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sabato 5 settembre 2026

Il Novecento, per flash (2)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Il secolo breve
(The Age of Extremes:
The Short Twentieth
Century, 1914-1991)
e’ un celebre saggio
storico scritto dallo
storico marxista
britannico Eric
Hobsbawn
 nel 
1994.



Quando inizia il xx secolo? Se ci si attiene rigorosamente al calendario la risposta è ovvia, ma diversi aspetti che caratterizzarono gli anni dal 1900 al 1914 possono essere considerati la continuazione delle tendenze del XIX secolo.

Nelle società industriali ancora in quell’alba di secolo relativamente poco numerose, i progressi tecnologici intensificarono la stratificazione sociale, mentre la maggioranza della popolazione del resto del mondo, non potendo accedere a tale sviluppo, era ancora occupata nell'agricoltura e nella manifattura tradizionale. 

Questa innovativa situazione determinò le diverse forme di un ordine mondiale imperialista e in particolar modo, in Africa e in Asia, quelle del colonialismo, anche se quest'ultimo si sviluppò all'interno di un contesto politico in cui continuavano a sussistere gli imperi multietnici austro-ungarico (retto dalla monarchia asburgica) e russo (retto dagli zar).

Questa situazione, caratterizzata da competizioni, crisi e alleanze, fu aggravata dallo scatenarsi delle rivalità coloniali.


Se si accetta tale assunto, la cesura con il XIX secolo si produsse con la Prima Guerra Mondiale; è allora infatti che iniziò veramente quello che Eric J. Hobsbawn chiamò il "secolo breve".


I primi anni del dopoguerra

Una volta stabilito che il secolo XIX si concluse con le ultime battaglie dell'assurda guerra del 1914-1918, e’ doveroso constatare che i problemi economici e sociali che si manifesteranno nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che aveva esercitato per secoli. Da creditrice divenne debitrice, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. L'ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, Félix Weingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il " comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.

Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. 


Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)


giovedì 3 settembre 2026

L’amico cane (23)

Le motivazioni di razza

Le principali motivazioni
di razza del 
Cane da
Pastore Maremmano
Abruzzese
 sono
la spinta protettiva
, la 
territoriale, la possessiva e
la competitiva, affiancate
da una forte spinta 
epimeletica (di cura e
protezione del debole) e
un'autonomia legata alla
scarsa dipendenza
sociale dall'uomo
.
Delimita e difende con
fermezza lo spazio
considerato di sua
competenza.
Il Maremmano ha un
legame adulto e fiero
con il padrone, basato
sul rispetto reciproco e
non sulla sottomissione
o sulla ricerca continua
di approvazione.









È fondamentale valutare le caratteristiche, e nello specifico le motivazioni di razza, di un cane che intendiamo avere al fianco per una parte significativa della nostra vita. 
Dobbiamo sapere se, di base, può avere una spiccata motivazione cinestesica  (ovvero una forte attitudine al movimento); oppure predatoria; perlustrativa; di ricerca; sillegica, ovvero il desiderio di portare un oggetto (o una preda) in un luogo sicuro; territoriale, che porta il cane a difendere lo spazio che occupa; possessiva, che lo induce a difendere un oggetto; competitiva. L’emergere incontrollato di una o più di queste caratteristiche potrebbe avere conseguenze nella vita di tutti i giorni. 


Ce ne sono poi  altre che possono essere viste in un’ottica quasi sempre positiva: la motivazione affiliativa, per esempio, che porta il cane a cercare l’appartenenza ad un gruppo ristretto; la motivazione epimeletica, che gli fa desiderare di prendersi cura dei suoi famigliari; quella sociale, che lo apre al confronto con altri cani o con soggetti di specie diverse, a partire dagli esseri umani.
 

