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venerdì 4 settembre 2026

L’Italia dei record

Il governo supera oggi quota 1412
giorni a Palazzo Chigi,
posizionandosi tra gli esecutivi
più longevi della Repubblica.




==Giorgia Meloni raggiunge oggi,  4 settembre, con 1412 giorni di permanenza a Palazzo Chigi, il record di governo di più  lunga durata. 

==Pure Elly Schlein ha conseguito il suo record di durata tra i segretari del Pd (di solito poco più che un lavoro stagionale), ha infatti superato i 1261 giorni detenuti da Bersani. 

==Giuseppe Conte, che non è *figura che ami restare indietro in qualsiasi classifica, ha fatto subito sapere ai media di avere agli inizi di agosto superato il record di durata dei cinque anni di permanenza alla guida del Movimento Cinquestelle (1844 giorni). 

*   *   *

Sappiamo tutti che in politica la durata non dice tutto. Certo! Chi guida un governo ha la sensazione di stare seduto su una bicicletta, se non pedala cade.


lunedì 31 agosto 2026

Sui giornali, in questi giorni

Lo scontro politico di fine
agosto 2026 tra 
Stefano Bonaccini 
(presidente del
Partito Democratico)
e la Presidente del
Consiglio 
Giorgia
Meloni
 non riguarda
in realtà il fatto che
 "gli italiani non amino
la cultura" in senso
assoluto, bensì una
dura polemica sulle 
relazioni statistiche
tra titoli di studio e
orientamento di voto.




Gli italiani non amano la cultura?

 Sui giornali, nei giorni scorsi, c’è stata una polemica fra Stefano Bonaccini, esponente di primo piano Pd, e la presidente del Consiglio, Meloni. 

 Tema del confronto, ripreso da tutti i media: il basso livello culturale del nostro Paese (in tutti i ceti), che secondo gli ultimi dati Ocse (indagine PIAAC) è a dir poco drammatico e che dovrebbe preoccupare i governanti e l’opposizione in pari misura. Il 35% degli adulti non è in grado di comprendere frasi semplici e mostra gravi difficoltà nel decifrare il mondo contemporaneo. Solo il 3-4% si colloca al livello superiore, «quello che permette di affrontare la complessità e la riflessione critica».

 Il tema è: perché ci siamo ridotti a tanto? Quali sono i rimedi? Perché i numerosi festival letterari non hanno nessun impatto positivo? Perché i libri sono considerati un lusso? E perché non si moltiplicano le biblioteche pubbliche, fresche anche e accoglienti, luoghi di incontro, di cultura, di discussione, persino di riparo sociale? 

domenica 30 agosto 2026

Ranucci chiede il reintegro (con risarcimento)

 

Il rapporto tra la Rai e il
giornalista 
Sigfrido Ranucci 
ha raggiunto una rottura
definitiva con la sua 
ufficiale
rimozione dalla
conduzione di Report
.
 La decisione aziendale, arrivata
dopo mesi di durissime tensioni,
segna la fine della sua storica
gestione del programma
d'inchiesta iniziata nel 2017.




Ranucci contesta  formalmente la scelta della Rai di rimuoverlo dalla conduzione e dalla guida di Report, ufficialmente annunciata nella giornata di venerdì.

  Ranucci contesta, con lettera a cura di due suoi legali di fiducia, la comunicazione ricevuta da viale Mazzini chiedendo una precisazione di fatti e circostanze e di accesso ai documenti. 

  •   I legali di Ranucci nella lettera, visionata dall'AdnKronos riportano -“la decisione della Rai di avviare una riorganizzazione editoriale del programma [...] con effetto immediato, con la contestuale "offerta"' al dottor Ranucci di tre ipotesi di nuovo incarico, tra cui scegliere entro 30 giorni. La presente vale pertanto, a ogni effetto, quale formale contestazione della predetta decisione [...] e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità». 
  • I legali chiedono «il ripristino della situazione antecedente» - cioè il ritorno di Ranucci a Report - e «il risarcimento di tutti i danni conseguenti». Ed ancora: «Nel denunciare la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità», gli avvocati chiedono «di conoscere i fatti e le circostanze, nonché di ricevere la relativa documentazione», che avrebbero determinato «pressioni, le opacità, le interferenze».
  • I legali danno alla Rai un termine di 7 giorni per la consegna della documentazione, e parlano di una decisione «discriminatoria, illegittima ed ingiustificata» di fronte alla quale chiederanno un risarcimento «di tutti i conseguenti danni patrimoniali e non patrimoniali, ivi compresi quelli alla dignità personale, alla reputazione professionale e all'immagine e a ogni altro diritto e interesse patrimoniale e non patrimoniale del dottor Sigfrido Ranucci».

sabato 29 agosto 2026

Chi è l’ignorante?

