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lunedì 5 gennaio 2026

La cultura nel XX Secolo fino ai nostri giorni (2)

Nascono le società scientifiche
La Cultura va vista non solo 
come produzione di contenuti
 artistici, ma come motore di 
sviluppo sostenibile, coesione 
sociale e innovazione
, integrando 
territorio, imprese e cittadini per 
costruire consapevolezza 
condivisa, dialogo interculturale 
e partecipazione attiva, 
attraverso processi creativi e 
l'uso dello "smart power" della 
bellezza e dell'identità locale in 
un contesto globalizzato ma 
attento alle specificità’.

Cultura non è solo un accumulo di 
sapere o patrimonio artistico, ma 
un motore di sviluppo e 
cambiamento
, un diritto 
fondamentale
 e uno strumento
 di coesione sociale che integra 
ambiente, tecnologia e comunità, 
promuovendo 
partecipazione 
attiva, consapevolezza condivisa 
e dialogo interculturale
 attraverso 
pratiche innovative e sostenibili, 
superando i confini tradizionali.









ed emerge un nuovo modo di scrivere la Storia.

Un fenomeno significativo che va sottolineato sin da prima di inoltrarci su ciò che intendiamo nella dizione “ cultura” e’ che sin dall’inizio del Novecento si è imposto un modo nuovo di scrivere la Storia dell’Umanita’. Prima di allora la descrizione e le analisi  delle società estranee al mondo occidentale europeo o europeizzato non erano entrate nella vicenda storica delle nazioni europee.

L’interesse degli storici dell’Europa occidentale, del Medio Oriente, della Cina e dell’Asia meridionale islamizzata era stato rivolto, fino ad allora, alla vicenda storica delle grandi dinastie, alle guerre, alla glorificazione di ciascun proprio Paese.

Mai attenzione era stata posta sulle fasce sociali subalterne, ne’ mai queste sono state tratteggiate come protagoniste di eventi mondiali o delle società a cui appartenevano. Nel migliore dei casi venivano citate marginalmente in occasione di rivolte immediatamente represse.

I primi studi di etnografia (=branca delle scienze sociali (antropologia, sociologia) che studia e descrive dettagliatamente le culture e i popoli attraverso la ricerca sul campo, dove il ricercatore si immerge nella vita quotidiana di una comunità per un periodo prolungato, osservando, partecipando e raccogliendo dati (interviste, manufatti, testimonianze) per comprendere costumi, credenze, lingue e pratiche sociali, producendo una narrazione descrittiva che funge da base per teorie più ampie) risalgono appunto all’inizio del XX secolo con l’emergere di analisi di società che mai prima erano state inserite nella vicenda storica ufficiale.

Gabriella Gribaudi (professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Napoli Federico II) commentando il libro di Anton Blok sulla situazione sociale novecentesca di Contessa Etentellina scrive: (Blok è stato forse il primo antropologo ad addentrarsi nella storia di un secolo, usando fonti dirette cui ha applicato la particolare sensibilità dovuta alla disciplina in cui si era formato. Egli era approdato alla storia attraverso il lungo dibattito che percorse gli anni sessanta e che ebbe al centro la critica ai modelli funzionalisti e strutturalisti, considerati inadeguati ad esprimere le dinamiche delle trasformazioni sociali).

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Con questa prima pagina abbiamo provato a tratteggiare senso e profilo su ciò che intendiamo approfondire esplorando il mondo della “cultura”.


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