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venerdì 5 novembre 2021

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

Detti e Fatti

Spid non più gratis:
Il riconoscimento di persona — che, in alternativa a quello da remoto, è uno dei passaggi necessari per ottenere lo Spid — non è più gratuito presso nessuno degli Identity provider.

Ultima a cedere, tra i provider, è stata Poste Italiane, che ha fissato, a partire da novembre, un costo di 12 euro. (Poste continuerà a offrire gratuitamente alcune modalità per il riconoscimento da remoto, come altri provider). (Corriere della Sera)

Walter Ricciardi, accademico, igienista

aumento dei casi prevedibile: variante Delta contagiosissima, ancora troppi non vaccinati, diminuzione della protezione vaccinale dopo 6 mesi, bambini e ragazzi ancora non vaccinati, freddo e quindi affollamento nei luoghi chiusi, però se non ci diamo una mossa aumenteranno ancora.

Mila Spicola, Insegnante

Aggiungerei una totale disinformazione su come avvengono realmente i contagi per cui abbiamo allentato cautele laddove dovevamo mantenerle: ristoranti, uffici, scuole, case, luoghi chiusi. Senza compensare con controlli dell’aria.

Elio Vito, parlamentare FI

Vedete a volte si discute e si litiga per nulla. Per Salvini è impensabile che la Lega entri nel Ppe, per il Ppe è impensabile che entri Salvini e la Lega.

Pietro Raffa, docente

Secondo l'Istituto superiore di sanità, chi non si vaccina rischia di contagiarsi 6 volte di più rispetto agli immunizzati se ha meno di 39 anni

Piero Sansonetti, giornalista

Quando una persona è in prigione è sempre tra gli ultimi e gli indifesi. E io la difendo.

Nino Cartabellotta, medico

Ingressi in terapia intensiva: Per non far salire questa curva è importante vaccinare gli over50 e somministrare terzadose a over60 e fragili. Chi ha dubbi mi scriva pure in DM.

sabato 24 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (29)

 Storia italiana in sintesi 

 1872

===Il 10 marzo a Pisa, muore Giuseppe Mazzini, dove si trovava dal novembre precedente in casa di amici sotto il falso nome di dottor Brown. Una immensa folla si reca a visitare la salma, che verrà imbalsamata. La Giunta Municipale di Genova delibera di far trasportare la salma nel nuovo Cimitero Monumentale di Staglieno. Alla Cameras alcuni deputati, fra cui Francesco Crispi e Urbano Rattazzi, ricordano l'opera e il pensiero di Mazzini ed esprimono il proprio dolore. Il Presidente del Consiglio Giovanni Lanza si associa all'elogio del patriota, ma si oppone ad inviare una delegazione parlamentare ai funerali.
===Il 29 Luglio a Torino uno sciopero generale di operai rivendica l'aumento salariale e la diminuzione delle ore di lavoro giornaliere. Dopo tre giorni di lotta i muratori, i meccanici e le altre categorie di lavoratori in sciopero ottengono la diminuzione dell'orario di lavoro giornaliero da 11 a 10 ore e un aumento da 10 al 30% dei salari.
===In Ottobre una epidemia di vaiolo scoppia a Trieste. Nei primi quindici giorni del mese sono segnalati oltre 4000 casi di contagio con 756 morti. 
(segue)

1959

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

=Il 15 Gennaio inizia il XXXIII Congresso Nazionale del PSI. La componente "autonomista" di Pietro Nenni ottiene la maggioranza nella elezione del Comitato Nazionale (58%)  che sarà composto da 47 autonomisti, 27 di Sinistra e 7 seguaci di Lellio Basso. Nenni sarà eletto segretatio e Francesco De Martino Vice segretario. La Direzione sarà composta solo da "autonomisti", le correnti minoritarie rifiutano. E' un evidente segnale in direzione del centro-sinistra.
=Il 26 Gennaio il governo Fanfani presenta le dimissioni e giorni dopo (31 gennaio) lascia pure la segreteria Dc. L'8 Febbraio una numerosa pattuglia di esponenti Psdi passa nel Psi.
=Il 16 Febbraio Antonio Segni forma un nuovo governo monocolore dc. Alla Camera Segni ottiene 333 voti favorevoli di DC, PLI, MSI e Monarchici (centro-destra), votano contro PCI, PSI, PSDI, PRI. All'interno della Dc avviene una rottura all'interno del partito con i fanfaniani che costituiscono una loro corrente (Nuove Cronache) non disponibile per le alleanze di centro-destra. In quel contesto in Sicilia si registra una esperienza in cui frazioni dc, in contrasto col partito, danno vita al milazzismo.
4 Aprile. Il Cardinale Ottaviani, presidente del Sant'Uffizio rinnova la scomunica ai comunisti (che ne erano intaccati dal 1949) e la estende ai socialisti e a tutti i cattolici non allineati.
Nel Congresso nazionale democristiano di Firenze, in Ottobre, Fanfani contesta le alleanze del partito con monarchici e missini e auspica una apertura verso Sinistra, in particolare con i Socialisti.

