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martedì 27 ottobre 2020

Accadde oggi; 28 Ottobre, in Sicilia

2 8 OTTOBRE 1 9 5 4

Su questa pagina generalmente curiamo -in breve- episodi di vita siciliana dei tempi andati. Cercavamo qualcosa sulla cultura siciliana e ci è capitato un intervento all'Ars di un politico di 60-70 anni fa. Tratta della scuola di allora, con l'ottica di allora. Non riferiamo l'appartenenza politica, non è questo infatti che ci proponiamo di dover cogliere, bensì la disamina sulla scuola di oltre mezzo secolo fa. 

Chi leggerà scoprirà l'ottica con cui -allora- veniva considerata la scuola. A conclusione della lettura torni ad ascoltare in tv come la scuola dei nostri giorni, sotto la pressione del coronavirus, viene interpretata dai politici attuali.

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 Seguito della discussione del disegno di legge: « Stati di previsione dell’entrata e della spesa della Regione siciliana per anno finanziario dal 1° luglio 1954 al 30 giugno 1955»  Seduta del 28 Ottobre 1954

PRESIDENTE. 

L’ordine del giorno reca il seguito della discussione generale del disegno di legge: « Stati di previsione dell’entrata e della spesa della Regione siciliana per l’anno finanziario dal 1° luglio 1954 al 30 giugno 1955 » e precisamente della rubrica dello stato li previsione della spesa «Pubblica istruzione». E’ iscritto a parlare l’onorevole Foti. Ne ha facoltà. 

FOTI. 

Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna riconoscere che l’interesse per i problemi della politica della istruzione pubblica non solo non è stato molto diffuso, ma non ha superato nemmeno la limitata cerchia delle persone più direttamente interessate alla vita della scuola. Eppure'i problemi della scuola sono, per la loro natura, accessibili a tutti, più di quelli economici e finanziari. Di chi la colpa della impreparazione e del disinteresse del pubblico di fronte alle questioni di politica scolastica? Anzitutto del pubblico stesso, il quale ha trovato comodo credere che la educazione fosse compito esclusivo della scuola, mentre la scuola non è altro che un momento della educazione del popolo. 