 

Chi si ritiene un tuttologo 
è una
persona che 
pretende
boriosamente di sapere
tutto
 e presume di poter parlare
con competenza di qualsiasi
argomento, vantando conoscenze
in ogni campo.
Il termine è un neologismo
nato con un'accezione 
ironica,
scherzosa o spregiativa.



Colui che si ritiene tuttologo

Non ci riferiamo all’ignoranza dell’uomo comune. Ci riferiamo all’ignoranza delle presunte élite, quell’ignoranza che in certe circostanze  esibiscono persone che vengono qualificate come appartenenti alle élite, alle classi dirigenti comunitarie e che frequentemente produce danni sociali. Ignoranza, in questo contesto, si intende l’assenza di conoscenze adeguate su un qualunque oggetto del vastissimo interesse pubblico unita all’infondata convinzione di possedere quelle conoscenze e se, per élite, in modo del tutto neutro, si intende l’insieme di coloro che occupano la cosa pubblica, di vertice, e persino posizioni nelle professioni che più influenzano il pubblico, allora qualcosa di interessante al riguardo si può forse osservare e sottolineare.

In una democrazia, tutti hanno il diritto di dire la loro su qualunque argomento di interesse pubblico. Ma da chi pretende, per la posizione che occupa, di influenzare l’opinione pubblica, è lecito attendersi sobrietà. Oltre che conoscenze adeguate su ciò di cui parla. È lecito attendersi che egli coltivi il dubbio, che sappia trasmettere a quelli che non dispongono degli strumenti culturali di cui egli dispone il senso della complessità dei problemi pubblici (di tutti i problemi pubblici). 

L’opinione pubblica ha diritto di non essere ingannata. La inganna chi pretende di venderle ricette semplici su cose complicatissime. C’è un modo infallibile per identificare l’ignorante (quale che sia il suo livello di istruzione o la posizione che occupa). È colui che non ha dubbi, non usa mai formule dubitative, esibisce solo certezze.

Lo Statuto dei Lavoratori (7)

Ancora sui

principi costituzionali

 Articolo 37 della Costituzione

L’art. 37 contiene i principi sulla parità di trattamento e retribuzione  tra uomo e donna che esplichino  le stesse mansioni lavorative, così  tra lavoratori adulti e minori. Inoltre, si afferma la necessità di permettere alla donna di svolgere, contemporaneamente all'attività lavorativa, quella di madre. Lo stesso articolo impone altresi che, con legge, si preveda il limite minimo d'età per il lavoro salariato (l. 17 ottobre 1967, n. 977). La norma si occupa di due categorie di lavoratori, donne e minori, che nel passato sono state particolarmente sfruttate. Anche qui i principi enunciati dalla norma costituzionale sono stati attuati da una serie di leggi. In particolare, per quanto concerne la donna va ricordata la l. 9 gennaio 1963, n. 7, che vieta i licenziamenti per causa di matrimonio. Analogo divieto circa il licenziamento è previsto anche dalla successiva I. 30 dicembre 1971, n. 1204, che tutela la lavoratrice madre. Questa legge prevede inoltre una tutela generale a favore della lavoratrice madre considerando sia la sua salute, per cui non può svolgere lavori pesanti, sia garantendo dei periodi di astensione dal lavoro obbligatori e facoltativi, per favorire la sua funzione di madre accanto al figtio.

Per quanto riguarda invece la tutela del minori, l'art. 37 Cost. enuncia tre distinti principi: la fissazione dI un'età minima, al di sotto della quale non si può accedere al mondo del lavoro: la tutela in generale del lavoro minorile e il principio di parità di retribuzione a parità di mansioni svolte.

