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mercoledì 7 gennaio 2026

Bonus e benefici per i giovani (insufficienti ma …)

I benefici economici per i
giovani in Italia includono 
incentivi 
per l'avvio d'impresa (bonus 
500€/mese per under 35), 
sgravi contributivi per le 
assunzioni, 
agevolazioni per l'acquisto della 
prima 
casa (Bonus prima casa 
under 36), ….











 Cultura, studio, lavoro, sport: un elenco di misure che  nelle intenzioni del governo di centro-destra guidato da Meloni vorrebbe attenuare alcuni costi dell’ingresso della nuova generazione nella vita adulta, senza però sciogliere il nodo di fondo, ovvero quello di una generazione che di fatto viene chiamata a finanziare un sistema che, sul fronte pensionistico, promette molto meno di quanto ha garantito a chi finora l’ha preceduta. La visione dei governi sociali a guida centro-sinistra pare sia ormai un ricordo.

La novità più visibile è il Bonus Valore Cultura, che dal 2027 sostituirà le precedenti carte destinate ai diciottenni. E’ rivolto ai giovani che conseguono il diploma entro i 19 anni e verrà assegnato l’anno successivo. La dotazione è di 180 milioni di euro annui e potranno essere utilizzate per libri, biglietti per cinema e teatri, abbonamenti a quotidiani e periodici (anche digitali), musica, strumenti musicali, ingressi a musei e mostre, oltre a corsi di lingua, teatro, danza o musica. Si tratta di sostegni che non concorreranno alla formazione del reddito e non rileveranno ai fini Isee. L’impostazione è chiara: promuovere l’accesso alla cultura in modo più ordinato rispetto al passato. Resta un limite: il beneficio arriverà dopo il diploma.

Diverso l’intervento sui libri di testo per le scuole secondarie di secondo grado. Dal 2026 viene istituito un fondo da 20 milioni di euro annui, da ripartire tra i Comuni, per contributi destinati alle famiglie con Isee fino a 30 mila euro. I fondi serviranno a coprire le spese per l’acquisto dei testi scolastici, anche in formato digitale, a condizione che non siano già stati ottenuti altri sostegni per la stessa finalità. Modalità e criteri di accesso saranno definiti da un decreto interministeriale.

C’è poi il capitolo occupazione che punta sulla decontribuzione per le assunzioni stabili nella Zes unica del Mezzogiorno. Le risorse stanziate sono rilevanti: 154 milioni di euro nel 2026, 400 milioni nel 2027 e 271 milioni nel 2028. L’obiettivo è incentivare contratti a tempo indeterminato – o la trasformazione di quelli a termine – attraverso un esonero parziale dei contributi previdenziali per un massimo di 24 mesi, con particolare attenzione a giovani e donne svantaggiate. Anche in questo caso, l’impatto dipenderà dalle regole applicative e dalla capacità di tradurre l’incentivo in occupazione stabile e di qualità.

Per gli universitari arriva il rifinanziamento dell’Erasmus italiano, con 3 milioni di euro per il 2026. Le risorse serviranno a garantire continuità alle borse di studio, sostenere la mobilità tra atenei e favorire la realizzazione di percorsi formativi innovativi. Una misura meno visibile rispetto ai grandi programmi europei, ma strategica per contrastare i divari territoriali e favorire la circolazione delle competenze all’interno del Paese.

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