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sabato 24 luglio 2021

Covid e prudenza. Impennata di nuovi positivi in Sicilia nelle ultime 24 ore

 Il Covid 19 registra in Sicilia nelle nelle ultime 24 ore 626 nuovi positivi a fronte di 13.735 tamponi processati. L'incidenza fa segnare un nuovo record di poco superiore al 4,5%.

La Sicilia passa al secondo posto per i nuovi contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 7.472 con un aumento di altri 569 casi. 

I guariti sono 56 mentre nelle ultime 24 ore si registra una sola vittima che porta il totale dei decessi a 6.024. Sul fronte ospedaliero sono 209 i ricoverati, 16 in più rispetto a ieri mentre in terapia intensiva adesso sono 27 i ricoverati, 6 in più 

Sul fronte del contagio nelle singole province torna in testa Ragusa con 175 casi seguita da Caltanissetta con 97, Agrigento 90, Palermo 83, Catania 63, Messina 43, Siracusa 32, Trapani 23, Enna 20.


Storia di Sicilia e della legalità. In breve

La Mafia 

(di Sicilia che operava pure a Contessa) 

Quando parliamo di "mafia" a cosa ci riferiamo?  

Sicuramente ad un complesso di organizzazioni  dedite alla criminalità e fra loro collegate. In origine (nella seconda metà dell'Ottocento)  essa era presente solamente nella parte occidentale della Sicilia. Possedeva un forte radicamento sociale perchè  germogliava e coltivava quasi scrupolosamente  l'aderenza alla cultura tradizionale locale (del territorio) e però sviluppava la contemporanea  connessione con il potere politico ed economico ossia con i latifondisti ed i notabili delle varie realtà.

Si trattava indiscutibilmente di criminali e tuttavia non perseguiti perchè in stretti rapporti con il potere politico ed economico del tempo.

 Il termine “Mafia” spunta per la prima volta nel 1863 in una commedia dialettale. Inizialmente identificava l’organizzazione criminale a stampo mafioso “Cosa Nostra”, che svolgeva ruoli importanti nelle vicende politiche dell’Italia post unitaria.

Per dirla in breve e senza giri di parole, in origine e quindi nel periodo che va dal 1860 al 1876 essa costituì il braccio armato della nobiltà feudale per la repressione di quelle che cominciavano ad essere le rivendicazioni dei contadini e del sorgente movimento socialista.

(Segue)

Grandi maestri

 La mafia

“La mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta.”

Leonardo Sciascia

scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d'arte e insegnante

1921 - 1989



Centri Comunali Raccolta. La regione finanzia 13 nuovi impianti in tutta l'Isola

 I C.C.R. supportano il servizio reso alla comunità cittadina per incrementare la raccolta differenziata, disincentivare l'abbandono abusivo dei rifiuti sul territorio comunale e agevolano anche il recupero del rifiuto.

Questi i 17 nuovi Centri, ai quali sono destinati quasi sedici milioni di euro: Casteltermini, Castrofilippo, Eraclea Minoa e Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento; Gela, Resuttano e Riesi, nel Nisseno; Piedimonte Etneo, Aci Catena e Palagonia, in provincia di Catania; Gagliano Castelferrato, nell’Ennese; Mazzarra’ Sant’Andrea, in provincia di Messina; Misilmeri, Contessa Entellina e Baucina, nel Palermitano; Acate, in provincia di Ragusa; Trapani. Questi i 13 Centri, invece, che verranno adeguati, ampliati o potenziati, con 5,2 milioni di euro: Menfi, Sciacca e Burgio, nell’Agrigentino; Butera, in provincia di Caltanissetta; Bronte, nel Catanese; Piazza Armerina, in provincia di Enna; Santa Lucia del Mela, nel Messinese; Termini Imerese e Cefalu’, in provincia di Palermo; Francofonte e Sortino, nel Siracusano, Modica e Pozzal

venerdì 23 luglio 2021

Recovery Plan. Le aziende stimolano la politica

 Tanti burocrati e politicanti aspettano i soldi del Recovery Plan. Ed in realtà quei soldi stanno smuovono sia politicanti che burocrati i quali sanno che perché quei soldi arrivino bisogna cambiare modi e tempi di funzionamento della burocrazia e, se Dio vuole si diceva una volta, pure della politica.

 Su cosa si sta lavorando?

