il gruppo Unipol/BPER.

Passato, Presente.

Organizziamo un orto

L'orticoltura siciliana è fortemente 
specializzata a seconda delle aree 
geografiche e vanta diversi prodotti a 
marchio di tutela, grazie a una 
combinazione unica di clima 
mediterraneo favorevole
innovazione tecnologica e un 
ricchissimo patrimonio di 
biodiversità locale.

Decenni fa a Contessa erano tante le famiglie che avevano un orto familiare curato in via generale da più componenti del nucleo. Per quanto ci e’ dato conoscere il loro numero si è andato in tempi recenti riducendo, sia perché il nostro “paese” e’ annoverato (ancora una volta) fra quelli con flussi migratori giovanili accelerati e perché in carenza di prospettive sul “domani” il flusso migratorio ha ripreso i ritmi accelerati assimilati in qualità e quantità a quelli dei decenni precedente e successivi all’inizio del Novecento, quando tantissimi si diressero a New Orleans.

 Sul blog continueremo a dedicarci a vicende storiche e sociali del territorio, a contesti e filoni culturali che possono indicare prospettive di crescita umana, e per chi ama dedicarsi all’orticoltura, perché dispone anche di una piccola frazione di terreno, ed intende mettere in atto o comunque preparare terriciati, riciclare rifiuti domestici, detriti vegetali e tutti i materiali organici che generalmente si conferiscono e che invece sono un economico e pure utilissimo concime.

 Fra i propositi c’è il far conoscere alcune tecniche che sanno di antico e che i nostri nonni suggerivano.

domenica 23 agosto 2026

Parole frequenti sui media


La 47ª edizione del Meeting
per l'amicizia fra i popoli
 si
tiene alla 
Fiera di Rimini dal 21
al 26 agosto 2026
. Il tema centrale
di quest'anno è 
«L'amor che move
il sole e l'altre stelle»
, celebre
verso finale del Paradiso della 
Divina Commedia di Dante
Alighieri.

Il dibattito istituzionale: Presenti
i massimi esponenti della politica e
della società; il Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella ha
aperto l'evento con un messaggio
contro l'odio.





meeting

Il Meeting di Rimini è la kermesse annuale organizzata dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli di Comunione e liberazione, la comunità fondata da don Giussani: propone una riflessione su temi religiosi, culturali, politici e artistici con dibattiti, incontri e mostre. 

La prima edizione fu nel 1980, con il titolo «La pace e i diritti dell’uomo»: diede spazio alla situazione nell’Urss e ospitò alcuni dissidenti russi. La 47esima edizione è iniziata venerdì e si concluderà mercoledì: il titolo di quest’anno è «L’amor che move il sole e l’altre stelle», dall’ultimo verso della Divina Commedia di Dante.

Alla manifestazione di quest’anno partecipano circa 500 relatori provenienti dal mondo istituzionale, religioso e culturale, tra cui ben 13 ministri del governo e 5 cardinali.

sabato 22 agosto 2026

La Sicilia, terra dei contrari?

Giuseppe Carlo Marino è nato nel
capoluogo siciliano, si trasferì a
Firenze e nel 1962 conseguì la
laurea in Scienze politiche. Il
grande amore per la Sicilia
lo portò ad elaborare la tesi
Sinistra siciliana dopo
il Risorgimento ed ebbe
anche una menzione
dell'Istituto Cesare Alfieri.
Marino, a Firenze, conobbe
Giorgio La Pira, Mario Luzi e
Nicola Pistelli e nel 1970 tornò
a Palermo, divenendo assistente
di Storia del Risorgimento
all'università di Palermo e poco
dopo professore incaricato di
Storia moderna.
Nel 2001, poi, la cattedra
di Storia contemporanea.




Dinamiche di potere da leggere

superando antichi stereotipi culturali.

 La Sicilia è una terra di contrari e di profondi contrasti, una definizione che riflette perfettamente la sua natura geografica, culturale e sociale, tanto da spingere grandi scrittori come Luigi Pirandello a definirla non un'isola, ma un vero e proprio "paradosso". Questa terra, la nostra terra, unisce elementi opposti in un equilibrio unico, dove la bellezza mozzafiato convive costantemente con enormi contraddizioni.