Per quanto riguarda l'età, generalmente è fissata a 15 anni, ma è elevata a 16 o 18 per alcuni lavori pesanti, espressamente individuati dalla legge, ed è abbassata a 14 per il lavoro agricolo, domestico, per quello leggero non industriale e per particolari attività (si pensi allo spettacolo in cui spesso è necessaria la presenza di minori), compatibilmente con l'obbligo scolastico. Inoltre, la legge dispone, sempre in linea generale, che le condizioni ambientali in cui devono lavorare questi soggetti non possano né ledere né pregiudicare la loro crescita E necessario, poi, che prima dell'assunzione e durante il rapporto di lavoro i lavoratori minori siano sottoposti a visita medica per accertare che siano in grado di svolgere, senza alcun pregiudizio per la loro salute, l'attività lavorativa.

Altre disposizioni riguardano delle condizioni di particolare favore, rispetto agli altri lavoratori, in relazione all'orario, alle ferie, al divieto di lavoro notturno, ecc.

Per quel che concerne la parità di retribuzione, va ricordato che in applicazione di questo principio la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le disposizioni di quei contratti di lavoro che prevedevano che il periodo per maturare gli scatti di anzianità decorresse solo dal ventunesimo anno di età.

Pertanto, anche qualora il contratto collettivo continui a contenere disposizioni analoghe, queste non potranno essere applicate e di conseguenza, l'anzianità decorrerà sempre dal momento dell'assunzione, indipendentemente dall'età del lavoratore.

(Segue)

venerdì 28 agosto 2026

Report nel dopo Ranucci

 Novità Rai
Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi 
sono i nuovi conduttori di 
Report
su Rai Play
La Rai ha rimosso
ufficialmente Sigfrido Ranucci dalla
guida del programma il 28 agosto
2026
 tramite una nota stampa
. Il
licenziamento chiude settimane di
infuocate polemiche politiche e
mediatiche legate al "caso Lavitola"
e all'attentato subìto dal giornalista.

Sigfrido Ranucci non sarà più il conduttore di Report, il giornalista dovrà  passare la guida dopo nove anni dal passaggio di testimone con Milena Gabanelli. La decisione è stata comunicata dalla Rai con una nota nella quale vengono comunicati anche i nomi dei due sostituti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.

La Rai ha quindi scelto di puntare su una coppia di giornalisti investigativi formatisi internamente, entrambi vincitori di passate selezioni per professionisti.

giovedì 27 agosto 2026

La società degli uomini

La giustizia umana è passata
dalla vendetta privata e dalle
leggi del taglione dei primi
codici antichi
 ai sistemi di
diritti universali
. Questo
cammino ha trasformato la
regola del più forte in norme
scritte, per limitare il potere e
difendere la dignità di ogni
persona.

Dopo le tragedie del
Novecento, il mondo ha
creato carte
internazionali per
proteggere le persone
anche contro le leggi
ingiuste dei propri Stati.




 La giustizia? 

Ogni popolo, fin dalle comunità più antiche, ha sempre punito gli atti criminali che minano profondamente le basi della società. All'inizio fu solo una vendetta privata degli offesi contro chi li aveva danneggiati, ma in seguito, quando la vendetta divenne obbligatoria e nessuno poté più sottrarsi al proprio dovere, allora si trasformò in un fatto sociale.


E questo primo embrione di giustizia cominciò ad organizzarsi confondendosi magari con elementi religiosi: le azioni proibite erano «tabù» e infrangere un «tabù» equivaleva all'estromissione dalla comunità o alla morte. Anche se ampiamente applicata, la morte non era la sola pena riservata agli assassini. Cosi i congiunti delle vittime escogitavano punizioni alternative crudelmente raffinate: gli indiani Omaha d'America, per esempio, obbligavano il colpevole a espiare restando isolato, con le mani sui fianchi, il collo fisso in una sola direzione, nutrito di cibi freddi e coperto da un mantello per un periodo che poteva raggiungere i quattro anni.

La vittima doveva essere comunque vendicata, anche se la causa della sua morte era accidentale: così se l'individuo era caduto da un albero, se ne segava il tronco alle radici; se era stato sbranato da una belva, si organizzava una battuta di caccia per eliminare l'assassino.

