StatCounter

Visualizzazione post con etichetta LA RIFLESSIONI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LA RIFLESSIONI. Mostra tutti i post

lunedì 13 gennaio 2025

Nostri giorni

 Brucia la California

==In Italia, un rapporto di Legambiente del 2022 ricorda che dal 2008 al 2021 sono bruciati circa 724mila ettari di terreni— una superficie pari a circa quella della regione Umbria.


* * *

== A rischio sono le fasce più svantaggiate della popolazione
. Mentre gli incendi a Los Angeles continuano a divampare, il fumo miete vittime silenziosamente, subdolamente. Molte delle persone esposte al fumo non hanno idea che sono esposte a concentrazioni relativamente alte di sostanze tossiche e, anche se fosse, non hanno molte alternative se non restare in casa o utilizzare respiratori. Purtroppo, verosimilmente, a pagarne il prezzo più alto saranno come spesso accade i più deboli, quali anziani, bambini e coloro che appartengono a classi sociali medio basse che non hanno i mezzi per contrastare l’avanzata dell’esercito di particelle nocive. 

==Una cosa deve essere chiara: non si tratt0a più di preservare solo il nostro pianeta, ma di salvare la vita delle persone.


venerdì 1 marzo 2024

Un Personaggio

 

Aldo Grasso:  è un giornalista e critico televisivo. Si occupa principalmente di storia della televisione.

Nascita: Sale delle Langhe: 10 aprile 1948



Belìce o Bèlice?


Intanto si dice Belìce, con l’accento 

sulla i, e non Bèlice come abbiamo 

sempre detto. O meglio come ha 

detto per primo Alberto Angela al 

tg dell’una del 15 gennaio 1968 e 

poi ripetuto Sergio Zavoli in una sua 

celebre inchiesta a Tv7. Era un posto 

sconosciuto, salito alla ribalta per un 

terremoto che sconvolse per sempre 

quella terra, distrusse case e interi 

paesi e si portò via più di trecento anime. 

mercoledì 26 luglio 2023

Un Personaggio

Il filosofo Vittorio Mathieu,
uno dei massimi pensatori
contemporanei italiani, che
agli interessi storici ha affiancato
ricerche soprattutto sul
problema della conoscenza,
è morto all’età di 96 anni



Vittorio Mathieu: è stato un filosofo e politico italiano. Ha indagato i limiti interni e i limiti esterni della scienza. Tale indagine ha avuto due filosofi del passato come suoi principali punti di riferimento: Immanuel Kant e Henri Bergson. Mathieu ha infatti ripreso e sviluppato le classiche ricerche di Kant sui limiti interni della scienza e sulla sua fondazione. A tale riguardo, non ancora ventiseienne, nel 1949, pubblicò il saggio "Limitazione qualitativa della conoscenza umana" a cui fece seguito, nel 1960"L'oggettività nella scienza e nella filosofia moderna e contemporanea".

Nascita: 12 dicembre 1923, Varazze
Morte: 30 settembre 2020, Chivasso

La Scienza

L'oggetto delle scienze fisiche ha cessato
di essere un oggetto fisico.

Galileo aveva previsto tale cambiamento,
affermando che le scienze non si preoccupano
dell'essenza delle cose ma soltanto delle loro
misurazioni: ciò che in ogni scienza
è scientifico è la sua struttura matematica.

I rapporti matematici, tuttavia, non esauriscono la 
la realtà, anzi escludono un'altra dimensione
del mondo reale, più o meno profonda,
che potremmo chiamare "la dimensione
dell'esistenza".

("Essenza", o ousia, era il termine
tradizionalmente connesso con il
verbo "essere").

sabato 23 luglio 2022

Primarie siciliane. Arriva prima Caterina Chinnici

In Sicilia le primarie per la corsa alla presidenza della Regione sono state vinte dalla candidata del Pd Caterina Chinnici con 13mila 500 voti. La grillina Barbara Floridia si e' fermata a 10mila preferenze, terzo e' arrivato Claudio Fava con 6977.