Oggi il popolo pensa: lo Stato è il detentore dell’educazione, ottenuta per mezzo della scuola; se la veda lo Stato e la scuola lavori da sè... E così si è sdrucciolati, senza scosse, nel centralismo burocratico; il pubblico e la scuola non hanno più sintonizzato, e i fanciulli hanno udito in casa bestemmiare e maledire gli idoli che i maestri avevano loro insegnato a venerare nelle ore di scuola. La parola del maestro ha perso del suo credito; ed è quindi il dramma della scuola che va inquadrato nel più grande dramma della nostra storia recente. Gli educatori sono pervasi di malinconia o di rimpianto, o rimangono scettici o diffidenti. Scottati dall’acqua calda, temono di immergersi in quella fredda. Ma bisogna che si immergano per la salute loro e di quelli che ricorrono a loro chiedendo parole di fede e insegnamenti per la vita. Bisogna che vincano il disgusto delle delusioni e che partecipino alla vita pubblica, a ciò che vi è di doloroso e di umano nelle lotte sociali; debbono uscire dai propri sogni e dalle nostalgie personali, toccar terra, insomma, e scegliere la propria bandiera; debbono pensare che il meglio della vita non è trascorso, che la loro grande stagione non è passata, ma deve ancora venire. La colpa del disinteresse del pubblico verso la vita della scuola è da attribuirsi in parte proprio alla scuola, quand’essa, nei tentativi di ne psicologico, l’arresto cioè delle facoltà riflessive, l’attitudine passiva, la prigionia dello schermo e la conseguente fatalizzazione della realtà, ed il pericolo di ordine morale, quando il fanciullo veda cose o fatti osceni che precorrono la sua esperienza nel mondo affettivo, sentimentale, passionale o che rappresentano aspetti violenti, abietti, immorali, della vita stessa. Chiudere, quindi, le sale ai minori di sedici anni? Non siamo così ingenui: chi non sa ormai che il « vietato ai minori di sedici anni » è una reclame per attirare minori e maggiori nella sala? Nè tanto meno credo che basti un decreto legge per moralizzare il cinema giovanile. L’Assessorato potrebbe intervenire incrementando al massimo circuiti di pellicole e sale di proiezioni solo per i giovani con films adatti alla loro età ed alle loro esigenze, al loro desiderio di conoscere cose diverse: dobbiamo fare del film uno strumento educativo, ricreativo, e didattico insieme, senza pedanteria e senza falsi scopi; un film che attiri ed interessi, che educhi senza annoiare e senza « ammaestrare ». Dobbiamo soprattutto fare conoscere alle famiglie, tramite la scuola, convegni, riunioni, questi pericoli e questi problemi. Solo in tal modo si potrà attuare la funzione sociale del cinematografo ed esso potrà divenire per i giovani, se non addirittura educativo, perlomeno inoffensivo alla morale. « Vivere il vero nella scuola » : sia questa la meta da raggiungere. La scuola non bisogna vederla solo nella sua funzione di preparare alla vita, di sviluppare le facoltà del fanciullo perchè questi possa domani affermarsi in mezzo ai suoi simili; ma nel dare una educazione fondata sugli universali, cioè sul vero e sul bene, soli oggetti validi sempre ed adeguati alla natura razionale dell’uomo. difendersi da pericolose invadenze, si chiude gelosa in sè, volendo trarre da se stessa le sue leggi, scivolano quindi nel didatticismo utile, ma miope. I cultori della didattica della scuola sono indispensabili come i macchinisti nella locomotiva. I macchinisti, per fare procedere la locomotiva, qua stringono un bullone, là una vite, ma non vedono un paesaggio, nè sanno il perchè del viaggio. I cultori della didattica facilitano l’apprendimento, insaponano le difficoltà e inzuccherano la morale; ma, assorti in tali faccende particolari, perdono di vista le categorie, gli universali, da cui non ci si può discostare, se si vuole agire efficacemente nel campo dello spirito. II metodo ha prevalso sul fine: solo nel grado di perfezione che hanno raggiunto i metodi di insegnamento, solo nello sviluppo raggiunto dalla metodologia può dirsi che la scuola contemporanea sia migliore di quella dei nostri avi. Quanto ai fini, non c’è stato progresso. E’ necessario che l’Assessorato studi come intervenire, onde consentire che il progresso tecnico e scientifico proceda di pari passo con quello morale. L’Assessorato si preoccupi che la educazione non sia solo attraente e debole contemporaneamente, che non si approfondisca con i reattivi mentali, ma che diventi ricca di ideali. Signor Assessore, ciò che oggi pare abbia maggiore successo fra moltissimi educatori è il contingente utilitario, il dato fenomenico estraneo ad ogni sistemazione filosofica e religiosa. La scuola, dietro la siepe, ha affrontato e risolto i suoi problemi interni, come problemi tecnici, con un gergo tutto proprio e poco accessibile al pubblico; si intervenga a che la scuola apra porte e finestre perchè il pubblico partecipi alla soluzione dei problemi stessi. I frequenti vivaci convegni didattici siano aperti ai genitori degli scolari, in modo che questi possano apprendere l’arte e i segreti dell’insegnamento e portino il loro efficace contributo di esperienza, ripresentando ai maestri gli scolari come figli. Ma, si dirà, quali e quanti genitori avrebbero corrisposto o corrisponderanno ad un simile appello? Noi non crediamo ai risultati miracolistici, perchè si sa come sia spesso vano fare appello alla collaborazione delle famiglie; tuttavia l’esperimento è da tentare’ con fiducia. E’ tempo di gettare un ampio e solido ponte fra la società e la scuola, in modo che vi sia un intenso scambio di vita. Il compito attuale della scuola è di dare una educazione rispondente ai bisogni di domani. E per ciò non è tanto questione di riforme che consentano di conquistare i segni dell’alfabeto in tre mesi anziché in sei, bensì di riforme che mettano la scuola in condizione di fare il popolo più degno di Dio qualche migliaio di anni più presto e in grado di liberare gli uomini da qualche migliaio di anni di lotta e di sofferenza. Si chiede perciò che la scuola assuma il suo ruolo di avanguardia, rinnovando obiettivi e strumenti che si sono infranti o consumati per l’uso che se n’è fatto. Un altro tema da trattare mi viene suggerito dall’inchiesta sulla disoccupazione diretta dal ministro Tremelloni, che, ad onor del vero, è servita a raccogliere utili notizie attorno a questo dannoso fenomeno che conturba e trattiene lo slancio della nostra economia. Ho letto giorni fa sulla stampa che il ministro Vigorelli, che pure ha portato a termine un’altra inchiesta sulla miseria, ha intenzione di fare passare un provvedimento mirante a ridurre le ore straordinarie di lavoro, dimostrando con ciò di non essersi reso perfettamente conto delle condizioni della nostra disoccupazione, perchè non ha compreso che la nostra disoccupazione è soprattuti una disoccupazione di manovali, ossia di operai, i quali sanno fare tutti i mestieri, quindi non ne sanno fare bene uno. Anche per noi, che abbiamo delle responsabilità regionali, è bene che i problemi della disoccupazione vengano considerati nelle loro profondi radici senza che si possa aspettare alcunché da provvedimenti taumaturgici che in realtà, non esistono. Esaminando bene il problema della disoccupazione, centro subito la mia attenzione su un fatto essenziale che è quello dell’ignoranza, cioè della non qualificazione degli operai. Infatti, esiste allo stato attuale un grande divario che va sempre più accentuandosi, tra il grado di struzione richiesto dalle moderne attrezzature produttive e quello fornito dalle nostre scuole. Ecco, quindi, la necessità di rendere seriamente e coscientemente efficace l’istruzione professionale specie da noi, in Sicilia, dove gli investimenti della Gassa del