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lunedì 4 maggio 2015

Con le immagini ... ... è più facile








Pensioni degli italiani. Che succede dopo la sentenza 70/2015 dell Corte Cstituzionale ?

Da Il Sole 24Ore

Recuperi che potranno andare dai 4.700 euro circa per pensionati con assegni che valgono fino a quattro volte il minimo a più di 10mila euro per pensionati con assegni che valgono dieci volte il trattamento minimo. Questo il conto che dovrà fronteggiare l'Erario e che dovranno incassare i pensionati sopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità del mancato adeguamento all'inflazione per il biennio 2012-2013. Con un effetto a cascata: i recuperi degli anni 2012 e 2013, infatti, andranno ad alimentare gli incassi dei pensionati per gli anni successivi. Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale 70/2015 dovrebbero far rivivere le modalità perequative che erano previste dall'articolo 69 della legge 388/2000. 
In occasione delle leggi finanziarie/stabilità, il legislatore ha modificato varie volte i criteri di adeguamento all'inflazione introducendo eccezioni alla regola generale. Fino al 2011, l'adeguamento avveniva con il meccanismo degli scaglioni: pertanto l'importo di pensione superiore a cinque volte il trattamento minimo era adeguato in misura piena fino alla fascia di importo pari a tre volte il trattamento minimo, al 90% per la fascia di importo compresa tra tre e cinque volte il trattamento minimo mentre la parte eccedente veniva adeguata al 75 per cento. 
Tale dovrebbe essere la modalità di applicazione anche per gli anni 2012 e 2013 ora che la Corte ha dichiarato l'incostituzionalità della riforma limitatamente alla mancata dinamica inflattiva degli importi pensionistici superiori a tre volte il trattamento minimo. Va ricordato, però, che nel 2014 e 2015 la perequazione non avviene a scaglioni bensì rivalutando l'assegno in funzione dell'importo complessivo della pensione. 

domenica 3 maggio 2015

Regione Sicilia. Tutto è difficile e incomprensibile per i non addetti

La Finanziaria del governo Crocetta, l'ex rivoluzionario, si può racchiudere in poche parole; parole che non dicono nulla alla Sicilia sfiduciata.

1) Allineamento delle pensioni dei regionali a quelle statali,

2) Apertura di nuovi concorsi alla Regione,

3) Tagli per i dipendenti pubblici ed i forestali,
4) Piano per il riordino delle società partecipate,
5) Centrale Unica degli acquisti.

Sostanza ?
Il degrado dell'isola resta tale e quale.
La disoccupazione non è affare della politica.
La burocrazia continuerà ad essere muro a protezione dei politicanti. 

Cristianesimo nella Storia, nella Cultura ed oltre. ---10---

Gesu', insegna la Chiesa, fu vero uomo e vero Dio. Noi in questa rubrica ci stiamo occupando dell'uomo, rintracciando i pochi elementi storici oggi disponibili.
Avvalendoci delle ricerche degli studiosi di varie discipline stiamo puntando a descrivere il contesto umano e sociale della Palestina di duemila anni fa'.
Se mancano riscontri su chi e come abbia influito sulla crescita culturale ed umana di Gesu' ( gli anni nascosti ) esistono pero' documentazioni sulle vicende e sui personaggi pubblici  che hanno condizionato l'assetto della Giudea, della Galilea e del giudaismo nei primi trent'anni dell'era volgare. 
Ed e' su questi scarni elementi che ci soffermeremo.



Che lingua parlava il Nazareno ?
Il Gesu' della vita pubblica fu impegnato a comunicare nuove relazionali fra gli uomini. 
Per farsi comprendere che lingua usava ? 
Da tre secoli prima di Augusto (e poi per altri tre secoli successivi) in quasi tutto il bacino mediterraneo la lingua franca, quella intesa da tutti, era il greco, fermo restando che a Roma e aree limitrofe si usava il latino, in Palestina l'aramaico, ed in ogni regione che si affacciava sul Mediterraneo un idioma specifico. 
Il greco era in un certo senso la lingua universale, compresa da tutti in qualsiasi regione da Gibilterra al Gange, in India. 
Il Nuovo Testamento e' stato scritto e diffuso in greco e gli stessi romani usavano il greco per rapportarsi alle varie etnie che andavano sottomettendo.
Durante gli anni di Gesu' lo stesso giudaismo era ormai ellennizzato e le scritte all'interno del Tempio erano in greco. I tanti papiri rinvenuti che trattano della vita quotidiana e di rapporti commerciali, ad esclusione di quelli di Qumran (comunità settaria), risalenti allo stesso periodo del nazionalismo Maccabei, sono quasi tutti in greco.
Lo storico giudeo Giuseppe Flavio, un fariseo erudito, scrive in greco e lascia intendere che questa fosse la lingua piu' comunemente usata. Lo si intuisce da una frase de "le guerre giudaiche" dove proponendosi di riscrivere una piu' ampia Storia del suo popolo evidenzia, come per scusarsi di non averlo ancora fatto, la sua non perfetta conoscenza della grammatica greca.
L'Aramaico era comunque conosciuto sia in Giudea che in Galilea.