Soprattutto in questa fase  ci sta attivando sullo snellimento delle procedure burocratiche, che potrebbero mettere a rischio la realizzazione degli interventi entro i ristretti e tassativi termini previsti dal piano.

A questo proposito oltre che la politica è in attività Sicindustria che sostiene: “Abbiamo di fronte una grande sfida: “Da qui al 2026 c'è un'occasione imperdibile, soprattutto per il Mezzogiorno. Abbiamo la consapevolezza che si tratterà, forse, dell’ultima possibilità che il Sud ha di colmare quel gap infrastrutturale che lo divide dal resto d’Italia attuando investimenti importanti che porteranno sviluppo e crescita per la nostra regione. Al fine, però, di raggiungere gli obiettivi fissati dal PNRR e ritenendo il confronto con gli stakeholder indispensabile, abbiamo ottenuto la disponibilità dell’Assessore Falcone alla costituzione di un tavolo permanente con associazioni di categoria e parti sociali seguendo il modello già adottato a livello nazionale”.

Il Siciliano. Nel dialogo di due scriitori dell'Isola

 «Con la Sicilia i miei rapporti sono di qualità schizofrenica. E tuttavia, più mi sforzo di sbucciarmi di dosso la pelle indigena e di promuovermi “totus europeus”, più tendo a ricucirmi dentro la mia terra e la mia civiltà».

Fu questa la risposta dello scrittore Bufalino ad un illustre intervistatore quando gli fu chiesto se fosse vero che all’interno del suo romanzo d’esordio Diceria dell’untore si potessero rintracciare grandi impronte di sicilianità. 

 L'intervistatore era Leonardo Sciascia e Bufalino ammette una verità dolorosa: essere siciliani è tutt’altro che facile. Spesso questa identità così forte e dannata comporta dubbi atroci, tentazioni di rinnegamento, disperate ricerche di risposte. È il cruccio del sentirsi – e in fondo dell’esserlo davvero – diversi, dell’essere destinati a percepire il mondo a modo nostro. Con ancora più forza, nel caso di uno scrittore.

Green pass. Dal 6 agosto servirà

Scatterà dal 6 agosto l'obbligo di Green pass per accedere a una serie di servizi e attività non essenziali. I prossimi quindici giorni sono un tempo fissato per consentire a chi non l'ha ancora fatto di vaccinarsi e alle attività coinvolte dall'introduzione dell'obbligo di organizzarsi.

Il green pass sarà richiesto per poter svolgere o accedere alle seguenti attività o ambiti a partire dal’6 agosto prossimo:

Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso (non servirà per la consumazione all’aperto o al bancone)

- Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive
- Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
- Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
- Sagre e fiere, convegni e congressi;
- Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
- Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
- Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
- Concorsi pubblici.

I giornali












Valorizziamo Contessa. Facciamolo tutti

 Non so quanti concittadini (Contessa Entellina) hanno seguito i lavori del Consiglio Comunale recentemente svoltisi nel solito Palazzo. È probabile che non siano stati molti. 

 È apparso più che evidente a chi finora è stato distratto dalle vicende locali per più ragioni, compresi le limitazioni da covid, che accanto a vicende che hanno -come dire- contrapposizioni e ragioni politico-amministrative sussistano pure contrapposizioni che non hanno, non dovrebbero avere, motivo di esistere.

Sappiamo tutti che da anni esiste una associazione che con impegno prova a far arrivare sino a qui, sul nostro territorio, gente e visitatori,  da più parti dell'isola, e persino dall'estero.   Eppure si è capito nel corso dei lavori consiliari che quell'Associazione non viene sufficientemente aiutata -rispetto ad altri operatori- che comunque provano -tutti- a dare immagine e attrazione nei confronti dell'esterno  a Contessa E. . Sostanzialmente non ci sarebbe ragione che fra gli operatori -peraltro con ruoli e spazi diversi- sussistano motivi di competizione.

I consiglieri di minoranza hanno evidenziato che rispetto ad altri operatori culturali e professionali la "Vivere Slow" non gode dello stesso gradimento. A noi -se così fosse- pare che si commetterebbe un errore politico. Sarebbe tuttavia  interessante conoscere la fondatezza dei rilievi mossi  e servirebbero  i necessari chiarimenti dall'Amministrazione che in sede consiliare non sono arrivati perché il regolamento consiliare non prevede -in quella specifica circostanza del dibattito- la replica ai rilievi mossi.

