Eppure assistiamo ad uomini pubblici, in Italia, che tifano per gli Ayatollah e per i Maduro.
Pare che la Storia, quella con la “S” maiuscola si sia rimessa in movimento. Stranamente cogliamo che in Occidente, negli USA in particolare, ma non solo li’, mentre un autocrate vorrebbe mettere il bavaglio alla “democrazia” quasi a volerci fare intendere che il procedere storico stia per deragliare, ecco che milioni di iraniani mostrano di essere disposti a dare la vita, anzi, la stanno dando, pur di condividere le nostre conquiste:
=libertà,
=benessere,
=tolleranza.
=diritto delle donne di sciogliersi i capelli e accendersi una sigaretta in pubblico,
=dei giovani di baciarsi per strada e ascoltare la musica che gli pare,
=dei padri di famiglia di non morire di fame perché il governo spende le sue risorse in missili per alimentare una rivoluzione globale, e poi non riesce a difendere più nemmeno i propri cieli.
Il comportamento degli ayatollah ha spinto persino la gente a inneggiare invece alla monarchia e al ritorno del figlio del Pahlavi, esule negli States.
Tanti politologi, in Italia e non, dovrebbero riflettere.

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