Il diffusissimo tabù dell'incesto comportava pene che andavano dalle multe, all'esilio, alla morte; l'adulterio invece a volte poteva essere superato con una comune litigata, altre volte però comportava l'amputazione delle mani, lo sventramento, ripudi, sfregi, evirazioni dell'amante, ecc. Gli indiani Semang strappavano i capelli all'infedele e le staccavano il naso con un morso. I Batacchi divoravano sia incestuosi che adulteri. Nel Gabon la moglie traditrice era abbandonata su un formicaio finché gli insetti non l'avevano divorata.

Col tempo altre norme giuridiche divisero il reato in reato di tipo privato, soggetto alla vendetta personale, e reato di tipo sociale, punito dalle strutture statali che consideravano la trasgressione un sacrilegio contro gli dei.

A questo punto si apriva il fantasioso e cruento ventaglio delle punizioni.

Nell'antico Egitto i tribunali comminavano i lavori forzati nelle miniere, varie mutilazioni (una mano, la lingua, il naso, le orecchie), il rogo, la decapitazione; a volte il condannato veniva esposto infilzato a un palo.

Ma la pena più temuta era sicuramente quella di essere immerso vivo nel matron, ossia una soda corrosiva, oppure di essere imbalsamato vivo.


Ai personaggi di censo, di solito, venivano risparmiate simili sofferenze, se provvedevano a uccidersi da soli. Anche Sumeri e Babilonesi punivano molto crudelmente i loro criminali.

E quando vi era qualche dubbio si rimandava all'ordalia, al giudizio divino.

L'indiziato veniva gettato nell'Eufrate: se affogava aveva pagato per le sue colpe, se si salvava, gli dei avevano riconosciuto la sua innocenza.


«Occhio per occhio, dente per dente» diceva la Bibbia: la legge del taglione, ossia ripagare il criminale con lo stesso reato, fu a lungo e in molti paesi una forma di giustizia-vendetta. A Babilonia, se una casa mal costruita crollava sul proprietario, era condannato a morire chi l'aveva eretta. Ma se sotto le macerie rimaneva il figlio del proprietario, doveva soccombere il figlio del costruttore.

(Segue)


mercoledì 26 agosto 2026

Parole frequenti sui media

Il sistema bancario italiano sta
  
vivendo una fase di
consolidamento e forte
redditività, trainato da grandi
operazioni straordinarie, utili
record nei primi mesi dell'anno
e da una spinta decisa verso
la digitalizzazione e l'uso
dell'intelligenza artificiale, pur
in presenza di una leggera
flessione dei ricavi e di rischi
geopolitici monitorati da 
Banca d'Italia.

Il 2026 e’ un anno di
esecuzione per le grandi
manovre e fusioni avviate
nei periodi precedenti.


 Qual è la differenza fra 

opa, ops e opas?


Un’opa è un’offerta di acquisizione tutta in denaro. Un’ops è invece uno scambio: il pretendente propone ai soci della «preda» di diventare suoi azionisti. Un’opas, infine, è una combinazione delle due: l’acquirente mette sul piatto sia suoi titoli sia denaro.

Il sistema creditizio nazionale vive una fase di intenso fermento, nota come "risiko bancario", al centro della quale spiccano la contesa su Monte dei Paschi di Siena (MPS) tra Intesa Sanpaolo e Banco BPM, la spinta al consolidamento tecnologico e le manovre per ridisegnare i grandi poli finanziari italiani ed europei. Il Monte dei Paschi è diventato l'obiettivo conteso di grandi manovre, con l'offerta di Intesa Sanpaolo contraffatta o affiancata alle precedenti ipotesi di integrazione con Banco BPM. Le mosse finanziarie inevitabilmente creano dibattito istituzionale sulle preferenze strategiche per il controllo e la stabilità dei grandi istituti nazionali.

