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lunedì 27 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

COSTITUZIONE

Si tratta del testo che governa la vita della Repubblica italiana e sancisce gli equilibri tra i poteri dello Stato attraverso il principio della separazione e del bilanciamento. Il potere legislativo è appannaggio del Parlamento, quello esecutivo è onere del governo e quello giudiziario della magistratura.

I padri della Costituzione" sono stati i 556 membri dell'Assemblea Costituente, eletti il 2 giugno 1946, che hanno redatto la Carta costituzionale italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Tra le figure chiave spiccano Meuccio Ruini (presidente della Commissione dei 75), Umberto Tupini, Umberto Terracini, Gustavo Ghidini e Alcide De Gasperi, oltre a Pietro Calamandrei. 

La Costituente era composta da diverse forze politiche, con un contributo fondamentale anche delle 21 donne elette (le "madri costituenti"), tra cui Maria Federici, Lina Merlin, Nilde Iotti e Teresa Noce.

Alcuni dei protagonisti principali, divisi per area politica: 

Democrazia Cristiana (DC): Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro.

Partito Comunista Italiano (PCI): Palmiro Togliatti, Nilde Iotti, Umberto Terracini, Teresa Noce.

Partito Socialista Italiano (PSI/PSLI): Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Lina Merlin. 

Partito Liberale (PLI) e altri: Luigi Einaudi, Piero Calamandrei.





domenica 26 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

Islamabad significa "Città
dell'Islam"
 (in urdu اسلام آباد‎,
 
Islāmābād), un nome che riflette
l'ideologia musulmana del
Pakistan. È la capitale del Pakistan
dal 1967, situata nel nord-est
del paese. Costruita negli anni
'60 come città pianificata, è il
centro amministrativo e politico
dello Stato, nota per le sue aree
verdi.
islamabad

Capitale del Pakistan dal 1967, sorge su un altopiano nella parte nord-orientale del Paese. Ha poco più di un milione di abitanti, il che la colloca appena all’ottavo posto tra le città più popolose del Pakistan, sede di un governo che cerca di valorizzare i buoni rapporti di cui gode tanto con gli Stati Uniti che con l’Iran. E che vede nelle forze armate la spina dorsale delle istituzioni: non è un caso che il principale mediatore dei colloqui tra Washington e Teheran sia il feldmaresciallo Asim Munir, capo dell’esercito dal 2022, che vanta poteri maggiori di quelli del primo ministro Shehbaz Sharif, al governo dal marzo 2024.

sabato 25 aprile 2026

Parole frequenti sui media

uranio arricchito
 L’uranio naturale ha bisogno che sia aumentata la sua percentuale di isotopo fissile, sia per essere utilizzato in centrali energetiche, sia per essere utilizzato in una bomba. L’impiego militare però richiede un arricchimento molto più alto e l’uranio arricchito oltre una data soglia indica l’intenzione di costruire una bomba. Viene utilizzato principalmente come combustibile nelle centrali nucleari (arricchimento 3-5%) e, ad alti livelli, per armi nucleari o reattori speciali (oltre il 20-90%).

giovedì 23 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

"Campo largo" è un'espressione
politica tutta italiana utilizzata
per definire un 
progetto di ampia
coalizione di centro-sinistra.



campo largo

È il progetto politico di ampliamento della coalizione di centrosinistra, sia verso forze collocate più al centro sia verso forze collocate più a sinistra. Ne fanno parte Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa.

Il termine suggerisce un'alleanza che non si limita ai soli partiti storici di centro-sinistra (come il PD che è il rappresentante in Italia del Partito Socialista Europeo), ma cerca di includere il Movimento 5 Stelle, i Verdi, Sinistra Italiana e, in diverse declinazioni ipotizzate, anche forze di centro come quelle guidate da Renzi o Calenda. L’intento è di creare un "fronte unito" elettorale capace di essere competitivo contro la coalizione di destra.

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mercoledì 22 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

agostino

Agostino d’Ippona (354-430 d.C.) è stato filosofo, teologo e vescovo latino, figura chiave della patristica occidentale. Nato a Tagaste, nell’attuale Algeria, da madre cristiana e padre pagano, visse una giovinezza inquieta prima di convertirsi al cristianesimo a Milano nel 387, battezzato da Sant’Ambrogio. Tornato in Africa, ordinato sacerdote nel 391, divenne vescovo di Ippona nel 395. Fu autore di opere fondamentali come Le confessioni(397), un’autobiografia spirituale che anticipa l’introspezione moderna e La città di Dio. Morì a Ippona, è sepolto a Pavia. E’ noto anche come Sant'Agostino,  considerato Padre della Chiesa e Dottore della Chiesa. Passò da una giovinezza inquieta e manichea a una conversione radicale al cristianesimo, influenzando profondamente la filosofia occidentale. 

venerdì 17 aprile 2026

Parole frequenti sui media


Pasdaran

È il nome in persiano del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione del 1979. Nati come milizia con profonda fede ideologica, con gli anni hanno ampliato molto il loro potere all’interno dello Stato. Il Corpo dispone tra i 200.000 e 300.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali.

