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| Nella Sicilia del Quattrocento, il binomio tra il possesso della terra, la dimensione del vivere umano e la caratura politica rappresenta il fulcro delle dinamiche sociali ed economiche dell'isola, allora integrata nella Corona d'Aragona sotto la dinastia dei Trastámara. Questo secolo, tradizionalmente visto come un periodo di transizione dal Medioevo all'Età Moderna, si caratterizza per una profonda ristrutturazione del potere feudale, dell'economia cerealicola e delle reti urbane. La Sicilia del Quattrocento sperimenta una stabilità istituzionale interna che favorisce la ridefinizione dei rapporti di forza: la terra rimane la fonte primaria della ricchezza e dello status sociale, mentre la politica si sposta dai campi di battaglia trecenteschi alle aule parlamentari e alle cancellerie vicereali, consolidando quel modello sociale ed economico basato sul Feudo che caratterizzerà l'isola per i secoli a venire. |
Nell’intento di tracciare il quadro della realtà sociale, economica e politica del VIVERE umano nel regime della Sicilia feudale iniziato nel 1061 con lo sbarco a Messina di Roberto il Guiscardo e Ruggero I d'Altavilla e che ha portato alla creazione del Regno di Sicilia nel 1130, e’ scontato che i documenti a cui ci rifaremo sono quelli più recenti, ossia quelli del “settecento” che, e’ bene evidenziarlo, gli archivi siciliani conservano con ammirabile diligenza.
La società siciliana del XVIII secolo era ancora sul piano giuridico, sociale ed economico, fondata sul privilegio feudale nella identica misura e sostanza in cui lo era cinque secoli prima ed ovviamente lo era ancora nel XV secolo quando comincia a costituirsi nell’area interna dell’Isola, a valle di Kalatamauro e successivamente di Brignet, la comunità arbereshe che darà origine a Kuntisa.
Prima ancora di avviare il discorso sugli arbereshe che daranno origine alla comunità di Kuntisa tracceremo la natura di quello che segnava, durante l’intero Medio Evo, il coefficiente di potenza nella Sicilia a regime feudale:(1) il possesso della terra da cui conseguentemente originava (2) il privilegio feudale e a cui seguiva (3) la caratura politica delle classi dominanti.

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