 Adesso c'è da capire se questo voto sarà tenuto in debita considerazione o rischia di essere sconfessato nel giro di poche ore, dal momento che le relazioni fra PD e M5S negli ultimi due giorni -al livello nazionale- si sono sostanzialmente interrotte dopo la presa di posizione contro il governo Draghi da parte del M5S. 

sabato 26 febbraio 2022

Ucraina. Si combatte per le strade della capitale, ma l'Italia continua a figurare come l'Italietta

 Lo Swift e il gas. L'Italia non può prendere 

distanze da Mosca, se non per finta

Per adesso, l’Europa (su esplicita necessità dell'Italia e della Germania) ha deciso di non escludere la Russia dallo Swift, quell'acronimo per effettuare con immediatezza i bonifici e che sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication. Si tratta di quel sistema che gestisce le transazioni finanziarie a livello mondiale.

Se dal sistema venisse esclusa la Russia si bloccherebbe l’interscambio commerciale tra tra i paesi dell'Unione Europea e la Russia, e verrebbero meno le forniture di gas. E senza gas si fermerebbero le aziende italiane, ed un pò meno quelle tedesche.

Il ministro dell’Economia Franco ha fatto sapere a chi chiedeva di tagliare le relazioni commerciali con la Russia e comunque di bloccare il sistema Swift «se una sanzione dovesse interrompere la possibilità di pagare, e quindi interrompere i flussi di gas naturale, per un Paese come l’Italia che utilizza il gas russo per circa il 43% del suo fabbisogno e circa il 15-16% del suo bisogno di energia, il venir meno subitaneo di questo tipo di forniture potrebbe essere un problema». 

Questo problema fa dell’Italia il solito Paese che frena la reazione dell’Europa nello scacchiere politico internazionale.  Ed è subito riemerso l'antico pregiudizio storico sull’Italietta, quella sempre impreparata agli appuntamenti della Storia. 

===

Negli anni abbiamo in Italia sempre rifiutato di sviluppare l'energia nucleare, abbiamo creato problemi enormi per l'eolico, abbiamo detto no a tutto e adesso siamo costretti a comprare il gas di Putin per consentirgli, col nostro denaro, di fare il gradasso in Europa.

Da questa situazione Draghi ripropone il ritorno -per le aziende- al carbon fossile. Lo avevamo eliminato perchè inquinante.

giovedì 30 dicembre 2021

Una foto alla settimana: Le fiere di bestiame nella Sicilia Occidentale

Anni Cinquanta del Novecento

 E' difficile, per le generazioni giovanili più recenti, poter cogliere  la rilevanza delle manifestazioni di questo genere (delle fiere di bestiame) nel mondo di allora, in quel dopo-guerra, quando quest'angolo di Sicilia Occidentale -entro cui ricade Contessa Entellina- era esclusivamente caratterizzato in senso agro-pastorale. 

