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sabato 18 luglio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (5)

 Passo passo come accedere al precompilato

Accedi al 730 precompilato in pochi passaggi: 

1) vai sul sito dell'Agenzia delle Entrate, 

2) clicca su "Area Riservata" ed entra con SPID, CIE o CNS

3) cerca il servizio "Dichiarazione precompilata",

4)  accetta l'informativa e scegli il modello guidato per verificare, modificare e inviare i tuoi dati.

====

Più dettagliatamente:

Ecco la procedura passo dopo passo:

Autenticati: Vai sul Portale della Dichiarazione Precompilata dell'Agenzia delle Entrate e clicca su "Accedi alla tua precompilata". Puoi entrare utilizzando una delle identità digitali riconosciute:
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d'Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) [1234]
Accedi al servizio: Una volta dentro l'area autenticata, potresti visualizzare la sezione dedicata ai servizi. Cerca la voce "Dichiarazione precompilata" e clicca per avviare l'applicativo web.

Seleziona la dichiarazione: Accetta l'informativa sulla privacy e seleziona l'anno di imposta in corso. Il sistema ti porrà alcune domande preliminari per guidarti verso la scelta del modello più adatto alle tue esigenze (es. 730 o Redditi).

Visualizza i dati: Prima di accettare ciecamente, clicca su "Visualizza i dati" per controllare le informazioni che l'Agenzia ha già inserito per te (Certificazioni Uniche, spese sanitarie, interessi sui mutui, ecc.).

Modifica e Integra: Se noti dati mancanti o errati (come una spesa medica non caricata o i giorni di lavoro effettivi), scegli l'opzione per modificare la dichiarazione e integra le informazioni mancanti.

Inserisci il Sostituto d'Imposta: Ricordati di indicare il tuo datore di lavoro o ente pensionistico che effettuerà il conguaglio a debito o a credito.

Invia: Una volta controllati tutti i quadri, scegli se accettare o inviare con modifiche. Dopo l'invio, scarica la ricevuta di avvenuta presentazione che l'Agenzia rilascia solitamente entro pochi giorni.

= = = 
Nei prossimi giorni torneremo per soffermarci su alcune casistiche particolari. Per chi avesse problemi con l’uso dello Spid faremo in modo, nelle pagine dei giorni a venire, che tutto sia di facile fruizione.


 

 

sabato 27 giugno 2026

Il caporalato (2)

Il latifondo è stato una costante
nell'economia siciliana fin dai
tempi dell'antica Roma e, in
seguito, del sistema feudale. Ha
caratterizzato per secoli vaste
aree, in particolare in Sicilia.
 Genesi di una legge. 

Ci sono voluti decenni perché venisse finalmente varata una legge (n.199 del 2016) per contrastare l’intermediazione illegale e lo sfruttamento lavorativo e offrire uno strumento alla repressione. Accadde un  fatto di sangue a cui seguì una lunga scia di proteste: 

A) il 7 gennaio 2010, due braccianti agricoli africani vennero assassinati a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro (RC). 

B) Un anno dopo, la Cgil (con Fillea e Flai) promosse la campagna “Stop caporalato” chiedendo al legislatore l’inserimento nel codice penale del reato di caporalato e il perseguimento penale di chi sfrutta e riduce in schiavitù i lavoratori.



C)  La legge punisce chiunque recluti o organizzi manodopera per destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Per i caporali e i datori di lavoro è’ prevista la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato o impiegato. La legge stabilisce criteri precisi per determinare se un lavoratore si trova in una condizione di sfruttamento (basta una violazione): 

   1) Violazioni retributive: reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali (o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro svolto). 

   

2) Violazioni normative: reiterata violazione delle norme in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, aspettative, ferie, sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro. 

    3) Condizioni degradanti: sottoposizione dei lavoratori a condizioni di alloggio o di lavoro degradanti.

    4)  sfruttamento derivante dallo stato di vulnerabilità o bisogno del lavoratore (ad esempio la condizione di irregolarità del permesso di soggiorno).



 Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista, è stato autore del libro  Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori 2008, poi ripubblicato da Feltrinelli). Leogrande ha indagato in particolare sugli eventi dei primi anni Duemila, quando migliaia di lavoratori immigrati, inizialmente soprattutto polacchi e in seguito provenienti dall'Africa subsahariana e dalla Romania, venivano attirati in Italia con false promesse di lavoro redditizio.