Il risiko bancario in Italia ha raggiunto il suo culmine in questo agosto 2026, trasformandosi in una battaglia finanziaria e politica senza precedenti che vede scontrarsi i principali istituti del Paese. Al centro dello scontro ci sono Monte dei Paschi di Siena (MPS)Intesa SanpaoloBanco BPM e il gruppo Unipol/BPER.

martedì 25 agosto 2026

Lo Statuto dei Lavoratori (6)

diritti fondamentali del  
lavoratore

L’art. 36 della Costituzione
s
tabilisce che la retribuzione
deve essere proporzionata
e sufficiente a garantire
un'esistenza libera e
dignitosa, fissa i limiti
dell'orario di lavoro e
garantisce il diritto
irrinunciabile al riposo
settimanale e alle ferie
.annuali retribuite



Ancora sui 

principi costituzionali 

Ancora sull’articolo 36 della Costituzione. Il secondo comma dell’articolo 36 garantisce indirettamente il diritto al riposo giornaliero: affermando, infatti, che la legge deve stabilire la durata massima della giornata lavorativa ne deriverà anche il riposo garantito a ciascun lavoratore.

La Costituzione, enunciando il principio di una durata massima della giornata di lavoro, ha accolto e ribadito una rivendicazione che emerse sul piano internazionale nel corso dell’Ottocento, mentre in Italia si cominciò a far sentire solo all'inizio del 1900.

Dopo la Prima Guerra mondiale si avverti la necessità di un accordo internazionale in materia, che venne formalizzato dall'OlL con una convenzione in cui si stabiliva che, per i dipendenti di imprese industriali, la durata massima del lavoro doveva essere di otto ore giornaliere e quarantotto settimanali. L'Italia, oltre a ratificare detta convenzione, predispose una propria regolamentazione della materia contenuta innanzitutto nel r.d.l. 5 marzo 1923, n. 629 convertito poi nel 1925 in legge, che limita l'orario di lavoro per gli operai e per gli impiegati delle imprese industriali o commerciali di qualunque natura. Ed è proprio questa legge che ancor oggi costituisce la disciplina legale di riferimento e che realizza il rinvio contenuto sia nell'articolo costituzionale sia nel precedente articolo del codice civile (art. 2107). Se questa è la disciplina legale bisogna, tuttavia, tenere presente che i contratti collettivi, laddove ovviamente questi esistano e siano applicabili, dettano normalmente condizioni più favorevoli che, come tali, prevalgono.


Per quanto concerne, invece, il diritto al riposo settimanale e annuale, previsti anche dall'art. 2109 c.c., essi sono riconosciuti al fine di garantire al lavoratore sia la possibilità di recuperare le energie psicofisiche, dopo una settimana o un anno di lavoro, sia la possibilità di partecipare alla vita familiare e sociale. Ed è proprio in relazione a ciò che normalmente il riposo settimanale deve cadere di domenica perché è in quel giorno che il lavoratore ha la possibilità di passare il proprio tempo libero con la propria famiglia o con i propri amici.


I principi enunciati dalla norma che si commenta vanno dunque coordinati con tutta la legislazione di attuazione, anche precedente all'entrata in vigore della Costituzione, che ci proponiamo di analizzare dettagliatamente quando si parlerà dell'orario di lavoro.


(Segue)



sabato 22 agosto 2026

Parole frequenti sui media

 

Un'ONG (Organizzazione
Non Governativa
) è
un'
associazione privata
senza fini di lucro
,
indipendente dai governi
e dalle organizzazioni
internazionali, che opera
in settori di interesse
pubblico, umanitario,
sociale o di cooperazione
allo sviluppo.




ong 

Le Organizzazioni non governative sono enti privati senza fini di lucro, indipendenti dai governi, che operano in settori di utilità sociale, umanitaria, ambientale o di cooperazione internazionale e si finanziano attraverso le donazioni. Tra le Ong con navi di salvataggio che operano nel Mar Mediterraneo per il soccorso ai migranti ci sono Emergency e Medici senza frontiere.

Ambiti di intervento: 

Cooperazione allo sviluppo: Progetti a lungo termine per l'educazione, la sanità, l'agricoltura e le infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo,

Aiuto umanitario: Interventi d'emergenza in caso di guerre, carestie o calamità naturali,

Diritti umani e ambiente: Tutela dei diritti civili, salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità,

Soccorso in mare: Attività di ricerca e salvataggio nel Mar Mediterraneo.



venerdì 21 agosto 2026

Parole frequenti sui media

 Jamming È una tecnica di guerra elettronica usata per disturbare o rendere inutilizzabili i segnali radio ed elettronici dell’avversario.

jamming indica principalmente
un'
interferenza elettronica
volontaria per bloccare segnali
radio
, un'improvvisazione musicale
di gruppo.
E’ usato in ambito militare o
nelle trasmissioni per impedire
la ricezione di un segnale.