Mezzogiorno e quelli della Regione rischiano d’essere fatti a vuoto, poiché ad un certo momento mancherà la mano d’opera adatta per mandare avanti le attrezzature messe in piedi con gli investimenti stessi. Si deve comprendere che l’industria moderna è piuttosto un’industria di cervelli che di braccia, come ad evidenza dimostra il rallentamento della nostra emigrazione rispetto al passato. In altri tempi fiotti continui di italiani andavano all’estero perchè erano in grado di fornire braccia e volontà di lavoro. Ai giorni nostri, al contrario, non si richiedono più braccia nerborute, ma cervelli acuti e preparati: Noi possiamo farci le più belle illusioni di questo mondo nel pensare di pianificare e proteggere l’emigrazione ; ma, se non saremo in grado di immettere in questa emigrazione operai specializzati, faremo un buco nella acqua; tanto più che gli operai specializzati scarseggiano già in Sicilia e non c’è affatto bisogno di lasciarli andare all’estero. Il problema delle scuole professionali non è tanto quello di istituirne sempre di nuove, ma anche quello di trovare insegnanti adatti per tenere corsi regolari. Problema assai complesso, che non si risolve con un colpo di bacchetta magica. Insisto, quindi, sul parallelismo tra disoccupazione ed ignoranza. Pertanto, mi permetto sottoporre all’esame dell’onorevole Assessore la necessità di istituire, d’accordo con l’Assessore al lavoro, un istituto regionale di orientamento professionale, che dovrebbe servire a formare i lavoratori, portandoli all’altezza dei loro compiti professionali e del progresso scientifico e tecnico e facendo della specializzazione il titolo più valido per la sicurezza dell’impiego: il vero titolo di assicurazione contro la disoccupazione. Passo, ora, a trattare un altro argomento: ogni settimana, tra la più assoluta indifferenza dei genitori e degli educatori, i nostri ragazzi comprano nei chioschi dei giornali una dose di veleno camuffato sotto titoli solleticanti il loro spirito di avventura. Dovremmo rallegrarci se i torchi, che non furono inventati per i ragazzi, oggi gemono per essi e se sono venute affermandosi, appositamente per i ragazzi, alcune forme letterarie e artistiche che originariamente erano pertinenti in modo esclusivo agli adulti...’ Non dovremmo rammaricarci se i ragazzi vogliono essere in tutto e per tutto come gli adulti. Nel secolo del fanciullo, che forse non è lontano, vedremo probabilmente il fanciullo detronizzare l’adulto poiché l’adulto ha per millenni tiranneggiato il fanciullo. Ma ciò che c’inquieta è il modo con cui si fanno certi giornalini e l’insensibilità che dimostrano gli organi responsabili della educazione. Non vi è giornale di genere avventuroso che in tre mesi non totalizzi 150 strangolamenti, 100 bastonature, 500 revolverate, 30 ordigni micidiali. Almeno 4 delle 8 pagine sono dedicate a vicende sanguinose di gangsters in gara con famose avventuriere. Sono gare senza eroismo, senza cavalleria nè nobiltà nè grandezza. Tuttalpiù si hanno prodezze fisiche, che mbn hanno niente a che fare con l’eroismo morale! E che brutta figura su questi giornali fanno tutte le volte i tutori dell’ordine pubblico! O sono messi in ridicolo o vengono « fatti fuori » con raffiche di mitra! Non è, del resto, più onorevole il posto che tocca ai genitori ed agli anziani. La scuola, poi, e i maestri non vengono mai nominati oppure sono considerati istituzioni inventate per relegarvi e mortificare i ragazzi, i cui genitori vogliono stare tranquilli. Ed in tutto ciò non si riesce a cogliere una nota candida e fresca, non vi è il contrasto da cui nasce il comico. Nè si può confondere il solletico con la risata. Che dire poi delle illustrazioni? Trattasi di colori violenti e tali da richiamare alla mente le tavole dimostrative delle malattie della pelle. In genere, le illustrazioni denotano una squallida povertà di immaginazione: le persone hanno tratti marcati, i volti privi di dignità, addirittura caricaturali ed esasperanti come le maschere dell’antica tragedia grega; le movenze sono prive di grazia e le muscolature, vestite o ignude che siano, sono tanto più ipertrofiche quanto più le figure sono prive d’interiorità. Certo che, avvicinandosi ad una edicola, ci si allontana scoraggiati da questi giornali, mentre potrebbero salvare il gusto e la sensibilità prima che l’animo delle giovani generazioni si indurisca. Di questo tutti parliamo, ma nessuno interviene. Qualche volta, per mostrare i danni che possono recare certi giornali per ragazzi, si citano frequenti episodi di delinquenza minorile trapiantati dalle pagine illustrate nella vita reale. Vi sono poi altri danni che si avvertono con minore immediatezza e consìstono nello assenteismo sistematico della lingua italiana, nell’ottundimento della sensibilità, nella disabitudine all’attenzione prolungata e alla lettura continua-; l’ingegno dei lettori di questi giornalacci va volgendo verso le soluzioni facili e di minimo sforzo. Cosa fare? In seno all’Assessorato venga costituita una apposita commissione di vigilanza sulle pubblicazioni dell’infanzia col compito specifico di segnalare alla Magistratura ogni periodico o libro che appaia nocivo alle delicate anime dei fanciulli. Una vigilanza in questo senso può essere un rimedio, ma un rimedio chirurgico, utile soltanto nei casi urgenti e gravi; perchè un rimedio vero e proprio esiste solo in una educazione generale del costume. Un’altra iniziativa che suggerisco è quella di incrementare la diffusione del libro anche tra ragazzi servendosi dei librohus e delle scuole; nel senso di impegnare gli insegnanti alla consegna del libro ai ragazzi invitandoli così alla sana lettura. Contro questa insidia bisogna creare un argine: la stampa non deve insudiciare nè gli occhi nè la coscienza dei ragazzi, ma illuminarne la mente e nobilitarne il cuore. Altrettanto debbo dire per il cinema, che presenta un duplice pericolo: quello di ordi ne psicologico, l’arresto cioè delle facoltà riflessive, l’attitudine passiva, la prigionia dello schermo e la conseguente fatalizzazione della realtà, ed il pericolo di ordine morale, quando il fanciullo veda cose o fatti osceni che precorrono la sua esperienza nel mondo affettivo, sentimentale, passionale o che rappresentano aspetti violenti, abietti, immorali, della vita stessa. Chiudere, quindi, le sale ai minori di sedici anni? Non siamo così ingenui: chi non sa ormai che il « vietato ai minori di sedici anni » è una reclame per attirare minori e maggiori nella sala? Nè tanto meno credo che basti un decreto legge per moralizzare il cinema giovanile. L’Assessorato potrebbe intervenire incrementando al massimo circuiti di pellicole e sale di proiezioni solo per i giovani con films adatti alla loro età ed alle loro esigenze, al loro desiderio di conoscere cose diverse: dobbiamo fare del film uno strumento educativo, ricreativo, e didattico insieme, senza pedanteria e senza falsi scopi; un film che attiri ed interessi, che educhi senza annoiare e senza « ammaestrare ». Dobbiamo soprattutto fare conoscere alle famiglie, tramite la scuola, convegni, riunioni, questi pericoli e questi problemi. Solo in tal modo si potrà attuare la funzione sociale del cinematografo ed esso potrà divenire per i giovani, se non addirittura educativo, perlomeno inoffensivo alla morale. « Vivere il vero nella scuola » : sia questa la meta da raggiungere. La scuola non bisogna vederla solo nella sua funzione di preparare alla vita, di sviluppare le facoltà del fanciullo perchè questi possa domani affermarsi in mezzo ai suoi simili; ma nel dare una educazione fondata sugli universali, cioè sul vero e sul bene, soli oggetti validi sempre ed adeguati alla natura razionale dell’uomo.

