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sabato 4 ottobre 2025

Parole frequenti sui media

 Appunti dal libro di Diritto del Lavoro

Il Garante ha valutato illegittimo
lo sciopero generale proclamato
in data di ieri, 3 Ottobre, in
violazione dell’obbligo legale
di preavviso, previsto dalla
Legge 146/90.


Il preavviso

La normativa prevede un preavviso minimo di 10 giorni per proclamare uno sciopero nei servizi pubblici essenziali. Nel settore privato non c’è invece obbligo di preavviso sugli scioperi.

In pratica: chi sciopera (=l’Organizzazione che proclama lo sciopero) non ha l'obbligo di avvisare l'azienda in anticipo, ma la comunicazione è obbligatoria nei servizi pubblici essenziali con un preavviso minimo di 10 giorniNei settori privati, lo sciopero può essere "a sorpresa" senza preavviso, anche se il preavviso è talvolta richiesto per consentire all'azienda di organizzarsi e garantire i servizi minimi. Nei servizi pubblici essenziali (come sanità, trasporti, istruzione) è un obbligo previsto dalla legge per garantire la continuità di questi servizi.

Ed è polemica

 E’ scontro aperto tra governo e sindacati sullo sciopero generale del 3 ottobre, indetto in solidarietà con la Flotilla per Gazadichiarato però illegittimo dalla Commissione di garanzia per il mancato rispetto del preavviso previsto dalla legge. Il ministro Salvini minaccia sanzioni fino a 50mila euro e propone di introdurre cauzioni per chi organizza manifestazioni pubbliche, la Cgil di contro rivendica la piena legittimità dell'agitazione e annuncia ricorso al giudice del lavoro. Nessuna precettazione è stata comunque disposta, ma resta alta l'attenzione sulle possibili conseguenze per chi ha deciso di scioperare.

Cosa dice la legge sullo sciopero 
nei servizi pubblici essenziali?

 
Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali è regolato dalla legge 146 del 1990, integrata dalla legge 83 del 2000. Il diritto a scioperare, tutelato dall'articolo 40 della Costituzione, è sottoposto a specifiche condizioni quando coinvolge settori come sanitàtrasportiistruzionegiustizia e servizi postali. Tra queste condizioni, la più rilevante nel caso in esame è l'obbligo di preavviso di almeno 10 giorni. Tale periodo serve a garantire la continuità dei servizi minimi e a tutelare i diritti degli utenti.
A vigilare sul rispetto di queste regole è la Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (CGSSE), un'autorità indipendente che può valutare la legittimità degli scioperi proclamati e, in caso di irregolarità, deliberare sanzioni nei confronti dei soggetti coinvolti.

Nel caso dello sciopero del 3 ottobre, la Cgil ha annunciato che impugnerà ogni eventuale provvedimento sanzionatorio, sostenendo di aver agito nel pieno rispetto della legge, in particolare dell'articolo 2, comma 7, che consente deroghe in caso di eventi eccezionali a tutela dell'ordine  costituzionale o della sicurezza dei lavoratori.

venerdì 3 ottobre 2025

Parole frequenti sui media

 coalizioni

 Sono i raggruppamenti elettorali e politici tra partiti che condividono valori e orientamento. 

  Nella Seconda Repubblica, nel ’94, nasce la coalizione di centrodestra su iniziativa di Berlusconi per riunire FI, Lega, An (che nel 2009 confluirà nel Pdl) e centristi. La leadership fino al 2018 è di FI poi, con le Politiche 2022 e l’ingresso di Noi moderati, passa a FdI con Meloni. 

Sempre nel ’94 nasce la coalizione di centrosinistra, l’Alleanza dei progressisti tra Pds, Prc, Psi, Verdi e altri. Dal ’95 al 2004 c’è l’Ulivo, lanciato da Prodi, poi fino al 2008 l’Unione (Ulivo + Idv e Rifondazione) e, dopo la nascita del Pd, Italia bene comune (Pd, Psi e Sel) e le alleanze elettorali per il 2018 e il 2022. Con la segreteria Schlein ora il Pd punta al Campo largo con M5S, Avs, +Europa, Azione e Iv.

Per formare alleanze intersezionali efficaci occorre saper lavorare sui minimi comuni denominatori.



