Culture alte e culture dominate
Donna eschimese con il
figlio in una foto del 1903.
Agli inizi del XX secolo
prese il via l’interesse per
i gruppi umani che fino
ad allora avevano occupato
uno spazio marginale
nella storiografia.
Fino allo scorso secolo, lo abbiamo evidenziato nella pagina precedente, non esistettero conoscenze antropologiche sulle comunità “ristrette” sul modello della nostra Contessa Entellina. Fu Anton Blok, uno studioso olandese, a fotografare la realtà strutturata del nostro centro, che peraltro rispecchiava il quadro umano della Sicilia Occidentale. Gli studi antropologici in più parti dell’Europa erano iniziati già dopo la scoperta dell’America e ancor più in seguito, dopo i viaggi di James Cook in Polinesia patrocinati allora dalla Royal Society britannica. Da questa fase storica iniziarono a svilupparsi gli archivi storici che ancora oggi offrono numerose informazioni, se si vuole di parte, sulle culture dominate dalle potenze coloniali o comunque dominanti.
L’accumularsi delle informazioni antropologiche dall’Ottocento in poi ha fatto sorgere nelle principali città europee varie “società scientifiche” con la missione, quantomeno apparente, di studiare le società del tempo andato, cioè le comunità e le culture poste sotto l’egida del governo imperiale britannico.
L’approccio allo studio di questi gruppi era influenzato dal paradigma scientifico del tempo, il darwinismo, allora orientato prevalentemente allo studio dell’evoluzione di pratiche culturali specifiche o della cultura umana nel suo complesso.
Un esempio: i primi teorici delle scienze umane (oggi diremmo l’antropologia) iniziarono a studiare fenomeni come l’evoluzione di forme specifiche di matrimoni o di parentela, dato che il passaggio dal matriarcato al patriarcato o viceversa rappresentava un interesse comune, e si riteneva che entrambe fossero probabilmente precedute da una promiscuità primitiva, che costituiva una comprensibile ossessione del periodo vittoriano.
= = =
(Sull’antropologia del primo novecento procederemo e probabilmente comprenderemo molti aspetti del vivere trascorso e di quello corrente).
Nessun commento:
Posta un commento