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (32)

  Storia italiana in sintesi 

 1875

===In autunno, in un discorso tenuto a Stradella (Pavia) Agostino De Pretris enuncia le linee programmatiche della Sinistra Liberale in caso di successo elettorale: 1) istruzione elementare gratuita e obbligatoria; 2) abolizioner della tassa sul macinato; 3) riforma della legge elettorale.

===Il movimento dei cattolici tiene un Congresso a Firenze dando vita all'Opera del Congresso , una struttura permanente organizzata su basi diocesane e parrocchiali con il compito di coordinare e dirigere  il movimento cattolico. Essendo ai cattolici interdetto (non expedit del papa) di partecipare alle competizioni elettorali nazionali, questi puntano al controllo dei municipi, delle scuole elementari, delle opere di assistenza e beneficienza; in pratica questa sarà per decenni la strategia anti statale (anti liberale) dei cattolici.

Garibaldi, ormai anziano,  partecipa alla
manifestazione
della società operaia di Roma
tenutasi nell'Anfiteatro Coreo
(Mausoleo di Augusto)
=== Se in Germania fu fondato nel 1875 la Deutsche sozialistiche arbeiterpartei (partito socialista tedesco) che definì una serie di riforme necessarie a disciplinare i rapporti tra partito e sindacati, in cui il sindacato avrebbe dovuto avere un’impronta apolitica, in Italia in quel 1875 sorgono in parecchie città i primi embrioni di organizzazioni socialiste. Giuseppe Garibaldi partecipò alla manifestazione della "società operaia di Roma".

segue)

1960

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

3 Agosto; il governo Fanfani ottiene la fiducia del Senato con 123 voti favorevoli e 36 astensioni. Votano a favore DC, PSDI, PLI, contro PCI e MSI, si astengono i socialisti. Alla Camera le posizioni saranno uguali (con l'aggiunta del PRI che voterà favorevolmente).
L'astensione del PSI farà dire ai giornali dell'epoca che il nascente governo di Fanfani è "il governo delle convergenze parallele" in quanto nato grazie all'astensione socialista e pure del gruppetto monarchico; due forze mai destinate ad incontrarsai.
11 Ottobre; viene innaugurata, dalla Tv, la Tribuna Politica, ciclo di trasmissioni collegato alla campagna elettorale delle amministrative e che avrà grande successo di pubblico.
12 Novembre; Il New York Time accusa l'Italia di avere allentato i legami con gli alleati a causa del contratto con l'Urss firmato dal presidente ENI Enrico Mattei a Mosca.
Il 24 Novembre alla Camera il democristiano Ferdinando Tambroni attacca il governo Fanfani accusandolo di intrattenere positivi rapporti col Psi, pur avendo questo partito espresso voto di astensione sulla fiducia al governo.

Accadde oggi: 27 Ottobre; in Sicilia.

 27 Ottobre 1529

Nella Sicilia dei tempi andati poteva accadere che la popolazione, o meglio i maggiorenti, di una città fossero insoddisfatti dei loro pastori, dei Vescovi, pertanto a Siracusa in quell'Ottobre 1529 è riportato nel registro dei  "Consigli" della città quanto sotto:

"I giurati, dopo avere ringraziato il papa per avere creato loro un vescovo siracusano (il Platamone), mandano ambasciatore a Roma il magnifico Cristoforo De Medicis, per pregare Sua Santità perchè voglia disciplinare gli atti del vescovo secondo conviene al servizio di Dio, perchè visto quanto scandalo et male exemplo sono seguiti dopo la sua venuta et come si sono accesi li partiti, per essiri li soi fratelli et consanguinei homini potenti in questa città, non si intende altro che execomunicationi et maledictione ad tutto lo populo in genere et nominatim et a questo non basta rimediare altro che Dio et vostra Santitate ..."

(ripreso da Alessandro Italia

 La Sicilia Feudale)


lunedì 26 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (31)

  Storia italiana in sintesi 

 1874

===Con la bolla Non expedit Pio IX invita i cattolici italiani a non partecipare alla vita politica.

===Sull'istruzione elementare il Parlamento legifera la gratuità dell'istruzione per i poveri, l'obbligo per i comuni di aprire scuole in quantità adeguata al numero dei bambini, una tassa di famiglia che permetterà la creazione di un fondo per le scuole e la facoltà per i comuni di sopprimere l'obbligatorietà dell'insegnamento religioso, tuttavia al momento del voto finale la legge non passa (4 febbraio).

===Il 1° settembre la Sacra penitenziaria della Chiesa pubblica un decreto con il quale proibisce, con la formula non expedit (non conviene), ai cattolici italiani di partercipare alle elezioni e alla vita politica del Regno d'Italia.

===Il 19 Dicembre la Camera approva una donazione di 100mila lire in favore di Giuseppe Garibaldi, che però rifiuta, con le motivsazioni che scriverà in una lettera al figlio Menotti: "... ogni volta che mi fossero giunte notizie di depredazioni governative e di pubbliche miserie mi sarei coperto il volto dalla vergogna".

segue)

1960

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

Il 1° Luglio cessa il ruolo ONU all'Italia per il mandato fiduciario sulla Somalioa. In quel mese di luglio: Il Governo, mediante la questura di Genova, invita il MSI a spostare in altra città lo svolgimento del Congresso. Dopo più rifiuti esso accetta. A Licata, in Sicilia, avvengono scontri tra polizia e dimostranti partecipanti allo sciopero generale contro la disoccupazione. Il bilancio è di un morto e 24 feriti.
A Ravenna viene incendiata l'abitazione del senatore Arrigo Boldini, presidente dell'Anpi (l'associazione dei partigiani).
A Milano viene devastata la sede del Partito Radicale.
Il 6 luglio, in molte città sono indette manifestazioni di massa a carattere antifascista: a Roma dopo le cariche della polizia alcuni parlamentari comunisti e socialisti restano feriti. Le manifestazioni proseguono il giorno dopo in tutte le grandi città del paese e a Reggio Emilio la polizias spara e restano a terra cinque manifestanti, mentre in altre vengono segnalati altri manifestanti feriti. Le notizie rimbalzano nelle Aule parlamentari ed il ministro degli Interni (Spataro)  giustifica l'intervento della polizia. Tambroni allude a non definiti piani internazionali.
La Cgil proclama uno sciopero generale in tutto il paese a cui aderiscono Cisl e Uil.
A Palermo e Catania nel corso di manifestazioni di protesta rimangono uccise 4 persone.
Il 13 Luglio la Direzione Dc approva un documento in cui si dice disponibile a riprendere i colloqui con i partiti centristi. Il giorno dopo Tambroni dichiara che il suo governo si dimetterà solo dopo che sarà chiara l'esistenza di una diversa maggioranza parlamentare; nello stesso giorno alcune decine di intellettuali cattolici sottoscrivono un appello contro le tentazioni autoritarie del governo.
Il 19 Luglio Tambroni rassegna le dimissioni del suo governo. A guidare il nuovo governo monocolore sarà Amintore Fanfani (27 luglio).

