La Valle del Belice, protagonista sopratutto a Gibellina (Capitale Italiana dell’Arte contemporanea) in questi giorni, svolge un programma celebrativo della sua rinascita post-terremoto 1968, mentre si svolgeranno anche le celebrazioni per l'anniversario del sisma con momenti di memoria e riconoscenza per la ricostruzione. Il territorio della cittadina, ricco di arte e storia (come il Cretto di Burri a Gibellina), si conferma un esempio di resilienza culturale, con eventi che spaziano dall'arte all'enogastronomia, culminando in iniziative che coinvolgono la comunità e la memoria storica. Commemorazioni del tragico evento del gennaio ‘68 sono pure previste a Santa Margherita di Belìce e in altri paesi, con cerimonie dedicate alla memoria delle vittime e al riconoscimento delle figure chiave della ricostruzione, a cui noi contessioti di certo annoveriamo Francesco Di Martino.
L’intera Valle in un certo senso è ai nostri giorni -più o meno- un luogo dove arte contemporanea, architettura e sopratutto memoria storica si fondono, con opere, urbanistiche e fabbricati post-sisma, seppure non ovunque e non in tutti con pari sentimenti, se qui da noi, a Contessa Entellina, l’evento pare passi sotto tono. Eppure noi tutti residenti, fruiamo di abitazioni riedificate nel post terremoto ‘68 e abbiamo perso in quell’evento sismico un ottimo concittadino che per tanti di noi era un amico e per tutti era un concittadino: Agostino Merendino.

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