 

"Siamo uomini o caporali?" è una delle più celebri battute della storia del cinema italiano, ideata da Totò (Antonio De Curtis). La frase dà il titolo all'omonimo film del 1955, diretto da Camillo Mastrocinque. Nel film, Totò esplicita una vera e propria filosofia di vita, dividendo l'intera umanità in due categorie distinte. Gli uomini: la stragrande maggioranza, che lavorano, faticano, soffrono e sopportano le ingiustizie quotidiane con dignità. E i caporali: che sono una minoranza, gli oppressori e tutti coloro che sfruttano e umiliano il prossimo. Se nel 1955, con Totò si poteva sorridere su questa semplice filosofia di vita, oggi non possiamo più permetterci questa leggerezza. Perfino la parola caporalato sembra inadeguata. Altro che caporali, chiamiamoli per quello che sono: schiavisti.

sabato 23 maggio 2026

Vivere nei piccoli centri

Strade deserte

 Il comune di Contessa Entellina, o di Campofiorito o di qualunque piccolo centro è molte cose insieme. E’ una comunità di persone che tendenzialmente non si sono scelte nel convivere in uno stesso luogo, ma che devono vivere all’interno dello stesso ambito umano, ambito sociale. Essi, come tutti i cittadini della Repubblica, e come quelli di tutti i paesi del mondo, sono chiamati a condividere le regole dello Stato (la Costituzione Repubblicana, le leggi ed i regolamenti)  e sopratutto i punti di vista molto diversi che sorgono, crescono e poi si affermano all’interno della “comunità “.  Non significa che ogni opinione va condivisa, però il punto di vista maggioritario seppure non condiviso va rispettato. Non vi è dubbio, che nell’ambito societario,  spesso può insorgere un tasso di litigiosità più o meno elevato, che comunque la Costituzione repubblicana ammette e consente purché il tutto si svolga nell’ambito delle precise regole democratiche

I piccoli comuni (sotto i 5.000
abitanti) affrontano criticità
strutturali molto più gravose
 rispetto alle grandi città
. Le
principali difficoltà includono
la 
carenza cronica di
personale
 qualificato, la 
scarsità di risorse finanziarie,
l'isolamento dai servizi
essenziali e la difficoltà nel
gestire la burocrazia.

La carenza di lavoro e il
progressivo ritiro di servizi pubblici
 o privati (sportelli bancari,
trasporti, uffici postali) accellerano
 l'abbandono, in particolare dei
giovani, lasciando comunità
con un'alta percentuale di anziani.



Ma si commetterebbe un errore a pensare che i contrasti, i punti di vista divergenti  riguardino solo opinioni o obiettivi socio-politici divergenti. In realtà la ragione profonda di molti punti di vista divergenti, all’interno di tutte le comunità  umane, ristrette o ampie, è legata a questioni di rispetto, di riconoscimento, di equità, persino di responsabilità verso gli altri, assieme -ovviamente- a obiettivi e visioni politiche, seppure tutte democratiche e però  divergenti.

A osservarli bene, i piccolo comuni (ma a maggior ragione i grandi) non sono altro che esempi del perché i governi nazionali  facciano fatica a gestire le spinte provenienti dai cittadini e dai diversi elettorati, oltre che dai partiti e dai sindacati. E però, proprio in quella fatica di puntare alla convergenza, sta la grande bontà della democrazia.

Non c’è dubbio che un sindaco di un piccolo comune come e’ Contessa Entellina, Campofiorito, o anche Bisacquino, non è paragonabile a un primo ministro, ma certamente tra i suoi compiti c'è, oltre al raggiungimento del consenso, anche quello di trovare soluzioni che mettano d'accordo le parti sociali (categorie sociali, organizzazioni culturali, organizzazioni varie). Per questo anche un piccolo comune potrebbe essere considerato come un vero e proprio asset, basti pensare alla questione dell'evoluzione energetica: le scelte, ogni scelta politica,  può essere strategica non solo per la realtà locale, ma anche per il Paese. E questo vale per altri aspetti come la sostenibilità, la tutela del lavoro, la capacità di visione per il domani.


E ora, ai nostri giorni, c'è anche la sfida tech, e l'Intelligenza artificiale può essere un alleato per ottimizzare la gestione, a patto che venga governata, guidata e condivisa. Altrimenti questa rischia di diventare anche un'ulteriore fronte di scontro sociale.


giovedì 21 maggio 2026

730, c’è pure la dichiarazione «super semplificata»

 

l’Agenzia delle Entrate ha introdotto dal 2024 il modello super semplificato che agevola non poco la vita ai cittadini. E che si affianca al «pre-compilato» già familiare a milioni di dipendenti e pensionati. 
Nella propria area riservata del sito dell’Agenzia Entrate, il contribuente. ( a cui può  accedere con lo Spid) trova i dati e le informazioni di dettaglio sui redditi e gli oneri già in possesso del Fisco, così come del resto avviene con il precompilato.

Se si dovesse ritenere che i dati indicati sono incompleti o non corretti, si possono modificare o integrare senza alcuno sforzo, mediante una procedura guidata che non richiederà al contribuente l’individuazione dei campi del modello 730 dove devono essere riportate le nuove informazioni. In pratica i righi interessati verranno compilati e generati automaticamente dal software dell’Agenzia delle Entrate.
 Anche nella procedura del 730 super-semplificato, analogamente a quanto avviene nel precompilato, è prevista una sezione informativa apposita con i dati di quegli oneri che, pur disponibili, non sono automaticamente inseriti nel modello, indicando i motivi del mancato utilizzo.
La modalità di compilazione super-semplificata è una procedura che interessa i contribuenti che predispongono il 730 da soli, direttamente tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate e con una situazione reddituale non troppo complessa. 
In alternativa, il contribuente che si avvale del «fai da te» può comunque decidere di continuare con la consolidata procedura del precompilato.
 
