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| L’Umanesimo del Cinquecento rappresenta la fase di piena maturità del movimento culturale nato nel secolo precedente, evolvendosi nel Rinascimento. E’ il tempo in cui l’attenzione si sposta dalla riscoperta dei testi classici alla definizione di nuovi modelli di comportamento, lingua e arte. La riflessione politica Si passa dall’utopia al realismo. Nicolò Macchiavelli ne Il Principe separa per la prima volta la politica dalla morale, analizzando la verità effettuale delle cose. |
Con la modernita’
l'attenzione si sposta dalla riscoperta dei testi classici alla definizione di nuovi modelli di comportamento, di lingua e di arti,
All’alba della modernità, ossia dalla scoperta dell’America (1492), o se si vuole dal crollo dell’Impero Romano d’Oriente (1453), o ancora, se si vuole dalla Riforma luterana (1517) inizia l’Era Moderna. Si impone un nuovo ordine mondiale e si verifica un taglio (più o meno netto, in relazione alle varie realtà territoriali) col Medio Evo. Si era proprio all’alba della Modernità quando i primi arbereshe cominciarono ad approdare nel Sud Italia e in Sicilia.
L’Umanesimo, movimento culturale, filosofico e artistico nato in Italia tra il XIV e il XV secolo, ha posto l'uomo al centro dell'universo (antropocentrismo) anziché Dio, valorizzando le sue capacità intellettuali e la sua dignità di artefice del proprio destino, attraverso la riscoperta dei classici greci e latini, la nascita della filologia e un nuovo approccio alle "umane lettere" (letteratura, retorica, filosofia, storia) per formare un individuo completo e virtuoso, aprendo la strada al Rinascimento pone l’uomo al centro e la scienza inizia a separarsi dalla teologia. Questi nuovi fenomeni sociali e culturali non diventano però uniformemente realtà ovunque.
Si formano più o meno diffusamente monarchie nazionali con un potere centrale, un esercito e un’amministrazione in qualche modo centralizzata, segnando la fine del regime feudale.
La filosofia moderna (Cartesio) pone il soggetto pensante al centro, mentre l'Illuminismo esalterà la ragione come strumento di conoscenza e liberazione. Anche queste nuove realtà, in Sicilia, diventeranno compiute molto, ma molto più tardi.
Per il procedere storico-culturale che sul blog ci siamo proposti, riterremo, ai nostri fini, come inizio dell’Era Moderna il 1500. Allora solamente in poche realtà territoriali si era cominciato a registrare, prevalentemente nelle chiese, i decessi ed i matrimoni all’interno di ciascuna comunità. Rappresento’ infatti eccezionalità storica il rinvenimento in alcune località europee di pochissimi registri parrocchiali datati dalla metà del 1200.
Lungo tutto il Medio Evo non risulta in nessun territorio che sia stato svolto un censimento della popolazione; una pratica che invece periodicamente veniva eseguita fino alla caduta dell’Impero Romano d'Occidente. Anche allora il fine del censimento più per conoscenza demografica aveva due finalità precise: 1) natura fiscale 2) arruolamento militare.
(Segue)
Nota: l’intero periodo della Modernità contiamo di doverlo esplorare ampiamente e pure profondamente. Il fine è quello di cogliere senso e fine dell’umanità entro cui siamo ancora immersi nel corso della attuale contemporaneità.

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