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martedì 20 gennaio 2026

Proviamo a capire (1)

 Vita civica

I prossimi 22 e 23 marzo si voterà per il referendum sulla riforma della giustizia, voluta dal governo guidato da Giorgia Meloni. In cosa consiste questa riforma?

1. Giudice o pm, le strade sono separate. 
La modifica della riforma della giustizia interviene sull’articolo 104 della Costituzione: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», recita fin qui. Ora si aggiunge una frase: «Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente». Una magistratura, quindi, ma due carriere distinte, giudici e pm.

2. Il Csm cambia forma e si sdoppia. 
Per effetto della separazione delle carriere, si sdoppia anche il Consiglio superiore della magistratura. Uno sarà il Csm della magistratura giudicante, l’altro il Csm della magistratura requirente. I membri di diritto saranno, rispettivamente il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Non saranno più eletti, ma estratti a sorte: i membri laici, un terzo, da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune, i membri togati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, che avranno i requisiti che stabilirà una legge ordinaria successiva. Il mandato durerà quattro anni e i componenti uscenti non parteciperanno alla procedura di sorteggio successiva. 

3. Procedimenti disciplinari per le toghe. 
Un’altra novità introdotta dalla riforma della giustizia è l’istituzione dell’Alta corte disciplinare. A questo organismo sarà affidata appunto la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, che finora era competenza di una sezione del Csm, composta da 15 membri: 3 saranno nominati dal presidente della Repubblica, 3 saranno estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, 6 saranno estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti, come vent’anni di attività e l’esperienza in Cassazione, infine 3 saranno estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso dei medesimi specifici requisiti.

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