Si può accedere ai propri modelli 730 utilizzando lo Spid o la carta d’identità elettronica (CIE) o la carta nazionale dei servizi (CNS).
Ricordiamo che i modelli 730 possono essere accettati, modificati e inviati a partire dal 15 maggio: c’è comunque tempo perché il termine di presentazione del 730 è fissato al 30 settembre, ma chi ha bisogno di incassare rapidamente il rimborso Irpef, può presentarlo già a maggio-giugno per ottenere l’accredito sulla busta paga di luglio o con la rata di pensione di agosto e settembre. 

Ricordiamo ancora che, per molte spese, come ad esempio quelle sanitarie (con alcune eccezioni come l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, occhiali da vista e lenti a contatto), la detrazione è ammessa solo se il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili, vale a dire bonifico bancario, carte di credito, carte di debito, carte prepagate, Mav, PagoPA, bollettini postali, assegni ovvero via smartphone con app o altri sistemi di pagamento tracciabile.

domenica 17 maggio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (5)

 





Dal 30 aprile è iniziata la stagione della dichiarazione precompilata, che coinvolge oltre 25 milioni di contribuenti italiani e si fonda su un flusso ampio di dati trasmessi automaticamente al Fisco: 

spese sanitarie, 

interessi sui mutui, 

istruzione e altre voci detraibili. 

Il modello è consultabile online e potrà essere modificato, già  da qualche giorno, dal 14 maggio, con invio entro fine settembre. 

«La dichiarazione precompilata è un modello fiscale che l’Agenzia prepara utilizzando dati che riceve automaticamente da soggetti terzi».  Il contribuente accede al cassetto fiscale con le proprie credenziali (Spid) e trova già inseriti redditi da lavoro o pensione, principali spese detraibili e informazioni patrimoniali. 
A quel punto le alternative sono tre: accettare il modello così com’è, modificarlo oppure scartarlo e compilarne uno nuovo.

Rilevante è il «foglio informativo», che compare tra le prime schermate dopo aver effettuato l’accesso alla propria area riservata. Evidenzia le informazioni che l’Agenzia ha ricevuto ma non ha inserito nel modello, spiegandone il motivo.

Nel 730 di quest’anno entrano a regime i principali interventi della riforma. 

= L’Irpef, con il passaggio a tre aliquote. 

= Il secondo è il taglio del cuneo fiscale per il lavoro dipendente, realizzato attraverso un aumento delle detrazioni. 
Il cambiamento più visibile riguarda proprio le detrazioni.

===

La dichiarazione dei redditi 2026 e’ entrata (finalmente) nel vivo. Il Modello 730, che era stato messo a disposizione dei contribuenti già dallo scorso 30 aprile  in modalità consultazione, da giovedì 14 maggio può essere integrato, modificato o accettato così come proposto dall’Agenzia delle Entrate e inviati via web. 

Il che accelera il percorso dei rimborsi diretti in busta paga, per chi alla fine della somma del dare e dell’avere con i vari sconti e detrazioni risulta a credito con il Fisco. Bisogna comunque ricordare che la scadenza per l’invio del 730 è fissata al 30 settembre 2026.

 
Calendario leggermente diverso per i contribuenti che utilizzano Redditi Persone fisiche: i modelli saranno disponibili in consultazione, con possibilità di apportare eventuali modifiche e/o integrazioni, da mercoledì prossimo, 20 maggio; potranno essere poi inviati dal 27 dello stesso mese e fino al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato).


===

  Sul blog continueremo a riportare aggiornamenti via via che con la edizione dichiarazione dei redditi 2026 avremo colto le più varie sfaccettature.

sabato 16 maggio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (4)



Uno sguardo in generale, per familiarizzare con la problematica fiscale.

 Il modello precompilato è consultabile online e potrà essere modificato a partire dal 14 maggio, con invio entro fine settembre. «La dichiarazione precompilata è un modello fiscale che l’Agenzia prepara utilizzando dati che riceve automaticamente da soggetti terzi».

* * * 

Nel 730 sono riportate a regime tutti i principali interventi della riforma che interessano la materia fiscale. A) anzitutto  l’Irpef, con il passaggio a tre aliquote. B) il taglio del cuneo fiscale per il lavoro dipendente, realizzato attraverso un aumento delle detrazioni.

È partita il 30 aprile la stagione della dichiarazione precompilata, che coinvolge oltre 25 milioni di contribuenti e si fonda su un flusso sempre più ampio di dati trasmessi automaticamente al Fisco: spese sanitarie, interessi sui mutui, istruzione e altre voci detraibili. Il modello è consultabile online e potrà essere modificato a partire dal 14 maggio, con invio entro fine settembre.