Mobilità umana: migrazioni ed immigrazioni (4)

Chi di noi non ha ascendenze di migranti?  

Migrazioni umane
Il fenomeno migratorio italiano 
comprende la storica emigrazione
di massa di italiani verso altri
continenti e l'attuale immigrazione
di stranieri in Italia
, che oggi
 è diventato
un paese di
accoglienza, influenzato

principalmente da fattori
economici e
dalla domanda di
lavoro. 
Recenti dati mostrano
un aumento dell'emigrazione
di cittadini italiani, soprattutto
verso l'Europa, e la presenza
di oltre 5 milioni di stranieri
residenti nel paese, con
flussi migratori provenienti
 da varie parti del mondo.




L’emigrazione italiana, meridionale sopratutto, presenta aspetti suoi propri rispetto a quella di altri paesi europei, per la capacità di diffusione e permanenza nello spazio e nel tempo. Dallo scorso secolo, fino ai nostri giorni, si discute di quanto gli italiani si siano radicati nella vita sociale, economica e pure politica di una pluralità di altri Paesi. Senza voler esagerare possiamo tranquillamente scrivere che gli italiani sono fra i primi protagonisti  del processo migratorio dell’epoca moderna. 

 Il fenomeno migratorio, in Italia, ha una sua specifica leva di base di origine economica: il miglioramento delle condizioni materiali di vita. In meno di due secoli di Storia migratoria sono decine e decine di milioni gli italiani che hanno lasciato il Paese per approdare (e costituire comunità) in ogni continente del mondo.

 L’emigrazione degli italiani nel mondo ha sempre avuto alla propria base ed ha costituito un investimento per un futuro migliore, al costo -sempre- dello sradicamento che essa ha comportato. C’è’ da evidenziare, comunque, che l’emigrazione italiana, dall’inizio del fenomeno ai nostri giorni, non è mai stata omogenea. In essa sono confluite parecchie moltitudini di esperienze. Lungo tutto Ottocento e la metà del Novecento sono stati milioni di braccianti, contadini intenzionati a sottrarsi alla miseria a caratterizzare il fenomeno migratorio, seppure non mancarono biografie e storie di vita e di personalità di figure che nella nuova patria hanno saputo lasciare la loro impronta sociale e culturale.

=  =  =

 Sulla disponibilità di Mimmo Clesi di poter liberamente tratteggiare il fenomeno migratorio italiano (e quello contessioto) sul blog, ci proponiamo di volerlo fotografare sotto più profili: le ragioni politiche che, purtroppo, sia nell’Ottocento che nel Novecento non mancarono, sia nelle ragioni sociali ed economiche che ancora nel terzo millennio inducono centinaia di migliaia, ogni anno, di persone laureate, professionisti e persino imprenditori a intraprendere la via dell’emigrazione.

La pagina avrà cadenza mensile.

 (segue)

 

La Cgil e l’interpretazione della legge sullo sciopero

La legge 146/90, e in particolare l’art.
2, comma 7, prevede la possibilità
di non applicare il preavviso nei casi di
astensione dal lavoro per difendere
l’ordine costituzionale e i diritti
costituzionali che i cittadini italiani
devono poter esercitare in qualsiasi
contesto, soprattutto in acque
internazionali, come le lavoratrici e i
lavoratori dei settori pubblici presenti
sulla Global Sumud Flotilla.







Gaza 
L’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali solleva il mancato preavviso di 10 giorni previsto dalla legge e richiama la CGIL. 

La questione

La Cgil ha proclamato lo sciopero generale due  sere fa, non appena avuta notizia che le imbarcazioni della Flotilla erano state abbordate dalla marina di Israele, e lo ha indetto per oggi 3 Ottobre, chiamando all’astensione dal lavoro tutti i lavoratori, sia del settore privato sia del settore pubblico, quindi anche quelli sottoposti alla legge 146 del 1990 che regola lo sciopero nei servizi pubblici essenziali:  sanità, nettezza urbana, trasporti, giustizia, scuola, ministeri. 