Sicuramente non mancheranno occasioni agli amministratori di chiarire all'opinione pubblica le ragioni sulle presunte disparità. 

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Perché abbiamo posato la nostra attenzione sul comparto degli operatori locali che in più modi tendono (tutti) ad attrarre visitatori nel nostro mondo locale?

 Perché da tempo non esistono più le piccole realtà chiuse di decenni fa e tutti i centri agricoli dei tempi andati si sono aperti al mondo esterno. Il successo e la bontà dell'apertura esige la cooperazione sia degli operatori che dei poteri pubblici locali.

 Noi riteniamo che il nostro territorio sia  fra le zone meno conosciute e tuttavie tra le più belle e storicamente interessanti  della Valle del Belice, dove tra i resti archeologici di Entella e le antiche masserie baronali ed ecclesiastiche del periodo feudale, ci sono molti angoli culturali, e se si vuole addirittura di paradiso da scoprire.

Lo stesso fiume Belice (che presso di noi si allarga in una diga artificiale) è motivo di interessanti narrazioni e spunti cultural-storici di grande importanza.

 Nella nostra area territoriale c'è un pezzo di Sicilia "nascosta" che in secoli lontani e pure  meno lontani ha avuto ruoli di grande rilievo, in termini di insediamenti umani, di commerci e pure di cultura.

Non parliamo poi dell'isola etnico-arbereshe e cultural-religiosa bizantina che qui insiste.

 Per valorizzare tutte queste sfaccettature culturali, riteniamo noi che ci sia posto e spazio per tutti. Non c'è motivo che ci si divida fra tutti coloro che possiedono buona volontà ed amano il territorio. Non ha senso dividersi sulla cultura, la storia e sulla bellezza e sui prodotti localmente lavorati.

 Per quanto ci è dato sapere in tutta la Valle del Belice, in tutte le località esiste stretto collegamento e collaborazione fra gli operatori tra di loro e fra questi e le amministrazioni pubbliche.

 La Sicilia nascosta sta qui, e attende di essere scoperta. Per scoprirla serve l'aiuto e persino la cooperazione di tutti. Proprio di tutti.

Questo è il punto di vista del Blog: per quanto gli è dato di conoscere e di capire, al nostro territorio servono ancora molti altri operatori e tutti, nei limiti che si possono e si devono mantenere, dovranno essere coadiuvati in condizioni di parità da chi gestisce la cosa pubblica.

giovedì 22 luglio 2021

Covid e prudenza. Per circolare liberamente negli ambienti sensibili bisogna vaccinarsi

 È in corso sui media un animato dibattito sulla bontà del vaccino antiCovid. C'è una fetta  della società che lo ritiene inutile o addirittura   dannoso. Quest'idea circola da parte dei No-Vax e vorrebbe che le varianti siano generate dal farmaco. 

Altra sciocchezza che gira, sempre da parte dei No Vax, è che il "green pass" -già varato dal Consiglio dei Ministri-  un attacco alla libertà individuale.

Il filosofo Umberto Galimberti a proposito dei no vax: dice "loro possono tranquillamente morire in pace nelle loro convinzioni, ma è la vita degli altri che mettono a rischio". 

 Ricapitolando: "la tua libertà dl individuo finisce dove inizia la libertà di tutti gli altri".

 I No Vax possono anche non vaccinarsi, ma non pretendano di limitare la libertà degli altri minando la loro salute.

 Vacciniamoci tutti, quindi, per il nostro benessere è per il benessere di tutti.

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SITUAZIONE SICILIA

Oggi i positivi  al visus rilevati nell'Isola sono stati 520, ma i ricoveri  sono rimasti stabili.


Con i nuovi criteri che  definiscono le zone e le misure anti virus  la Sicilia si accinge a passare in zona gialla. Attualmente come il resto del Paese siamo in zona bianca.

Il nostro tempo. L'Occidente e il domani

 Stiamo vivendo un'era di continua, incessante trasformazione. Fino a qualche tempo fa ritenevamo che fosse conseguenza dell'innovazione tecnologica  che in effetti ha modificato profondamente il modo di lavorare e lo stesso concetto di lavoro. Il sistema economico e la società digitale hanno fatto emergere nuovi profili professionali e antichi mestieri sia artigianali che professionali sono scomparsi quasi sotto lo sguardo di chi oggi è cinquantenne o sessantenne.

