Ancora sull’antico mondo greco (mitologia). Esiodo era figlio di contadini e contadino egli stesso. La terra che egli arava in prima persona gli era avara, ingrata, gelida d’inverno e arroventata d’estate. Gli storici, sulla base dei suoi scritti, ritengono che sia vissuto nel settimo secolo a.C., più o meno all’alba della civiltà greca. Nel suo testo Le opere e i giorni, riporta un insieme di consigli rivolti al fratello Perseo, che gli aveva sottratto la parte di eredità dei genitori e lo richiama al lavoro e alla correttezza del vivere. Nel testo Esiodo attribuisce il comportamento scorretto del fratello a Pandora, la compagna appunto del fratello.
Nel testo della Teogonia Esiodo racconta come egli interpretava l’origine del mondo: in origine c’era il caos, poi da quel caos spunto’ Urano, il dio del Cielo, e Gea, la dea della Terra che, sposandosi, procrearono i Titani, mostri con cinquanta teste e cento mani. Urano nel vedere quelle bruttezze, perdendo la pazienza li mandò al Tartaro (come dire ..all’Inferno). Gea, possedendo comunque un cuore di madre organizzo’ con i figli una atroce vendetta affidata, per l’esecuzione a Cromo, che nella notte smembro’ e butto’ a mare l’organo del padre. Dalle stille di sangue nacque una Furia e dall’organo smembrato Afrodite. Cromo prese conseguentemente il ruolo di governo del padre e sposò sua sorella Rea. Avendo saputo che egli sarebbe stato spodestato da uno dei suoi figli, per premunirsi egli li divorò tutti, tranne uno, che salvato dalla madre diventerà il Zeus, colui destinato a deporre Cromo.
E’ ovvio che di allegoria si e’ trattato; la realtà storica è che Zeus sarà il Dio della successiva civiltà greca, quella che spodestò la prima popolazione pelasgica dell’area dell’Egeo. Esiodo non fu che un successore di Omero, sicuramente meno lirico, che tratteggio’ la miseria di quei lontani millenni.

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