  Per secoli e sino a poco più di una cinquantina d'anni fa, l'acquisto di un capo di bestiame da parte di un piccolo allevatore o di un "contadino" costituiva un passo di fondamentale rilevanza per il futuro familiare; si trattava dell'investimento dei magri risparmi in un progetto, che avrebbe dovuto garantire la sopravvivenza dell'impresa familiare nel decennio  a venire e possibilmente anche per il successivo decennio. 
  Un ruolo rilevante aveva nelle fiere di bestiame la figura del sensale, "u senzali". Sul blog nè abbiamo ricordato varie figure locali, di Contessa Entellina, su pagine divenute lontane del Blog. Qui istantaneamente -mentre scriviamo- ci viene in mente la figura di don "Cocò Vidusa", ossia Nicola LoIacono, persona ben nota a chi scrive, e di Manale Benone; ma vi erano a Contessa  tante  altre figure di sensale, che adesso ci sfuggono.
 I mediatori, "i sensali", combinavano le compra-vendite, su percentuale del prezzo convenuto: la "senzalerìa". 
  I contadini, giunti alla fiera dei grossi centri rurali -dalle loro campagne anche distanti decine di chilometri- riuscivano a trovare in breve tempo (nell'arco della stessa mattinata della giornata) il venditore o l'acquirente della giumenta, del mulo, dell'asino o della vacca. 
 Erano  però i sensali (che frequentavano tutte le fiere dell'area occidentale della Sicilia) ad avere il polso della situazione dei prezzi correnti e ad essi i contadini acquirenti si rivolgevamo, quasi come oggi i risparmiatori si rivolgono agli agenti ed intermediatori dei prodotti finanziari. Da parte loro i "sensali", per non perdere la reputazione e con essa la clientela, dovevano obbligatoriamente essere persone corrette (anche se molto amanti della chiacchiera).

giovedì 2 dicembre 2021

Le delusioni della politica. Una grande citta' con bilanci disastrati ...

 Alla fine, leggendo i giornali da un mese in qua, arriviamo alla conclusione  ....

Dove volge la osannata 

Primavera di Palermo?

(ANSA) - PALERMO, 01 DIC - Il ragioniere generale del Comune di Palermo, Bohuslav Basile, spinge per passare dal già dichiarato pre-dissesto finanziario (si attende un piano di riequilibrio da parte della giunta) alla dichiarazione di dissesto. Lo fa con una delibera di 140 pagine presentata una settimana fa e finora circolata soltanto tra i componenti della giunta e i vertici della burocrazia. Ma l'assessore al bilancio della giunta guidata da Leoluca Orlando, Sergio Marino, si rifiuta di firmare la dichiarazione di dissesto e si apre così un braccio di ferro nell'amministrazione. Mentre la procura indaga su presunti falsi in bilancio del Comune, dal 2016 al 2019, che vede tra gli indagati anche il sindaco, Basile (anch'egli coinvolto nell'inchiesta), è arrivato alle sue conclusioni dopo che la sezione di controllo della Corte dei conti, lo scorso 3 novembre, si è espressa su un caso analogo a quello di Palermo, che riguarda un piccolo Comune dell'area metropolitana, Isola delle Femmine. I giudici contabili ritengono che si può ricorrere al piano di riequilibrio pluriennale solo in presenza di crediti esigibili e non riscossi, situazione che sussiste solo in parte per Palermo, dove prevale, invece, "l'incapacità dell'ente di garantire l'assolvimento dei servizi indispensabili". In presenza delle condizioni previste da quest'ultimo punto, la dichiarazione dello stato di dissesto, secondo i giudici "è un atto dovuto e non discrezionale dell'ente". Ma secondo l'assessore al bilancio, essendo in "avanzata fase di definizione il piano di riequilibrio", sarebbe contraddittorio firmare la dichiarazione di dissesto. Intanto, l'opposizione chiede chiarezza su quanto sta accadendo e il capogruppo di Iv, Dario Chinnici, sollecita il sindaco a riferire in aula e a dire la verità sui conti. I consiglieri del gruppo Oso, Giulia Argiroffi e Ugo Forello parlano del "fallimento di Orlando". (ANSA).

martedì 26 ottobre 2021

Tutto per flash. La Storia, l'economia e la fisionomia siciliana, dai greci a .... (2)

 1) L'approccio

Secondo Francesco Renda: La Biblioteca di Repubblica. Le cosidette dominazioni per tre millenni incombenti sulla Sicilia non sono state solo fiammate di invasioni e di violenze, ma anche fenomeni di durata secolare che con la loro singolarità hanno segnato i tratti decisivi della storia mediterranea e della storia europea, che è come dire della civilizzazione occidentale.

