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giovedì 1 gennaio 2026

Anno nuovo, riflessioni nuove

Privacy e tutela dei dati
riguardano il 
diritto
fondamentale di controllare
 le proprie informazioni
personali, con la
privacy che si concentra
sulla riservatezza della
sfera intima,
mentre la protezione dei
dati (data protection)
(
regolata
dal GDPR in Europa) si 
focalizza sulla raccolta,
uso, archiviazione e
protezione sicura di
tali dati, stabilendo
principi come liceità,
trasparenza e 
Minimizzazione. Questo
include l’obbligo per
aziende e organizzazioni 
di informare gli utenti
(tramite informmativa
privacy) e di proteggere
attivamente i dati da
accessi non autorizzati,
garantendo diritti agli
individui, come 
l’accesso e la rettifica.
 

Intelligenza artificiale.

L’Europa punta alla tutela dei dati, gli USA

molto meno 

Nel tempo che stiamo attraversando il pensiero, le riflessioni e la filosofia di vita che ci  guidano, al loro interno, si compongono di  diverse correnti di pensiero: 

1) dalla convinzione (e speranza) che uno sviluppo non regolamentato dell'intelligenza artificiale porterà a una tecno-utopia in cui le macchine guariranno dalle malattie 

2) alla convinzione (e speranza di taluni Trump-putiniani) che l'intelligenza artificiale distruggerà la democrazia e inaugurerà un mondo in cui un numero esiguo di signori che controlla la tecnologia governerà il mondo. 

Le diverse prospettive inevitabilmente hanno contribuito a culture normative estremamente diverse in materia di tecnologia negli Stati Uniti e nell'Unione europea nel corso del XX e XXI secolo. E’ ormai lontano il tempo della compattezza di cultura, visione e prospettiva fra le due sponde dell’Atlantico.

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell'Ue (Gdpr), la legge sulla privacy entrata in vigore nel 2018, sancisce un diritto alla privacy che non esiste negli Stati Uniti e limita la capacità delle aziende tecnologiche di raccogliere dati e monetizzarli, il che ha avuto enormi ripercussioni sulla capacità delle aziende tecnologiche di crescere in Europa». 

Il recente Artificial Intelligence Act, entrato in vigore nell'Ue il 1° agosto 2024, «rappresenta il tentativo più completo in Europa di frenare le aziende di intelligenza artificiale che non agiscono nel migliore interesse pubblico. In gran parte, la legislazione riguarda la riduzione del danno. Crea categorie di rischio per le applicazioni di intelligenza artificiale – da "minimo" a "inaccettabile" (queste ultime applicazioni sono vietate) – e obbliga la maggior parte delle aziende di intelligenza artificiale a essere più trasparenti sul proprio funzionamento».

Negli USA, nella Silicon Valley (ma anche per taluni imprenditori e investitori europei ) questo «principio di precauzione» è una zavorra che frena il progresso e meglio sarebbe che i governi intervenissero a posteriori, per raddrizzare eventuali storture, ed evitare di ritrovarci ad un punto in cui rimediare ai danni fatti diventa impossibile. L80% degli americani ritiene necessario mantenere regole per la sicurezza dell'AI e la protezione dei dati, anche se ciò significa sviluppare le capacità dell'AI a un ritmo più lento».

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