E' sufficiente dire che sta semplicemente cambiando il modo di aderire al sistema economico e produttivo? Noi uomini stiamo semplicemente modificando il nostro approccio al modo di lavorare o forse stiamo pure modificando, e profondamente, il nostro modo di essere "uomini" fra gli uomini?

Basta dire che adesso la società, nel suo complesso, sta cambiando persino demograficamente, e quindi spuntano esigenze che pochi decenni fa erano inimmaginabili? 

La società, nei paesi occidentali (e solamente in esse) sta invecchiando e la natalità va riducendosi. La conseguenza è la riduzione della popolazione del luogo. 

In buona sostanza sotto i nostri occhi va in scena una "rivoluzione strisciante" che porta (almeno in Occidente) verso un mondo diverso, non immaginato e non "programmato", nel senso non prospettato e non da tutti voluto. Verrebbe da dire che è tutta responsabilità della politica che, sicuramente in Italia (ma non solo qui), è passata in mano ai populisti e agli incompetenti.

Una società che procede così, su questi schemi, come tanti indizzi mostrano  propone sfide sociali immense, pure di tipo  medico-sanitari. Fra cinquant'anni  la popolazione europea crescerà di poco rispetto ad adesso, ma sarà di gran lunga più invecchiata. Ci saranno più persone anziane che vivranno di pensioni. La popolazione attiva, quella che lavorerà per mantenere il complesso umano si ridurrà. Inevitabilmente per mantenere quei troppi anziani serviranno persone che dovranno venire da altre aree (non occidentali) del pianeta.

Ed allora? 

Vedremo di capire  in pagine successive cosa la sociologia e la scienza economica prospettano su quella che con gli antichi Greci cominciò ad essere la società occidentale.

Il Siciliano.

  Scipione Di Castro, un avventuriero e scrittore politico del cinquecento scrisse gli Avvertimenti a Marco Antonio Colonna quando a questi fu conferito il ruolo di vicere di Sicilia.  Nel testo, fra l’altro, Di Castro traccia il carattere dei siciliani. 

Quell'antico testo, pare sia ancora attuale al punto che ha suscitato l’interesse dello scrittore Leonardo Sciascia, che, nelle sue Opere,  ne fa una sintesi:

«I siciliani – dice il Di Castro – generalmente sono più astuti che prudenti, più acuti che sinceri, amano le novità, sono litigiosi, adulatori e per natura invidiosi; sottili critici delle azioni dei governanti, ritengono sia facile realizzare tutto quello che loro dicono farebbero se fossero al posto dei governanti. D’altra parte, sono obbedienti alla Giustizia, fedeli al Re e sempre pronti ad aiutarlo, affezionati ai forestieri e pieni di riguardi nello stabilirsi delle amicizie. La loro natura è fatta di due estremi: sono sommamente timidi e sommamente temerari. Timidi quando trattano i loro affari, poiché sono molto attaccati ai propri interessi e per portarli a buon fine si trasformano come tanti Protei, si sottomettono a chiunque può agevolarli e diventano a tal punto servili che sembrano appunto nati per servire. Ma sono d’incredibile temerità quando maneggiano la cosa pubblica, e allora agiscono in tutt’altro modo».

Contessa Entellina. Quella domenica di cinquantatre anni fa

 Estratti dalla  

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE 

D'INCHIESTA SULL'ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER LA RICOSTRUZIONE 

E LA RIPRESA SOCIO - ECONOMICA DEI TERRITORI DELLA VALLE DEL BELICE 

COLPITI DAI TERREMOTI DEL GENNAIO 1968 

(Istituita con legge 30 marzo 1978, n. 96)  

Prima parte pubblicata Pigiare qui)   Seconda parte pubblicata (Pigiare qui)   Terza parte pubblicata (Pigiare qui)   Quarta parte pubblicata (Pigiare qui)   Quinta parte pubblicata (Pigiare qui)   Sesta parte  pubblicata (Pigiare qui)   Settima parte pubblicata (Pigiare qui)   Ottava parte pubblicata (Pigiare qui)   Nona parte pubblicata (Pigiare qui) Decima parte (Pigiare qui) Undicesima parte (Pigiare qui) Dodicesima parte (Pigiare qui) Tredicesima parte (Pigiare qui)Quattordicesima parte (Pigiare qui)Quindicesima parte (Pigiare qui)Sedicesima parte (Pigiare qui), Diciassettesima parte (Pigiare qui)Diciottesima parte (Pigiare qui), Diciannovesima parte (Pigiare qui). Ventesima parte (Pigiare qui), Ventunesima parte (Pigiare qui), Ventiduesima parte (Pigiare qui), Ventitreesima parte (Pigiare qui), Ventiquattresima parte (Pigiare qui), Venticinquesima parte (Pigiare qui), Ventiseiesima parte (Pigiare qui),


Su questa pagina  seguono tre schede tecniche

che riguardano Contessa Entellina ed altre Gibellina. 