 «La dichiarazione precompilata è un modello fiscale che l’Agenzia prepara utilizzando dati che riceve automaticamente da soggetti terzi». Il contribuente accede al cassetto fiscale con le proprie credenziali e trova già inseriti redditi da lavoro o pensione, principali spese detraibili e informazioni patrimoniali. 
A quel punto le alternative sono tre: accettare il modello così com’è, modificarlo oppure scartarlo e compilarne uno nuovo.

La precompilata non si limita a riportare i dati, ma applica direttamente il calcolo più conveniente tra quelli previsti dalla legge. Se sono possibili più modalità di tassazione, il sistema utilizza automaticamente quella che riduce di più l’imposta. 
Lo stesso vale per alcune detrazioni, che vengono combinate in modo da sfruttarle al massimo nei limiti consentiti. Il contribuente trova quindi il risultato già calcolato e può limitarsi ad accettarlo oppure modificarlo se i dati non sono completi o corretti.

Accanto alla dichiarazione, possiede un ruolo sempre più centrale il «foglio informativo», che compare tra le prime schermate dopo aver effettuato l’accesso alla propria area riservata: è un riepilogo che segnala subito eventuali anomalie nei dati. In pratica evidenzia le informazioni che l’Agenzia ha ricevuto ma non ha inserito nel modello, spiegandone il motivo.

 Può trattarsi, per esempio, di una spesa non coerente con gli altri dati o di una detrazione non applicata. Serve proprio a far capire al contribuente, prima ancora di modificare la dichiarazione, se ci sono voci da controllare, confermare o correggere.

(Segue)

giovedì 14 maggio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (3)

  Sull’ausilio per la precompilata sul blog riporteremo -su più pagine- vari suggerimenti. La

La dichiarazione dei redditi 2026 (anno d'imposta 2025) è già disponibile sul portale dell'Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026. Il modello 730 precompilato potrà essere inviato dal 14 maggio al 30 settembre 2026, con possibilità da parte di ciascuno di modificarla o accettarla direttamente. Quest’anno ci sono alcune novità, fra cui l'inclusione delle spese sportive e nuove regole di detrazione per redditi sopra i 75mila euro. 

Riportiamo alcuni dettagli principali per la dichiarazione precompilata 2026:
==Chi vuole, accedere alla propria precompilata: 
Deve entrare nell'area riservata tramite SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Ha tempo fino al 30 settembre per disporre l’invio. Ha pertanto possibilità di controllare i dati precaricati (Certificazione Unica, spese sanitarie, interessi mutui, spese sportive, ecc.). Può, quindi, accettare quanto riportato sul modello o modificare il modello stesso e inviarlo direttamente online.
==Qualche piccola novità sul modello di quest’anno
-  Nel 2026 entrano nel precompilato anche le spese sportive.
-  Se il 730 è inviato entro il 30 giugno, l’eventuale rimborso solitamente arriva in busta paga tra luglio e settembre.
-  Se si presenta senza passare per sostituto d'imposta, il rimborso eventuale viene accreditato direttamente dall'Agenzia delle Entrate entro dicembre.

giovedì 7 maggio 2026

Chiunque può sviluppare la propria precompilata (2)

 

Da giovedì 30 aprile è possibile visualizzare il precompilato, ma si potrà correggerlo e inviarlo solo a partire da venerdì 15 maggio. Termine ultimo il 30 settembre.

Nove tappe, tante novità, con la procedura super-semplificata ormai a regime, il 730 dovrebbe essere più agevole per chi utilizza il fai da te. 

Quella che e’ iniziata giovedì 30 aprile, con la visualizzazione del proprio modello 730 precompilato e che entrerà nel vivo da venerdì15 maggio prima data utile — non ancora confermata — per l’accettazione, modifica ed invio del 730 e si concluderà mercoledì 16 dicembre, scadenza per il versamento del saldo Imu. 

In mezzo ci sono tappe impegnative e molto onerose, come martedì 16 giugno quando si versa l’acconto Imu 2026, o martedì 30 giugno (pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi PF delle persone fisiche con o senza partita Iva). 

Per i titolari di partita Iva quest’anno, salvo successive proroghe, la scadenza per il pagamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 è fissata al 30 giugno come per i soggetti senza partita Iva.

Per non confondere i lettori procederemo per puntate.

La dichiarazione di quest’anno presenta parecchie novità, quasi tutte negative. Bisognerà prestare particolare attenzione alle spese per ristrutturazioni edilizie e per risparmio energetico sostenute nel 2025, data la differenziazione dell’aliquota, che è pari al 50% solo per gli interventi sostenuti dal proprietario o usufruttario sull’immobile adibito ad abitazione principale, mentre lo sconto scende al 36% in tutti gli altri casi. Inoltre per chi dichiara più di 75.000 euro, è stato introdotto un limite massimo di spesa, variabile in base all’entità dei redditi e alla composizione del nucleo familiare, sul quale applicare le detrazioni a cui si ha diritto, comprese quelle relative ai bonus casa pagati nel 2025.

