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domenica 22 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Che cosa si possa fare

Di solito quando accadono fatti che toccano, come la scomparsa improvvisa di una persona o una situazione drammatica imprevista che sconvolge l'esistenza di un individuo, è terribile l'imbarazzo di sentirsi chiamati in causa come credenti, quasi dovessimo fornire una spiegazione o una giustificazione, o addirittura,... rimedio. 
In questi casi, è normale che alla sottile accusa che passa nell'occhiata di chi ci interpella, corrisponda una colpevolezza da parte nostra: occhi bassi e autocommiserazione.
...
E' difficile dire che cosa si possa fare, come debba agire chi crede. Però se il credente non ha soluzioni prefabricate, se non pensa che gli sia passata sottobanco la soluzione appropriata, se non svende se stesso come credente, può intravedere come debba porsi di fronte ai problemi enormi, alle difficoltà e ai mali da esorcizzare.
Se non gli è detto che cosa lui possa dare, gli è indicato ciò che lui può e deve essere.
Di fronte a se stesso e come servizio agli altri gli si chiede di essere occhio lucido che vede il male, lo identifica e lo snida nell'uomo, anche in quel profondo che è la struttura sociale.
Silvano Fausti 
-gesuita-
(1940-2015)

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II Signore nostro Gesù Cristo ha comandato: Ciò che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce e ciò che avete udito all’orecchio, proclamatelo sulle terrazze, e l’Apostolo mostra quale terribile condanna meriti il silenzio, con ciò che dice ai presbiteri degli Efesini: Vi attesto oggi che sono puro dal sangue di tutti. Infatti non mi sono sottratto al compito di annunciarvi tutto il disegno di Dio. 
Lo stesso egli ordina a noi di fare, scrivendo: Ricorda queste cose, attestandole davanti a Dio.

San Basilio di Cesarea
vescovo e teologo greco antico
(330-379)

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