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mercoledì 29 aprile 2020

Contessa E. e il territorio.

Santa Maria del Bosco -1-

Maria Antonietta Russo è dottore di ricerca in Storia Medievale. Nel 2000 ha organizzato un convegno internazionale di cui ha curato la pubblicazione degli atti "Giuliana e i Peralta tra Sicilia e Navarra" (2002). 

Secondo la predetta studiosa chiunque vuole risalire alla vicenda storica di Santa Maria del Bosco deve avvalersi del tabulario del monastero custodito presso l’Archivio di Stato di Palermo che è costituito da 719 pergamene e 18 documenti cartacei che abbracciano un arco cronologico compreso tra il XIII e il XVIII secolo.
Altra fonte imprescindibile è la cronaca di Padre Olimpio da Giuliana, abate del monastero (Padre Olimpio da Giuliana, Memorie antiche del monastero di Santa Maria del Bosco. Manoscritto del 1582 postillato da Torquato Tasso, a cura di A.G. Marchese, Ila Palma, Palermo-São Paulo, 1995). 

Alla ricchezza di notizie offerte dal tabulario e dalla cronaca, vanno aggiunti:
-M.R. Lo Forte Scirpo, Dietro la facciata del monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro: un esempio di utilizzazione di fonti archivistiche e librarie, 
-A.G. Marchese (a cura di), L’abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, tra memoria  e recupero. Atti del Convegno di Studi (Chiusa Sclafani e Santa Maria del Bosco, 17-18 aprile 2004), Provincia Regionale di Palermo, Palermo, 2006; 
-I. Mirazita, Il monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro e Corleone nel registro dell’amministratore Filippo de Livigni (secoli XIV-XV), 
- M. Neglia, Il tabulario del monastero di Santa Maria del bosco di Calatamauro,

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