In pratica, si trasmettono segnali molto forti o appositamente costruiti per «coprire» quelli che servono a un dispositivo per funzionare.

Può essere usato contro i droni, disturbandone il collegamento con il suo operatore e il Gps e altri sistemi di navigazione, impedendo al drone o a un missile di determinare la propria posizione.

- - - 

Gli sconfinamenti di droni in Romania e in Lettonia, rafforzano l’idea di una pressione multidirezionale sul fianco orientale. 

In Romania, il ripetersi di intrusioni o cadute di velivoli senza pilota legati al conflitto ha mostrato quanto sia sottile la linea tra guerra confinata e coinvolgimento territoriale degli alleati. In Lettonia, e più in generale nell’area baltica, le incursioni si inseriscono in un contesto già segnato da jamming del Gps, minacce verbali e pressioni sulle infrastrutture. Anche quando non c’è prova di un attacco deliberato, l’effetto politico resta lo stesso: mostrare che i confini orientali della Nato sono penetrabili e che l’insicurezza può essere esportata.

Secondo fonti europee di intelligence, la Russia potrebbe intensificare le operazioni ibride contro gli Stati baltici e la Polonia, ricorrendo a sabotaggi infrastrutturali o perfino a operazioni false flag. Parallelamente, sarebbero circolati avvertimenti americani sulla possibilità di future mosse russe volte a testare le difese occidentali.

martedì 18 agosto 2026

Invecchiare … e’ vivere

La vecchiaia non deve far paura
Finché il nostro corpo e la nostra
mente cambiano, significa che
siamo biologicamente attivi e
stiamo accumulando esperienza,
ricordi e consapevolezza.
La scienza moderna e la medicina
non vedono più il passare degli anni
come una passiva rassegnazione,
ma promuovono il concetto di 
invecchiamento attivo
. Per fare
in modo che questo viaggio sia
pieno e soddisfacente, la ricerca
scientifica suggerisce di agire su
alcuni pilastri fondamentali
della longevità’.


Accettare lo scorrere del tempo
permette di valorizzare la propria
storia personale, le competenze e
i successi, trasformando ogni
anno in più in una conquista e
non in una perdita.



E’ capitato leggere che dall’anno Mille fino ai primi del Novecento la durata media della vita non ha mai superato i quarant’anni. Poi nel corso del Novecento si è avuto il grande balzo in attesa di altri insperati traguardi.

 Dopo millenni di relativa stabilità, l’esistenza ha compiuto un grande salto: i centenari che nel Novecento rappresentavano un’eccezione, ora ai nostri giorni si contano a migliaia. Siamo, ai nostri giorni, al punto di ritenere che la morte di un ottantenne viene ritenuta prematura ed avviene più per malattia che per usura fisiologica.

 Gli esperti ci spiegano che la decadenza di certe funzioni (al livello corticale, alla parte più esterna di un organo) si è spostata sensibilmente più avanti. Si ritiene, in linea generale, che il sessantacinquenne che va in pensione ha ancora da vivere almeno una ventina di anni. 

 A fronte di questo quadro umano si ha che una significativa fascia di popolazione che rischia di trovarsi classificata “vecchia” e inoltre individualmente “sola”. Esistono fasce di popolazione che seppure pluriottantenne non conoscono cosa significhi “pensionamento”, specialmente nel mondo della politica (=gerontocrazia). Vero è che gli antichi (Platone, Plutarco …) additavano come ideale per gli anziani proprio l’attività politica (perché dotati di esperienza, equilibrio, distacco, ragionevolezza). Questa visione, ai nostri giorni non si può sicuramente generalizzare. Sono stati grandi politici anziani Churchill, De Gaulle, Pertini e qualche altro personaggio, ma le stature politiche quando vengono fuori non dipendono dalle età.

(Sul tema, contiamo di dover ancora riflettere)

giovedì 13 agosto 2026

Lo Statuto dei Lavoratori (5)

L'articolo 36 è una norma
precettiva.
 I giudici del lavoro italiani la
utilizzano direttamente per
dichiarare nulle le retribuzioni
troppo basse previste da
contratti
individuali o collettivi pirata,
adeguandole ai parametri
minimi della 
giurisprudenza
e dei CCNL
. Questa norma
è costantemente al centro
del dibattito politico in Italia
riguardante l'introduzione di
un salario minimo legale.



