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La migrazione di massa fenomeno dalla Sicilia è un storico e attuale, caratterizzato da grandi ondate migratorie verso Americhe ed Europa, spinte da crisi agrarie, povertà e mancanza di opportunità, soprattutto tra la fine del 1800 e il 1900, con una recente ripresa dell'esodo giovanile dovuta a disoccupazione e crisi economica, facendo perdere alla regione capitale umano qualificato. |
Contiamo di entrare sull’assetto lavoristico italiano nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, però ci proponiamo di riportare, per iniziare a familiarizzare, alcuni termini e alcuni assetti che caratterizzano la realtà del nostro Paese (l’Italia).
Lavoro, (dal latino labor, parola che ha anche il significato di sofferenza, e affanno). In termini molto generale, si può definire com l’applicazione di energie umane, fisiche e intellettuali, alla trasformazione di risorse naturali allo scopo di soddisfare bisogni.
Nel tempo la nozione di lavoro ha subito profonde trasformazioni associate all’evoluzione dei rapporti sociali e all’innovazione tecnologica. Nelle società dei nostri giorni, per lavoro, intendiamo l’attività retribuita finalizzata alla produzione di beni e servizi. Oggetto prevalente del diritto del lavoro, nei corsi universitari, e delle scienze sociali è stato storicamente il “lavoro dipendente”.
L’introduzione sempre più diffusa e capillare dell’informatica nel ciclo produttivo ha sostituito in misura crescente il lavoro come fatica fisica e come applicazione diretta alla natura con l’elaborazione di informazioni. Di conseguenza, i profili delle prestazioni lavorative di sono fatti più fluidi e flessibili. Nello stesso tempo l’idea di lavoro legata a ruoli fissi e a mansioni permanenti ha ceduto il passo all’invenzione di percorsi lavorativi molteplici e differenziati.
Iniziare un percorso (che contiamo dovrà investire per intero il mondo del lavoro) su questo aspetto della vita umana (il lavoro) non può che riportarci subito indietro di pochi decenni. Sembrano passati secoli o comunque parecchi decenni, se pensiamo certi duri dibattiti televisivi e non sul precariato, sul lavoro che manca e sulle colpe attribuibili a questo o a quel governo (o partito) per il peggioramento delle prospettive occupazionali e di carriera di vaste aree di popolazione.
E’ appunto da ciò che ci è capitato di vivere nelle nostre aree del Sud, dalle generazioni dei nostri nonni che emigravano verso le Americhe e dei nostri padri che emigrarono in Germania, Svizzera e Francia che intendiamo iniziare il percorso sul mondo del lavoro.

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