Motivi per riflettere. Noi gente del XXI secolo

 Fatti e detti vari

Coronavirus e conseguenze:

La vita, non solo per i giovani, è soprattutto vivere; sono vita i rapporti umani, la passione, i sogni. In questa fase storica sembra tutto azzerato e la politica, la chiesa, la scuola non possono fare finta che non contino nulla perchè c’è di peggio.

 Antonio Polito, giornalista

Adesso no. Ma quando tutto questo finirà sono convinto che gli italiani faranno un 1994 e cambieranno completamente classe dirigente.

Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione Gimbe

coronavirus: per un paio di settimane non dovrebbero arrivare altri Dpcm con nuove restrizioni. Ma le curve continueranno a salire.

Tomaso Montanari, storico dell'arte

Chiudiamo i teatri per non aver chiuso le discoteche, chiudiamo le scuole per non aver cambiato il trasporto pubblico , chiudiamo i cinema per non aver aperto nuove terapie intensive. Il virus che colpisce la cultura è la cattiva politica di governo e regioni.

Pierpaolo Sileri, Viceministro della salute

“Il 25 marzo 2023, quando sarà finito tutto questo, mi troverà al San Raffaele di Milano, dove ho vinto un concorso del 2016”

Claudio Cerasa, giornalista

Serve più tracciamento, non meno tracciamento. Servono più tamponi, non meno tamponi (la Germania ne fa 1,2 milioni da mesi). Governare la pandemia limitando i tamponi ai positivi sintomatici è come voler fare una dieta truccando la bilancia. No grazie.

Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia attraverso ADN KRONOS

"Le Regioni vogliono scaricare la responsabilità di questo disastro e chiedono al governo di certificare la loro assoluzione. Non ho mai visto un simile concentrato di demagogia e populismo”.

“Escludere gli asintomatici dal tracciamento è una catastrofe annunciata. Sono irresponsabili. La vera lotta contro il virus è una lotta contro chi lo trasmette. Dopo decine di pubblicazioni sulle riviste scientifiche internazionali, rimango stupito quando ancora qualcuno ha il coraggio di sostenere che gli asintomatici non siano un problema”.

"Le Regioni non sono state in grado di predisporre la macchina necessaria per fare i tamponi a tutti gli asintomatici. Servono logistica, risorse, capacità di tracciare le persone. Oggi siamo in questa situazione perché da maggio a settembre nessuno ha saputo mettere in piedi un piano come quello della Cina. Come si fa a non capire che il tampone è uno strumento di agibilità sociale? Loro vogliono il sigillo del governo per mascherare il loro fallimento. Bisogna spezzare subito la catena dei contagi. Servono diagnosi con i test molecolari, integrazione con strumenti informatici per il tracciamento e logistica per consentire alle persone di accedere ai test. Se ho il dubbio di essere positivo devo poter fare il tampone subito e, con me, tutti coloro con cui sono venuto in contatto negli ultimi 5 giorni”.

domenica 25 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (30)

  Storia italiana in sintesi 

 1873

===Dopo la caduta del ministero Lanza, Minghetti torna alla guida del governo. L'Italia si associa alla Lega dei tre imperatori (di Germania, d'Austria e di Russia), contro possibili interventi francesi in aiuto del Papa, nell'occasione Vittorio Emanuele II si reca a Vienna accolto con simpatia da Francesco Giuseppe e successivamente va a Berlino per incontrare l'Imperatore Guglielmo I.

===Iniziano le pubblicazioni dei settimanali: "Nuova Illustrazione Italiana", a cura dell'editore Emilio Treves. A Firenze viene fondata la casa editrice Sansone.

===Il 22 Maggio muore a Milano Alessandro Manzoni dove era nato l'8 marzo 1785. Aveva raggiunto una grande fama letteraria e dopo aver partecipato come cattolico liberale al dibattito politico del Risorgimento, era stato nominato il 20 febbraio 1860 senatore del Regno.

===Il 5 giugno muore Umberto Rattazzi a Frosinone. Era nato ad Alessandria il 29 giugno 1808 figlio di un medico patriota morto in esilio a Barcellona nel 1821, esponente della sinistra moderata parlamentare, era stato presidente del consiglio nel 1862 e nel 1867.

=== Il 5 Dicembre muore di colera il generale Nino Bixio, valoroso ufficiale garibaldino.

(segue)

1960

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

E' l'anno in cui in Italia il numero degli addetti all'industria supera quello degli addetti all'agricoltura. E' l'anno in cui il Partito Liberale toglie la fiducia al governo di centro-destra  ed è l'anno in cui il cardinale Ottaviani, presidente del Sant'Uffizio, interferisce pesantemente nella politica italiana "vietando" il dialogo politico con i socialisti, è l'anno in cui il governo si sposta fino all'estrema destra.
===Il 10 gennaio i deputati Renato Quinteri, Erminio Pennacchini e Zaccaria Negroni e il senatore Msi Franz Turchi rivolgono interrogazioni al presidente del consiglio e ai ministri degli interni e dello spettacolo a proposito del film "La dolce vita" di Federico Fellini e ne chiedono il sequestro. Il giorno successivo L'Osservatore Romano inviterà la magistratura ad intervenire contro il film.
===Il 24 gennaio il governo di centro destra guidato da Antonio Segni si dimette, essendo venuto meno il sostegno dei liberali.
===Il 6 marzo il partito repubblicano si pronuncia per la costituzione di un governo di centro sinistra, ma all'interno vasti settori preferiscono alleanze a destra, di estrema destra.
===Il 26 marzo nasce un governo slanciato fino all'estrema destra che ottiene infatti la fiducia pure del MSI,  guidato da Ferdinando Tambroni. 
===Il 28 marzo Papa Giovanni XXIII nomina sette nuovi cardinali, fra cui, per la prima volta, un nero.
===L'8 aprile il governo Tambroni ottiene la fiducia della Camera con 300 voti favorevoli e 293 contrari. Votano favorevolmente DC, MSI, e monarchici, contro tutti gli altri partiti (compreso il centro-destra liberale). Avviene che subito dopo il voto alcuni ministri e sottosegretari si dimettono, fra essi i ministro Pastore e Bo ed i sottosegretari Antonio Pecoraro (siciliano), Nullo Biaggi e Lorenzo Spallino. La Direzione Dc decide di far dimettere l'intero governo, ma il presidente Gronchi il 23 aprile respinge le dimissioni su sollecitazione del segretario Dc, Aldo Moro.
Le manifestazioni antifasciste del
giugno 1960 a Genova.