Sono la più potente forza militare, politica ed economica dell'Iran. Istituiti per proteggere il regime teocratico, controllano un vasto impero economico, gestiscono l'intelligence e guidano la politica estera attraverso le Forze Quds. Loro obiettivo primario è difendere l'ideologia della Repubblica Islamica e la Guida Suprema. Nella sostanza svolgono un ruolo di polizia politica, reprimendo il dissenso interno e controllando le frontiere.

giovedì 16 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 Articolo 5

L’Articolo 5 del Patto atlantico, che è il pilastro della difesa collettiva della Nato, stabilisce che se uno o più Paesi che fanno parte della Nato subiscono un attacco armato ogni altro Paese dell’Alleanza deve intervenire in loro difesa. L’attivazione dell’Articolo 5 ha finora trovato applicazione una sola volta: in seguito agli attacchi terroristici islamisti avvenuti negli Stati Uniti l’11 settembre 2001.

L’Articolo 5 del Trattato NATO è, in buona sostanza, il pilastro della difesa collettiva, stabilendo che un attacco armato contro uno o più membri (in Europa o Nord America) è considerato un attacco contro tutti. In tal caso, ogni alleato assisterà la parte attaccata intraprendendo azioni necessarie, inclusa la forza armata, per ripristinare la sicurezza.

mercoledì 25 marzo 2026

Alla ricerca delle radici

Nella Sicilia tra il XVI e il XIX 
secolo, le "terre" erano centri 
abitati feudali, spesso feudi 
baronali o principati, che
fungevano da fulcro
amministrativo 
ed economico
nel contesto del latifondo.
Caratterizzate dalla presenza
di un 
baglio o un castello,
queste località divennero nuclei
di nuovi insediamenti grazie
alla 
licentia populandi.

Prima degli arbereshe

Nella Sicilia feudale

Il termine latino casale corrispondente all'arabo rahl o manzil compare nella topografia dell’Isola nell'XI sec., ma è intorno al 1120 che si impone nella terminologia ufficiale latina, ancora in alternanza con vicum, per poi diventare di uso esclusivo verso il 1150, e almeno fino alla fine del XIII sec. designa in Sicilia un villaggio rurale aperto, privo di difese, appartenente al territorio di un castrum (cioè di un abitato fortificato e munito di castello: quello che verrà definito terra nella terminologia ufficiale del regno normanno-svevo). 


Il casale è caratterizzato, con rare eccezioni, da un rapporto di dipendenza giuridica, amministrativa e militare, e i suoi abitanti, che generalmente appartengono alle etnie sottomesse (greco-bizantina e musulmana), sono di norma donati insieme al casale stesso e alle relative terre. Riguardo alle dimensioni, il termine casale può indicare realtà molto diverse, estendendosi dal villaggio di una certa grandezza e articolazione, talora anche con edifici di culto (chiesa o moschea) e con strutture produttive (per esempio fornaci di ceramica e vetro) alla semplice azienda agricola a carattere familiare. 


Con un processo che intorno al 1350 può dirsi ormai concluso, e i cui caratteri costituiscono uno dei grandi problemi aperti dell'archeologia medievale siciliana, il popolamento rurale per casali tende a rarefarsi, e nel corso del XIV sec. può dirsi completamente scomparso: la popolazione vive ormai tutta raggruppata nelle terrae fortificate, e anche se il termine casale compare ancora in documenti del XIV sec., non corrisponde più ad un abitato, ma ad un tenimentum terrarum o feudo, cioè ad un territorio spopolato. 

(Segue)

lunedì 9 febbraio 2026

Il caso Niscemi

Quanto accaduto a Niscemi
si va configurando come
circostanza strutturale,
più che una emergenza
insorta  improvvisamente.







Quando i politici chiudono gli occhi
 Il dissesto idrogeologico non è solo una questione tecnica, è una questione culturale. Riguarda il modo in cui percepiamo il territorio, il valore che attribuiamo al suolo, la memoria che siamo disposti a conservare. La frana di Niscemi è solo uno dei tanti segnali di un rischio strutturale che riguarda l’intera Italia, da Bolzano a Trapani.