Stiamo puntando a pubblicare integralmente e cronologicamente 

l'intera relazione. Dalla prossima volta

pubblicheremo le ultime schede e riprenderemo la parte descrittiva. 195






















































Repubblica Italiana. I cittadini ... l'uomo libero, l'uomo consapevole (15)


 Stiamo seguendo un itinerario volto a capire Che equilibrio è esistito nell'esperienza italiana fra legge, diritti e giustizia?

Nella prima fase dei governi di centro-sinistra il mondo politico conferì alla magistratura ampli poteri di intervento per sconfigere il terrorismo. 

Secondo alcuni studiosi ed osservatori della vicenda repubblicana del nostro paese lo schieramento politico fu tutto unito da destra a sinistra nella lotta al terrorismo ma non lo fu più contro il terrorismo di destra e soprattutto contro la mafia. Ciò nonostante l'azione della magistratura non è mai apparsa schiacciata da parte del mondo politico. Nell'autonomia della magistratura fattore di crescita, nonostante le gravi perdite, sono stati i tanti omicidi di magistrati da parte del terrorismo (gli anni di piombo). In tutto l'Occidente nessun paese ha assistito all'assassinio di tanti magistrati quanto il nostro Paese. Gli osservatori hanno tutti colto che in un certo scorcio della Storia repubblicana mentre la Politica perdeva credibilità nelle coscienze della gente, di contro cresceva la fiducia nel corpo complessivo dell'ordine giudiziario.

Nei decenni di fine Novecento un'altro merito che alla Magistratura ha riconosciuto l'opinione pubblica è stata la demolizione a colpi di giudizi dell'intero ordinamento del periodo fascista (soprattutto in materia penale e di polizia). Lo strumento utilizzato dai singoli giudici è stato il sollevare l'eccezione di incostituzionalità dinnanzi alla Corte Costituzionale.

Vedremo nei prossimi passaggi come dalla fase storica compresa dal centro-sinistra sino alla fine degli anni  Ottanta come la magistratura assolve al ruolo di "giudice dei diritti" e pure di esclusivo organo di "monopolista della legalità" dal momento che la politica progressivamente va allontanandosi da questo terreno.

mercoledì 21 luglio 2021

Riforma giustizia. Lo vuole l'Europa, si diceva tempo addietro.

  Sulla riforma della giustizia si stanno muovendo manovre che sanno in qualche caso di ricerca di visibilità piuttosto che di merito. È il caso del 5S che cercano visibilità dopo aver perso i 2/3 dell'elettorato.

 Il procuratore di Catanzaro, Gratteri, per la verità  accusa la riforma della prescrizione asserendo che “il 50% dei processi” rischiano  l'improcedibilita'. “E temo che i sette maxi processi contro la ‘ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro – ha proseguito – saranno dichiarati tutti improcedibili in appello”. Il problema, non “riguarda solo i i processi di mafia ma anche i reati contro la pubblica amministrazione”. “Rischiamo la diminuzione del livello di sicurezza per la Nazione, perché con questa riforma converrà ancora di più delinquere”,  insiste Gratteri.

***

In cosa consiste l’improcedibilità su cui una parte della magistratura solleva interrogativi?  Se un processo di appello e quello successivo in Cassazione non terminano rispettivamente entro due e un anno tutto si risolve col nulla di fatto.

“Fissare una tagliola con un termine così ristretto”, puntualizza  il procuratore, “annullerà la qualità del lavoro dei magistrati e comporterà un aumento dei ricorsi in appello. Se prima qualcuno non presentava impugnazioni, con questa riforma lo faranno tutti, con l’obiettivo di giungere all’improcedibilità. A questo sarebbe meglio tornare alla prescrizione del reato come era prima della riforma Bonafede, provocherebbe meno danni”.