Cerchiamo allora di capire come la razza possa incidere sui comportamenti del cane. E, ancora prima, quali bisogni determini. Saperli soddisfare è il modo migliore per avviare una relazione proficua per entrambi e per l’intero contesto sociale. L’accettazione dei cani nella società dipende infatti molto, più che dai cani stessi, da coloro che ne sono responsabili. Quando ci si lamenta delle deiezioni non raccolte lungo strade e marciapiedi non si punta infatti il dito contro l’animale, bensì contro la persona che sta dall’altra parte del guinzaglio. Se non che le conseguenze – divieti, astio generalizzato, insofferenza – poi si ripercuotono soprattutto sul cane.


martedì 1 settembre 2026

Passato, Presente.

 

Organizziamo un orto

Verosimilmente il nostro intervento per la corrente stagionalità e’ tardivo. I testi del nostro blog hanno comunque durate e proiezione anche sui tempi a venire e noi intendiamo approfittare, su questa pagina, della disponibilità di chi in materia di “orticoltura” ne sa tanto. La pagina, contiamo infatti, possa avere frequenza periodica.

= = = 

#Per organizzare un orto familiare in Sicilia, e’ bene scegliere un'area molto soleggiata, vicina a una fonte d'acqua e protetta dai venti caldi o forti, possibilmente  con siepi naturali.

#Posizionarlo dove possa ricevere sole per molte ore al giorno; circostanza fondamentale per ortaggi tipici come pomodori e melanzane.

#Prevedere, possibilmente, un sistema d'irrigazione a goccia e cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, essenziali per affrontare la siccità estiva siciliana.

#Lavorare la terra in profondità, ripulendola da sassi e erbacce, e arricchirla con compost o letame maturo.

#Dividere lo spazio in aiuole larghe circa 100 cm per poter raggiungere il centro senza calpestare la terra, lasciando camminamenti di 50 cm.

#Per una famiglia media, un'area di 40-50 metri quadri è sufficiente per garantire una buona varietà di verdure fresche.

Cosa coltivare:

(Primavera-Estate): Pomodori, melanzane, peperoni, zucchine e basilico.

(Autunno-Inverno): Cavoli, finocchi, insalate, biete e cipolle, che in Sicilia crescono benissimo grazie agli inverni miti.



giovedì 27 agosto 2026

L’amico cane (22)

 

La «personalità» dei cani 


Oltre alle caratteristiche specifiche della razza a cui un cane appartiene, bisogna tenere conto della «personalità» del singolo animale. Non è sbagliato utilizzare un termine che, normalmente, tendiamo ad associare agli esseri umani. 

Un cane prova emozioni e sentimenti, vive attimi di gioia o di paura, di tristezza o di solitudine. Può avere una vita intensa e ricca di esperienze, di interazioni con le persone, di incontri con altri suoi simili o con altri animali. Può avere la fortuna di trascorrere con il suo responsabile umano molti momenti all’aria aperta, in natura, in movimento. Oppure ritrovarsi a passare intere giornate da solo in un appartamento. O anche in un giardino, ma la sostanza non cambia: i metri quadri a disposizione non attenuano la solitudine. 

Il cane è un animale sociale, come lo siamo noi. E tende a voler stare il più possibile all’interno del proprio gruppo famigliare di riferimento, che sia umano oppure no, come avviene nei lupi o nei cani vaganti, che si muovono spesso in branco. Tutto questo contribuisce a forgiarne il carattere e a definirne, appunto, una personalità. E anche questo è un fattore che determina il comportamento di cui non si può non tenere conto.

mercoledì 26 agosto 2026

Passato, Presente.

Organizziamo un orto

L'orticoltura siciliana è fortemente 
specializzata a seconda delle aree 
geografiche e vanta diversi prodotti a 
marchio di tutela, grazie a una 
combinazione unica di clima 
mediterraneo favorevole
innovazione tecnologica e un 
ricchissimo patrimonio di 
biodiversità locale.

Decenni fa a Contessa erano tante le famiglie che avevano un orto familiare curato in via generale da più componenti del nucleo. Per quanto ci e’ dato conoscere il loro numero si è andato in tempi recenti riducendo, sia perché il nostro “paese” e’ annoverato (ancora una volta) fra quelli con flussi migratori giovanili accelerati e perché in carenza di prospettive sul “domani” il flusso migratorio ha ripreso i ritmi accelerati assimilati in qualità e quantità a quelli dei decenni precedente e successivi all’inizio del Novecento, quando tantissimi si diressero a New Orleans.