 Nel nostro Paese il dissesto idrogeologico, al contrario di quanto ritengono tanti politici non e’ una emergenza che spunta improvvisa, e’ una situazione, anzi una condizione strutturale. Se capita una forte pioggia (alluvione), se capita una frana, tutti mostriamo sorpresa. Colpa di madre natura. Ed invece così non è!

 Il territorio su cui viviamo, viene da dire l’intero territorio italiano, è instabile e  questa instabilità ai nostri giorni  è misurabile, documentata, storicizzata da più “studi” a cura di Istituzioni e frequentemente da Università. Situazione sorprendente e’ che può  essere conoscibile da chiunque grazie a piattaforme messe a disposizione dall’Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Esistono persino piattaforme che non sono solo rivolte agli addetti ai lavori. 

Amministratori locali, chi compra casa, chi progetta infrastrutture, chi vuole sapere dove vive -essendo l’Italia un Paese civile- può (se lo vuole) disporre dei dati scientifici raccolti dagli organi pubblici  come se fossero  una proprietà tecnica disponibile per il cittadino. L’intero quadro del rischio idrogeologico è un gesto quasi politico prima ancora che tecnologico di cui ciascuno può e deve disporre. Come mai? Il territorio nazionale è monitorato, dall’alto, ancor meglio che dai tracciati cartografici e dai piani regolatori curati dai singoli enti locali. Il che significa che amministratori locali, vigili urbani, tecnici locali e del genio civile conoscono quali sono le aree solide e quelle fragili, quelle costruibili e quelle franose, quelle su cui si può’ realizzare un ponte e quelle dov’è la fragilità che non lo consente. Ed ovviamente, se il danno franoso investe un fabbricato costruito al di fuori della preliminare verifica sulla consistenza del suolo, esso è inevitabilmente abusivo.

Proseguendo vedremo che esistono documentazioni di monitoraggio fruibili da ciascun cittadino, oltre che dagli organi della Pubblica Amministrazione.

 

venerdì 6 febbraio 2026

Conoscere l’uomo (11)

 

Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, i ritrovamenti di uomini fossili si sono moltiplicati in Europa più che nel resto del mondo. Fu in Europa che si approfondirono gli studi dell’evoluzione dell’Uomo e l’Uomo di Neandertal  divenne, negli studi dei ricercatori, l’esempio più importante di tale evoluzione.

A partire dal 1920 furono portati alla luce in Asia Occidentale, in Africa Orientale fossili più o meno vicini morfologicamente ai Neandertaliani d’Europa. Questa circostanza cominciò ad avvalorare  l’idea secondo cui i caratteri generali di quei fossili si ritrovavano in maniera più o meno marcati nell’intero Vecchio Mondo.

I Neandertaliani sarebbero arrivati successivamente a quello che era stato l’Homo erectus. Da qui le teorie che l’umanità nel suo insieme avrebbe subito un’evoluzione, attraversando nel suo insieme una successione di stadi, contrassegnata ciascuna da un’architettura propria ossea e da caratteri propri. I Neandertaliani non sarebbero altro che una rappresentanza delle tante fasi. Non mancarono scoperte e teorie che in qualche modo mettevano in dubbio la convinzione generale secondo cui “l’uomo di Neandertal” sarebbe stato la specie europea per antonomasia, che si sarebbe sviluppata dalla popolazione insediata in Europa 300.000 anni fa e si estinse 30.000 anni fa.

 All’inizio degli anni 1950 gli studi avviarono una migliore comprensione del significato dei caratteri e con maggiore rigore di comparazione dei fossili riuscirono a circoscrivere i caratteri tipici dei Neandertal ereditati dalle generazioni precedenti, più antiche, e quelli in comune con gli Homo sapiens sapiens. Dall’esito di quegli studi sappiamo che i Neandertaliani europei erano relativamente bassi (1,65 cm circa) con un’architettura ossea piuttosto robusta. La capacità cranica varia da 1250 a 1680 cm/3, con una media di 1450 cm/3, perfettamente coincidente alla media attuale.

(Segue)


mercoledì 21 gennaio 2026

Conoscere l’uomo (10)

 

Il volto dell’Uomo di
Neandertal aveva tratti
molto particolari: un Tours
sopraorbitalis incurvato
sopra la regione oculare,
cavità nasale pronunciata
e mandibola priva di
mento.




Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Su pagine precedenti abbiamo provato a far intendere come l’origine, o quanto meno la ricostruzione scientifica e storica,  dell’essere umano affonda nei milioni di anni fa’ e come gli studi seppure conseguono successi sopratutto sul piano scientifico sui rinvenimenti  che in più punti del pianeta si conseguono, attualmente restano più di interesse degli studiosi che dei contesti scolastici o degli stessi appassionati scientifici diffusi sui territori. Sul blog continueremo di tanto in tanto a raccogliere gli indizi scientifici che ci dicono come, dove e quanti milioni di anni fa avvenne un qualcosa che poi e poi ancora portò  all’Antropologia fisica.

= = =

Qualcosa di più chiaramente acclarato e evidenziato la Scienza ai nostri giorni lo asserisce sui rinvenimenti di quelli che vengono definiti gli “uomini di Neandertal”. Si tratta, ovviamente, di rinvenimenti di “popolazione di uomini fossili” meglio conosciuta tra tutte quelle che precedettero l’uomo attuale, sulla base di tre ragioni:

1) si tratta dei primi fossili umani diversi da noi umani ad essere scoperti, da un paio di decenni ed anche più.

2) attualmente si dispongono di reperti di varie centinaia di individui provenienti da numerosi giacimenti.

3) sono stati loro dedicati svariate pubblicazioni scientifiche e ancora adesso (ai nostri giorni) stanno al centro di impegnative ricerche.

Sulla scia di questa breve presentazione, procederemo con cura e impegno sul blog a riportare documentazioni scientifiche che puntano a sviluppare l’idea sull’evoluzione dell’uomo, a partire proprio da quello che fu l’uomo di Neandertal, che -viene sostenuto-  aveva tratti molto particolari: un Tours sopraorbitalis incurvato sopra la regione oculare, cavità nasale pronunciata e mandibola priva di mento.

martedì 13 gennaio 2026

Valle del Belice: Gibellina

La Valle del Belice è una
splendida area della 
Sicilia occidentale, segnata
dal devastante terremoto
del 1968 che distrusse e
danneggiò tanti paesi.
La nuova Gibellina e’
rinata grazie ad un progetto
di rinascita artistica  unica
al mondo. Con Gibellina
nuova e’ diventata un
museo a cielo aperto di
arte contemporanea e
la “vecchia” Gibellina
trasformata nel
monumentale e 
Inquietante Creto di
Alberto Burri, simbolo
di memoria e Land
Art.










Gibellina, ecco il futuro: Mostre, residenze, laboratori: la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea.

*  *  *

Il prossimo 15 gennaio. Una data spartiacque per Gibellina: in quel giorno cade l’anniversario del sisma che 68 anni fa ne cambiò il volto per sempre. «È un gran privilegio per una piccola cittadina del sud Italia — ha aggiunto il sindaco del centro in provincia di Trapani, Salvatore Sutera —. Ma è anche un’occasione di rilancio contro lo spopolamento degli ultimi venti anni e un’opportunità per generare nuove energie per i giovani. In quest’ottica confidiamo che dopo questa grande sfida del 2026, il governo regionale e quello centrale rinnovino il loro sostegno perché Gibellina possa continuare a crescere».

Cinque le aree direttrici lungo le quali si dipanerà il percorso artistico e culturale del prossimo anno: 

===le mostre, 

===le residenze, 

===le arti performative, 

===l’educazione 

===e la partecipazione,

=== e infine i simposi, 

===le conferenze 

===e le giornate di studio. 

   L’illustrazione nel dettaglio di quanto accadrà è affidata ad Andrea Cusumano, direttore artistico di Gibellina 2026 che tra tanti cita per esempio le videoinstallazioni di Masbedo e Adrian Paci nello spazio del teatro di Pietro Consagra, la grande mostra del Mediterraneo, i prisenti, drappi processionali realizzati da grandi artisti, o l’installazione del francese Philippe Berson, ma anche Domestic displacement e Circle of life di Richard Long. 

    Nella città in cui il Grande Cretto di Alberto Burri scolpisce nell’eternità del marmo bianco i confini — anche stradali — della distruzione trasformandola in un’opera d’arte, o l’incompiuto teatro Consagra diventa una scultura vivente in calcestruzzo, in cui convivono il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes con la Montagna di Sale di Mimmo Paladino, troveranno spazio poi musica, cinema, teatro e performance artistiche di protagonisti della scena nazionale e internazionale, come Regina Josè Galindo ed Emilio Isgrò. 

   Giovani artisti, studenti e comunità cittadina saranno invece i protagonisti delle residenze, che troveranno spazio nella sede della Fondazione Orestiadi e nell’ex chiesa di Gesù e Maria, restaurata e riaperta per l’occasione, come pure di laboratori e progetti, mentre le università, dalla Luiss alla Sapienza, dall’Accademia delle Belle arti di Venezia a quella di Palermo, daranno vita a dibattiti sull’arte contemporanea.