Nella foto: Sandro Pertini che nella
grande manifestazione del 25 giugno
ricorda che la Repubblica Italiana è
stata fondata sull'antifascismo.


===Il 29 Aprile Tambroni si presenta per il voto di fiducia al Senato ed ottiene nuovamente i voti Dc, Msi e monarchici. === L' 8 Maggio, L'arcivescovo di Bari Enrico Nicodemo, in apertura delle celebrazioni in onore di San Nicola, forte di un decreto del Sant'Uffizio dell'1 luglio 1949, dichiara che non è ammessa la partecipazione alle manifestazioni del sindaco e della giunta socialista della città. Il senatore socialista Giuseppe Papalia e l'intera giunta  abbandonano la cerimonia.    ===Ancora il 18 Maggio una nota dell'Osservatore Romano esprime netta contrarietà alla eventuale costituzione di un governo di centro sinistra DC-PSI. Intima ai politici cattolici di sottomettersi al giudizio del papa.
===Il 21 maggio un comizio di Giancarlo Pajetta, comunista, viene interrotto dalla polizia provocando la protesta degli intervenuti. Interviene la celere e rimane ferito un deputatro pci.
===Il 25 maggio in Senato si verificano gravi incidenti fra parlamentari della Sinistra (psi e pci) con parlamentari sostenitori del governo Tambroni (Dc e Msi).
Il ministro dello spettacolo in una circolare fa sapere che sarà applicata la censura sui film che intaccano la cosciernza civile degli italiani; con ampi spazi di discrezione.
===Il 25 Giugno a Genova si tiene un comizio contro lo svolgimento in città del Congresso MSI che dovrebbe avere luogo il 2 luglio. La scelta viene ritenuta provocatoria anche perchè la presidenza vuole essere affidata a Carlo Emanuele Basile, prefetto della città nel periodo della Repubblica Sociale Italiana, responsabile di arresti e torture ai partigiani. Il giorno 28 Pci, Psi, Psdi, Pri e le associazioni partigiane organizzano una grande manifestazione contro lo svolgimento del Congresso msi nella loro città. Parla Sandro Pertini che ricorda alle autorità il divieto costituzionale sulla riorganizzazione del disciolto partito fascista. Il giorno successivo la città è attraversata da continui cortei di ex partigiani, contro cui la polizia interviene con bombe lacrimogene.
===A Palermo il 27 Giugno rimangono ferite, in seguito ad un intervento della Celere contro lo sciopero proclamato da CGIL-CISL-UIL per la grave disoccupazione, 30 persone.

Su quel 1960 continueremo
la narrazione che vedrà giornate ancora più infuocate a
difesa della Repubblica democratica.


Situazione Sicilia. Arrivano altre restrinzioni

Cosa temiamoDue settimane fa era positivo soltanto il 2 per cento dei tamponi, ora siamo già arrivati al 9 per cento. 

Di questo passo a inizio novembre avremo 30mila nuovi casi al giorno e duemila pazienti in terapia intensiva (lo scrive: Domani).

 Succinta lettura del recente DPCM

Nella tarda nottata di ieri è arrivato dopo un confronto con le regioni e i capi delegazione dei partiti l'ennesimo DPCM del premier Conte. Tra le misure anti-Covid per provare ad abbassare la curva dei contagi spicca in primo piano lo stop dal lavoro per bar e ristoranti alle ore 18 e una forte raccomandazione a non uscire da casa tranne per andare a scuola, al lavoro o per strette necessità

Ristoratori, titolari di centri
scommesse, proprietari
di cinema, gestori di
palestre, piscine e
centri wellness. Sono i
n tanti a protestare per il
nuovo Dpcm di Conte 
teso a  contrastare l'epidemia
di coronavirus.
  Le nuove disposizioni varranno fino al 24 novembre. Fra le raccomandazioni spicca quella di non ricevere a casa persone diverse da quelle del proprio nucleo familiare, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

  Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e i locali che fanno servizi di ristorazione potranno restare aperti dalle 5.00 alle 18.00, compresa la domenica;  È sempre permessa la consegna a domicilio e, fino a mezzanotte (dove non sia previsto il coprifuoco), la ristorazione d’asporto, con il divieto di consumazione sul posto. I negozi al dettaglio potranno restare aperti a patto di garantire la distanza interpersonale di almeno un metro e di contingentare gli ingressi.

 Le Scuole

I servizi dell’infanzia (prima dette scuole materne) e le lezioni della scuola primarie (le elementari) e della secondaria di primo grado (le medie) continueranno a svolgersi in presenza. Quindi nulla dovrebbe cambiare localmente, a Contessa.

Le scuole secondarie di secondo grado (cioè le superiori) dovranno adottare forme flessibili e una didattica digitale integrata (DDI) pari almeno al 75 per cento: significa che alle superiori almeno il 75 per cento delle lezioni dovrà avvenire da remoto e non in presenza e che le Regioni potranno chiedere di svolgerle anche interamente online. Dovranno essere modificati ulteriormente gli orari di ingresso e di uscita anche attraverso turni pomeridiani: non si potrà entrare in classe prima delle 9 per non appesantire il trasporto pubblico.

Sono vietate: feste, civili o religiose (finora c’era il limite di 30 persone), sagre e fiere; sono sospesi convegni e congressi, tranne quelli che si svolgono con modalità a distanza. Sono concesse manifestazioni pubbliche, purché statiche e rispettose del distanziamento interpersonale.

Sicilia

 25 ottobre: in Sicilia altre 11 vittime e 695 nuovi casi positivi.