Le dominazioni siciliane chiamano in causa, infatti,  la civiltà greca e la civiltà romana, la civiltà bizantina e la civiltà islamica, la civiltà normanna e la civiltà sveva, la civiltà aragonese e la civiltà spagnola, come infine la civiltà italiana.

Lo sviluppo geopolitico di tali civiltà con ampi spazi mediterranei non poteva non  coinvolgere la Sicilia posta al centro di quegli spazi, nè la Sicilia per quella sua collocazione geografica poteva far altro per rimanere estranea.

...

Anche in termini religiosi la Sicilia fu partecipe della geopolitica spirituale delle tre grandi fedi monoteiste, il cristianesimo nella duplice versione romana e bizantina, e quella islamica e giudaica.

Secondo Fernand Braudel: Annales. La vita delle isole può essere grama e oscura ma, poste sulla rotta delle grandi vie marittime, il loro ruolo internazionale è sempre importante. Così la Sicilia, da sempre.

venerdì 8 ottobre 2021

Piccole, grandi Riflessioni

L'ipocrisia

 Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

Luigi Pirandello

Drammaturgo, scrittore, poeta

1867 - 1936

sabato 25 settembre 2021

Piccole, grandi Riflessioni

 Il tempo

C'è un tempo per capire, un tempo per scegliere, un altro per decidere. 

C'è un tempo che abbiamo vissuto, l'altro che abbiamo perso e un tempo che ci attende.

Seneca

Filosofo, drammaturgo e politico

morto nel 66 d.C

sabato 4 settembre 2021

Riflessioni ... sull'essere umano ...(1)

  La vicenda afhgana, la sottomissione in tutto il Medio Oriente della metà (quella femminile) dell'umanita' all'altra metà, quella maschile, ci fa ricordare, assieme alle mille altre ingiustizie giornaliere del mondo da un capo all'altro,  una paginetta di Edgar Morin, filosofo e sociologo francese  sulla realtà del mondo entro cui e su cui in 8 miliardi di esseri umani viviamo: "siamo nati nella crudeltà, ed è il prezzo ineliminabile della vita umana". 

L'intellettuale francese, un non credente, continua "Solo le forze della cooperazione, della comunicazione, dell'amicizia, del senso della comunità, dell'amore continuano a resistere (...) sono queste deboli forze che ci permettono di credere alla vita, ed è la vita che ci permette di credere a queste deboli forze".

 Ancora: "Nell'uomo convivono la crudeltà e la bontà del mondo: così il Vangelo del perdersi da' vita all'etica della solidarietà,  che è l'etica della resistenza all'immensa crudeltà del mondo. Il suo eccesso nutre, per saturazione, l'egoismo, il disincanto (...). Così, la tecnica e la burocrazia producono una umanità di ghiaccio, meccanica, disintegrando con le aride misure quantitative le realtà vissute dagli esseri pensanti, in carne ed ossa" .

 Ho ripescato questa pagina dell'intellettuale francese che risale ad oltre un decennio fa. Nulla a che fare con i talebani e tuttavia pone in evidenza la struttura umana del mondo, da Caino ed Abele in poi.

 Ci proponiamo di proseguire su questo filone di riflessioni sulla natura dell'uomo e sulla crescita in umanità e  in apertura verso l'altro di chi alcune migliaia di anni fa viveva nelle caverne. Senza tuttavia voler evidenziare supremazia di tipo etnico, religiose o culturali. Gli europei coi campi di sterminio ai danni degli ebrei -appena poco più di mezzo secolo fa- mostrarono maggiore ferocia dei Talebani, infatti.

domenica 20 giugno 2021

Alle radici del Cristianesimo

Nelle chiese di tradizione cattolico-bizantina in questa domenica di giugno si proclama un brano del Vangelo di Matteo (8, 5-13).

A leggere il brano pare di capire che trovare credenti in mezzo agli uomini non sia impresa facile se persino il Messia si stupisce della fiducia che invece gli accorda un ufficiale dell'Esercito romano. 

