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venerdì 16 gennaio 2026

Il Lavoro (5)

Con l’avvento della Repubblica 
l’aspetto fortemente innovativo,
sta nell’aver posto il lavoro
alla base della stessa convivenza
civile, considerandolo
l’elemento fondamentale per
 i singoli e la collettività. Il lavoro
non è più una merce, come
fino ad allora veniva di fatto
considerato, ma un valore
primario, un diritto, fonte di
dignità e realizzazione
dell’individuo.





  Il comparto lavoristico in Italia

Sfogliando certi giornali, quelli orientati a Sinistra, e’ frequente imbattersi in alcuni termini, espressioni o rappresentazioni caratterizzanti una certa realtà lavorativa non proprio conforme alla vigente legislazione sul lavoro. Contiamo di soffermarci di tanto in tanto sul blog su queste specifiche espressioni e comunque, contiamo di snocciolare l’intero comparto lavoristico vigente nel nostro Paese.

Economia Sommersa vuole fotografare quell’insieme di attività del mondo produttivo svolte, però, contravvenendo alle norme fiscali e contributive al fine di ridurre  i costi di produzione (e frequentemente per non intenzionalmente imbattare negli adempimenti burocratici connessi). 

Dal sommerso economico così definito vanno tenute distinte le attività illegali  e la produzione del settore informale.

 Le attività illegali sono sia quelle di produzioni di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle attività che, pur essendo legali, sono svolte da operatori  non autorizzati (per esempio, l’aborto eseguito da medici non autorizzati). 

Si dicono attività informali quelle produttive legali svolte su piccola scala, con bassi livelli di organizzazione, con poca o nulla divisione fra capitale e lavoro, con rapporti di lavoro basati su occupazione occasionale, relazioni personali o familiari in contrapposizione ai contratti formali.

… … …

La Cornice Costituzionale sul Lavoro (in Italia)

Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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