La normativa

La legge impone, nei settori sopra ricordati, due vincoli: la garanzia dell’erogazione di servizi minimi durante lo sciopero e il preavviso di almeno 10 giorni prima della data della protesta. La Cgil, ha assicurato che rispetterà la norma sui servizi minimi, ma ha deciso di non osservare quella sul preavviso appellandosi al comma 7 dell’articolo 2 della legge 146, che dice: «Le disposizioni in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori». Una norma che secondo  l’interpretazione estensiva, vorrebbe ammettere lo sciopero indetto contro la guerra di Israele a Gaza e in segno di solidarietà con i palestinesi e di sostegno all’iniziativa della Global Sumud Flotilla.

=. =. =. =. =

Perché si sciopera?

Lo sciopero generale è proclamato:

  • in difesa della Flotilla, colpita mentre svolgeva una missione umanitaria;

  • in difesa dei valori costituzionali e del diritto internazionale;

  • per la popolazione di Gaza, sottoposta a un’operazione di genocidio che ha già provocato oltre 41.500 vittime civili e milioni di sfollati.

    La mobilitazione nasce dall’aggressione contro le navi civili della spedizione umanitaria Flotilla, un attacco di estrema gravità che ha colpito cittadini italiani, lavoratori e volontari impegnati nell’aiuto alla popolazione palestinese.

giovedì 2 ottobre 2025

Bloccata la Flotilla

 Gli attivisti sono stati fermati e verranno trasferiti ad Ashdod. Poi rinviati in Italia

La Global Sumud Flotilla - iniziativa umanitaria internazionale per portare aiuti a Gaza rompendo il blocco navale israeliano, che coinvolge 40 barche di oltre 40 Paesi e trasporta 200 tonnellate di aiuti - è stata bloccata dalla marina israeliana a poche decine di miglia da Gaza
.
  La Flotilla è entrata nella «zona rossa» nella serata tra martedì 30 settembre e mercoledì 1 ottobre: la marina militare israeliana ha cominciato a prendere il controllo delle navi poco dopo le 20 italiane dopo aver dato l'alt alle imbarcazioni. 
Tutti gli attivisti italiani sono stati fermati da Israele; l'organizzazione della Flotilla ha confermato di aver perso i contatti con tutte le imbarcazioni.
 Nel pomeriggio di oggi, giovedì 2 ottobre, le barche abbordate da Israele sono state  portate al porto di Ashdod. I rimpatri, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Tajani, «avverranno tra il 6 e il 7 ottobre».

  I soldati israeliani hanno arrestato e allontanato dalla Global Sumud Flotilla decine di attivisti, tra cui Greta Thunberg, l'ex sindaca di Barcellona Ada Colau e la deputata europea Rima Hassan. Si ritiene che siano circa una trentina gli italiani fermati finora da Israele nell'ambito dell'operazione di intercettazione delle barche della Global Sumud Flotilla, che erano dirette a Gaza. È quanto si apprende da più fonti, che sottolineano che il numero dei fermati potrebbe salire perché gli abbordaggi sono in corso. Le fonti evidenziano che l'operazione sarà lenta, per evitare pericoli.

 I rimpatri, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Tajani, «avverranno tra il 6 e il 7 ottobre».

Sett’anni fa’, non c’era la PEC

La PEC garantisce una 
comunicazione sicura 
e la 
certificazione dell'invio 
e della consegna del 
messaggio al destinatario,
 oltre all'
integrità del
contenuto inviato.





Ieri - Oggi

    Ci sono dei momenti nella vita di ciascuno di noi che, senza accorgercene e senza volerlo, torniamo indietro col pensiero e spuntano memorie, personaggi, vicende di decenni e decenni prima. 

  Spedire una lettera “raccomandata” o riceverla parecchi decenni fa era una questione che esigeva attenzione, timbri, affrancature e bisognava presentarsi allo sportello postale, dove l’ufficiale addetto su un brogliaccio inseriva carta carbone (ricalco) e poi scriveva dati e indirizzi. Praticamente eseguiva una sorta di atto pubblico, con tanto di timbri e ricevute.