La fiducia nel Creatore, a leggere la bibbia, non l'ebbe Adamo che provo' a nascondersi  e, a girarci attorno a noi oggi, non l'hanno tantissime figure che  pure si professano cristiani.

Il centurione pagano ha piena coscienza di chiedere l'impossibile e però sfogia umiltà.

Tanti "credenti" di ieri e di oggi mostrano, mostriamo -di contro- di fare sfogio della fede come di un talismano di salvezza senza osservare ed accorgerci del disagio che esiste vicino e lontano da noi.

E... il nazareno non può che stupirsi per ciò che avviene davanti a lui ad opera non di un credente ma di un pagano. 

giovedì 22 aprile 2021

Scontro di civiltà. L'Occidente in affanno fra crisi sanitaria e crisi economica ma nel mondo continua ad esserci di peggio

 Sappiamo tutti cosa stia provocando in Europa, e non solamente qui, la crisi sanitaria riconducibile al coronavirus. Milioni di lavoratori sono esposti al rischio di perdere il posto di lavoro, altri milioni di lavoratori autonomi vedono fortemente contrarsi il giro di affari delle loro aziende e delle loro attività. E non finisce qui: la ripresa, quando arriverà, lascerà strascichi che l'intera società dovrà rimediare in tempi non facili adesso da prevedere. E non parliamo delle conseguenze che il debito pubblico "esploso" in questi mesi potrà comportare.

Eppurenel pianeta vivono esseri umani che affrontano esistenze di gran lunga peggiori dell'uomo tipico europeo. Il rinvio a giudizio dell'on.le Salvini per il presunto atteggiamento disumano (violazione di diritti umani) ai danni di alcuni immigrati  ci richiama e ci fa ricordare che esistono principi di solidarietà e di fratellanza umana che ove trascurati non ci danno titolo alcuno di rievocare superiorità di civiltà e di valori dell'Occidente rispetto alle diverse realtà sociali esistenti nel mondo. Quei principi ci segnalano che possono esistere rischi di involuzione nei confronti degli sfortunati del pianeta, che siano immigrati per ragioni di lavoro o esseri perseguitati perché diversamente religiosi nei loro paesi di provenienza (p.e. cristiani che fuggono da paesi fondamentalisti non cristiani).

 Non tocca a noi stabilire dove stiano e se ci siano responsabilità sulla vicenda processuale che affronterà Salvini, ma un giudizio politico lo possiamo e dobbiamo esprimere: non è apprezzabile politicamente ed umanamente  fare leva sulla paura e sulla insicurezza di frange della popolazione nazionale e presentare l'altro (l'immigrato)  come una minaccia, un pericolo da allontanare per difendere uno stile di vita come quello occidentale  che oggi è precluso a gran parte della popolazione mondiale.

 Lo stile di vita occidentale è quello che è,  per la semplice ragione che il nostro relativo benessere è pagato dalle condizioni di sofferenza in cui vivono vastissime aree del pianeta.

 Avremo modo di capire in seguito come ciò avviene.

mercoledì 21 aprile 2021

Nostri giorni. Meno partecipazione a scapito del coinvolgimento democratico

 Non abbiamo notizie di dettaglio. Sono cambiati i tempi rispetto a quelli della prima repubblica. Allora per la ricostruzione del Belice a Contessa c'era un sindaco che in vista delle risorse che dovevano avviare la ricostruzione del Belice partecipava, con ruolo da protagonista agli incontri con i ministri della Repubblica per suggerire linee e propositi della ricostruzione. Partecipava alle riunioni quindicinali dei sindaci del Belice e pure intratteneva ogni quindici giorni i suoi concittadini nel baraccone di via Palermo per trattegiare tempi, modalità e prospettive future della ricostruzione. Ricostruzione - allora - esclusivamente edilizia!