Giuseppe Carlo Marino (1939-2024), e’ stato un noto storico ed emerito dell'Università di Palermo che ha ampiamente analizzato la Sicilia descrivendola come una struttura storica basata su profonde contraddizioni sociali, politiche e culturali. E’ stato un pioniere nello studio della mafia intesa non come semplice criminalità comune, ma come un blocco di potere organico ed economico cresciuto in parallelo e in contrasto con le istituzioni ufficiali. Nei suoi numerosi saggi (come L'ideologia sicilianista del 1972), ha smontato il mito della Sicilia "vittima passiva" della storia, evidenziando come le classi dirigenti locali abbiano frequentemente cavalcato l'orgoglio isolano per difendere i propri privilegi conservatori contro la modernizzazione. Ha anche raccontato la coesistenza paradossale di spinte progressiste radicali (le lotte contadine del secondo dopo-guerra e i movimenti sindacali) e le resistenze feudali, sfociate in quella che ha definito la drammatica catena della "La Sicilia delle stragi“.

Temi chiave della sua ricerca:

== La Mafia come sistema di potere: rifiuto dell'idea di mafia come semplice "criminalità comune" o fenomeno folcloristico, interpretandola invece come classe dirigente consociativa.

== Storia delle vittime: focus storiografico sulle masse popolari, sui lavoratori e sui servitori dello Stato che hanno pagato il prezzo del sangue nella terra delle stragi.

== Uso pubblico della storia: impegno costante nella divulgazione e nel movimento antimafia culturale, collaborando anche con la RAI.

- - -

La Sicilia, terra dei contrari, intendiamo di tanto in tanto leggerla col bagaglio culturale di tanti autorevoli scrittori, siciliani e non, del fenomeno della Mafia. Intendiamo -ovviamente- esplorare il pensiero del prof. Anton Blok che sulla vicenda storica latifondistica locale di Contessa Entellina  (e non solo)  ha dedicato una opera diffusa in tutti i paesi dell’emisfero occidentale. Iniziamo intanto conoscendo il profilo culturale del prof. Giuseppe Carlo Marino, storico dell’Università di Palermo.


Parole frequenti sui media

 

Un'ONG (Organizzazione
Non Governativa
) è
un'
associazione privata
senza fini di lucro
,
indipendente dai governi
e dalle organizzazioni
internazionali, che opera
in settori di interesse
pubblico, umanitario,
sociale o di cooperazione
allo sviluppo.




ong 

Le Organizzazioni non governative sono enti privati senza fini di lucro, indipendenti dai governi, che operano in settori di utilità sociale, umanitaria, ambientale o di cooperazione internazionale e si finanziano attraverso le donazioni. Tra le Ong con navi di salvataggio che operano nel Mar Mediterraneo per il soccorso ai migranti ci sono Emergency e Medici senza frontiere.

Ambiti di intervento: 

Cooperazione allo sviluppo: Progetti a lungo termine per l'educazione, la sanità, l'agricoltura e le infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo,

Aiuto umanitario: Interventi d'emergenza in caso di guerre, carestie o calamità naturali,

Diritti umani e ambiente: Tutela dei diritti civili, salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità,

Soccorso in mare: Attività di ricerca e salvataggio nel Mar Mediterraneo.



mercoledì 19 agosto 2026

L’amico cane (21)

 I cani non sono tutti uguali:

Cosa sapere su razze e personalità.

Quando gli esseri umani hanno iniziato la loro vita con il cane, hanno capito che questi avrebbe potuto affiancarli nella vita e nelle attività di tutti i giorni: nella caccia, nella cura degli armenti, nella guardia, nella guerra,  nell'intrattenimento, nelle arene da combattimento, nei cinodromi, nei circhi. 
Hanno iniziato così a selezionare gli esemplari che più si adattavano ai diversi ruoli. È così che sono nate le razze. Ed è per questo che tutti i cani si assomigliano ma non sono tutti uguali.