  Ai nostri giorni non e’ più così, adesso per le comunicazioni riservate o ufficiali usiamo la PEC. E però nell’accingermi a scrivere una pagina sulla PEC per il blog mi sono apparsi, o meglio mi sono ricordato di due personaggi, che quando ero ragazzino e i miei genitori mi mandavano all’Ufficio Postale, rappresentavano una istituzione locale, una struttura proiettata a collegarci col mondo tramite telegrammi, lettere raccomandate, pacchi che arrivavano dall’America, vaglia da pagare o riscuotere. Quei due personaggi che ci collegavano col mondo, e di cui ricordo i nomi, erano  “don Nené Schiro’, “ nel ruolo di Ufficiale Postale e “don Ciccio Briguglio”, portalettere, erano veri personaggi, conosciuti da tutti e da tutti stimati perché prima o dopo tutti, proprio tutti i residenti, avrebbero avuto a che fare con l’Ufficio Postale. Adesso, ai nostri giorni, pure la pensione ci viene accreditata sul conto corrente. Allora veniva erogata dall’Ufficiale Postale, e si faceva la coda.

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Dopo la  rievocazione, ci piace intrattenerci sull’uso e la bontà della PEC (Posta Elettronica Certificata), un sistema di posta elettronica che garantisce valore legale a una comunicazione, equiparandola a una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Essa certifica l'invio e la consegna del messaggio, fornendo al mittente ricevute che attestano data e ora di invio e ricezione. La PEC è utilizzata da privati, da aziende e Pubbliche Amministrazioni per inviare documenti importanti e comunicazioni ufficiali, ed è obbligatoria per imprese e professionisti. 

Come funziona la PEC

Invio del messaggio
Il mittente invia un messaggio da una casella PEC a un'altra. 
Ricevuta di invio
Il gestore PEC del mittente genera una ricevuta di accettazione, che attesta l'invio del messaggio. 
Ricevuta di consegna
Il gestore PEC del destinatario invia al mittente una ricevuta di consegna, confermando la ricezione del messaggio, oppure una ricevuta di mancata consegna. 
Valore legale
Tutte le ricevute contengono un preciso riferimento temporale e, insieme al messaggio, costituiscono la prova di invio e consegna, avendo lo stesso valore di una raccomandata. 

A cosa serve la PEC

Comunicazioni ufficiali Il 
Permette di inviare comunicazioni che hanno valore legale, come per esempio documenti importanti, contratti, fatture e comunicazioni con la Pubblica Amministrazione. 
Tracciabilità
Assicura la completa tracciabilità dei messaggi e la certificazione della consegna, garantendo la sicurezza delle comunicazioni. 
Obbligatorietà
È obbligatoria per le imprese e i professionisti in Italia per le comunicazioni ufficiali con la Pubblica Amministrazione e altri soggetti. 

Caratteristiche importanti

Valenza giuridica
Dà al messaggio lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento. 
Firma digitale
Si possono apporre firme digitali ai documenti allegati per aumentarne la validità legale. 
Conservazione
È possibile gestire l'archivio dei messaggi PEC per la conservazione a lungo termine dei documenti. 

Il Blog, la Storia, la lettura sul vivere, e certe sensazioni


La libertà di espressione e di 

pensiero sono diritti fondamentali 
che permettono a ogni individuo 
di esprimere liberamente le 
proprie opinioni, ricevere e 
diffondere informazioni senza 
interferenze o censure.

Come ogni libertà, anche quella di 

espressione può essere soggetta a 
restrizioni stabilite dalla legge, ma 
solo se necessarie in una società 
democratica per proteggere i diritti 
altrui, la sicurezza nazionale, l'ordine 
pubblico o la morale pubblica.







Brevissime dai giornali 
dalla vita di ogni giorno

=. =. = Cancellazioni, mancati inviti, esclusioni: sono le secolari forme di censura su cui periodicamente anche l’Italia democratica si trova a dibattere e ad incorrere. Quelli attuali, ma anche quelli di sempre, sono  anni in cui diverse sono state e continuano ad essere le occasioni di polemica riguardo alla libertà di espressione e di critica che hanno coinvolto personaggi, scrittori, attori, non soltanto nei Paesi già autoritari dell’est europeo, dove la carcerazione è stata e continua ad esserlo (si pensi alla vicenda della Salis in Ungheria) all’ordine del giorno, ma anche nelle democrazie occidentali. È lecito dunque chiedersi quale posto occupa oggi chi osa criticare  nello spazio pubblico. Quanto il potere politico, non solo quello alto ma anche quello di periferia,  è disposto a riconoscergli un ruolo di interlocutore critico?

