StatCounter

giovedì 16 gennaio 2025

Nostri giorni

 

Stando ai dati dell’Organizzazione Intenazionale
del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite
 
specializzata sui temi del lavoro e della
politica sociale. Sono dati allarmanti perché
segnalano che nel nostro Paese l’andamento
inflativo fortemente accelerato nell’ultimo
anno ha prodotto una 
diminuzione del 5,9%
sul livello 
precedente dei salari
 Stipendi e pensioni fermi

Costo della vita cresciuto


Nell’anno appena trascorso (2024) abbiamo raggiunto in Italia  il record storico di gente occupata, con un posto di lavoro: oltre 24 milioni. 

  Nel contempo i disoccupati sono diminuiti, per la prima volta, sotto 1,5 milioni. Una riduzione importante e sotto certi aspetti impensabile se pensiamo che nel 2015, avevano toccato il triste record di oltre 3 milioni di disoccupati. 

  Eppure !  Non c’è nulla da festeggiare se si guarda oltre i numeri.  Infatti! Se è cresciuta la quota di contratti a tempo indeterminato — ad arrancare-, a soffrire sono i salari.  Sono infatti rimasti  “al palo”. 

   Tra il 1991 e il 2022 i salari reali in Italia sono cresciuti di appena l’1% rispetto a quanto avvenuto  32,5% in media nell’area Ocse. 

   L’inflazione in Italia ha praticamente rosicchiato le buste paga e gli stipendi, sostanzialmente, sono rimasti fermi. 

Nessun commento:

Posta un commento