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martedì 20 luglio 2021

Repubblica Italiana. I cittadini ... l'uomo libero, l'uomo consapevole (14)

Stiamo seguendo un itinerario volto a capire Che equilibrio è esistito nell'esperienza italiana fra legge, diritti e giustizia?

 Doveva sul piano politico cambiare culturalmente il personale giudiziario formatosi durante il periodo fascista e pure durante il quasi ventennio "centrista" perchè lo spirito contenuto nella carta costituzionale cominciasse a farsi largo all'interno della Magistratura. Questa nuova visione cominciò ad aversi dalla metà degli anni sessanta con i primi governi di centro-sinistra. Una nuova generazione di professionisti era peraltro avanza nelle carriere e nuovi profili politici arrivarono all'interno degli organi di governo e delle commissioni legislative.

Nuova consapevolezza sui "diritti individuali" si diffuse fra la gente sia per via giudiziaria, attraverso l'applicazione della legge penale verso settori della società che fino ad allora erano stati esenti (immuni), e soprattutto con l'avvio di grandi processi di rilevanza e di impatto nell'opinione pubblica (soprattutto per fatti eversivi e poi per coinvolgimento di personaggi notorie all'opinione pubblica).

Si trattò di un periodo di significativa crescita delle coscienze individuali e dell'opinione pubblica, La gente, la stampa non tolleravano più che all'interno della società potessero coesistere "corpi separati", restiii all'apertura e ai nuovi venti di libertà e di crescenti diritti. Le nuove leve della magistratura si erano formate nelle università studiando nel contesto culturale del nuovo spirito ispirato dal testo costituzionale (libertà e pluralismo di opinioni) e la stessa aria spirava nei Servizi di sicurezza e nelle stesse forze armate.

I partiti di sinistra (socialisti e comunisti) che fino ad allora guardavano quasi con sospetto molti apparati dello Stato cominciarono ad accorgersi che al loro interno crescevano nuovi gruppi altamente preparati e pertanto buoni interpreti dello spirito  che aveva animato la Resistenza per la democrazia e per il pluralismo. Pur non essendo preordinato cominciò ad essere chiaro nell'opinione pubblica che il clima del paese in direzione di nuove libertà e nuovi diritti era ormai stato spianato. La diffidenza  della sinistra di allora, comprese le organizzazioni sindacali, nei confronti di talune istituzioni cominciò a venir meno soprattutto quando l'ampliamento dei diritti cominciò ad arrivare oltre che dalle leggi e dalle "riforme" varate in Parlamento pure dalle sentenze della magistratura che reinterpretavano in senso liberale ciò che i precedenti magistrati interpretavano con spirito di chiusure.

Le nuove letture della legislazione vigente, fino ad allora interpretata sempre restrittivamente, divenne liberale leggendo con rinnovato spirito l'art. 3 della Costituzione " E' compito della Republica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitado di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica e sociale del Paese". La Magistratura col nuovo indirizzo fece intendere di essere pure essa parte della Repubblica, una sua componente. 

Il nuovo ruolo ora ricordato fu soprattutto la chiave di lettura portata avanti dalla componente "Magistratura Democratica". Dopo qualche decennio quella interpretazione divenne chiave di lettura di tutta la Magistratura. 

                                                                                           (Segue)

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