Vediamo nei dettagli:

Possono utilizzare il 730 i dipendenti, i pensionati ed i collaboratori che, oltre alla retribuzione o alla pensione, devono dichiarare uno o più dei seguenti redditi:

 
1) da terreni e/o fabbricati, anche dati in affitto; 

 
2) da lavoro autonomo occasionale (senza partita Iva) o per diritti d’autore;


 3) redditi di capitale non soggetti a ritenuta d’imposta; 


 4) redditi diversi (cessioni di terreni edificabili, attività commerciali occasionali, fabbricati esteri);

  5) alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata (esempio rimborsi di imposte e/o spese dedotte o detratte in anni precedenti); 

  
6) plusvalenze di natura finanziaria (cessioni di cripto-attività, cessioni di partecipazioni che non siano state già assoggettate a imposta sostitutiva da parte della banca depositaria o altro intermediario finanziario).

———-

Vedremo nei prossimi giorni i casi più frequenti che capitano nel contesto socio economico di Contessa Entellina, dove le dichiarazioni riguardano (prevalentemente) semplici e facili riquadri di terreni agricoli, proprietà di case, pensioni o retribuzioni.

sabato 2 maggio 2026

Chiunque può curare la propria precompilata

 

Spesso non necessaria per
chi ha solo reddito da
lavoro dipendente con
un unico datore di lavoro.





Comincia la stagione della dichiarazione redditi  2026. 

 La Dichiarazione dei redditi «precompilata» sarà a disposizione dei contribuenti a partire dal pomeriggio di giovedì 30 aprile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate: saranno infatti disponibili, in modalità consultazione, le dichiarazioni 730 già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. 

 In totale, sono più di 1 miliardo e 300 milioni le informazioni trasmesse per le precompilate 2026, con i redditi percepiti e le spese che danno diritto a sgravi e detrazioni fiscali. 
Per l’invio del 730 ed eventuali modifiche il semaforo verde è previsto per il prossimo 14 maggio, con scadenza finale fissata al 30 settembre 2026. 

 Questi i dati inclusi nella precompilata:

= Primeggiano le spese sanitarie, seguono i premi assicurativi (circa 96,5 milioni di dati) e le Certificazioni Uniche (più di 71 milioni). 

= 
Rispetto allo scorso anno, crescono ampiamente i dati relativi alle spese per abbonamento al trasporto pubblico (circa 2,3 milioni, +700%): dal 2025, infatti, è divenuto obbligatorio l’invio dei dati da parte delle aziende di trasporto. 


 = In aumento anche i dati dei redditi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per la vendita delle eccedenze da impianti fotovoltaici (+300%), e quelli relativi ai bonus asili (+98%). 

  = 
spuntano i dati dei contributi per l’acquisto di elettrodomestici ad elevata efficienza energetica (bonus elettrodomestici), riconosciuti e comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Fra le novità della Precompilata c’e’ il «riordino» delle detrazioni per i redditi più alti. 

= 
Da quest’anno, la persona di fiducia ha la possibilità di ampliare il proprio raggio d’azione: ad esempio, può inviare la dichiarazione dei redditi anche se congiunta, o accedere al servizio web per la gestione delle autorizzazioni in capo all’erede. Tutto ciò a condizione che sia stata preventivamente abilitata ai servizi online dell’Agenzia (provvedimento del 22 settembre 2023), nel primo caso dal soggetto dichiarante e dal coniuge, nel secondo dall’erede. 


 = Un’altra novità riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75 mila euro, per i quali il calcolo delle detrazioni nella precompilata terrà conto automaticamente del cosiddetto “riordino delle detrazioni”, introdotto dalla legge di bilancio 2025, che prevede un limite al totale complessivo delle spese detraibili in funzione del reddito e del carico familiare. 

venerdì 1 maggio 2026

Portella delle Ginestre

 

La strage di Portella
della Ginestra
 
avvenne il 1° maggio
1947 a Piana degli
Albanesi (PA), dove la
banda di Salvatore
Giuliano aprì il fuoco
su oltre 2000 contadini
che festeggiavano la
Festa del Lavoro e la
vittoria politica delle
sinistre, causando 11
morti e oltre 30 feriti.
È un evento centrale
del dopoguerra, spesso
considerato il primo mistero
italiano con possibili
mandanti mafiosi e politici.






Era il primo maggio 1947, la banda di Salvatore Giuliano, un bandito che era stato legato al movimento separatista siciliano, attacca una manifestazione di lavoratori riuniti per festeggiare il primo maggio:  si contano dodici morti e una trentina di feriti, tra cui tre bambini, e il ferimento di oltre trenta persone. L’episodio che porta inequivocabilmente il segno della mafia, suscita viva impressione in tutta Italia. Per il giorno seguente la CGIL  indice uno sciopero generale di protesta, a cui non aderisce la corrente democristiana, la quale considera la dimostrazione un’ingerenza nella sfera della politica che esula dai compiti di un’organizzazione sindacale.

