2026: La società liquida
Cosa ci fa riflettere, o meglio ci induce a riflettere sulla società dei nostri giorni? Sicuramente la frenesia di tanti, la loro iperconnessione, ossia la frequente connessione nel mondo digitale e la fluidità delle relazioni, che poi significa la scomparsa della vera amicizia.
Come non accorgersi della crisi di valori, della accentuata ricerca della felicità materiale, quella cioè che serve solo per essere esibita, e come non accorgersi del disinteresse per la comunità il cui governo passa -in simile contesto- agli sciacalli?, con un forte impatto e conseguenze negative sopratutto su giovani e individui in cerca di senso?
Quello di “società liquida", è un concetto introdotto da Zygmunt Bauman,
(Poznań, 19 novembre 1925 – Leeds, 9 gennaio 2017; è stato un sociologo, filosofo e saggista polacco naturalizzato britannico) con cui si vuole porre attenzione e descrivere un'epoca, la nostra, di profonda incertezza, in cui le strutture sociali, i valori e i legami umani sono diventati fluidi, precari e mutevoli. L'individualismo estremo prevale, trasformando la società in un consumismo di relazioni e beni, dove tutto è temporaneo e facilmente sostituibile, creando insicurezza e fragilità. La società liquida dei nostri giorni offre sicuramente libertà, ma a un prezzo elevato: la perdita di punti di riferimento stabili e la necessità di una costante autoaffermazione. I legami sono diventati "connessioni" veloci, facili da stabilire ma altrettanto facili da interrompere (virtualizzazione dei rapporti). L'amore e l'amicizia tendono a essere strumentali, basati sulla convenienza piuttosto che sulla stabilita’. L'identità non è più definita una volta per tutte, ma è frammentata e costruita nel momento, richiedendo un adattamento perpetuo.
La società liquida offre libertà, ma a un prezzo elevato: la perdita di punti di riferimento stabili e la necessità di una costante autoaffermazione.
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