   «Il programma delle attività valorizzerà il Mediterraneo, l’arte femminile, gli artisti siciliani viventi — ha aggiunto Cusumano —. Ci sarà spazio per un richiamo a L’Aquila, altra città che ha vissuto la stessa lacerante ferita del terremoto nel 2009 e che nel 2026 sarà Capitale italiana della cultura, ma anche per la musica, con il premio Merz e la nascita dell’orchestra filarmonica».

sabato 10 gennaio 2026

Conoscere l’uomo (9)


I primi ominidi, come gli 
Australopitechi, comparvero in
Africa circa 5-7 milioni di anni fa
,
Alla fine del Cretaceo (70 ml.
di anni fa), i dinosauri e le
specie simili dominavano
continenti e oceani occupando
le nicchie ecologiche.
Si trattò dei primi mammiferi, 
derivanti da un’antica 
progenie di rettili e risalenti
al Triassico (=190 ml. di
anni fa).
Il passaggio dal Cretaceo al
Terziario (=65 ml. di anni fa)
e’ caratterizzato da una crisi
dei dinosauri e altri rettili, ma
positiva -invece- per i primati
ed altri mammiferi. 
Dal Paleocene i reperti di
Purgatorius diventano
abbondanti e rivelano, per
gli studiosi, che era l’unico
primate ancora dotato di
dentatura completa: 3 
incisivi, 4 premolari e 3
molari su ciascun quadrante, 
per un totale di 44 denti.
(segue…)







 Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

Quadro generale: Antropogenesi

Il ramo umano, che si sarebbe separato  dalla branca delle grandi scimmie africane qualche milione di anni fa, ha una storia geologica relativamente breve.

A leggere i resoconti degli studiosi per oltre sessanta milioni di anni, l’avventura sulla Terra dell’uomo è rimasta indistinta  da quella degli altri primati, la cui origine, come la gran parte dei mammiferi, risale al Mesozoico (primi ominidi, come gli Australopitechi, comparvero in Africa circa 5-7 milioni di anni fa, evolvendo il bipedismo, mentre l'Homo habilis (circa 2.5-1.5 milioni di anni fa) fu il primo a creare strumenti in pietra, seguito dall'Homo erectus (circa 1.8 milioni di anni fa), che dominò il fuoco e si diffuse fuori dall'Africa, portando infine all'Homo sapiens, la nostra specie.

-  -  -

Tornando indietro: alla fine dell’era secondaria, 65 milioni di anni fa, America settentrionale, Groenlandia ed Europa formavano un continente unico separato da America meridionale, Asia e Africa. La crisi del Cretaceo-Terziario di 65 milioni  di anni fa vide l’estinzione dei dinosauri, ma favorì lo sviluppo dei mammiferi.

Durante l’Era Terziaria, 55 milioni di anni fa, gli attuali continenti iniziarono a sistemarsi, l’America settentrionale  si separò dall’Eurasia e dall’Africa, definendo la distribuzione dei primati nei vari continenti.

-  -  -

Gli esseri umani, insieme a specie estinte come il Proconsul, che visse 18 milioni di anni fa, e specie viventi come il gorilla e lo scimpanzé, fanno parte della famiglia degli ominidi.

(Segue)

Nota: Il blog sta procedendo attingendo da varie fonti, sopratutto da opere della De Agostini, di Storia dell’Umanita’. curate da Yves Coppens e Denis Geraads.

lunedì 29 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (8)

Antropologia
L'antropologia, la disciplina che
studia l'essere umano in tutti i
suoi aspetti, fisici, culturali, sociali
e storici, analizzando le culture
umane, i comportamenti, le
credenze e le società nel tempo
e nello spazio
. Un approccio
"antropologico" implica
l'osservazione critica e distaccata
della propria cultura per
comprendere meglio le diversità
umane, attraverso studi sul
campo (etnografia) per analizzare
costumi, relazioni sociali, miti e
linguaggi.







Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

L’uomo frutto di un’evoluzione di 5 milioni di anni. Le conoscenze scientifiche che possediamo ai nostri giorni sulle origini dell’uomo consentono di tracciare alcune tappe essenziali della vicenda evolutiva della famiglia di cui facciamo parte: la -famiglia zoologica Hominidae- a iniziare da fasi posteriori al punto di separazione dalla linea che ha condotto ai nostri parenti più prossimi, le scimmie antropomorfe africane. La scienza ancora ai nostri giorni comunque  nel dibattito paleoantropologico (= l'evoluzione umana, la genetica e le basi biologiche della specie) risente ancora di carenze di reperti fossili.