=. =. = Negli Stati Uniti -leggiamo su una rivista- show comici e satirici, critici verso Trump, rischiano di essere messi fuori onda o costretti a modificare il loro tono per non essere presi di mira. 

=. =. =  In Paesi europei come Polonia e Ungheria l’uso politico delle nomine di istituzioni culturali si è intensificato, mentre qualche giorno fa un tribunale austriaco ha ordinato all’editore Verbrecher di ritirare un libro del regista e drammaturgo Milo Rau per aver attribuito a un politico frasi che avrebbero deriso vittime dell’Olocausto. Secondo Rau, che pure ha ammesso l’errore, il caso rientra in una pratica più ampia: l’uso di strumenti legali per silenziare le critiche.

mercoledì 1 ottobre 2025

La Flotilla avrà le barche confiscate

La Global Sumud Flotilla - iniziativa umanitaria internazionale per portare aiuti a Gaza rompendo il blocco navale israeliano, che coinvolge 40 barche di oltre 40 Paesi e trasporta 200 tonnellate di aiuti, è stata bloccata dalla marina israeliana a poche decine di miglia da Gaza.

 
La Flotilla è entrata nella «zona rossa» nella serata tra martedì 30 settembre e mercoledì 1 ottobre: la marina militare israeliana ha cominciato a prendere il controllo delle navi poco dopo le 20 italiane dell’1 ottobre, dopo aver dato l'alt alle imbarcazioni

 Gli attivisti verranno arrestati ed espulsi entro due giorni. Le barche confiscate
.

Esplorare il territorio, per ricordare e riflettere (7)

Politica, Economia, Sociologia e Diritto 

Entella, nella Storia di noi che viviamo in quest’angolo della Sicilia Occidentale, fu un'antica città situata sulla Rocca, tradizionalmente ma anche storicamente attribuita al popolo degli Elimi

  Stando alla tradizione, fu fondata da Entello, antico eroe citato nell’Eneide, e fu una delle tre principali città elime, insieme a Erice e Segesta. La città ebbe un ruolo significativo nelle guerre tra Dionigi di Siracusa e venne abbandonata in epoca romana per poi essere rioccupata nel X secolo da popolazioni di religione islamica (i saraceni).

  La popolazione di Entella, che viveva sulla Rocca, altura più che fortificata, si denominava elima, discendente dai troiani.

- - 

 Storicamente la città ebbe ruoli rilevante sui territori occidentali dell’Isola, e pero’ entro’ in crisi nel periodo romano per poi, nel X secolo essere abitata da popolazioni di religiosità islamica; di essi sappiamo dagli studi archeologici che costruirono più edifici, un harem (= tipico bagno a vapore). E sappiamo anche che nel 1246 l’Imperatore Federico II  decretò lo spopolamento definitivo della città.

  Resti archeologici:
Le campagne di scavo della Scuola
Normale si svolgono a settembre
e ottobre in Sicilia, nella Valle dei Templi
di Agrigento e a Rocca d'Entella
 
con importanti acquisizioni che aprono
ulteriori prospettive di ricerca sulla
Sicilia antica e medievale.

1) Necropoli risalenti al periodo medievale.

 2) Edifici, tra cui un palazzo fortificato e un complesso monumentale su due livelli, con ambienti che servivano a fini culturali.

 3) In un’area si sono rinvenute vasche e tracce di riti per la Dea Demetra, con offerte di porcellini.  

Significato storico

  L'importanza di Entella risiede nel suo ruolo come città elima e poi come centro di popolamento durante il periodo islamico in Sicilia.

Le scoperte archeologiche hanno fornito testimonianze sul modello insediativo e sulle pratiche culturali ed economiche di questo sito, che ha visto trasformazioni significative nel corso dei secoli. In un'area si sono rinvenute vasche e tracce di riti per la dea Demetra, con offerte di porcellini.

Il Blog, la Storia, la lettura sul vivere, e certe sensazioni


Brevissime dai giornali 

dalla vita di ogni giorno

=. = = Regione Marche. Significa pur qualcosa se nemmeno la presenza massiccia in campagna elettorale di uomini e donne del governo e dei vertici delle opposizioni stavolta unite (nel fantomatico campo largo), è riuscita a vincere un’apatia e una sfiducia radicate. Meno del 50% degli aventi diritto si è recato alle urne.

