Sicilia, miracolo quotidiano
del mondo visibile (Edith Wharton)
L’arte in Italia è un patrimonio vastissimo e influente, che spazia dalla Preistoria all'arte contemporanea, con picchi di splendore nel Impero Romano, nel Rinascimento (con Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello), e nel Barocco (Bernini, Borromini), fino alle correnti moderne e contemporanee come il Futurismo e il Divisionismo, caratterizzate da una ricerca formale e un forte legame con la storia nazionale. L'Italia possiede il più grande patrimonio culturale al mondo, con innumerevoli musei, siti archeologici e chiese, fungendo da riferimento artistico per l'Europa e il mondo.
Nella svolta che da qualche tempo stiamo imprimendo al blog ci piace avviare pagine dove raccontiamo il rapporto stretto che esiste fra “arte” e “territorio” nel nostro Paese (l’Italia) su cui insiste il 40% del patrimonio artistico mondiale.
Con la guida di un amico, contessioto, per qualche tempo ci proponiamo un giro per la Sicilia per raccontare delle decine, forse centinaia di monasteri, di capolavori dell’arte medievale, che insistono nella nostra Isola. In pratica dei tanti monumenti alla maniera di Santa Maria del Bosco che non godono dell’interesse dei tanti politicanti, se non per svolgervi le manifestazioni a sfondo promozionale personale e poi passare ad altri articoli.
Ci proponiamo sul blog di evocare le civiltà collinari e montane che tratteggiano, anzi disegnano, il paesaggio della nostra Isola con le “preziose” testimonianze del genio umano.
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L'arte e la cultura siciliana si sostanziano in un ricco mosaico di influenze mediterranee (Greci, Romani, Arabi, Normanni, Spagnoli), che si manifestano in un patrimonio immenso che spazia da antichi templi (Valle dei Templi) e mosaici bizantini (Cappella Palatina), all'esuberanza del barocco siciliano (Val di Noto), fino a tradizioni popolari vivaci come l'Opera dei Pupi, il Carretto Siciliano e le ceramiche di Caltagirone. Autori come Pirandello, Sciascia e Tomasi di Lampedusa hanno celebrato questa terra, nota anche per i suoi paesaggi iconici come l'Etna e la Scala dei Turchi.
La stessa ritualità cristiano-bizantina in Sicilia, eredità della dominazione bizantina (VI-IX secolo) che sopravvive attraverso le comunità italo-albanesi (Arbëreshë) e fino a pochi decenni fa attraverso i monaci basiliani, si manifesta tuttora in chiese antichissime (come le tricore) e in celebrazioni liturgiche ricche di canti e simboli, specie a Pasqua (Pashkët) a Piana degli Albanesi e nella Martorana a Palermo oltre che nelle altre comunità arbereshe in provincia di Palermo, mantenendo viva la tradizione del rito greco-bizantino.

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