  Oggi capita che stanno per fissarsi le linee di quelli che saranno gli impieghi del Recovery Plan e se chiediamo informazioni in giro otteniamo giri di parole che lasciano intendere che i nostri eletti che siano amministratori locali, regionali e persino nazionale nulla sanno dire, se non -con linguaggio incomprensibile- ciò che malamente hanno letto sui giornali.  Segno che i nostri eletti di oggi -culturalmente e politicamente- sono scolaretti rispetto a quelli di mezzo secolo fa.

 Probabilmente passerà un treno e ancora una volta- in più aree dell'Isola- perderemo opportunità. Ci saranno magari realtà in cui sindaci presunti bravi si sono fatti dare deleghe da altre decine di sindaci e che riusciranno a tracciare segmenti di crescita a beneficio -sopratutto- del loro territorio, lasciando qualcosina pure ai colleghi associati. Non risultano infatti né premesse né dibattiti sui territori. Tutto sarà calato dall'alto. Ai nostri giorni in effetti non disponiamo di "baracconi spaziosi" come quello che esisteva in via Palermo.  E ... internet viene captato maluccio.

 A modo di slogan ci viene di scrivere "Dai tempi dei fatti post terremoto ai tempi delle chiacchiere e delle deleghe ad associazioni di comuni  del post pandemia".  Altro che incontri quindicinali!

 Ed ancora  .. ai tempi di internet non riusciamo nemmeno a seguire le sedute consiliari .... "colpa della pandemia, nonostante internet".

venerdì 26 marzo 2021

Riflessioni amare. La politica e le precedenze di vaccinazione

 Tra coloro che vorrebbero essere vaccinati cresce la tensione  (quando toccherà a me ?) agevolata anche dalle incertezze nella definizione delle priorità.  Nessuno ad oggi sa a chi, come, quando toccherà il turno degli ultraottantenni.

Il piano nazionale prevedeva che, dopo i sanitari, toccasse agli ultraottantenni e ad altre categorie a rischio. Solo il Lazio li ha vaccinati tutti. La Lombardia ha iniziato dopo, in parallelo alle priorità per ragioni di salute, quelle cioè derivanti dalle funzioni svolte: insegnanti, forze armate, forze di polizia…

 Qualcuno sostiene e scrive intanto sui giornali che finora i furbetti del vaccino hanno raggiunto limiti "eccessivi" in tutta Italia.  

 Quanto è accaduto nel Corleonese è -ci viene raccontato- riconducibile alle cerchie della politica-politicante e altrove -in Sicilia- frutto delle catene dell'amicizia, quella interessata, del tipo e della logica cavernicola: "tintu cu unn'avi nutru n-paradisu" oppure "cu non è bonu pi idru, unn'è bonu pi l'autri".

 Chiediamo a quegli esperti delle 'accorciatoie' ai danni altrui:  quando arriverà il turno dei novantenni e dei centenari che non possono recarsi nei centri di vaccinazione? Lo chiediamo peraltro dal momento che l'iniziativa affidata alle diocesi siciliane è circoscritta sostanzialmente ai settantenni, e sempre che questi possano assumere AstraZenica.

mercoledì 10 marzo 2021

Vicende siciliane. Pare che coloro che hanno scavalcato la fila siano parecchi

 Quanti sono coloro che avrebbero fatto in modo

 di figurare come personale sanitario, allo scopo di scavalcare la fila e assicurarsi la vaccinazione anti Covid durante la prima fase, riservata esclusivamente a sanitari e residenti nelle Rsa  ?

In tutti i paesi di Sicilia la gente pazientemente aspetta che le vaccinazioni antivirus arrivino a tutti coloro che si riconoscono nella dizione "cittadino". Alcuni hanno avuto la somministrazione recandosi nei centri istituiti allo scopo. La maggior parte attende nei paesi -generalmente spopolati- dove risiede in grande maggioranza gente anziana e persino anzianissima.