 Sul blog continueremo a dedicarci a vicende storiche e sociali del territorio, a contesti e filoni culturali che possono indicare prospettive di crescita umana, e per chi ama dedicarsi all’orticoltura, perché dispone anche di una piccola frazione di terreno, ed intende mettere in atto o comunque preparare terriciati, riciclare rifiuti domestici, detriti vegetali e tutti i materiali organici che generalmente si conferiscono e che invece sono un economico e pure utilissimo concime.

 Fra i propositi c’è il far conoscere alcune tecniche che sanno di antico e che i nostri nonni suggerivano.

lunedì 24 agosto 2026

Evocando la gestualità del mondo contadino

 Quando non si usava la parola esplicita

I contadini poeti nella Sicilia del
Novecento 
rappresentano una
voce autentica e profonda della
civiltà contadina, legata alla terra,
alle lotte sociali e al mondo dei
dialetti
. Figure come Ignazio
Buttitta, cantore della protesta
e della dignità popolare, e i
poeti anonimi o minori delle
feste di piazza e della tradizione
rurale hanno usato la poesia
come strumento di riscatto, fatica
e memoria.
A Contessa Entellina vi erano
più figure che seppero interpretare
la durezza dei tempi e
pure lasciavano trasparire
nei loro versi la cattiveria
di chi approfittava dei
ruoli di potere e 
frequentemente di 
prepotenza.






Fra le memorie che conservo e risalenti a decine di anni fa, ci sono personaggi, figure locali di Contessa Entellina, che e’ difficile dimenticare. Ai nostri giorni quelle figure, col loro modo di parlare (recitare), di evocare tempi andati e personaggi storici di Contessa Entellina li avremmo annoverati come figure del Teatro-Azione. In questa forma di recita si mette in discussione la centralità della parola e del testo e si sposta il fuoco dell’evento scenico sulla voce, sulla recita e sul corpo dell’attore come luogo primario di senso.

  Era la voce, il corpo e l’organismo che agiva e che produceva significato attraverso il movimento, la tensione muscolare, il ritmo del respiro. La gestualità (un po’ tipica della civiltà contadina) si caricava così di un valore autonomo, quasi linguistico: un alfabeto fisico capace di comunicare senza mediazione verbale, spesso ai limiti della resistenza fisica e dell’improvvisazione.

 La gestualità nel mondo contadino siciliano prima della Seconda Guerra Mondiale e poi per qualche tempo ancora ( meno di un paio di decenni) era un vero e proprio linguaggio visivo e comunitario. Sostituiva o rafforzava le parole, regolava i rapporti sociali, esprimeva rispetto, onore, fede religiosa e serviva pure a comunicare a distanza nei campi aperti. Gesti ampi del braccio o fischi codificati servivano a parlarsi da un fondo all'altro della valle senza urlare. 

 Togliere la coppola o toccarla appena con due dita era il segno basilare di riverenza verso il proprietario terriero, il medico o il prete del paese. Nelle fiere del bestiame ( da noi, a Contessa E. 8 maggio e 9 settembre), gli accordi si chiudevano spesso con una stretta di mano vigorosa protetta da un fazzoletto per non mostrare ad altri la cifra pattuita o per suggellare l'onore della parola data.

Fra i ricordi, collegati a specifici personaggi locali, c’e’ un modo comunicativo di silenzio espressivo: spesso bastava un cenno del mento verso l'alto per dire "no" o un movimento della mano a palpa in giù per calmare qualcuno.

 


  


mercoledì 19 agosto 2026

L’amico cane (21)

 I cani non sono tutti uguali:

Cosa sapere su razze e personalità.