Fu uno dei primi e più gravi eccidi nell'Italia repubblicana, considerato un momento chiave della "strategia della tensione”. Si susseguiranno uno dopo l’altro gli attentati stragisti di Piazza Fontana a Milano, di Piazza della Loggia a Brescia, della Stazione ferroviaria di Bologna, del Treno Italicus, dell’aereo di Ustica ecc.

Nel processo che è seguito dinnanzi alla Corte di Assise sono comparsi i presunti esecutori materiali (i banditi di Salvatore Giuliano), ma questi non sono stati accompagnati dai mandanti, da coloro che quella strage concepirono e disposero. Su quella vicenda, come su altre accadute in quel secondo dopo-guerra, giustizia non è stata fatta.

sabato 18 aprile 2026

Avvenne il 18 Aprile

 1444

Sicilia nostra

Il catanese  Giovanni Di Prima, abate di San Paolo a Roma, ottiene da Papa Eugenio IV, con la collaborazione del domenicano Pietro Geremia, la bolla pontificia di approvazione definitiva  per l’Universita’ di Catania, fondata da re Alfonson il Magnanimo di Aragona  nel 1434. E’ la prima università siciliana, e la seconda del Meridione, dopo quella di Napoli (1224).

Nata come Studium Generale con il privilegio di rilasciare lauree, ha attraversato secoli di storia, diventando un polo didattico e di ricerca centrale nel Mediterraneo, con una forte tradizione giuridica e umanistica. L'ateneo si avvia a celebra i 600 anni di storia, con un focus attuale sull'internazionalizzazione, la ricerca e le sedi decentrate di Ragusa e Siracusa

sabato 22 novembre 2025

Vivere a Contessa Entellina

 USI RICORRENTI NELLE CONTRATTAZIONI, in Contessa Entellina

Dalla raccolta provinciale degli usi 

La "raccolta degli usi" è un documento ufficiale delle Camere di Commercio che cataloga le consuetudini commerciali e le pratiche commerciali consolidate di una determinata provincia.

Funziona come fonte di diritto non scritto per interpretare o integrare contratti e risolvere controversie, soprattutto quando le norme scritte sono assenti o ambigue. Le Camere di Commercio sono responsabili di accertare, pubblicare e revisionare periodicamente questa raccolta, coinvolgendo esperti e rappresentanti delle categorie economiche. Raccolgono le consuetudini e le pratiche commerciali che diventano prassi nel territorio. Vengono pubblicate e rese disponibili a tutti gli interessati per la consultazione e riviste periodicamente (di solito ogni cinque anni) per aggiornarle in base alle nuove consuetudini che si fossero affermate.

Gli usi hanno valore giuridico quando non esiste una norma scritta o quando le norme esistenti fanno riferimento a una consuetudine accertata. Sono considerati un "diritto non scritto" che deriva da un comportamento generale, uniforme e costante, con la convinzione di ubbidire a una norma giuridica obbligatoria. Dopo la pubblicazione, la raccolta può essere utilizzata come fonte di diritto senza l'obbligo di dimostrare il caso concreto.


mercoledì 22 ottobre 2025

Centro-destra e centro-sinistra

La politica ha i suoi tempi

Il linguaggio istituzionale
richiama i principi della
sovranità popolare e della
rappresentanza, la
prassi politica se ne
allontana.


Il concetto di "tempo" nella
politica può riguardare
sia le grandi trasformazioni
storiche e le visioni a lungo
termine, sia le scadenze e i
cicli specifici dell'agire
politico 
quotidiano.

I politologi conoscono bene e
sopratutto sanno distinguere
i tempi “prima e dopo le
elezioni”




Chi non coglie il senso della Politica non sa distinguere le differenze fra gli orientamenti che svolge una forza di centro-destra rispetto ad una forza di centro-sinistra. Chi ritiene che non ci sia differenza in genere viene definito “qualunquista” ed è  uno che non conosce il procedere dei regimi democratici. Peraltro, per quanto riguarda la spesa sociale e le politiche del lavoro le differenze sono notevoli. 

  Esiste, in verità, un problema più vero, e cioè che in Italia nell’ultimo ventennio o trentennio si è rotto il rapporto di fiducia fra larga parte dell’opinione pubblica e la classe politica. Il problema abbastanza serio nei paesi di democrazia occidentale è che negli ultimi decenni è, via via, decresciuto il rapporto fiduciario e partecipativo della gente con le strutture sempre più strutturate e chiuse dei partiti. I partiti, che siano di destra o di sinistra, nell’opinione popolare che ormai non si lascia facilmente affascinare, non sono più in grado di trasformare le promesse elettorali, e ancor meno quelle ideologiche, in interventi coerenti e aderenti alle promesse medesime. D’altronde l’elettorato non si mostra sufficientemente disposto ad attendere i tempi lunghi richiesti per trasformare le posizioni ideologiche in realizzazioni immediatamente coerenti ad un nuovo modello sociale sempre promesso e -generalmente- mai visto nascere e crescere.

