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giovedì 22 luglio 2021

Il Siciliano.

  Scipione Di Castro, un avventuriero e scrittore politico del cinquecento scrisse gli Avvertimenti a Marco Antonio Colonna quando a questi fu conferito il ruolo di vicere di Sicilia.  Nel testo, fra l’altro, Di Castro traccia il carattere dei siciliani. 

Quell'antico testo, pare sia ancora attuale al punto che ha suscitato l’interesse dello scrittore Leonardo Sciascia, che, nelle sue Opere,  ne fa una sintesi:

«I siciliani – dice il Di Castro – generalmente sono più astuti che prudenti, più acuti che sinceri, amano le novità, sono litigiosi, adulatori e per natura invidiosi; sottili critici delle azioni dei governanti, ritengono sia facile realizzare tutto quello che loro dicono farebbero se fossero al posto dei governanti. D’altra parte, sono obbedienti alla Giustizia, fedeli al Re e sempre pronti ad aiutarlo, affezionati ai forestieri e pieni di riguardi nello stabilirsi delle amicizie. La loro natura è fatta di due estremi: sono sommamente timidi e sommamente temerari. Timidi quando trattano i loro affari, poiché sono molto attaccati ai propri interessi e per portarli a buon fine si trasformano come tanti Protei, si sottomettono a chiunque può agevolarli e diventano a tal punto servili che sembrano appunto nati per servire. Ma sono d’incredibile temerità quando maneggiano la cosa pubblica, e allora agiscono in tutt’altro modo».

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