Quando gli esseri umani hanno iniziato la loro vita con il cane, hanno capito che questi avrebbe potuto affiancarli nella vita e nelle attività di tutti i giorni: nella caccia, nella cura degli armenti, nella guardia, nella guerra,  nell'intrattenimento, nelle arene da combattimento, nei cinodromi, nei circhi. 
Hanno iniziato così a selezionare gli esemplari che più si adattavano ai diversi ruoli. È così che sono nate le razze. Ed è per questo che tutti i cani si assomigliano ma non sono tutti uguali.

Conoscere le caratteristiche delle diverse razze è importante quando si decide di avviare una convivenza con uno o più cani.
 La selezione sempre più spinta effettuata nel corso dei secoli ha fatto sì che si creassero cani con forti specializzazioni, a cui corrispondono però esigenze etologiche (comportamentali), che possiamo considerare anche come bisogni o desideri  che tenderanno ad emergere nel corso della loro vita, anche se nelle nostre famiglie non saranno impiegati per la caccia, per la custodia o la conduzione di greggi o mandrie, per la guardia della proprietà. 

Le motivazioni di razza determinano il comportamento, in aggiunta al contesto sociale che a sua volta lo influenza e lo modifica. Sapere cosa desidera dentro di sé un cane di una razza selezionata per la caccia o per altri scopi, anche se per noi sarà semplicemente un compagno di vita, ci aiuterà a gestirlo nel migliore dei modi. 

Come?  Riconoscendo i suoi bisogni e desideri e assecondandoli il più possibile, seppure in un modo diverso e compatibile con le nostre vite moderne. Possiamo avere un segugio anche se non andiamo a caccia, un pastore maremmano abruzzese anche se non abbiamo pecore da proteggere. L’importante è creare le condizioni perché il cane si senta appagato e non viva con ansia o frustrazione la repressione di quelli che, ancora una volta semplificando, potremmo definire i suoi «istinti».

sabato 15 agosto 2026

Agricoltura in crisi

 Caldo senza precedenti

L'agricoltura europea sta
affrontando una crisi
strutturale senza precedenti
a causa del caldo estremo
e della siccità prolungata.
 
Le ondate di calore record e la
carenza idrica stanno decimando
i raccolti estivi in tutto il
Continente, spingendo le
istituzioni dell'Unione Europea
e le associazioni di categoria
a lanciare l'allarme per la
sicurezza alimentare e la stabilità
 economica del settore. Secondo
le stime correnti, l'impatto
economico complessivo delle
anomalie climatiche estive
rischia di costare all'UE circa 
180 miliardi di euro, una
cifra pari all'1,1% del PIL
dell'intero blocco.


L’ondata di caldo di quest’estate potrebbe costare all’agricoltura italiana più di 1,5 miliardi di euro di danni, secondo Confagricoltura e Cia. Tra caldo estremo, grandine e roghi la «tassa» del clima ha già superato i tre miliardi di euro, secondo una stima di Coldiretti. 

 La siccità ha colpito il 60% del territorio italiano. Confagricoltura calcola che stia determinando una contrazione del 10% delle colture di riso, un calo del 9% della produzione di grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta.

  Secondo il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Per proteggere il settore e la sovranità alimentare ci sono tre priorità: infrastrutture idriche resilienti, diffusione dell’irrigazione di precisione e più ricerca varietale, tecniche di adattamento e coperture del rischio climatico», aggiunge Cristiano Fini, presidente di Cia. Coldiretti chiede di «accelerare sul piano invasi con sistema di pompaggi, per raccogliere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla quando serve».

 Le temperature costantemente sopra la media favoriscono la diffusione di malattie e insetti dannosi per le piante, aggravando lo stress biologico delle colture.

 I danni economici dell’ondata di caldo estremo di questa estate non riguardano solo il settore agricolo. Secondo uno studio della Triodos Bank il caldo estivo rischia di costare all’Ue circa 180 miliardi di euro, pari all’1,1% del Pil del blocco. E l’Italia è il Paese che, dopo la Francia, rischia di pagare il prezzo più alto.

venerdì 14 agosto 2026

L’amico cane (20)

 

I cani non sono tutti uguali:

 cosa sapere su razze e personalità.