C’è pero' chi difende la riforma Cartabia e  smentisce quanto affermato da Gratteri: “I sette processi per ‘ndrangheta non saranno improcedibili, perché la riforma Cartabia si applica solamente ai fatti successivi al 1 gennaio 2020”.  Ma Grattieri non si riferiva -ovviamente- ai processi in sé per sé ma alla tipologia di reati che non verrebbero perseguitati.

 Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo,  aggiunge: “La riforma della prescrizione con la norma sull’improcedibilità mina la sicurezza del Paese. E, senza risorse aggiuntive, con tempi così brevi si prospettano conseguenze molto gravi nella lotta alla mafia e al terrorismo".

 In effetti la sintesi della riforma sta tutta nel classificare i reati in base alla gravità. Questo viene già fatto, ma finora non in maniera ufficiale. Nessuno vuole che ci siano impunità su certe tipologie di reati e nessuno vuole che i processi durino trent’anni, per questo un compromesso in entrambi i punti di vista sarebbe la cosa giusta. 

  Per i reati di: Mafia, di terrorismo o contro la pubblica amministrazione, quest’ultimo in base alla gravità, potrebbero servire tribunali ad hoc che non lascino impunito nessuno.

Covid e prudenza. Salgono i contagi giornalieri

Arriveremo a fine anno con lo "stato d'emergenza" 

Lo stato di emergenza, che consente al governo nazionale di varare, appunto, provvedimenti di emergenza per fronteggiare il Covid 19, sarà prolungato fino a fine anno.

Si discute sul green pass, da utilizzare come un salvacondotto per scongiurare chiusure al di fuori della zona bianca. I governatori delle regioni chiedono di introdurre l'obbligo di accesso con il green pass a discoteche e grandi eventi solo al fine di permettere, almeno nella fase attuale, la riapertura di queste attività ancora chiuse. 

 L'uso del pass per ristoranti e locali al chiuso riguarderebbe le aree al di fuori della zona bianca: una misura che, soprattutto in autunno, servirebbe per evitare nuove chiusure.

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In Sicilia intanto non si arresta il rialzo del numero dei contagiati da coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi positivi sono 550. Nove sono stati i decessi.

Corleonese e strade impraticabili. Eppure ogni giorno su facebook ci viene mostrata radiosità

La chiacchierata

 A quanti compaesani capita viaggiando in automobile sul percorso Contessa Entellina-Campofiorito di chiedersi e chiedere "Perchè a fronte di tanta bellezza dell'ambiente, del clima, del contesto culturale e della Storia di questa nostra terra, noi dobbiamo vivere e transitare su strade impercorribili che cadono e franano a pezzi?".

La cartina evidenzia la
Valle del Belice
 L'amico che mi accompagna in macchina mi ha subito replicato che siamo fortunati perchè almeno, qui da noi, nel confronto con le realtà più avanzate i ponti, pur non essendo mai stati controllati da nessuno, reggono in piedi grazie allo scarso traffico. 

 Non ho replicato a quell'asserzione, anche perchè l'accompagnatore iniziò un discorso diverso ma parallelo al contesto entro cui viviamo nella nostra area. "All'interno della Sicilia, nelle nostre zone in buona parte non contaminate, se ci fosse in scena la buona politica si dovrebbe e potrebbe vivere di turismo, di visitatori e di curiosi per dodici mesi all'anno. Però ..., però...!!!" Così concluse e non volle andare avanti l'amico.

 Dopo un forte scossone per avere io preso con l'automobile una "brutta duna" del pessimo percorso, l'amico ricominciò: "Noi siciliani, probabilmente usando grande superficialità dell'arretratezza sociale, economica e culturale della nostra terra accusiamo dell'unificazione della Sicilia al resto del Paese i Savoia, i governanti post-unitari, i vari De Pretis e l'arbëresh Crispi e poi la Democrazia Cristiana, la Mafia e via dicendo. A prescindere dalle responsabilità politiche -che esistono aggiunse l'amico-  la v-e-r-i-t-à è che noi siciliani tutti abbiamo nostre responsabilità e però amiamo scaricarle su altri".

 Ormai avevamo superato Campofiorito e l'amico continuava " I giovani, come via naturale ed ovvia, scelgono di emigrare. Alcuni, pochi, scelgono di ottenere il reddito di cittadinanza e lo fanno con naturalezza. ... Pochi, pochissimi da noi, a Contessa e nella zona, scelgono di trasformarsi invece in cittadini e di esigerre ciò che la Costituzione e le leggi garantiscono. Ossia: la  dignità attraverso il lavoro!".