Ancora sui 

principi costituzionali 

Articolo 36 della Costituzione

Piu’ specifici e maggiormente incidenti sulla disciplina concreta del lavoro, sono gli artt. 36 e 37. Il primo contiene alcuni precetti basilari in ordine alla retribuzione, che, non solo deve essere sufficiente a soddisfare le esigenze del lavoratore e della sua famiglia  tale da assicurare un’esistenza libera e dignitosa, ma deve pure risultare proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato. Si tratta di una norma immediatamente precettiva, cioè di immediata applicabilità, così che il lavoratore può chiedere al giudice che la sua retribuzione, ritenuta non rispondente ai sopra indicati parametri, venga a essi adeguata. I giudice vi provvede, se lo ritiene necessario, facendo riferimento, oltre che alle eventuali norme di legge esistenti, ai contratti collettivi, anche se non applicabili a quel preciso rapporto di lavoro. Attraverso questo meccanismo, dunque, la giurisprudenza è arrivata a estendere l'applicazione di una parte del contratto collettivo, che a stretto rigore dovrebbe regolare i rapporti solo dei soggetti iscritti al sindacato, anche a soggetti diversi.

 Il secondo e il terzo comma trattano

-della durata massima della giornata lavorativa: questa deve essere stabilita dalla legge: il contratto collettivo individuale può eventualmente soltanto scendere al di sotto del massimo fissato;

-del riposo settimanale e delle ferie che sono dichiarati diritti irrinunciabili del prestatore.

-La seconda parte della disposizione garantisce al lavoratore, dunque, tre forme di riposo: quello giornaliero (2° comma), quello settimanale e quello annuale (3° comma). Si tratta di diritti inderogabili e infungibili con la conseguenza che sono illegittime e incostituzionali le soppressioni e riduzioni di una di queste pause, anche se ne viene incrementata un'altra (per esempio non si può rinunciare alla pausa settimanale per aumentare il numero di giorni di ferie).

-Con la limitazione temporale della prestazione lavorativa si vogliono soddisfare tre importantissime esigenze: 1) la tutela dell'integrità psicofisica del cittadino; 2) la salvaguardia di spazi di tempo disponibile fuori del luogo di lavoro per permettere lo sviluppo della personalità e 3) la partecipazione alla vita sociale e familiare e, infine, l’equa distribuzione delle possibilità di lavoro in un mercato caratterizzato dalla cronica eccedenza  dell’offerta rispetto alla domanda.

(Segue)


mercoledì 12 agosto 2026

Parole frequenti sui media


Report è lo storico programma
televisivo italiano di giornalismo
investigativo, in onda in prima
serata su Rai 3 la domenica
alle ore 20:30
. Ideato storicamente
da Milena Gabanelli, dal 2017 è
condotto e guidato da 
Sigfrido
 Ranucci.


Il programma è al centro della
cronaca giudiziaria a causa
dell'inchiesta della Procura di
Roma su Valter Lavitola, indagato
 per aver commissionato una
finta bomba davanti alla casa di
Ranucci. Secondo l'accusa,
il gesto non era un attentato
violento, ma un piano per
spingere l'opinione pubblica a
sostenere una (mai avvenuta)
 carriera politica del giornalista,
allontanandolo di fatto dalla
conduzione del programma
.

Report

E’ la denominazione della trasmissione Rai di giornalismo investigativo condotta dal 2017 da Sigfrido Ranucci, e prima di lui da Milena Gabanelli (1994-2016). Vi lavorano in tutto dieci persone, che fanno da supporto agli autori freelance che realizzano le puntate. Sono andate in onda 553 puntate, di 120 minuti l’una, in 29 edizioni.

Valter Lavitola, 60 anni, è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione.

L’attentato era finto: mirato ad «accrescere la popolarità» di Sigfrido Ranucci e «favorirne l’ascesa politica» per garantire un «ruolo di primo piano nel nuovo scenario» a chi lo aveva commissionato. Ma lui, il mandante, «l’amico fraterno» Valter Lavitola, in carcere ieri ci è finito davvero.