Diverse novità sono state introdotte al testo: dalla carta di identità il cui rinnovo sarà valido per 50 anni dopo il compimento dei 70 anni, all'introduzione graduale della tessera elettorale elettronica fino alle novità di compilazione dell'Isee con misure antifrode.
1) Carta d’identità a vita per gli over 70. La carta di identità elettronica rilasciata a decorrere dal 30 luglio 2026 a soggetti di età pari o superiore a 70 anni al momento della richiesta di rilascio, diventa valida per cinquanta anni ed è utilizzabile anche ai fini dell'espatrio. Resta ferma la facoltà per l'interessato di chiederne il rinnovo dopo dieci anni dal suo rilascio, ai fini della validità del certificato di autenticazione.
2) Tessera elettorale digitale. La tessera elettorale potrà essere rilasciata anche in modalità digitale sulla base dei dati integrati nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). Uno o più decreti del Ministro dell'interno disporrà le caratteristiche tecniche della tessera elettorale in formato digitale, l'eventuale confluenza nel portafoglio digitale italiano (Sistema IT-Wallet) e le modalità di utilizzo digitale o della copia analogica esclusivamente presso il seggio di iscrizione dell'elettore.
3) Novità su Isee. Le scuole, le università, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche competenti alla concessione di prestazioni sociali agevolate, acquisiscono d'ufficio dall'Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale dati, i dati Isee strettamente necessari alla concessione della prestazione sociale agevolata.
4) Medici di famiglia attivi fino a 72 anni . I medici di famiglia che faranno richiesta potranno indossare il camice fino ai 72 anni per colmare i vuoti d'organico nella sanità. Una norma simile a quella inserita per i medici ospedalieri con l'ultimo Dl milleproroghe. L'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe stima che in Italia manchino oltre 5.700 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno.
5) Assegno Unico anche a lavoratori Ue. Viene esteso l'assegno unico universale ampliando la platea del contributo ai lavoratori di Stati Ue in Italia con figli a carico non residenti in Italia. Viene eliminato il requisito che imponeva ai lavoratori stranieri di risiedere in Italia da almeno due anni per avere diritto al beneficio. La norma punta a sanare la situazione dopo il deferimento in materia operato nel 2024 da parte della Commissione Ue.

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