Conoscere le caratteristiche delle diverse razze è importante quando si decide di avviare una convivenza con uno o più cani.
 La selezione sempre più spinta effettuata nel corso dei secoli ha fatto sì che si creassero cani con forti specializzazioni, a cui corrispondono però esigenze etologiche (comportamentali), che possiamo considerare anche come bisogni o desideri  che tenderanno ad emergere nel corso della loro vita, anche se nelle nostre famiglie non saranno impiegati per la caccia, per la custodia o la conduzione di greggi o mandrie, per la guardia della proprietà. 

Le motivazioni di razza determinano il comportamento, in aggiunta al contesto sociale che a sua volta lo influenza e lo modifica. Sapere cosa desidera dentro di sé un cane di una razza selezionata per la caccia o per altri scopi, anche se per noi sarà semplicemente un compagno di vita, ci aiuterà a gestirlo nel migliore dei modi. 

Come?  Riconoscendo i suoi bisogni e desideri e assecondandoli il più possibile, seppure in un modo diverso e compatibile con le nostre vite moderne. Possiamo avere un segugio anche se non andiamo a caccia, un pastore maremmano abruzzese anche se non abbiamo pecore da proteggere. L’importante è creare le condizioni perché il cane si senta appagato e non viva con ansia o frustrazione la repressione di quelli che, ancora una volta semplificando, potremmo definire i suoi «istinti».

martedì 18 agosto 2026

Aree interne dell’Isola (4)


Contessa Entellina vive un
forte spopolamento, con
tassi di case vuote o non
abitate che come in molti
 piccoli centri interni
della Sicilia raggiungono
o superano il 50-60% a
causa dell'emigrazione
giovanile e non, e del
generale calo
 demografico.

Il rimedio non è 
di certo il destinare
risorse pubbliche
a feste e festicciole,
ossia sperpero di
risorse.

Aree interne, addio: 

Come ripopolarle?

Le aree interne della Sicilia affrontano una grave crisi strutturale. Sono tutte caratterizzate da isolamento viario, mancanza di occupazione stabile e spopolamento demografico e questa realtà spinge migliaia di giovani a emigrare, desertificando paesi e borghi rurali/montani tra Madonie, Nebrodi, Sicani ed entroterra ennese e nisseno.

1) Le arterie provinciali e comunali presentano interruzioni, frane croniche e manutenzione quasi assente, anzi assente.

2) Spostarsi verso i poli ospedalieri o universitari della costa richiede tempi lunghi e disagevoli.

3) Le opportunità lavorative dignitose sono ridotte al lumicino, limitate a un'agricoltura spesso tradizionale e non sempre ammodernata e redditizia.

4) I giovani con titoli di studio superiori (universitari)  o professionali lasciano l'isola per il Nord Italia o l'estero in direzione della Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.

5) Nei  paesi dell’entroterra, che includono la nostra Contessa Entellina, restano solo gli anziani, rendendo insostenibile il welfare locale.

6) Per la Cgil Sicilia ricade nelle “aree interne” il 39,6% del territorio isolano e però vi risiede l’11% della popolazione (Istat 2025). Nelle cinque zone della prima Snai il calo demografico, dal 2014 al 2025, è proseguito, più marcato sui Nebrodi con – 10.412 abitanti, meno nelle Madonie (- 770) . Il Calatino ha perso 6.577 abitanti, la valle del Simeto 4.091, le terre Sicane 6331. Al calo demografico si è accompagnata la diminuzione delle istituzioni scolastiche, con punta del 53,84% nelle terre Sicane.

“In queste aree- ha detto Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia- le difficoltà infrastrutturali, dalla rete viaria alle connessioni digitali, continuano a rappresentare uno dei principali fattori di svantaggio. Esse contribuiscono a determinare quel deficit di cittadinanza, insieme alle carenze del sistema sanitario, del servizi sociali e delle strutture deputate all’istruzione, che causano lo spopolamento”. 

(Segue)