Ipotesi: 
Gesu', verosimilmente, si esprimeva e predicava sia in Greco che in Aramaico. Un po' come noi contessioti: un po' in arbëresh ed un po' in italiano.


Nei testi greci del Nuovo Testamento vi sono riportate molte espressioni idiomatiche in aramaico.

Usava pure l'ebraico ? 
Da tempo questa lingua era caduta in disuso ed era conosciuta dagli scribi ( = gli uomini di cultura).
Sinagoga 
L'ebraico era, per fare analogie, come il latino per noi uomini del terzo millennio, una lingua di elite e usato nei testi religiosi da Vecchio Testamento. Era comunque ancora in uso nelle liturgie del Tempio.
Nel Vangelo di Luca e' detto che Gesu' lesse nella Sinagoga del suo paese, Nazaret, un brano del rotolo di Isaia. E' quindi possibile che conoscesse l'ebraico, da persona religiosa quale era, e che lo avesse appreso frequentando da ragazzo la Sinagoga. 
Che parlasse in ebraico e' meno certo. Quella lingua non era piu' in uso.

Gesu' conosceva il latino ?
Possibile,  ma non e' certo. In Palestina il latino non serviva se non per leggere le scritta che stavano sul fronte degli edifici della Prefettura di Nuova Cesarea. 
Se parlare in greco o  in aramaico era abituale per tutti,  scrivere o leggere in quelle lingue era possibile solo per una percentuale minima della popolazione.
L'analfabetismo diffuso era la regola in ogni angolo dell'Impero Romano.



Nella bottega di falegname Gesu' sara' venuto in contatto con le coorti di militari romani che magari gli avranno commissionato dei lavoretti, un tavolo, delle panche, degli infissi. E' verosimile che che abbia rilasciato al capo guarnigione delle ricevute ( allora non esisteva l'iva) per attestare l'avvenuto pagamento del corrispettivo. 
In che lingua ? Sara' stata la lingua franca, il greco.



Saper compilare una ricevuta in greco non significa, per un falegname di Galilea, essere in grado di scrivere una lettera, un testo in greco. Però nessuno potrà, dopo duemila anni, chiarirci questi aspetti di vita.

Grecia. Tsipras cerca l'accordo ed il Presidente tedesco apre ... sui risarcimenti di guerra


   "In Grecia non ci sarà default".  Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ripete il suo mantra: "la Grecia è e resta parte integrale dell'Eurozona".
    "Ha ancora un lungo cammino davanti. Non abbiamo chiarezza sui progetti concreti di riforma, ma va nella giusta direzione". Ed a Bruxelles è in corso una tre giorni di discussioni tra i creditori ed i nuovi negoziatori inviati dal premier Alexis Tsipras.
    I fondi nelle casse elleniche scarseggiano o mancano del tutto. Atene ha fretta e punta a stringere nelle discussioni col Brussels Group per sbloccare 7,2 miliardi di euro, prima di restare completamente a secco. 
Serve un accordo "il prima possibile". Tsipras  vorrebbe un accordo da subito.
    Ma nonostante il riconoscimento dei segnali positivi arrivati da Atene (come l'arrivo di negoziatori vicini a Tsipras e al vice Dragasakis, e muniti di un reale mandato) fonti europee frenano, definendo l'ipotesi piuttosto "irrealistica". Il Brussels Group gioca per chiudere "un accordo ampio", mentre Atene, nell'immediato, ha escluso delle voci dalla partita delle riforme, come Iva e alcune privatizzazioni.

    Comunque, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt "anche con un accordo con i creditori, è improbabile che la Grecia riceva nuovi aiuti dall'Ue entro la scadenza indicativa fissata per il 12 maggio".
        A Berlino intanto il presidente tedesco, Joachim Gauck entra nel dibattito sulle riparazioni per i danni di guerra alla Grecia, invitando a riflettere. "È giusto che un Paese consapevole della storia come il nostro sondi quali siano le possibilità per riparare", afferma.

