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sabato 17 gennaio 2026

Mobilità umana: migrazione ed immigrazione (10)

Tutto cominciò con i flussi verso le Americhe (USA e Sud America) 
La migrazione secolare
dalla Sicilia è un
fenomeno complesso,
caratterizzato da
onde di emigrazione di
massa (soprattutto verso
Americhe e Nord Europa)
dalla fine del 1800, spinte
da povertà, crisi agricola e
ricerca di opportunità, ma
anche da flussi storici di
immigrazione (Normanni,
Lombardi, Albanesi) e
migrazioni interne tra
campagne e coste, con
impatti duraturi su
demografia, cultura e
società siciliana, e una
ripresa recente di flussi
qualificati verso l'estero.

Ai nostri giorni:
Le nuove migrazioni
riguardano giovani
qualificati, laureati
verso Germania,
Svizzera, Spagna,
USA.








Viviamo una stagione difficile nella quale le terze, quarte e quinte generazioni, discendenti da emigrati siciliani, contessioti, vanno perdendo, anzi la gran parte, ha già perso ogni traccia di identità locale, di Contessa Entellina. Ci riferiamo all’emigrazione della seconda metà dell’Ottocento in direzione di New Orleans, ma in termini meno assoluti si può pure dire del flusso migratorio in direzione del Nord Europa iniziata dalla fine degli anni cinquanta del Novecento in poi. Le generazioni attuali degli antichi emigrati nulla sanno della lingua, della parlata arbereshe, dei nostri costumi di vita, dei soprannomi che abbondantemente possedevano in passato i residenti nelle aree interne dell’Isola, nulla sanno della “Storia” e della vicenda umana sviluppatasi su questo territorio.

 Ad ogni tornata elettorale i nostri politici, chi più e chi meno, ci promettono di frenare quella fascia di migrazione che per motivi di lavoro si accinge, a migliaia, a lasciare la nostra Isola. Non solo i cosiddetti “cervelli in fuga” ma anche i nostri artigiani, operai e lavoratori generici. 

  Sull’emigrazione locale e non, si tratta per il blog di voler sistematicamente tracciare un quadro del fenomeno che segna ormai da due secoli la storia della nostra comunità locale, un tempo lungo forse più di quanto normalmente non si creda.  In anni trascorsi, abbiamo riportato sul blog l’episodio della migrazione forzata di alcuni carcerati locali, che in pieno regime borbonico furono ceduti al governo brasiliano per popolare quel territorio. Verosimilmente si trattò di una prima comunità contessiota nel nuovo mondo, in quanto con loro, al seguito, partirono pure i loro parenti più prossimi.

   Contessa, se non si pongono in campo iniziative appropriate rischia addirittura di annoverare fra qualche anno meno di mille residenti rispetto ai poco più di 1.400 anagraficamente attestati.

 Su questo tema della migrazione sul blog torneremo con molta frequenza e ci piacerebbe che la problematica diventasse di dominio pubblico e che a formulare impressioni, idee e proposte fossero -sull’argomento- in tanti, politici e no, giovani e anziani. Più gente si pone il problema migratorio e più consapevolezza, magari diversificata, si avrà del problema, che è, lo ripetiamo, problema comunitario. D’altronde la stessa emigrazione di ciascuno e’ connessa a tematiche e motivazioni molteplici e diversificate, proprio perché poliforme è l’emigrazione stessa.

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