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giovedì 30 aprile 2026

A chi fa paura la sociologia?

 Che succede in paesi che sapevamo democratici?
La paura della sociologia nasce
spesso dalla sua capacità di 
mettere a nudo i costrutti
sociali
, sfidando le visioni del
mondo consolidate, le credenze
personali e le strutture di potere
.
In ambito accademico, talvolta c'è
diffidenza verso approcci innovativi
come i 
cultural studies, preferendo
la tradizione, mentre in ambito
politico la paura è legata all'uso
dei dati per analizzare le dinamiche
 del consenso.

La sociologia sfida le visioni del
 mondo consolidate e le norme
sociali, mettendo a disagio chi
preferisce non analizzare
criticamente le proprie esperienze
di vita.

La sociologia usa i dati per
analizzare il consenso, il potere
e i mutamenti sociali, il che può
spaventare chi basa il proprio
potere su narrazioni non verificate
o sul mantenimento dello 
status quo









Non è la prima volta che la sociologia, scienza scomoda, finisce nel mirino dei governi.

 I nazisti soppressero, a loro tempo,  l’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, costringendo docenti come Max Horkheimer, Theodor W. Adorno e Herbert Marcuse a migrare oltreoceano nel 1934. Analoga sorte tocco’ in Unione Sovietica durante lo stalinismo, e nella Cina maoista la sociologia fu abolita dagli insegnamenti nel 1952. In Brasile, durante la dittatura militare, non ebbe vita facile, mentre l’Argentina di Jorge Rafael Videla, negli anni Settanta, si liberò delle scienze sociali considerate sovversive. 

Ai nostri giorni sono gli Usa a percorrere la storia in senso inverso, cancellando la sociologia dalle materie obbligatorie nelle università. Avviene in Florida per decisione del governatore repubblicano Ron DeSantis e di Raymond Rodrigues, responsabile del sistema universitario statale. 

Lo scorso anno Trump ha minacciato di tagliare i fondi pubblici della ricerca a Harvard, ed ha revocato  il permesso di accogliere studenti stranieri. Mai prima d’ora un’amministrazione si era permessa d’infrangere l’autonomia accademica nei percorsi di studio. Pratica abituale nei  regimi autocratici

«Da oltre un secolo i sociologi sanno che le questioni relative all’etnia, al genere, alla povertà e alla classe sociale — afferma David L. Altheide, professore emerito di Sociologia all’Università dell’Arizona e autore di Gonzo Governance (Routledge) — sono insite nell’ordine istituzionale e non possono essere affrontate adeguatamente senza apportare cambiamenti alle istituzioni. Questa consapevolezza rappresenta una minaccia per qualsiasi autocrate». 

  In tempi oscuri, quando il clima democratico si appanna in qualsiasi parte del pianeta,  la sociologia è la prima a subire la censura. Scienza moderna che avrebbe dovuto sostituire la filosofia nel comprendere e indirizzare l’umanità, la sociologia era nata per fare ordine nella società. Osservatrice imparziale (puramente oggettiva, per Max Weber) ma forse per questo poco incline ai compromessi. Intesa a denunciare la verità, quindi rivoluzionaria.

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