Pensioni degli italiani. La Corte Costituzionale come vigila sulle pensioni d'oro e sui vitalizzi riesce pure ad occuparsi delle pensioni di tutti

La Corte Costituzionale, – sentenza n.70/2015 già depositata – ha bocciato l’art. 24 del decreto legge 201/2011 in materia di perequazione delle pensioni, la cosiddetta norma Fornero che era contenuta nel “Salva Italia”. 
Secondo l‘Avvocatura dello Stato, questo provvedimento valeva 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 miliardi per il 2013, per un totale di quasi 5 miliardi.
La norma stabiliva che per il 2012 e il 2013, ‘in considerazione della contingente situazione finanziaria’, sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps (da 1.217 euro netti in su) scattasse il blocco del meccanismo che adegua le pensione al costo della vita; in altre parole l’inflazione poteva pure aumentare, ma le pensioni sarebbero rimaste ferme. Sostanzialmente un ‘taglio’ degli assegni che era destinato a valere non solo per l’oggi, ovvero per il biennio stabilito, ma anche per il futuro in quanto il successivo ricalcolo non avrebbe tenuto conto degli adeguamenti che non c’erano stati. 
Un salasso che avrebbe inciso sulle pensioni per una percentuale attorno al 10-15% del valore reale se proiettato sulla durata media di una pensione. Un discorso simile a quello sul taglio delle cosiddette ‘pensioni d’oro’ che poi potevano essere anche ‘d’argento’ che ogni tanto riemerge quando il Governo cerca soldi subito e in contanti.
Secondo la Consulta, le motivazioni accampate dal Governo per taglieggiare i pensionati, erano ‘blande e generiche’, soprattutto a fronte del costo che avrebbe avuto il provvedimento per i pensionati: “Deve rammentarsi che, per le modalità con cui opera il meccanismo della perequazione, ogni eventuale perdita del potere di acquisto del trattamento, anche se limitata a periodi brevi, è, per sua natura, definitiva. Le successive rivalutazioni saranno, infatti, calcolate non sul valore reale originario, bensì sull’ultimo importo nominale, che dal mancato adeguamento è già stato intaccato”.

sabato 2 maggio 2015

Storia e cronistoria della parrocchia di Piano Cavaliere (4) ... ... di Calgero Raviotta

