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| Privacy e tutela dei dati riguardano il diritto fondamentale di controllare le proprie informazioni personali, con la privacy che si concentra sulla riservatezza della sfera intima, mentre la protezione dei dati (data protection) (regolata dal GDPR in Europa) si focalizza sulla raccolta, uso, archiviazione e protezione sicura di tali dati, stabilendo principi come liceità, trasparenza e Minimizzazione. Questo include l’obbligo per aziende e organizzazioni di informare gli utenti (tramite informmativa privacy) e di proteggere attivamente i dati da accessi non autorizzati, garantendo diritti agli individui, come l’accesso e la rettifica. |
Intelligenza artificiale.
L’Europa punta alla tutela dei dati, gli USA
molto meno
Nel tempo che stiamo attraversando il pensiero, le riflessioni e la filosofia di vita che ci guidano, al loro interno, si compongono di diverse correnti di pensiero:
1) dalla convinzione (e speranza) che uno sviluppo non regolamentato dell'intelligenza artificiale porterà a una tecno-utopia in cui le macchine guariranno dalle malattie
2) alla convinzione (e speranza di taluni Trump-putiniani) che l'intelligenza artificiale distruggerà la democrazia e inaugurerà un mondo in cui un numero esiguo di signori che controlla la tecnologia governerà il mondo.
Le diverse prospettive inevitabilmente hanno contribuito a culture normative estremamente diverse in materia di tecnologia negli Stati Uniti e nell'Unione europea nel corso del XX e XXI secolo. E’ ormai lontano il tempo della compattezza di cultura, visione e prospettiva fra le due sponde dell’Atlantico.
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell'Ue (Gdpr), la legge sulla privacy entrata in vigore nel 2018, sancisce un diritto alla privacy che non esiste negli Stati Uniti e limita la capacità delle aziende tecnologiche di raccogliere dati e monetizzarli, il che ha avuto enormi ripercussioni sulla capacità delle aziende tecnologiche di crescere in Europa».
Il recente Artificial Intelligence Act, entrato in vigore nell'Ue il 1° agosto 2024, «rappresenta il tentativo più completo in Europa di frenare le aziende di intelligenza artificiale che non agiscono nel migliore interesse pubblico. In gran parte, la legislazione riguarda la riduzione del danno. Crea categorie di rischio per le applicazioni di intelligenza artificiale – da "minimo" a "inaccettabile" (queste ultime applicazioni sono vietate) – e obbliga la maggior parte delle aziende di intelligenza artificiale a essere più trasparenti sul proprio funzionamento».
Negli USA, nella Silicon Valley (ma anche per taluni imprenditori e investitori europei ) questo «principio di precauzione» è una zavorra che frena il progresso e meglio sarebbe che i governi intervenissero a posteriori, per raddrizzare eventuali storture, ed evitare di ritrovarci ad un punto in cui rimediare ai danni fatti diventa impossibile. L’80% degli americani ritiene necessario mantenere regole per la sicurezza dell'AI e la protezione dei dati, anche se ciò significa sviluppare le capacità dell'AI a un ritmo più lento».

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