Tutti i cani derivano dall’antenato del lupo. L’avvicinamento all’uomo, e quindi l’avvio del processo di domesticazione, viene fatto risalire ad almeno 30 mila anni fa. 

Tutti i cani appartengono alla stessa specie, quella che Linneo (botanico svedese) a metà del 1700 ha iniziato a classificare come Canis lupus familiaris. Sono tutti mammiferi, dell’ordine dei carnivori, della famiglia dei canidi. 

Tutti i cani hanno caratteristiche comuni e atteggiamenti simili, perché come tutte le specie rispondono ad un etogramma, ovvero un insieme di comportamenti che tutti i membri che vi appartengono compiono nella vita libera e che sono finalizzate al sostentamento, alla riproduzione, alla difesa, alla comunicazione.


Ma non tutti i cani sono uguali.
 Non lo sono per l’aspetto, per la taglia, per le peculiarità del pelo. E non lo sono per indole, per attitudine, per modo di fare. 
Per questo, se si decide di aprire la propria famiglia ad un nuovo membro e questo membro è un cane, è importante conoscere qualcosa di più dei suoi comportamenti innati. Che, in aggiunta alle condizioni sociali in cui ha vissuto o in cui vivrà, determinano quello che, semplificando molto, potremmo definire il suo  «carattere».

—-

Contiamo settimanalmente di dedicare una paginetta a “l’amico cane”.

giovedì 30 luglio 2026

Da granaio dell’Impero a …


La Sicilia è passata dall'essere il
"granaio" di Roma e d'Europa a una
regione che non copre nemmeno
il proprio fabbisogno a causa di costi
di produzione alti, concorrenza
estera a basso prezzo e crisi climatica.
Chi si dedica allo studio della Storia economica siciliana, scandita nei vari secoli e pure millenni, coglie che sempre (fino a meno di un secolo fa) apprende che qui, nei campi dell’Isola, è stata dominante per secoli e millenni la monocoltura del grano: prima l’Isola e’ stata il  “granaio di Roma”, poi il “granaio dei Goti” e, adesso, e’ dato leggere, che la nostra e’ una regione importatrice di grano russo e di farine Usa.

 L'agricoltura cerealicola siciliana resta ancora oggi quella di tipo estensiva di sempre, pur ricca di biodiversità e legata al recupero dei grani antichi, sconta tuttavia, ed ovviamente, rese per ettaro inferiori rispetto ai mercati esteri del Nord Europa o del Mar Nero.

  Forse sarebbe tempo per i politici italiani di fare i governanti delle esigenze emergenti piuttosto che inseguire i presunti consensi inseguendo le feste di paese e di quartiere. Ma forse è chiedere troppo.

mercoledì 29 luglio 2026

Tutti dobbiamo conoscere, sapere …

 Storia, Territorio, Patrimonio ambientale,

Nel dicembre del 1520 furono
firmati i capitoli ufficiali della
colonia voluti dal feudatario
per dare stabilità alla comunità
di Kuntisa.



Sul blog abbiamo riportato nel corso degli anni storie antiche e recenti, visioni politiche condivise e avversate, vicende anacronistiche del XX e XXI  secolo e fatti meritori o meno.

 Per quanto l'angustia dello spazio temporale lo consentirà ci piace ampliare questo impegno fino al punto di proseguire scavando nel passato della comunita’ locale nella convinzione che sia sempre stato nella Storia l'unico principio per cui possano i trenta secoli delle storie italiane e siciliane ridursi a esposizione evidente e continua. 


 Senza questo filo ideale e narrativo la memoria si smarrisce nel labirinto delle fazioni, dei contrasti civili e nell'assidua composizione e scomposizione degli assetti; la ragione non può vedere chiarezza in una rapida alternativa di potenza e debolezza, di virtú e corruttela, di senno e imbecillità, d'eleganza e barbarie, d'opulenza e desolazione; e l'animo ricade contristato e oppresso dal sentimento d'una tetra fatalità, lascio’ scritto Carlo Cattaneo.