  Giornalmente questa gente anziana segue i notiziari e fa proprie le attese perchè abbondino le forniture dei vaccini e in qualche modo si possa "proteggere" dalla furia della Pandemia. Attraverso i notiziari la gente, soprattutto quelli appartenenti alle fascie più anziane, ascolta le riflessioni e gli incoraggiamenti del Presidente Mattarella che da perfetto, ammirevole e vero "Uomo di Stato" ha atteso, per la sua persona, il turno sancito nella tabella di marcia fissato dalle "autorità", per farsi vaccinare. 

La gente ascolta -sempre dai notiziari- e apprende che Musumeci ammonisce le autorità amministrative locali (sindaci, assessori, consiglieri comunali) a mantenere la dignità del "ruolo" che ricoprono e di attendere il loro turno per farsi vaccinare.

Si sa bene che la fascia degli anziani dei paesini di Sicilia, che per le ragioni più varie non può recarsi presso i centri di vaccinazione, distanti talvolta decine di chilometri, attende fiduciosa che inizi la vaccinazione di massa, quando abbonderanno i vaccini. Questa gente anziana apprende ritmicamente che i vaccini stanno per arrivare, sono già lì per lì prossimi, ma ancora in pieno mese di Marzo non sono arrivati e nei paesi di provincia si continua ad attendere.

La gente aspetta e per intanto legge i giornali, ascolta i tg e i giornali-radio e sente dire che in Sicilia, nelle Petralie e persino nel Corleonese, quell'amico, quel conoscente che magari è poco più che trentenne (o addirittura ventenne), è stato vaccinato perchè -verosimilmente- è privo di senso civico, è privo di rispetto nei confronti dei suoi stessi conoscenti aventi diritto e che egli scavalca sfrontatamente.

Come definire chi con disinvoltura  scavalca la fila ? Come definire chi riveste ruoli pubblici e calpesta i diritti di chi lo precede ?

lunedì 8 marzo 2021

Terra di Sicilia. Vaccinazioni anti covid (3)

 Il Sindaco di Corleone stamane in sede di riunione della Giunta ha rassegnato irrevocabilmente le dimissioni dalla guida della cittadina.

Di seguito il testo del documento di dimissione:



lunedì 4 gennaio 2021

Contessa Entellina e Territorio. Cosa c'è da valorizzare (11)

 Calatamauro

746 m. s.l.m.


Tommaso Fazello, nel De rebus siculis decades duae, Panhormi, 1628:

Calatamar sarracinica arx deserta in rupe edissima ad 3 p.m. entelle incubat, ubi et sarracenorum olim erat oppidulum, cuius quoqum, edificia super sunt.

I toponimi arabi in rabal (casale) o qual'a  o ancora manzil, stanno ad indicare, oltre a dei siti di sicura fondazione araba, numerosi insediamenti preesistenti alla conquista musulmana, dato che era d'uso per gli infedeli cambiare il nome dei siti conquistati in uno arabo.  Lo ha dimostrato anche la grande spedizione archeologica "Monreale survey", che ha scoperto durante la campagna di scavi, sovrapposizioni di strutture insediative risalenti al periodo bizantino se non romano. (Johns J., Monreale survey. 1992, p. 415)  

mercoledì 25 novembre 2020

Terra e Vita. Storia Siciliana per immagini (11)

 "Quando un popolo non ha più senso vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia". Cesare Pavese

===================================================

Conoscere la Sicilia di ieri 

per Conoscere

La Sicilia di oggi.

Immagini e descrizioni

===***===

-Foto Ettore Martinez-

Nei circoli degli anni cinquanta del '900
ci si riuniva per discutere sull'andamento
dell'annata agraria, sull'andamento del
prezzo del grano secondo lo scorrere delle stagioni,
e su tutto ciò che accadeva nel paese
(comprese le vicende private di ciascun
paesano).