   Tutte le politiche sono resistenti al cambiamento: qualcosa lungo il tempo succederà, ma alterare gli equilibri di lungo periodo all’indomani di ogni tornata elettorale, nei paesi democratici all’occidentale, è una missione quasi impossibile anche per il più volitivo dei governanti e degli amministratori della cosa pubblica.

martedì 25 marzo 2025

Un Personaggio

Gilles Lipotevsky (Millau, 24 settembre 1944) professore di filosofia all’Università di Grenoble, è autore di numerose opere sulle trasformazioni sociali e culturali del mondo contemporaneo,



sull’«egolatria», la nuova religione 

dei nostri tempi


«L’uomo contemporaneo tende a sciogliere 

tutti i legami con gli altri per salire 

sul trono da solo, tutto e tutti debbono 

piegarsi davanti all’ “Io” che è sul trono 

più alto, e a lui tutto e tutti debbono 

rendere omaggio»

lunedì 24 marzo 2025

Un Personaggio

 

Janan Ganesh è un giovane brillantissimo giornalista, commentatore editorialista del Financial Time, nt. 1982.






Trump, non potendosi ricandidare



Non dovendo correre per un terzo 

mandato,Trump è  ora una figura 

quasi post-politica, in grado 

di fare le cose  come fini a 

se’ stesse 

piuttosto che analizzarle 

per un effetto elettorale.

domenica 9 marzo 2025

I Fondi di coesione

 Fondi di coesione

La politica di Coesione è la principale politica di investimento dell’Unione europea in ambiti come la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, lo sviluppo sostenibile e la protezione dell’ambiente. 

Il Fondo di Coesione finanzia programmi con responsabilità concorrenti tra la Commissione Ue e le autorità nazionali e regionali di tutti gli Stati membri, che a loro volta scelgono quali progetti finanziare e ne gestiscono la realizzazione.

lunedì 24 febbraio 2025

Ricchezza e Felicità

Per più pagine ci proponiamo sul blog di 

fornire indicazioni sui percorsi democratici delle società del terzo millennio. 

Riteniamo noi: Non è la stessa cosa affidarsi a prospettive neo-naziste o -di contro- a società che hanno orientamenti sociali e democratici. 

 Procederemo riportando punti di vista di sociologi e di economisti.

Il fine è che tutti dobbiamo ricordarci  che il governo degli oligarchi che siano russi o americani non operano per la libertà e il benessere di tutti.


Si tratterà di letture che appaiono tecniche, e di fatto in parte lo sono,

via via tutto però apparirà comprensibile

 Giorgio Ruffolo, (Roma, 14 agosto 1926 – Roma, 16 febbraio 2023) è stato un politico, economista, dirigente d'azienda, giornalista e saggista) ebbe a scrivere:

Se gli economisti avessero un sogno

Proviamo a capire
Lo spettro della disuguaglianza non
minaccia solo l’Italia. Tocca partner
europei come Francia e Germania,
 e altri paesi nel mondo. Non a caso,
 il Global Wealth Report, ha rilevato
che nella nazione più ricca del pianeta,
gli Stati Uniti, l’1% delle famiglie
detiene ben il 31,7% della
ricchezza dell’intero Paese.
Anche per la seconda classificata,
la Cina, il divario tra ricchi e poveri
negli ultimi anni non ha fatto altro
che aumentare. 







Se gli economisti avessero un sogno, sognerebbero una società dell’abbondanza. Eppure, la scienza economica è basata sul concetto di scarsità. Quello degli economisti sarebbe dunque un sogno di autodistruzione. Nella realtà, essi sono stati accusati spesso di gretto materialismo. Eppure, con la loro insistenza sull’importanza dei beni materiali hanno contribuito più loro al benessere dell’umanità di quanto abbia fatto Carlyle, uno dei più severi accusatori, col suo spiritualismo romantico. Il loro assunto fondamentale, implicito o esplicito, è che una società ricca e’ la più vicina all’ideale di una società felice. E che dunque la crescita della ricchezza  e’ una via regia alla felicità (si tratta ovviamente di felicità pubblica -direbbe Hirschman- la felicità privata e’ un’altra cosa). Qualcuno si sente davvero di negarlo? E di affermare che le società della pietra, rozza o levigata che fosse, o quelle pastorali, o quelle del medioevo o ancora quelle di cento anni fa, prive di acqua corrente e di anestesia e con vita media inferiore ai cinquant’anni, fossero più felici delle nostre?