Non avendo l'ERAS consegnato formalmente gli edifici di culto dei borghi alle autorità ecclesiastiche, l'anno 1956 è caratterizzato da celebrazioni religiose spontanee promosse nei borghi dal locale clero greco e latino. Vengono anche sollecitati interventi di personalità ecclesiastiche e civili per la  definizione della giurisdizione ecclesiastica sulla costituenda parrocchia di Piano Cavaliere: deve afferire alla Diocesi di Monreale (rito romano) o all' Eparchia di Piana degli Albanesi (rito bizantino)?
Festa parrocchiale a
Piano Cavaliere
Occorre preliminarmente chiarire che la diocesi di Monreale afferma di avere la giurisdizione ecclesiastica sull'intero territorio di Contessa dal 1845 (nei secoli precedenti Contessa afferiva alla diocesi di Agrigento) e che dal 1937 afferiscono alla nuova Eparchia di Piana degli Albanesi solamente la parrocchia ed i fedeli di rito bizantino di Contessa. Da questa considerazione emerge che la costituzione della parrocchia di Piano Cavaliere fa emergere la situazione più ampia dei rapporti tra due diocesi, che hanno giurisdizione sul territorio delle comunità, che comprendono fedeli di rito romano e di rito bizantino.
Alcuni eventi, di seguito brevemente riportati, possono risultare al lettore utili per meglio comprendere il contesto in cui sono maturati  e adottati, nel triennio 1957-60, tre provvedimenti ecclesiastici, che riguardano in generale l'Eparchia di Piana degli Albanesi ed in particolare Contessa:
* costituzione della parrocchia rurale di Piano Cavaliere nel 1958
* nomina del parroco di Piano Cavaliere nel 1959
* unificazione nel 1960 sotto la giurisdizione di Piana degli Albanesi di tutte le   istituzioni ecclesiastiche dei comuni siculo-albanesi.
Il lettore può liberamente valutare gli eventi del periodo 1956-1960,  di seguito riportati, e quanto abbiano contribuito all'adozione dei tre provvedimenti citati:
- il 4 marzo 1956 parroco e fedeli di rito romano incontrano a Contessa  il vescovo di Monreale e dirigenti dell'ERAS;
- il 29 luglio padre Giuseppe Clesi della parrocchia latina di Contessa celebra la S. Messa a Piano Cavaliere ed il parroco greco il 31 comunica il suo disappunto al vescovo di Piana degli Albanesi;
- il 19 agosto con due pullman di fedeli papas Jani organizza a Piano Cavaliere  la processione con la Madonna Pellegrina, provocando la protesta di padre Clesi;
- il primo settembre il parroco latino riceve le chiavi delle chiese dei borghi Eras e rende noto che sono pronte le statue da collocare nella chiesa del borgo;
- il 4 ottobre papas Jani riceve l'invito per la festa latina a Piano Cavaliere, che si svolgerà il 7 ottobre, ed il 5 ottobre col vescovo incontra il cardinale di Palermo.
- il 7 ottobre  agenti della polizia e carabinieri sono presenti nel territorio di Contessa perché si temono disordini per la festa latina di Piano Cavaliere: timore e allarmismo infondati perchè le funzioni religiose vengono svolte regolarmente (processione con una immagine della Madonna, presenti clero, fedeli e personalità civili). Il parroco greco irritatissimo pensa di dimettersi, ma ci ripensa dopo che viene messo al corrente del clima di serenità in cui si è svolta la festa, tuttavia  il  16 ottobre scrive al card. Tisserant (Santa Sede) ed al card. Ruffini (Palermo) su quanto accaduto il sette ottobre a Piano Cavaliere;
 - il 18 dicembre il vescovo di Piana rassicura positivamente il parroco greco di Contessa sulla questione del rito nei borghi e l'anno 1956 termina così in un clima generale apparentemente sereno, che continua negli anni successivi.
Tenendo presente la documentazione (lettere, telegrammi, relazioni, ricorsi, ecc.), inviata dal clero locale,  sia con particolare riferimento alla costituenda parrocchia di Piano Cavaliere sia con riferimento generale alla giurisdizione ecclesiastica dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, presso l'autorità ecclesiastica competente della Santa Sede, negli anni 1957 e 1958, sembra farsi strada l'opportunità di  chiarire e risolvere definitivamente la giurisdizione di più diocesi sui territori delle comunità di rito bizantino della Sicilia.
In questa prospettiva devono pertanto essere presi in considerazione alcuni eventi locali che brevemente sono riportati di seguito:
- Il decreto di erezione della nuova parrocchia di Piano Cavaliere nel 1958 viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e l'evento viene celebrato domenica 12 aprile con la festa a Piano Cavaliere, cui partecipano non solo i contessioti ma anche fedeli e clero  delle parrocchie latine dei paesi limitrofi (non sono presenti le autorità locali);
- P. Giuseppe Clesi continua a celebrare la messa a Piano Cavaliere, pur non avendo la nomina di parroco, che comincia ad essere ufficiosamente sussurrata solamente nei primi mesi del 1959;
- mons. Carpino, vescovo di Monreale,  a Contessa il primo maggio 1959  inaugura la casa del lavoratore "Pia Unione" ed il 28 settembre  la nuova sede delle suore di S. Chiara  "Istituto S. Caterina" (tre suore sono presenti già dal mese di luglio, su invito del parroco latino); 
- nel mese di luglio 1959 corre voce che la Santa Sede ha rinviato ogni decisione sulla  Eparchia e ricominciano proteste e comunicazioni (lettere, telegrammi, raccomandate);
- il 24 ottobre viene spedita una lettera al Papa e l'anno 1959 si chiude con la speranza che la giurisdizione ecclesiastica su Contessa e sull'Eparchia venga chiarita presto;
- nel mese di maggio del 1960 papas Jani celebra la messa nel borgo Roccella, nei locali della scuola, iniziativa molto gradita dai residenti (significativa presenza di fedeli anche per la confessione e la comunione), nonostante le rimostranze del clero latino per questa ingerenza nel loro territorio  (nei due anni precedenti però nel borgo Roccella non era stata celebrata alcuna funzione religiosa né c'era stata alcuna visita del clero latino).
A luglio finalmente la Santa Sede unifica sotto la giurisdizione dell'Eparchia di Piana degli Albanesi tutte le istituzioni, greche e latine di Contessa, Piana, Palazzo,…..(testo riportato di seguito). Seguono iniziative varie di protesta in tutte le comunità interessate (lettere, telegrammi, raccomandate, raccolta di firme, pullman che portano i fedeli latini ad assistere alla messa nei paesi limitrofi, ecc.).
Il 25 luglio 1960 papas Jani Di Maggio, parroco greco di Contessa annota nel suo diario: "Giorno di gioia, che invano per cinque secoli i nostri Padri hanno sospirato e atteso con ansia. Quando? E finalmente, dopo tanto bussare, il gran giorno è arrivato: l'otto luglio è stato il gran giorno! Proprio nell'anniversario del giorno quando, nel 1959, un espresso ci comunicava che tutto era ancora una volta sfumato. Ancora fermento in paese, ma ci si comincia a persuadere che è meglio così perché in pollaio due galli non possono stare. Nel primo incontro, in occasione del funerale di Geraci Salvatore, padre Giordano (cappellano della parrocchia latina) esprime la sua opinione che pace non ci sarà! Ma questo non lo riguarda, perché andrà via."
Il sette agosto nelle chiese viene letto il testo della Bolla di Giovanni XXIII che unifica la giurisdizione ecclesiastica su greci e latini nell'Eparchia di Piana degli Albanesi.
Mons. Carpino il 28 agosto a S. Maria del Bosco incontra il parroco ed alcuni fedeli della parrocchia latina di Contessa esortandoli con queste parole: "Siamo soldati e dobbiamo obbedire".
Dopo questi eventi inizia il disgelo tra i due parroci di Contessa, che con grande senso di responsabilità gradualmente avviano una costante collaborazione: si fanno vedere a conversare insieme in piazza,  il parroco latino partecipa al Vespero ed alla Messa solenne dell'otto settembre e la festa si svolge regolarmente, mons. Lala con le suore di S. Chiara è presente alla Divina Liturgia di S. Nicola nella parrocchia greca; per venire incontro alle esigenze pastorali della parrochia latina, dopo che padre Giordano è stato trasferito, tenendo presente le condizioni di salute del parroco, il clero greco, in particolare papas Gaspare, collabora quando viene richiesto e quando se ne presenta la necessità per la celebrazione delle funzioni religiose e l'amministrazione dei sacramenti (nozze, battesimi, funerali, ecc.).
Tuttavia la nuova realtà ecclesiale non è gradita ad alcuni fedeli latini, che conseguentemente  si mostrano indifferenti o addirittura ostili verso il loro parroco.
Ripristinata la normalità in campo ecclesiale, anche in campo politico-amministrativo, dopo le polemiche conseguenti alla lista "Croce e Campana" del 1956, gradualmente torna il dialogo tra i protagonisti e gli iscritti alla locale sezione DC, che in occasione delle elezioni sia regionali che comunali risulta il partito più votato: alle elezioni amministrative del 6 e 7 novembre 1960 la DC ottiene 73 voti in più della lista socialcomunista, e nel corso del primo Consiglio comunale del 25 novembre viene eletto sindaco il dott. Antonino Musacchia con 11 voti (assessori:Guarino Paolo e Tardo Gioacchino).