Era il mondo ancora di impronta contadina.

Nell'immaginario italiano ed europeo la Sicilia delle coppole è stata, da sempre e comunque dal secondo dopo-guerra, identificata con la Mafia, con gli uomini della coppola-storta.

Nell'immediato secondo dopo-guerra tanti artisti, dallo scultore al pittore, dallo scrittore al regista di film famosi per rappresentare in sintesi la Sicilia non raffigurarono altri che contadini con la coppola. Eppure per il mondo contadino del Novecento la coppola fu più un indumento quasi di necessità che manifestazione identificativa. I visi ripresi da macchine fotografiche o da cine-prese dei contadini siciliani mai -fino a pochi decenni fa-  prescindevano da quel capo di abbigliamento. Certo, i film di famosi registi hanno molto puntato sulla "coppola" non tanto per identificare il mondo contadino quanto per additare i componenti delle bande del brigantaggio post-guerra (p.e. uomini del bandito Giuliano) quanto i componenti dell'onorata società (la mafia).

Oggi quel capo di abbigliamento non è più identificativo del mondo contadino, che peraltro è pure scomparso. Gli odierni agricoltori o conduttori di aziende agricole in nulla differiscono nell'abbigliamento giornaliero dal funzionario pubblico o dal professionista.

A Contessa, da quegli anni post-guerra fino ad arrivare ad oggi, sono scomparsi non solo le figure dei "contadini", divenuti adesso piccoli gestori aziendali e/o imprenditori agricoli, ma anche i posti di ritrovo degli antichi contadini che pigliavano il nome di "sezione dei coltivatori diretti", dell' "alleanza contadini", della "Camera del Lavoro",  sono pure scomparse le sezioni dei partiti, un tempo luoghi di dibattiti e di elaborazioni per la crescita umana. 

La piazza si sintetizza oggi nell'unico ritrovo del bar. Esistono in verità centri culturali e/o artistici ma nulla hanno a che fare con la socializzazione fra i componenti associati di "mestieri" e di "iniziative". Quello è ormai un mondo tramontato.

venerdì 13 novembre 2020

Riflessioni sulla Storia (8)

Trattegiamo il sistema feudale: 

il sistema che gli arbëreshë 

sconoscevano prima di arrivare in Sicilia

 Albanesi, chi sono ? chi erano?

Tutti gli stati balcanici cominciano ad entrare individualmente, con una propria fisionomia, nella storia europea dopo l'anno mille, quando la potenza sia culturale che militare dell'Impero Romano d'Oriente comincia a mostrare delle crepe, molte delle quali inflitte  non tanto dai mussulmani ma dai crociati che piuttosto che andare a presidiare Gerusalemme dalle ondate saracene preferivano indirizzarsi nella ricca Costantinopoli.

Via via -sia pure tra vittorie e sconfitte- cominciarono ad affermarsi come entità autonome la Bulgaria, la Serbia  e poi nel contesto lento e non sempre lineare cominciarono ad emergere pure le ulteriori popolazioni rumene ed albanesi. Le fonti scritte dell'Impero costantinopolitano, che descrivono accuratamente e prodigamente le vicende con bulgari e serbe nulla riportano circa le popolazioni rumene e albanesi.

La storiografia di estrazione albanese (recente rispetto alle fonti bizantine) afferma che la popolazione compresa fra slavi e greci discende dagli antichi "Illiri", che sarebbero stati da prima romanizzati e successivamente slavizzati e che comunque nel corso del Medio Evo riuscirono a conservare una identità tutta propria. La prima testimonianza dell'esistenza degli albanesi si ritrova nelle fonti bizantine solamente alla fine dell'XI secolo e lo stesso avviene per i rumeni, che però non vengono presentati come etnia a sé. Per questi ultimi le fonti imperiali riferiscono di popolazioni "romanizzate" a sud del Danubio chiamate- allora- " Walachi".