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sabato 31 gennaio 2026

Niscemi, il paese a rischio

Sono allo stato attuale
1500 gli sfollati di
Niscemi, su una 
popolazione di 25
mila.

Capita in Sicilia
 Il responso di Ciciliano, capo della Protezione Civile,  dopo il sopralluogo è netto: «La situazione è particolarmente complessa  e bisogna essere onesti: anche le case integre prospicienti sull'orlo della frana non potranno più essere popolate e dunque bisogna fin da subito pensare ad una delocalizzazione definitiva»

 L'intero costone su cui è appoggiato il centro abitato di Niscemi si sta muovendo, mettendo a repentaglio la stabilità di decine di costruzioni. Come è noto le persone costrette ad abbandonare la loro abitazione sono già 1.500 e per la protezione civile sono destinate ad aumentare. I tecnici hanno compiuto un sorvolo dell'intera area, ricognizione che ha permesso di vedere tutte le fratture che attraversano la collina e la piana sottostante. La frattura si è allargata di un chilometro in una sola notte mentre l'altezza del costone è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. Si stata anche valutando di estendere la zona interdetta da 100 metri dal costone fino a 150.

Il consiglio dei ministri ha stanziato i primi fondi per l'emergenza; per gli sfollati  sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.  La procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell'ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone.


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