Tutti i grandi economisti classici, da Smith a Marx a Keynes, hanno però considerato la ricchezza e la sua crescita come un mezzo e non come un fine. Prima di essere economisti erano umanisti. Il segreto della crescita, e il solo modo concreto per perseguire il sogno dell’abbondanza, secondo loro, era il progresso tecnico. Sostanzialmente, si tratta di sostituire le macchine agli uomini: una possibilità che anche gli antichi greci e romani prospettavano, considerandola però o utopistica o dannosa. “Se  ogni mezzo potesse eseguire su ordinazione, o per suo proprio conto, il compito che gli è assegnato, l’architetto non avrebbe più bisogno di manovali, ne’ il padrone di schiavi. Se la spola potesse correre da sola sulla trama, l’industria non avrebbe bisogno di operai” diceva Aristotele. E l’imperatore Diocleziano comandava all’inventore di un marchingegno che permetteva di sollevare meccanicamente le immani colonne dei suoi templi, di bruciare quel suo progetto, che avrebbe provocato disoccupazione e fame “per i suoi poveri proletari”. Più recentemente l’economista Sismonde de Sismondi configurò l’esito estremo dell’automazione  in una metafora settecentesca: il re d’Inghilterra  che, girando una manovella, produce tutto quanto è necessario ai suoi sudditi. E si domandava: che ne sarà dei sudditi?  Marx aderiva con gioia a quest’idea, facendo a meno, naturalmente, anche del re. Il suo genero, Paul Lafargue, meno radicalmente prevedeva  una progressiva  riduzione dell’orario di lavoro obbligato e una corrispondente espansione dell’ozio che rivendicava come diritto. Ai nostri tempi anche John Maynard Keynes formulò una profezia ottimistica. Il progresso tecnico era andato ormai tanto avanti da far prevedere che assai presto  gli uomini avrebbero potuto procurarsi tutti i beni necessari alla loro sopravvivenza e al loro confort con due o tre ore di lavoro al giorno, dedicando il resto al riposo e a cose più serie, come l’amore e la cultura.

In effetti, se c’è un secolo nel quale ci si è più avvicinati a quel sogno, e’ proprio il nostro, quello di cui abbiamo appena doppiato il capo: il Novecento. Nell’insieme del Novecento la produzione complessiva di beni e servizi è cresciuta del 2,9 per cento all’anno e il prodotto pro-capite dell’1,4%, rispetto all’1,3 e allo 0,8 per cento rispettivamente nell’Ottocento;  e cifre molto vicine al niente per cento nella media dei secoli precedenti. Se come indice sintetico della “felicità pubblica” si assume quello della durata media dell’esistenza (per la ricchezza quella del prodotto nazionale è altrettanto grossolano) constateremo che essa è aumentata da meno di 40 anni nel 1820 a circa 50 nel 1900 e a 77 nell’ultimo decennio del XX secolo nei paesi industriali (60 nei paesi arretrati).

Naturalmente, parlare del Novecento come di un periodo omogeneo sarebbe del tutto fuorviante. Il “secolo lungo” che abbiamo alle spalle dovrebbe essere diviso, per quanto riguarda lo sviluppo economico e il benessere sociale dei paesi capitalisti più avanzati, in quattro fasi distinte: una prima belle epoque di prosperità economica e di aumento, di relativa pace mondiale e di parallelo miglioramento del benessere sociale, nonostante l’incombente minaccia della catastrofe nucleare, fino agli anni Settanta; è una quarta fase, che e’ quella nella quale viviamo, e alla quale non sappiamo ancora dare un nome. Si tratta di una nuova età dei torbidi? O di una rinnovata belle epoque?

Il quadro che ci si presenta non è né catastrofico, né rassicurante. Certo: non c’è alcuna catastrofe, né alcuna depressione paragonabile a quella tragica che segnò gli anni trenta. Negli anni Settanta l’inflazione e la crisi petrolifera avevano già fatto temere che il sistema capitalistico potesse precipitare in una nuova crisi verticale. Ma già verso la fine del decennio l’economia riprendeva il cammino, il cammino della crescita. Tuttavia, ad un ritmo sensibilmente e progressivamente più lento: 5 per cento negli anni Sessanta, 3,6 nei Settanta, 2,8 negli Ottanta, 2 per cento nei primi cinque anni dei Novanta.

Inoltre è emerso per la prima volta nella storia lo spettro dei limiti  della crescita e della sostenibilità ecologica. Infine, mentre la crescita ha continuato ad aumentare , si sono fatti sempre più evidenti i segni di un peggioramento della qualità sociale.

Molti sono gli indizi di incupimento del morale e di aumento del disagio sociale. Nella prima belle epoque era stridente, tra la fine del XIX e l’inizio del XX,  il contrasto tra la relativa soddisfazione della maggioranza della popolazione e l’inquietudine talvolta disperata dei suoi intellettuali. Se si può avanzare una opinione azzardata, oggi si ha la sensazione di una inquietudine delle masse cui fa riscontro un narcisistico e soddisfatto compiacimento degli “intellettuali”.