Ciò che ad oggi sappiamo sull’origine dell’uomo è frutto di indagini scientifiche iniziate nella prima metà dell’Ottocento seppure a monte esiste la lunga avventura di pensiero con radici nell’antichità. Uno stimolo di taglio scientifico comunque è arrivato con la pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859 elaborò gli strumenti concettuali per interpretare la sequenza di esseri viventi che la ricerca paleontologica da decenni andava divulgando. Contribuirono nella fase di avallo scientifico le scoperte di alcuni oggetti classificati strumenti preistorici, in depositi della valle della Somme (Francia) dove stavano pure resti di elefanti e di rinoceronte. Già nel 1856, in un’area presso Dusseldorf (Neandertal) furono scoperte ossa umane molto diverse dall’uomo dei nostri giorni. Da allora le segnalazioni di ulteriori rinvenimenti fecero dire agli studiosi che si trattava di resti di una forma umana europea con caratteristiche scheletriche primitive (uomo di Neandertal).

Sorse in quel contesto la branca scientifica della paleontologia umana e da allora le scoperte hanno fatto dire agli studiosi che l’uomo è frutto di un’evoluzione iniziata 5 milioni di anni fa.

(Segue)

venerdì 19 dicembre 2025

Procediamo per flash ….la Storia della Sicilia (8)

 La Sicilia post-unitaria

Abbiamo intrapreso dai tempi preistorici la vicenda storica della nostra Isola (chi vuole cerchi sul blog Procediamo per flash ... la Storia della Sicilia) e ovviamente contiamo di procedere da quella preistoria in poi. E però abbiamo pensato di intercalare periodicamente eventi storici più recenti, a decorrere dal post-Unità.  Alterneremo pertanto pagine lontane nel tempo, persino preistoriche e pagine più recenti attraverso cui proveremo a capire almeno alcuni eventi dell'ultimo e penultimo secoli. Forse ci aiuterà a capire la politica ed i politici dei nostri giorni ed il perché viviamo in questo contesto socio-economico e non in un altro.

 = = = =Sicilia post-Unità

 In quel lontano 18/agosto/1860 Giuseppe Garibaldi dopo aver liberato la Sicilia dal regime borbonico, partendo dalla spiaggia di Taormina, appunto il 18 agosto 1860, puntò in direzione della Calabria e già il 17 settembre (tempo di un mese necessario per sbaragliare l'esercito borbonico), arrivò, in treno come se fosse un turista, a Napoli accolto dalle folle festose. Ad accoglierlo alla stazione fu il Primo Ministro di quello che fino a quella data era stato il Regno delle Due Sicilie, Liborio Romano.

 Non trascorsero che meno di tre mesi e il 21 Ottobre 1860 in Sicilia si svolse il plebiscito di adesione al Regno d'Italia (con re Vittorio Emanuele). Nell'Isola i favorevoli all'adesione furoro ufficialmente 423.053, i contrari 667. Questi dati probabilmente mostrano grande disinvoltura elettorale nel clima patriottico teso all'Unità del Paese. Le liste elettorali del tempo ammettevano ufficialmente l'esistenza di un numero parecchio inferiore di elettori aventi diritto (n. 37.044) e di fatto alla successiva data del 27 gennaio 1861 per la Camera tanti furono gli ammessi ad eleggere i deputati. Segno che per il plebiscito non si badò fra chi aveva diritto e chi non ne aveva ad accedere ai seggi. Si puntò al consenso popolare.

Per il Senato non si tennero elezioni in quanto l'accesso avveniva attraverso nomina regia. Primo Presidente del Senato del giovane Regno d'Italia fu nominato Ruggero Settimo, patriota siciliano e protagonista dei moti palermitani del 1848-49. A nomina avvenuta Ruggero Settimo non volle accettare l'incarico adducendo motivi di salute. Sappiamo comunque che morì esule a Malta nel 1863.

_  _  

Ruggero Settimo. Approvò l'annessione al Regno d'Italia con il plebiscito e fu nominato senatore il 20 gennaio 1861. Gli venne offerta la carica di presidente del nuovo Senato del Regno.  

È sepolto nel Pantheon di Palermo, la chiesa di San Domenico, in un monumento progettato dall'ingegnere Ernesto Perez, con sculture realizzate da Domenico Costantino, in particolare l'angelo, e Salvatore Valenti.

mercoledì 17 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (7)

La Savana 
La savana è un'ampia
prateria con alberi
sparsi e isolati, tipica
di un clima con stagione
secca e stagione
piovosa alternate.


