TUTELA DEGLI ANIMALI
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Nel 1939, il Maremmano Abruzzese è stato riconosciuto come razza canina ufficiale dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI). Oggi è ampiamente diffuso in tutta Italia e nel mondo, anche nel territorio di Contessa Entellina.
Il Maremmano-Abruzzese cane socievole con le persone che conosce. Ama la compagnia degli uomini ed è molto intelligente.
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== Per l’uccisione di animali finisce l’impunità. La reclusione potrà arrivare a 4 anni nei casi più gravi, «se il fatto è commesso adoperando sevizie o prolungando volutamente le sofferenze dell'animale» con una maximulta fino a 60mila euro.
== Per il maltrattamento la riforma prevede fino a 2 anni sempre accompagnati dalla multa (fino a 30mila euro). Rischia fino a 2 anni e 30mila euro di multa anche chi «partecipa a qualsiasi titolo» a combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali.
== Le misure di prevenzione previste nel codice antimafia, tra cui, per esempio, la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e l’amministrazione giudiziaria di beni personali, saranno applicate anche a chi abitualmente organizza combattimenti tra animali o esercita il traffico di cuccioli.
== Per tutti i reati contro gli animali ci sono aggravanti generiche: se i fatti sono commessi, ad esempio, alla presenza di minori, nei confronti di più animali, se sono diffusi attraverso strumenti informatici e telematici.
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Riportiamo uno stralcio di articolo di Alessandro Sala,
ripreso dal Corriere della Sera
Gli animali per il nostro ordinamento sono ancora considerati «res», ovvero cose o oggetti. Da ieri, tuttavia, qualcosa è cambiato: l'approvazione definitiva della legge Brambilla che inasprisce le pene per chi li maltratta - arrivando per la prima volta a creare le condizioni per il carcere per chi si macchia delle azioni più spregevoli nei loro confronti - porta con sé anche una modifica che solo all'apparenza è secondaria o lessicale. Vale a dire il cambiamento del titolo del libro che, nel Codice Penale, raccoglie i reati che riguardano gli animali. Non sarà più «Dei delitti contro il sentimento umano verso gli animali», bensì «Dei delitti contro gli animali». Gli animali, insomma, diventano essi stessi soggetto e non più solo oggetto del diritto.
Questa variazione non ha un effetto giuridico immediato sullo status degli animali. Ma implica un cambio di prospettiva che non vede più al centro di tutto l'essere umano (motivo per cui prima si punivano i maltrattamenti e le uccisioni di animali, ovvero per la compassione che questi atti suscitavano in noi) ma vede gli animali essere considerati parte della società. In Parlamento abbiamo sentito tutte le forze politiche parlare di «esseri senzienti» in relazione agli animali e di «atto di civiltà» l'approvazione delle nuove norme. In sede di dichiarazione di voto Fratelli d'Italia si è spinta ad evocare Gandhi, evidenziando che «la civiltà di un popolo si vede dal modo in cui tratta gli animali».
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