=  =. = Le opposizioni erano convinte che mettere insieme tutti bastasse a fare forza e risultati;  e che l’insufficiente e carente politica del centro-destra potessero aiutarle a vincere. Ma questo tipo di attese non sono bastate e non vanno nemmeno applicate su altre parti del Paese.

=  =  =  Nel ’94 è nata la coalizione di centrosinistra, la così denominata Alleanza dei progressisti tra Pds, Prc, Psi, Verdi e altri. Dal ’95 al 2004 è’ spuntato l’Ulivo, lanciato da Prodi, poi fino al 2008 l’Unione (Ulivo + Idv e Rifondazione) e, dopo la nascita del Pd, Italia bene comune (Pd, Psi e Sel) e le alleanze elettorali per il 2018 e il 2022. Con la segreteria Schlein ora il Pd punta al Campo largo con M5S, Avs, +Europa, Azione e Iv.


 

martedì 30 settembre 2025

Sicilia del terzo millennio.

La vita civica si riferisce alla 
partecipazione attiva e consapevole
dei cittadini alla vita della propria
comunità e della società, attraverso
l'esercizio dei propri diritti e doveri
nel rispetto delle regole e dei principi
democratici
. 
L'educazione civica è
l'insegnamento che mira a formare
cittadini responsabili, capaci di
contribuire alla costruzione di una
società più giusta e solidale,
attraverso lo studio della Costituzione,
dei principi di legalità, della
sostenibilità e della cittadinanza digitale. 




 Dal tempo della Festa, Farina e Forca

alla Costituzione più bella del mondo

 Sembrerebbe che ci sia interesse sulla cosa pubblica locale, di Contessa Entellina. Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, perché gli approcci ci sembrano lontani da quella che dovrebbe essere la bussola di vero interesse nei confronti della cosa pubblica. Al blog pare infatti che non esista interesse se tutti noi residenti (dalle casalinghe agli studenti, dai pensionati ai coltivatori etc.) non osiamo aprire gli occhi sull’indice dello spopolamento del territorio e su quegli altri indici che sono le aule scolastiche,  dove troppi banchi via via vanno restando inoccupati. Sulla  base di queste due sole situazioni indicative ci proponiamo di sviluppare prossime riflessioni sul blog. Riflessioni che naturalmente non puntano ad addebitare responsabilità a singoli o a gruppi ma all’assenza complessiva, che comunque investe tutti noi, di contenuti e significati che è la Politica, quella vera, quella con la P maiuscola.

 Chi scrive -ritiene- di possedere da decenni coscienza e visione della cosa pubblica, sia a cagione dell’età  avanzata ed anche perché è stato per più mandati consigliere comunale. Egli  -ai nostri giorni- non è di certo animato dallo spirito di ricercare ruoli, ne è posseduto da nostalgie, e’ però preoccupato nell’assistere alla disaffezione verso la “Politica” da parte delle fasce giovanili più recenti. Ancora più preoccupante gli sembra l’intento di una ristretta fascia, giovanile e non, che vede la cosa pubblica locale come meta da sottrarre ad altro fascia, pure essa ristretta e detentrice di altro punto di vista, che viene immaginata opposta.

 Ai nostri giorni occuparsi della cosa pubblica esige visione larga e aperta volta all’intera comunità e d’altronde nel terzo millennio non vale più la triade,”festa, farina e forca”, evocativa della vita nella Napoli del periodo borbonico, quando all'uso di feste pubbliche e di distribuzioni di pane si accompagnava la pratica di numerose impiccagioni pubbliche come dimostrazione della capacità del potere politico di assicurare il permanere dell’assetto civile vigente. Certo, oggi le impiccagioni non sono praticabili, ma -forse- si potrebbero evitare pure quelle situazioni e circostanze che vedono beni pubblici arrivati a scadenza e non vedono ri-attivate le ovvie e regolari procedure di assegnazione, per timore che chi pensa diversamente dai nostri standards, possa trarre benefici. Il nostro mondo, quello in cui viviamo, è più avanti di quello putiniano proprio perché le differenze di idee politiche stanno alla base dell’attitudine a produrre, a pensare e a progettare.