 

 Fin dai primordi, Kuntisa è peraltro sempre stata storicamente, per noi residenti, altra cosa in Sicilia da ciò che e’ stato Bisacquino o Corleone. 


  Con questo spirito continueremo ad animare le pagine del blog concentrandoci su un passato che non tutto è stato ancora esplorato e non tutto è stato conosciuto da tutti.


venerdì 17 luglio 2026

Ambiente: Territorio da studiare (1)

Il territorio di Contessa
Entellina (a circa 80 km da
Palermo) 
sorge nella Valle
del Belice, alle falde del Monte
Genuardo
. È un'importante
 oasi etnica, linguistica
e religiosa fondata nel
XV secolo da esuli albanesi
 (
arbëreshë). L'area è celebre
 per le sue tradizioni, il
rito greco-bizantino e il
ricco patrimonio
naturalistico e archeologico.
Il territorio è rinomato
per le sue produzioni
vitivinicole di eccellenza,
con storiche cantine
radicate nel comprensorio.






 Mille punti di vista.

Mille approcci.

Con ogni probabilità, ciascuno di noi è perfettamente consapevole nel recarsi in macchina dal centro abitato di Contessa Entellina in uno dei borghi che insistono sul territorio, per dire a Roccella, che percorre una strada ed uno spazio che contestualmente è fisico, geografico, storico, amministrativo, rurale ed altro ancora. Con ogni probabilità l'Italia - cosí come oggi la percorriamo in treno o in auto - è rappresentabile in tante mappe nelle quali si possono circoscrivere vari ambiti. Altri innumerevoli se ne possono tracciare, siano essi storico-artistici, linguistici, istituzionali ecc., ma ciascun ambito  risponde a una periodizzazione. L'ambiente geografico di cinquemila anni fa era verosimilmente simile a quello del 2026, non cosí quello degli insediamenti e dei quadri ambientali.  Ogni ambito, ogni contesto  territoriale possiede, ovviamente, una sua cronologia.

La storia è disciplina eminentemente narrativa, cosí come la geografia - si suol dire dal tempo di Tolomeo - è invece disciplina eminentemente descrittiva: per quanto diverse possano esser queste due letture esse rispondono a un diverso modo di osservare la realtà, di pensare a essa e, dunque, di interpretarla. 


Quando si affronta il tema dell'organizzazione del territorio la prima questione su cui riflettere è la sua particolarità: ovvero che l'habitat è un sistema la cui costruzione - per quanto sia riferibile a uomini o a principi, a comunità monastiche, a famiglie titolate o a classi sociali - non è mai risolta una volta per tutte in una periodizzazione che si riferisca al nome di un sovrano, di un feudatario, di una data comunità storicamente connotata. Perché ogni insediamento ha un suo precedente e un suo successivo strato di interventi. La trasformazione di un territorio è un processo continuo e, in quanto tale, processo sempre in atto.

(Segue)

lunedì 13 luglio 2026

Cittadino consapevole (2)

 

La scienza economica nel terzo
millennio è passata da un modello
basato su mercati perfetti e
individui puramente razionali
a un approccio multidisciplinare.



L’Economia, una scienza sociale

Perché il cittadino comune, quello che magari vive di un solo reddito da lavoro dipendente, un salario o uno stipendio, oggi è sempre più indotto a occuparsi di questioni economiche? In passato l'unica economia che poteva interessarlo era quella «domestica», cioè come spendere il proprio reddito distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentazione, abbigliamento, abitazione, tempo libero e così via. Oggi invece il cittadino percepisce, e giustamente, di essere sempre più coinvolto anche dalle grandi questioni economiche (dal cosiddetto andamento macroeconomico del paese) e dagli affari della finanza pubblica e privata.


Come si è giunti a questo? È solo una moda, un interesse passeggero?