domenica 11 ottobre 2020

Contessa Entellina. Celebrazione del 50° anniversario di matrimonio

Ogni anniversario di matrimonio diventa un momento speciale, un traguardo importante per tutte le coppie. Oggi hanno ricordato il loro 50° anniversario di matrimonio nella Chiesa Madre di Contessa Entellina Anna Gargano e Pietro Sciambra. L'hanno voluto ricordare nella Chiesa Madre secondo il breve e specifico rito di tradizione bizantina a conclusione della Liturgia domenicale celebrata dal parroco, Papàs Nicola Cuccia assistito dal diacono Luciano.

 I due festeggiati erano accompagnati da parenti ed amici e hanno ricevuto in quel contesto di cdelebrazione domenicale gli auguri dalla comunità parrocchiale. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle norme antivirus disposte dalle Autorità civili.

 Anche dal Blog e dai suoi lettori giungano gli AUGURI ad Anna Gargano e a Pietro Sciambra.



sabato 26 novembre 2016

Il Pasticcio. La sentenza costituzionale piombata sulla delega Madia.

IL SOLE 24ORE



Molto si può dire della sentenza costituzionale piombata ieri sulla delega Madia, tranne che sia giunta inaspettata a tutti. Fra i tecnici del governo c'era stata a suo tempo una discussione sulla necessità di prevedere l'intesa con le autonomie al posto del parere, ma alla fine era prevalsa la linea più "risoluta". 
Peccato, però, che Costituzione alla mano questa linea si sia rivelata inefficace, e apra ora un'incognita pesante sulle sorti di parti importanti dell'attuazione della riforma della Pa. 
A otto giorni dal voto, la vicenda riporta la luce su uno dei temi referendari più importanti, anche se oscurato da una campagna elettorale che ha preferito parlar d'altro. In gioco non c'è la Costituzione dei padri della Repubblica, ma la parte II pasticcio del Titolo V vergata più modestamente dai loro figli ne 2001, quando il centrosinistra pensò di usare la Carta per intestarsi le parole d'ordine del federalismo e dell'autonomia portate da una Lega allora arrembante al centro del dibattito politico. 
I risultati elettorali si incaricarono di mostrare subito che quel tentativo aveva il fiato corto, ma ci pensarono poi l'economia, il fisco e il conflitto permanente fra Stato e Regioni a spiegare in modo più strutturale gli effetti di quella scelta sulle chance di riformare il Paese. 
Di quel conflitto, che in 15 anni ha prodotto migliaia di sentenze sui temi più disparati, la sentenza di ieri rappresenta solo l'ultimo, pesante risultato. 
Il problema, ovviamente, non è la Corte costituzionale, ma un sistema di rapporti fra Stato e autonomie locali mai chiarito fino in fondo, che moltiplica il lavoro di giuristi e avvocati ma rischia di azzoppare le opportunità di molti altri. 
Per capire il nodo, ora affrontato dalla nuova riforma del Titolo V, basta osservare l'ultima contesa: che cosa cambia, sul piano pratico, fra il «parere» e l'«intesa»? 
La differenza sostanziale risiede nel fatto che il parere è "collettivo",mentre l'intesa richiede l'unanimità delle regioni,e i quindi un potere diveto a ogni singola amministrazione intenzionata a opporsi per motivi tecnici o politici. In questo modo le regioni finiscono per avere sui decreti attuativi un peso maggiore dello stesso Parlamento, al quale il governo chiede un parere al massimo poi spiega perché non ne ha tenuto conto. Anche se l'«intesa» manca, in realtà, il governo può andare avanti con delibera motivata passati 30 giorni, com'è accaduto anche recentemente, ma questa clausola che funziona tranquillamente su argomenti "minori" crea sconquassi su questioni più politicamente delicate, soprattutto quando entrano direttamente nelle loro competenze centrali. 
La storia dei molteplici inciampi costituzionali incontrati ad esempio dai tanti tentativi di riforma dei servizi pubblici locali, colpiti anche dalla nuova pronuncia, insegna che un sistema di questo tipo finisce per rivelarsi un'elastìco in grado di riportare alla casella di partenza tutti i tentativi di intervento. Quando i temi riguardano competenze locali, ovviamente, le riforme non si possono fare contro le regioni e i comuni: ma senza rapporti più chiari, e una camera di compensazione e di rappresentanza unitaria, compito non semplicente stato al nuovo Senato,si rischia di incrinare il confine fra democrazia e anarchia