 Conosco da sempre l'amico  ma con tanta attenzione forse non l'avevo mai ascoltato. Mi limitai a ricordargli che è proprio il lavoro che da noi manca; fu pronto a ribattermi: "La dignità proviene dal lavoro, il lavoro che dà dignità lo devono garantire i politici ed il guaio è che la gente non sceglie veri politici, ed infatti in giro non ve ne sono, ma cugini e cugini dei cugini; i politici alla Di Martino portavano in queste zone lavoro e infrastrutture non sussidi".

Giunti a Corleone  ci salutammo.

Sui giornali. La mafia vieta a una bambina di partecipare alla rievocazione antimafia

 Da una intercettazione delle forze dell'ordine

Una bambina di 7 anni è diventata all’improvviso pericolosa per la mafia palermitana. “Noi non ci immischiamo con Falcone e Borsellino”, ha urlato il boss Maurizio Di Fede alla madre della piccola, sua amica, quando seppe che la bambina si stava preparando con la propria scuola per partecipare a una manifestazione in ricordo della strage di Capaci. “Non ti permettere – era infuriato Di Fede, mafioso del clan di Roccella – Io mai gliel’ho mandato mio figlio a queste cose… vergogna”.

 Sintomi di una cultura che tarda a sparire.

Mondo feudale. Riflessioni su letture e ricerche

 Il mondo rurale (contadino) siciliano di fine Ottocento nelle testimonianze narrative viene sempre raffigurato in tutta la sua durezza e crudeltà. I protagonisti delle storie -stando ad autori come Giovanni Verga e/o Luigi Pirandello- occupano l'ultimo posto della scala sociale e conducono esistenze stentate lavorando duramente nei campi o nelle miniere per quindici ore giornaliere. 

 Loro, quei contadini di cui in qualche modo ci siamo fatta pure una vaga idea tramite i nostri nonni, non venivano additati nel corso dei secoli mediante il nome o il cognome, che restava scritto nei registri municipali o parrocchiali e che spesso in tantissimi ignoravano, ma tramite il lavoro che svolgevano. 

Restando alle opere dei due autori siciliani (Verga e Pirandello), ma anche alle tante ricerche sulla storia feudale del nostro territorio (Kuntissa),  la campagna, i feudi, dal cinquecento fino a metà novecento, sono sempre stati raffigurati come ambienti crudi e violenti, dove le relazioni umane erano regolate dalle crude leggi economiche, dall'immediato tornaconto, dall'egoismo di parte.

 Il quadro che da più fonti viene fuori è davvero negativo, lontano da certi amorevoli e dolciastri quadri romanzeschi della Rai degli anni sessanta del '900; gli storici non lasciano intendere nulla secondo cui i contadini dei feudi godessero di benessere, pur anche se assegnatari di piccole particelle di terreno a censo, come accaduto a Contessa.

 Se si vuole capire quel mondo nell'ottica dei baroni, non v'è dubbio che esistono tante opere romanzesche (e persino storiche) che valutano positivamente le panoramiche tracciate  in tanti libri e in tante tesi di laurea che, numerosi, trattano della Sicilia degli ultimi cinquecento anni. 

 La stessa vicenda feudale siciliana riletta secondo il quadro negativo e con l'ottica della cattiveria che caratterizza i contadini abbrutiti dalla miseria di quei secoli,  la "Storia" dell'Isola che viene fuori è completamente diversa, è davvero una Storia -quasi- da respingere anche perchè pochi autori ce l'hanno raccontata. Si tratta tuttavia -pure in questo caso- di storia vera e riguarda la maggior parte della gente di quei secoli: pochi erano infatti i baroni, pochi rispetto ai contadini erano pure i "civili" che lavoravano per essi e tantissimi erano invece i contadini.

Abusivismo edilizio. All'Ars non passa un emendamento


L’Assemblea regionale siciliana ha bocciato un emendamento, per soli due voti, presentato dal deputato Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) che intendeva sanare gli immobili abusivi costruiti entro i 150 metri dalla costa e che non avevano beneficiare della sanatoria nazionale dell’85. 

 Il testo è stato bocciato con 24 voti contrari, 22 i favorevoli. Contro l’emendamento si era espresso il governo Musumeci mentre la commissione Ambiente, presieduta da Giusy Savarino di Db, si era rimessa all’aula.

 Quella delle sanatoria a vantaggio  chi viola le leggi in Sicilia è una antica abitudine.