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martedì 13 gennaio 2026

Valle del Belice: Gibellina

La Valle del Belice è una
splendida area della 
Sicilia occidentale, segnata
dal devastante terremoto
del 1968 che distrusse e
danneggiò tanti paesi.
La nuova Gibellina e’
rinata grazie ad un progetto
di rinascita artistica  unica
al mondo. Con Gibellina
nuova e’ diventata un
museo a cielo aperto di
arte contemporanea e
la “vecchia” Gibellina
trasformata nel
monumentale e 
Inquietante Creto di
Alberto Burri, simbolo
di memoria e Land
Art.










Gibellina, ecco il futuro: Mostre, residenze, laboratori: la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea.

*  *  *

Il prossimo 15 gennaio. Una data spartiacque per Gibellina: in quel giorno cade l’anniversario del sisma che 68 anni fa ne cambiò il volto per sempre. «È un gran privilegio per una piccola cittadina del sud Italia — ha aggiunto il sindaco del centro in provincia di Trapani, Salvatore Sutera —. Ma è anche un’occasione di rilancio contro lo spopolamento degli ultimi venti anni e un’opportunità per generare nuove energie per i giovani. In quest’ottica confidiamo che dopo questa grande sfida del 2026, il governo regionale e quello centrale rinnovino il loro sostegno perché Gibellina possa continuare a crescere».

Cinque le aree direttrici lungo le quali si dipanerà il percorso artistico e culturale del prossimo anno: 

===le mostre, 

===le residenze, 

===le arti performative, 

===l’educazione 

===e la partecipazione,

=== e infine i simposi, 

===le conferenze 

===e le giornate di studio. 

   L’illustrazione nel dettaglio di quanto accadrà è affidata ad Andrea Cusumano, direttore artistico di Gibellina 2026 che tra tanti cita per esempio le videoinstallazioni di Masbedo e Adrian Paci nello spazio del teatro di Pietro Consagra, la grande mostra del Mediterraneo, i prisenti, drappi processionali realizzati da grandi artisti, o l’installazione del francese Philippe Berson, ma anche Domestic displacement e Circle of life di Richard Long. 

    Nella città in cui il Grande Cretto di Alberto Burri scolpisce nell’eternità del marmo bianco i confini — anche stradali — della distruzione trasformandola in un’opera d’arte, o l’incompiuto teatro Consagra diventa una scultura vivente in calcestruzzo, in cui convivono il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes con la Montagna di Sale di Mimmo Paladino, troveranno spazio poi musica, cinema, teatro e performance artistiche di protagonisti della scena nazionale e internazionale, come Regina Josè Galindo ed Emilio Isgrò. 

   Giovani artisti, studenti e comunità cittadina saranno invece i protagonisti delle residenze, che troveranno spazio nella sede della Fondazione Orestiadi e nell’ex chiesa di Gesù e Maria, restaurata e riaperta per l’occasione, come pure di laboratori e progetti, mentre le università, dalla Luiss alla Sapienza, dall’Accademia delle Belle arti di Venezia a quella di Palermo, daranno vita a dibattiti sull’arte contemporanea.

   «Il programma delle attività valorizzerà il Mediterraneo, l’arte femminile, gli artisti siciliani viventi — ha aggiunto Cusumano —. Ci sarà spazio per un richiamo a L’Aquila, altra città che ha vissuto la stessa lacerante ferita del terremoto nel 2009 e che nel 2026 sarà Capitale italiana della cultura, ma anche per la musica, con il premio Merz e la nascita dell’orchestra filarmonica».

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