Le due chiese parrocchiali di
Mezzojuso
Le provincie di Catania e Palermo  preoccupano di più. A Catania nelle ultime 24 ore sono stati registrati ben 227 nuovi contagi, mentre a Palermo 194. Poi sono stati registrati 98 casi a Ragusa,  52 a Messina, 46 a Caltanissetta, 28 ad Agrigento, 21 a Enna, 15 a Siracusa e 14 a Trapani.

Mezzojuso da ieri non è più zona rossa e ci rallegriamo con i tanti amici e conoscenti che lì risiedono e vivono. Da ieri potranno circolare e muoversi più liberamente sia pure nell'ambito delle disposizioni che vigono nel resto dell'Isola. 



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Contessa

Troppo ristretto è il nostro osservatorio perchè possiamo emettere impressioni e giudizi. Ciò di cui ci accorgiamo sono le strade deserte, con qualche auto che di tanto in tanto attraversa la via Morea. Se dovessimo giudicare dalla semplice osservazione diremmo che qui tutto è normale: silenzio imbarazzante, persone che non circolano, e campane e orologi pubblici che in orari prestabiliti danno rintocchi. Così era lo scorso anno in ottobre e così era due anni fa in ottobre. Anche perchè i pochi residenti si accingono in questo periodo alla raccolta delle olive.

Il coronavirus ?

A Contessa Entellina sono 18 i concittadini finora accertati positivi. Qui tutti ci conosciamo e se risaliamo l'albero genealogico di ciascuno arriviamo ad un anello dove scopriamo di essere tutti parenti. Anche per questa ragione di vicinanza umana auguriamo a loro, a tutti, pronta guarigione.

Ci auguriamo che le persone che finora hanno osservato un periodo di "riposo domiciliare" e non riconosciute positivile ai tamponi possano, da subito, conseguire dagli organi competenti il permesso di poter uscire da casa per riprendere il normale iter di vita.

E' ovvio inoltre che questa situazione di divieti generalizzati disposti dalle autorita' crea in paese, in una realtà di campagna in cui siamo immersi, difficoltà. Apprendiamo infatti che gente che regolarmente per certe necessità familiari-lavorative-commerciali si recavano con frequenza a Sambuca di Sicilia, adesso non puo' farlo perchè lì permane la "zona rossa".

 Anche ai tanti conoscenti e amici di Sambuca  auspichiamo  il ritorno alla normalità.

Accadde oggi: 26 Ottobre; in Sicilia.

26 Ottobre 1333

Era -allora- tempo di baroni in Sicilia i quali non abitavano ancora nei lussuosi palazzi cittadini, come avverrà da metà cinquecento in poi. I baroni erano uomini d'armi e risiedevano nei castelli sparsi sui propri feudi. 

La loro era comunque una vita da "baroni" e, per non essere confusi con altre figure, portavano armi di grandissimo valore che, secondo il libro curato da Alessandro Italia, provenivano dalla Germania, dalla Spagna, da Firenze e da Milano. Lo storico ci fa ancora sapere che così come era di lusso l'armatura dei baroni, così erano le bardature dei loro cavalli, e, a dimostrazione riporta un atto notarile dell'Ottobre 1333 (notar Rusticia), pisano e notaro in Palermo,  con cui veniamo a conoscenza della ricchezza dei guarnimenti di parata 
"Una falluna (sella)  con argento e pietre preziose e con smalti e perle formanti le armi del milite Federico di Aragona e di Vinciguerra Palizzi. 

Un freno di filo di argento e di briglie con pietre preziose. Due staffe di filo d'argento. Un pettorale di filo di argento con smalti formanti le armi  del detto Federico e del Palizzi".

Una riflessione la settimana: quando l’opportunismo politico prevale sui doveri morali

 In questi giorni di ottobre sui social locali, di Contessa E., è stato ricordato, anche sul blog,  il ritorno dai lager nazisti situati nelle parti orientali della Polonia di due concittadini, di soli due concittadini sui tantissimi che lì erano finiti. Da quelle parti vi erano infatti tanti altri, tanti, contessioti che non tornarono mai.

Militari italiani internati
nei lager nazisti.

Il dovere di ricordare
   E' stata occasione -il mese di Ottobre- per rievocare, a cura dei familiari dei due rientrati, situazioni che nell'immediato dopoguerra purtroppo, a più livelli governativi o di società civile,  si preferì intenzionalmente di dimenticare. Scuole, mezzi di comunicazione, partiti di governo dell'immediato  dopoguerra, preferirono mettere a tacere quella circostanza perchè era tempo di servirsi dei residui del neofascismo per fronteggiare quello che invece veniva definito il pericolo rosso. Ed anche per non irritare più di tanto la Germania post-guerra divenuta alleata Nato. Era tempo -il dopoguerra- dei governi di centro-destra e di quelli sostenuti addirittura dell'estrema destra.

 I pochi reduci dei campi di concentramento parlavano -persino loro- delle disavventure capitate come se si trattasse di situazioni inevitabili; i loro ascoltatori -quando li ascoltavano- ritenevano si trattasse di circostanze inevitabili in regime di guerra. Come se non esistessero le convenzioni sul trattamento dei prigionieri di guerra.

 Così non avrebbe dovuto essere. Nè in sede locale, nè ai livelli istituzionali più alti fino ad arrivare ai livelli di governo mai -a nessuno- venne in mente di ricordare i tanti che non tornarono più dalle prigionie naziste. Erano stati celebrati negli anni venti del Novecento  -in via ufficiale- tutti i caduti della prima guerra mondiale con lapidi e statue innalzate ai "militi ignoti". Nulla per i tanti militari rimasti vittime dei campi lager (anche se a qualcuno -solo qui a Contessa- venne in mente di allungare l'elenco dei caduti della prima guerra  con l'elenco dei "mai tornati"; di descrivere la circostanza di gente sparita nel nulla: niente!.

Eppure non mancarono, almeno nello schieramento politico di Sinistra, le tante iniziative sulla Resistenza. Ma quei militari che soffrirono i lager non avevano potuto partecipare alla Resistenza e -come fosse una colpa- sono sempre rimasti ignorati, pur avendo sofferto un destino fra i più disumani.