Il blog, e chi in esso dedica tempo, intende avviare un approccio alla realtà pubblica locale e sopratutto, alla coscienza pubblica, a cominciare dal Comune alla Pro-Loco e ai Circoli locali che pare non riescano a radicarsi diffusamente e a promuovere “democrazia”, ossia diversità  di visioni. L’intento è di pubblicare periodicamente delle pagine per descrivere istituzioni ed apparati che fanno funzionare in senso culturale e sociale le cellule più elementari della vita pubblica, e qui da noi l’istituzione che sopratutto ci proponiamo di fotografare e’ il Comune. Sarebbe bene evitare che le associazioni, i circoli e le forme aggregative, sin dalla fase di avvio, non vengano giudicate dai loro promotori, come si trattasse di fatto loro personale mirante chissà a quale fine prettamente egoistico o personalistico.

 Sul blog, nel terzo millennio la cosa migliore che ci proponiamo di perseguire e’ di verificare, ai fini di educazione civica, la gestione dei bilanci degli enti locali, dalla fase dell’allestimento alle mete verso cui puntano. Perché i bilanci pubblici devono possedere degli obiettivi civici, non servono solo per garantire indennità di carica e stipendi. Grazie alla lettura dei bilanci  -riteniamo- si potrà giudicare se il denaro pubblico viene bene utilizzato per la crescita sociale oppure, se nella nostra Sicilia vige ancora  la visione e la maniera borbonica di agevolare amici, ai danni della collettività. Quella del brutto triduo: festa, farina e forca, e’ infatti -nell’ottica di una democrazia avanzata- un sistema non più accettabile nel terzo millennio. Peraltro la farina e la forca come pure la festa non suscitano, riteniamo noi,  ancora i risultati dei tempi andati. Semmai mostrano la miopia di chi di essi si serve, senza ad essi accostare avanzamenti in termini sociali ed economici per la comunità.

(Segue)

 

lunedì 29 settembre 2025

Esplorare il territorio, per ricordare e riflettere (6)

Politica, Economia, Sociologia e Diritto 

In Sicilia, la rete stradale include tanti tipi di strade, che servono scopi diversi: dalle trazzere e viottoli che connettono le zone rurali ai centri abitati, alle strade provinciali che collegano paesi e città, alle autostrade e scorrimenti veloci che permettono spostamenti rapidi su lunghe distanze, collegando le principali città e centri produttivI.

La funzione di ciascun tipo di strada:

Trazzere e Viottoli: 
Sono sentieri o stradine locali, spesso non asfaltate, che connettono le aree agricole e le zone rurali ai centri abitati, fungendo da vie di comunicazione di base. In 
Sicilia, le trazzere sono antiche vie armentizie di origine naturale, ancora nel terzo millennio utilizzate per il transito del bestiame, mentre i viottoli sono sentieri rurali più stretti e meno formali. Noi siciliani (noi contessioti) usiamo il termine “Trazzera” pure per le strade provinciali prossime ai centri abitati dell’interno dell’Isola, mal curate e che ovviamente versano in pessime condizioni di percorribilità e che aspettano, sempre, e poi sempre, le promesse (= i favori) elettorali dei protagonisti del tempo. 

Strade: 
Questo è un termine generico che indica una via di comunicazione, ma in 
questo contesto si può intendere anche la classificazione tecnica delle strade extraurbane.
 
Strade Provinciali: 
Sono strade di interesse locale che collegano i centri più piccoli e i paesi all'interno della provincia.
Scorrimento veloce: 
Sono strade extraurbane principali, con caratteristiche simili a quelle autostradali ma di proprietà regionale, provinciale o comunale, non necessariamente a pedaggio, ma ottimizzate per un flusso rapido di traffico. Esempi in Sicilia includono la SS 189, la SS 115, e la SS 624, più nota a noi di Contessa Entellina come la Palermo-Sciacca.
 
Autostrada: 
Sono le strade a più alta capacità, costruite per il traffico veloce e il collegamento tra città principali, spesso a pedaggio e gestite dal Consorzio Autostrade Siciliane (CAS).