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venerdì 23 ottobre 2020

Umanità e Modernità. Cosa succede nei Balcani (4)

 Balcani ed Ottomani


Secondo Nikolaï Todorov, storico bulgaro, l'impero ottomano si rivelò incapace di creare una società propria o una cultura complessiva. Non riuscì ad integrare sotto il suo dominio i diversi gruppi etnici e sociali dei Balcani o addirittura questo intento non rientrò mai nei suoi obiettivi.

Il risultato del secolare dominio è stato la mescolanza delle popolazioni, senza peraltro mai riuscire a superare le differenze etniche, religiose, linguistiche o di altra natura.

Per quanto attiene all'islamizzazione l'iniziativa più consistente è stato il trasferimento dall'Anatolia alla Tracia (zona meridionale della Bulgaria) di molte popolazioni nomade. Già nel Seicento molte popolazioni balcaniche erano islamizzate e a questo ha contribuito la "mobilità sociale". Gli ottomani erano in qualche modo tolleranti sia con i cristiani che con gli ebrei, tuttavia se si voleva assumere un ruolo  nell'apparato pubblico era molto più problematico per costoro farsi avanti.

C'è da mettere in evidenza che i tentativi per la cacciata dei turchi dai Balcani non furono numerosi. Le popolazioni più irrequiete al dominio turco furono tuttavia quelle greche, serbe e bulgare e ad animarle fu la religiosità ortodossa tenuta viva dai monaci. Quelle che si mescolarono con più facilità con i dominatori furono gli albanesi.

Dopo i fallimenti occidentali (di Venezia e di altri ), di cacciare o quantomeno bloccare l'avanzata turca nei Balcani, il ruolo di guida e difesa delle popolazioni sottomesse fu assunto dalla Russia zarista in nome della comune fede ortodossa.

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