Si, non di dimenticanza si trattò, ma di mediocrità politica dei governi di quel secondo dopo-guerra.

I giornali di oggi

                                                                                                                                             










































































































































































































sabato 24 ottobre 2020

Alle radici del Cristianesimo

 ABBAZIA cosa intendiamo.

A) Storia 

Comunità di religiosi (monaci oppure di canonici regolari) governata da un abate (dall'aramaico abbà, padre), e, per estensione, complesso di edifici che la ospitano con annesse le relative proprietà. Caratteristica loro è che sono autonome (sui iuris), possiedono cioè personalità giuridica.

 Le abbazie si svilupparono modificando precedenti strutture di vita economica, a partire dal IV secolo, per impulso di Pancomio in Oriente e di Benedetto da Norcia in Occidente.

 Ebbero il massimo della diffusione e rilevanza sociale ed economica nel XIII secolo. Seguirono secoli di crisi nel periodo della Riforma protestante, di ripresa nel XVII secolo e poi nuovamente di profonde crisi durante il dispotismo illuministico (secolo XVIII) . Attualmente le più numerose sono quelle benedettine, oltre 150 con alcune migliaia di monaci.

 In linea molto generale esse nascono attorno ad un vasto recinto ove insiste una chiesa e poi a fianco vi insistono dei chiostri, dormitoi, sala capitolare, biblioteca, refettorio, fabbricati per i servizi, magazzini, officine, laboratori, abitazioni dell'abate, infermeria, foresteria.

 Più o meno, quella sopra trattegiata fu l'architettura di Santa Maria del Bosco che possiede le linee generali di tutte le abbazie benedettine. Dovremo in seguito evidenziare le differenze (di ruolo) fra Abbazia benedettina e Abbazia  basiliana.

 Dio di Isacco ....

Non Dio dei Sapienti e dei Filosofi.

B) Riflessione (Pascal)

La riflessione sopra sinteticamente richiamata, per quanto abbiamo potuto intendere è attribuita a Pascal (matematico, fisico, filosofo e teologo francese) nel tentativo di quello studioso di descrivere la sua conversione, nell'incontro col "Dio vivente" che egli sostiene di comprendere in maniera completamente differente da come lo intendono i filosofi ed i sapienti in generale. A costoro mancherebbe -secondo Pascal- la partecipazione, il gusto dell'incontro.

Pascal  in un suo Memoriale scrive che in una notte (di insonnia e di riflessione) intravide la luce di tutta la sua vita. Si trattò di un incontro col Dio vivente, quello di cui i testi biblici parlano di Abramo, Isacco, Giacobbe e poi Mosè. In pratica non un Dio che sta in qualche posto specifico dell'Universo ma il Dio di uomini, che manifesta se stesso all'esperienza, nell'esperienza che ne fanno gli uomini viventi. Un Dio quindi che si rivela nell'esperienza che ciascun uomo, chiunque, riesce (se vuole) a cogliere nei segni dell'esperienza che vive. L'esperienza più nitida si ha, per i cristiani, quando Dio si rivela, in quella che fu l'umanità di Gesù.

Situazione Sicilia. Bollettino del 24 ottobre: 886 nuovi casi e 9 morti

Sicilia

 Nelle ultime 24 ore si sono registrati 886 nuovi positivi con 9 persone morte. Il numero di persone ospedalizzate: in totale sono 696 (ieri erano 682) quello dei ricoverati in terapia intensiva è pressoché stabile: oggi 90 e ieri 89. I guariti sono 124. 

Con i 9 morti il totale delle vittime siciliane dall’inizio della pandemia è di 417. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 7747 tamponi e la percentuale dei positivi sui test effettuati è del 11,43%.

Nuova Ordinanza della Regione Sicilia

Il governatore Nello Musumeci ha firmato nel pomeriggio la nuova ordinanza per limitare il diffondersi del Coronavirus nell'Isola. Il provvedimento decorre da  domani e avrà validità fino al 13 novembre.

In sintesi

Circolazione e spostamenti.

Dalle 23 alle 5 di ogni giorno sono limitati gli spostamenti con ogni mezzo, a eccezione dei trasferimenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o d'urgenza, per motivi di salute e per il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza.

Attività didattica.

Per le scuole superiori è disposta (da lunedì 26 ottobre) la sospensione delle lezioni in presenza e conseguente avvio della didattica a distanza.

Mezzi di trasporto.
Si è provveduto a ridurre del 50 per cento la capacità dei posti nei trasporti pubblici.

Esercizi commerciali.

Gli esercizi commerciali resteranno aperti anche la domenica ma fino alle 14, a eccezione di edicole, farmacie e tabaccherie che potranno mantenere i consueti orari di chiusura.

Attività di ristorazione.
L'attività di ristorazione sarà consentita dalle 5 alle 23, con consumo al tavolo ma con un massimo di sei persone per tavolo. La consumazione al banco è ammessa solo dalle 5 alle 18. La ristorazione, solo per la consegna a domicilio, è consentita fino alle 24, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. 

Prevenzione sanitaria.

Le Asp, sotto il monitoraggio dell'assessorato della Salute, avvieranno campagne sulla diffusione dell'epidemia nel territorio regionale mediante appositi progetti di tracciamento.


Contessa Entellina

Da giorni abbiamo riferito che i positivi (accertati) a Contessa erano, più o meno una decina. Purtroppo nel pomeriggio di oggi è circolata la voce, e lo stesso sindaco l'ha in seguito ufficializzata, che i positivi accertati finora sono 18. Sempre dalla comunicazione pubblica del sindaco si apprende che attualmente si attende l'esame e l'esito relativo ad altri tamponi di soggetti venuti in contatto -direttamente o indirettamente- col primo gruppo di "positivi" e si proseguirà ancora con quelli ulteriormente tracciati in e per altre circostanze. 

Vorremmo riflettere e commentare sulla nuova situazione che sta venendo a crearsi. Per adesso sentiamo solamente di dover essere vicini a tutti i nostri concittadini che stanno affrontando questa prova e auguriamo a tutti la pronta guarigione.