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domenica 19 aprile 2020

Alle radici del Cristianesimo

Ci proponiamo di dare alla pagina "Alle radici del Cristianesimo" un taglio diverso da quello usuale del recente passato. La pagina troverà una sua tipologia definitiva nelle prossime settimane.
Intanto per alcune domeniche proporremo dei testi di Pavel Florenskij, un pensatore geniale e originale del XX secolo. 
Sacerdote della Chiesa Ortodossa Russa fu fucilato nella notte tra il 7 e l'8 agosto 1937 su determinazione del potere sovietico.
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Il Timore di Dio
Sergiev Posad,   I.V.1918
Cristo è risorto!


1. Amore, amore, amore e ancora amore ... Ripetuta innumerevoli volte da quanti, innumerevoli anche loro, non si sono mai neppure accostati alla soglia della religione, questa parola piena di mistero ha perso ogni significato. Ma come un tessuto connettivo, si è andata accrescendo fino a riempire di sé tutta la sfera della coscienza religiosa degli uomini del nostro tempo. E privando così la religione di tutto il suo contenuto. A riempire questa parola sacra è ora una NON-RELIGIONE e il senso recondito di ogni discorso sull'amore è sempre, in maniera più o meno consapevole o semiconsapevole, un atto di ostilità nei confronti della religione. Questa evidentissima degenerazione del tessuto religioso sano trova oggi un riflesso proprio nei discorsi sull'amore. Sì, discorsi, perchè chi avrà mai l'ardire di accampare diritti sulla vita stessa dell'amore e non già di quell'altruismo umanitario alla base del quale stanno il successo, la vanità e l'orgoglio, o ancora il nervosismo e l'isterica angoscia davanti alla sofferenza? Ma, signori, se vogliamo parlare della religione, è necessario, almeno per il tempo di tali riflessioni, rigettare queste miserabili debolezze, e i "mi piace"-"non mi piace" della psicologia. E' necessario con sguardo coraggioso prepararsi  a fare esperienza della vita vera nella religione, " il cuore intrepido della Verità immutabile". L'apostolo Paolo viene raffigurato con una spada a doppio taglio: a suo dire, infatti, "la Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a Lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi Suoi e a Lui noi dobbiamo rendere conto" (Eb 4,12-13). E ancora: "La spada dello spirito è la Parola di Dio" (Ef. 6,17). Se è vostra intenzione portare dentro di voi "il cuore intrepido della Verità immutabile", siate forti! Ricordate chi è stato a parlare in modo particolare di amore ? L'apostolo dell'amore, del quale oggi celebriamo la memoria. E che è Figlio del tuono, "Boanerghes. Ha diritto a parlare di amore soltanto chi ha dentro di sé racchiuse le folgori di Perun. Quando a risuonare nelle vene è il rombo del tuono, quando a forgiare il nostro cuore sono i pesanti colpi dei martelli, quando a rompere la nostra flacidezza di creature sono i folgori e saette, solo allora c'è di cosa sostanziare l'amore. Non ha invece senso far discorsi sull'amore quando i tuoi giorni si trascinano senza forza "senza divinità, senza ispirazione". L'infusione dell'amore è data solo a chi si staglia sull'azzurro dell'etere con la nitidezza delle cime innevate. Ma per chi giace nelle paludi della depressione, tale infusione è una vana chimera. Amore, amore, amore...no, non amore! Ma piuttosto gelatina e pappa di semola. Certo non amore.

2 (segue)

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