No, non è così: nel corso di un periodo molto lungo, ma con più intensità negli anni più recenti, si sono verificati numerosi mutamenti qualitativi nel rapporto tra la generalità dei cittadini e l'economia. Ciò che in passato interessava solo una ristretta cerchia di persone è ora materia di scelte quotidiane e di valutazione per una massa sempre più larga di persone. Facciamo qualche esempio di questa evoluzione.


In alcuni casi si è trattato di processi di lunghissimo periodo. Primo fra tutti la progressiva riduzione dell'occupazione agricola e, in particolare, la contrazione del peso delle attività agricole più povere: quelle del piccolo contadino e del mezzadro con un modesto appezzamento. Dietro a questa economia rurale c'era molto autoconsumo. In altre parole, la famiglia contadina produceva in primo luogo per soddisfare direttamente i propri bisogni, quelli alimentarı innanzitutto, e solo il residuo veniva scambiato sul mercato con denaro.

Era un'economia familiare nella quale la moneta, i movimenti dei prezzi e tutto ciò che vi è connesso avevano in definitiva un ruolo marginale. La riduzione di questa agricoltura per l'autoconsumo, la sua progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e decisamente orientata al mercato costituiscono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, soprattutto a partire dal dopoguerra. Nel 1951 ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva era assorbito dall'agricoltura, contro il 3,5% - 4% della popolazione attiva totale dei nostri giorni, per un totale di poco più di 1 milione di lavoratori dipendenti (registrati dall'INPS) a cui si aggiungono oltre 400.000 lavoratori autonomi.


(Segue)


(Contiamo di rendere via via sempre più frequente e più interessante questa pagina: acquisire cognizioni della scienza economica equivale a meglio conoscere il mondo entro cui viviamo).

Cercare Lavoro


Il lavoro occupa una posizione
di centralità assoluta nella 
Costituzione della Repubblica
Italiana
, configurandosi non
solo come un diritto o un dovere
economico, ma come il vero e proprio
 valore fondante dell'intero
ordinamento democratico e
sociale
. I Padri Costituenti
scelsero il lavoro come elemento
chiave per superare i vecchi
privilegi legati alla nobiltà e al
censo, trasformandolo nello
strumento principale per
garantire la dignità umana e la
partecipazione democratica.





(1) La tematica del lavoro andrà’ via via assumendo più spazio sulle pagine del blog. La società, la realtà sociale va cambiando a ritmi via via più accelerati. Riteniamo fare cosa utile dedicare per qualche tempo interesse culturale e impegno sociale a questo aspetto del vivere che principalmente interessa i nostri giovani, quelli che in carenza della politica dei politicanti sono costretti ad intraprendere la via dell’Emigrazione. 

===

 Cercare lavoro significa puntare a realizzare se stessi, pertanto a tale attività devono essere dedicati l'attenzione e il tempo necessari. Fondamentale è cercare quello che veramente si vuole.

L'evoluzione del mercato del lavoro, sotto la spinta dell'invecchiamento della popolazione, favorisce scelte coraggiose e rigorose.


La disoccupazione odierna è causata in misura sempre maggiore, non dall'assenza di posti di lavoro, ma dal divario tra richiesta e disponibilità di competenze, un divario che ciascuno può superare con preparazione e volontà.


Una premessa: la popolazione italiana (ed europea) è costantemente in calo (al lordo dell’immigrazione). Tanti segnali evidenziano che la carenza di persone (di persone preparate e disponibili a lavorare) costituirà in prosieguo un pesante handicap per molte aziende.

Per chi cerca lavoro oggi (e via via in appresso) è bene mettere in conto che le aziende, il mondo del lavoro, sarà sempre più affamato di lavoratori, sopratutto di lavoratori preparati ed esperti.


   Su questa pagina contiamo di affrontare, nella maniera più estesa, l’intera problematica del “mondo del lavoro”. Contiamo di coinvolgere gli stessi giovani ed i loro punti di vista sulle tematiche che proveremo a riportare sul blog. Accetteremo osservazioni e punti di vista divergenti e comunque collaborativi.