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Alberto Moravia, (Roma, 1907 – 1990), è stato scrittore, giornalista, saggista, reporter di viaggio e drammaturgo. È uno dei più importanti romanzieri italiani del XX secolo. Collaborò con giornali come La stampa, Corriere della sera e L’Espresso. Tra i suoi libri più noti e tradotti in tutto il mondo Gli indifferenti, La ciociara, La romana, Racconti romani e La noia. Nel 1952 venne insignito del premio Strega per I racconti, messi all’Indice. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film, tra i quali La ciociara di Vittorio De Sica, Il disprezzo di Jean-Luc Godard e Il conformista di Bernardo Bertolucci.
L’uomo come fine:
la profondità della contemplazione e la superficialità dell'agire
Per ritrovare un’idea dell’uomo, ossia una vera fonte di energia,
occorre che gli uomini ritrovino il gusto della contemplazione.
La contemplazione e’ la diga che fa risalire l’acqua nella diga.
Essa permette agli uomini di accumulare di nuovo l’energia
di cui l’azione li ha privati.
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Questa citazione, attribuita secondo alcuni ad Alberto Magno, ma comunque fatta propria da Alberto Moravia, sottolinea come la contemplazione sia essenziale per ricaricare l'energia umana, fungendo da "diga" che trattiene e accumula la forza vitale, prosciugata dall'azione frenetica che caratterizza i nostri giorni, permettendo così di riscoprire un'autentica idea dell'essere umano e una vera fonte di energia interiore, fondamentale per l'azione stessa. Per recuperare questa energia, è necessario riconquistare il piacere di fermarsi, riflettere, guardare e meditare (contemplare). L'analogia con la diga è chiara: l'azione (l'acqua che scorre) consuma energia, mentre la contemplazione (la diga che blocca il flusso) permette di accumulare riserve d'acqua (energia).

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