Cittadini del pianeta

Capire l’uomo

L’Origine dell’uomo. Le attuali conoscenze sulle origini dell’uomo consentono di tracciare le tappe essenziali della storia evolutiva della famiglia zoologica Hominidae, a cominciare da fasi lontanissime nel tempo, probabilmente di poco posteriori alla separazione dalla linea che ha condotto dai nostri parenti più prossimi, le scimmie antropomorfe  (= che presenta affinità con l’uomo). Per ciò che ci e’ dato conoscere ai nostri giorni si tratta di una sequenza evolutiva che appare sostanzialmente continua, sia pure fra carenze e dibattiti scientifici sui reperti fossili.

Ciò che ai nostri giorni sappiamo sulle origini dell’uomo è il risultato di indagini scientifiche iniziate a metà del XIX secolo sulla base di un’avventura di pensiero che inizia principalmente nella pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin, che nel 1859 definì i concetti per interpretare la sequenza di esseri viventi che la ricerca paleontologica era andata svelando. Sostanzialmente, grazie alle analisi del DNA, si è concluso che gorilla, scimpanzé, uomo moderno e ominidi preistorici fanno parte della stessa famiglia.

Su questi presupposti si è sviluppata la paleontologia umana che, con scoperte via via successive, permette ai nostri giorni di conoscere fasi più antiche della nostra storia evolutiva, identificando inizialmente l’Asia e successivamente l’Africa come aree di differenziazione delle forme ominidi iniziali. Sulla base di studi plurisecolari la scienza sostiene che l’attuale forma umana sarebbe il risultato di una forma evolutiva iniziata più di cinque milioni di anni fa in Africa orientale, come risposta a pressioni selettive connesse allo sviluppo di un ambiente aperto di savana (= una vasta prateria punteggiata da alberi sparsi e cespugli, caratterizzata da un clima con una stagione secca e una stagione delle piogge, che ospita una ricca biodiversità di grandi erbivori e carnivori come leoni, elefanti, zebre, giraffe e si trova principalmente in Africa, Sud America e Australia).

(Segue)

lunedì 8 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (6)

  

cittadini del pianeta

Capire l’uomo

Le scienze preistoriche. Noi residenti a Contessa in qualche modo possediamo qualche idea, più o meno precisa sul ruolo dell’archeologia nel contesto del sapere umano. Da decenni, quasi annualmente, e via via -purtroppo- per periodi sempre più brevi, ci capita di sapere che gli studiosi dell’Universita’ di Pisa, gli archeologi vengono a fare il punto sulle esplorazioni (che ormai sono rarefatte) sul sito di Entella e aree più o meno limitrofe.

Grazie alle decennali ricerche sul territorio di questi studiosi sappiamo che l’archeologia si sostanzia nello studio delle opere dell’uomo (e pure di quelle autonome della natura) nel contesto della natura. Il tutto nel tentativo di poter leggere i tempi lontanissimi, persino quelli ove ancora non esisteva la presenza dell’uomo. Ovviamente l’interesse maggiore degli archeologi volge verso la ricerca dell’operato dell’uomo in siti diversi dalla comparsa dei primi ominidi ad oggi.

L’operato degli archeologi ci consente di comprendere, e ovviamente a contestualizzare, i meccanismi storico-evolutivi che hanno configurato le precedenti vicende umane, preistoriche e poi storiche.

L’archeologia possiede metodiche sue proprie per il recupero dei dati di interesse che non hanno nulla a che fare con le scoperte casuali, fatte in genere da non professionisti e, purtroppo da persone di pochi scrupoli che fanno ricerche clandestinamente, togliendo la possibilità di inquadramento storico del bene. Certo a chiunque può capitare di rinvenire oggetti di superficie rilevanti, però oggi le tecniche avanzate di raccolta dati e oggetti archeologici compete agli studiosi che come finalità puntano alla conservazione del patrimonio antico, da porre in seguito alla pubblica fruizione.

(Segue)


mercoledì 3 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (5)

Proposito:
intendiamo
sviluppare
coscienza
sulla vicenda
umana,
da una origine
più  o meno
conosciuta o
conoscibile,
grazie alla
Archeologia,
fino
ai giorni di
cattiveria 
permanente 
evidenziata
nel XXI secolo
dai tanti Putin
in servizio 
permanente
.








