Il nuovo, giovane Vescovo, nel corso dell’omelia ha rimesso in moto, così ad alcuni e’ sembrato, sentimenti di ripresa e volontà nella ripresa ed estensione del ruolo della Chiesa eparchiale che da ormai qualche decennio è stata “retta”, o meglio non retta, da anziani, estranei e palesemente disinteressati prelati su quelli che sarebbero, dovrebbero essere, i ruoli di una Chiesa di rito bizantino nell’Occidente romano. Non solo i ruoli religiosi, ma anche quelli ordinarissimi e istituzionali minimi.
La fiducia di alcuni, fedeli e non, sulla ripresa del ruolo sia religioso che più estesamente culturale nelle aree su cui insiste il ruolo eparchiale, e’ sembrata apparentemente cresciuta, essendo stata posta finora grande attesa nella ripresa del ruolo della Chiesa. Il Vescovo ha assicurato impegno e sopratutto presenza del ruolo della Eparchia nel tessuto sociale e comunitario e verosimilmente e’ sembrata visibile pure la fiducia comunitaria che, da parte sua, conta anche sull’apporto della Chiesa sul risveglio umano e sociale del territorio su cui, ormai la popolazione anziana prevale abbondantemente su quella delle fasce giovanili.

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