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domenica 18 ottobre 2020

Terra e Vita. Storia siciliana per immagini. (2)

  "Quando un popolo non ha più senso vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia". Cesare Pavese.

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Conoscere la Sicilia di ieri 

per Conoscere

La Sicilia di oggi.

Immagini e descrizioni


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Orfeo al suono della lira
incanta gli animali
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Mosaico del II secolo d.c.
rinvenuto in piazza Vittoria
nel 1869 a Palermo e conservato
al Museo regionale

 Fra le cose rilevanti che si mettono in mostra nella Storia della Sicilia è che 


-in quest'isola nacque il primo Parlamento del mondo nel 1129 con i Normanni 


-e nacque la letteratura italiana con la "scuola poetica siciliana" nel 1230 


-Nel 1848 si ebbe la prima Costituzione veramente democratica avendo inibito al re la possibilità di sciogliere il Parlamento.

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"Fai l'arti chi tu sa fari; si nun arricchisci, camperai" era un proverbio in uso fino ad alcuni decenni fa.

In Sicilia in grande considerazione era tenuto "u mastru". Oggi è un'attività sicuramente decaduta. "Mastru" era il muratore, ma non solo lui. Era "mastru" il fabbro, il sarto, il mugnaio, il calzolaio, il falegname, e altri. L'attributo di "mastro" ancora nei primi decenni del Novecento era rivolto al "Mastro Notaio". Chi era "mastro" quest'attributo lo esigeva da chi a lui ricorreva e si rivolgeva. 

Nei piccoli centri, come Contessa, essere mastru, significava possedere notevole prestigio sociale. Non era un semplice lavoratore; "u mastru" attorno a lui cresceva una scuola di formazione anzitutto morale e nel contempo di educazione culturale fatta di proverbi, sapienza antica e di buon senso.

Per diventare "mastru" bisognava faticare attraverso un lungo percorso a cominciare da tirocinante. Si cominciava infatti come "garzuni", quindi "lavuranti" e dopo parecchio tempo e tante prove "mastru". Fino ai primi dell'Ottocento, con i residui feudali ancora presenti, a Contessa si diventava "mastru" dopo aver superato esami di capacità nel proprio campo. Non tutti -in verità- potevano diventare "mastru", serviva disponibilità economica, buone amicizie all'interno della corporazione, e pagare sia la tassa di esame che quella annuale d'esercizio.

Sempre durante il periodo feudale i "mastri" erano rispettatissimi dal punto di vista sociale. Costituivano una classe chiusa e non intendevano mai contaminarsi non i contadini, i pastori.... Nelle consultazioni civiche erano elettori e candidabili per la guida negli organi dell'Università locale (=il Comune).

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