Cittadini del pianeta

Capire l’uomo.
Le scienze preistoriche. 
Per alimentare l’interesse (l’amore) per Entella, esempio archeologico vicino a noi di Contessa Entellina, non possiamo che cominciare da una forma di archeologia un pochettino “alla paesana”, alimentata da curiosità per le vestigia monumentali e le opere d’arte in generale. In effetti questa (Entella) è stata una realtà  storica già ai primi echi della civiltà umana con gli Elimi, ed in questa contiamo di sostanziare l’interesse per il mondo. Esistono, forse da sempre, i veri amanti dell’archeologia ma la “ricerca” nel passato lontano consisteva nell’individuare le rovine monumentali o le vere “opere d’arte”. Fra i nostri fini c’è l’auspicio che le ricerche e gli studi su Entella subiscano una accelerazione.
 Per quanto ci e’ dato conoscere in Italia i primi scavi (sotto l’egida pubblica) iniziarono ad Ercolano nel 1709 e poi a Pompei nel 1748. In Francia e Germania i primi interessi per l’Archeologia hanno date prossime a quelle italiane se non posteriori: Napoleone nella spedizione in Egitto portò con sé un gruppo di studiosi e da allora iniziò quella che fu definita l’archeologia attiva.
Da allora, con l’archeologia attiva, iniziarono, purtroppo, pure i disastrosi saccheggi in Mesopotamia, ed ogni saccheggio sottrae potenzialità alla ricerca storica che attraverso le vestigia -invece- sa ricostruire i contesti di vita dell’Antichita’ classica. 
 I paesi che per prima hanno puntato a sviluppare gli studi archeologici finalizzati a cogliere la vicenda umana del passato lontano, furono dal mille seicento/settecento la Gran Bretagna, la Francia, i paesi Scandinavi. La prima cattedra universitaria finalizzata a salvaguardare i monumenti ed i resti archeologici del passato fu istituita in Svezia nel 1630 (Riksantikvar) seguita dall’Olanda (Università di Uppsala) nel 1818. Da queste due date in poi iniziò una vera pioggia di promulgazioni di norme a tutela dei beni dell’Antichita’ .

Questa pagina,  come anticipato nei giorni scorsi, avrà frequentissima cadenza. Perché? Perché accanto alle discipline sociologiche, economiche  ed altre, l’archeologia -se saputa leggere e interpretare-, sa dirci (un poco come tutti i filoni culturali) chi è l’uomo. Addirittura sa rivelarci come e perché esiste la cattiveria umana. In fondo essa è una fonte non secondaria della Storia umana.

martedì 2 dicembre 2025

Conoscere l’uomo (4)

Il sito archeologico dell’antica
città elima di Entella, che
sorge su un rilievo isolato
di circa557 metri in territorio
di Contessa Entellina.

La Rocca, strategicamente
posizionata, offre un
panorama a 360’ e oggi
presenta i resti di una città 
con testimonianze elime,
una necropoli ellenistica
e vestigia medievali.
E’ stata distrutta da 
Federico II nel XIII
secolo e il sito ospita
anche una importante 
grotta gessosa, protetta
dalla Riserva naturale
Integrale Grotta di
Entella.









Cittadini del pianeta

Capire l’uomo. 
Il suolo, grazie agli scavi, è un archivio.

 Lo hanno raccontato pure gli archeologi che in anni ormai lontani condussero approfondite ricerche ad Entella “Scrivere la Storia di epoche remote, come quella della città che stava sulla Rocca, senza disporre di fonti scritte, e’ possibile”. Cosa intendevano dire?  Che esistono altre e diverse categorie di documenti progressivamente decifrati e conservati negli archivi del suolo.

 Si riferivano quei ricercatori alle tracce che gli uomini  del passato hanno lasciato sul suolo: le loro ossa e i prodotti delle loro attività.

 L’oggetto di studio della disciplina che prende nome di paleontologia umana sono le ossa, mentre l’archeologia preistorica si occupa dei prodotti lavorati da quegli uomini. Yves  Coppens, il paleontologo francese, noto per la scoperta di Lucy(1), era solito dire “queste due discipline sono le due nostre fonti essenziali d’informazione, l’osso e il ciottolo, il corpo e lo spirito, la biologia e la cultura”.

 Gli archivi del suolo, fra cui il suolo di Entella, custodiscono molte informazioni sull’ambiente naturale nel quale vissero gli uomini preistorici e forniscono dati che permettono di stabilire  una cronologia relativa e assoluta della preistoria”.

  Contiamo di essere più comprensibili nel prosieguo del tema esplorativo che ci siamo proposti di voler conoscere e far conoscere.


(1) Lucy" si riferisce allo scheletro fossile di un Australopithecus afarensis vissuto 3,2 milioni di anni fa, scoperto in Etiopia nel 1974. Si tratta di un esemplare femmina di Australopithecus afarensis alto circa 1,20 m e pesava meno di 40 kg. I suoi resti hanno contribuito a riscrivere la storia dell'evoluzione umana, mostrando che l'evoluzione non era un processo lineare ma ramificato.