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martedì 13 ottobre 2020

Una riflessione la settimana: Occuparsi della salute e occuparsi del Pil non è controsenso

 La pandemia ci fa di leggere su facebook molte espressioni spesso illogiche (è il bello o il brutto della democrazia, dice qualcuno) come quelle di chi vorrebbe apparire un buonista che lotta -animato da alti ideali- contro i tanti cattivoni, quelli privi di cuore.

  "La salute è più importante del Pil" arrivò a dichiarare un ministro nei mesi primaverili quando regnava nello stivale italico il lockdown. Non vì è dubbio che quella frase, poi ripetuta da migliaia di frequentatori dei social, è di grande effetto; ci consegna un ministro dal grande calore umano, peraltro diligentissimo sotto più aspetti.

E' la Politica che destina le risorse che provengono dall'economia (e dall'andamento
dal Pil). Se dall'economia e dal Pil non arriva nulla o viene destinato malamente 
ciò che arriva, a pagare le conseguenze è la salute e il benessere
di tutti e di tutto (salute compresa)
Un governante di un grande Paese, come è l'Italia, sa bene che "Pil e Salute" sono la stessa e identica cosa. Quando un ristoratore nel mese di aprile trascorso (2020) lamentava in tv di avere avuto la contrazione della propria attività e dei guadagni del cento per cento e che conseguentemente non avrebbe potuto pagare i suoi quindici dipendenti, nè pagare l'affitto dei locali, nè la fattura degli approvigionamenti finiti in malora ....  egli stava dicendo di avere subito il crollo dell'economia aziendale con l'azzeramento dei quindici stipendi da erogare, parlava di Pil, ma stava parlando pure della sciagura sua e di quindici famiglie. Salute psichica, psicologica e fisica camminano infatti appaiate con l'ordinario scorrere dell'economia, del pil. Parlare o scrivere del Pil significa parlare e scrivere del benessere (auspicabile) di tutti coloro che vivono inseriti nella società umana, compresa la sanità pubblica, la sanità di tutti.

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