Nota - Saranno gradite e pubblicate eventuali precisazioni e osservazioni su quanto descritto nei quattro testi dedicati alla parrocchia di Piano Cavaliere in particolare e sulla cronaca di vari eventi in generale di Contessa, relativi al periodo preso in considerazione (1952 - 1960). Non saranno presi in considerazione testi anonimi.
*    *    *
Bolla “Orientalis Ecclesiae”  (8 luglio 1960)

Giovanni Vescovo Servo dei Servi di Dio
A perpetuo ricordo del fatto
La fama della Chiesa Orientale, che tanti uomini  illustri e santissimi hanno acquistata e conservata con la più alta virtù; inoltre i meriti verso questa sacralissima Cattedra di Pietro, certamente grandi e singolari, fecero sì che i Romani Pontefici, ai quali niente sta mai più a cuore che avere cura del popolo cristiano, riguardassero con particolare amore alla medesima Chiesa, alle sue vicende ed alle sue attività.
Stando così le cose, volendo Noi provvedere nel modo più adatto ai paesi siciliani di Mezzojuso, Contessa Entellina e Palazzo Adriano, fondati un tempo da fedeli di rito bizantino e che fin dal 1937, anno in cui è stata istituita con la Bolla “Apostolica Sedes” la diocesi di Piana dei Greci, sono soggetti alla giurisdizione di più  Ordinari, dopo aver chiesto il parere di quanti bisognava interrogare, in forza della Nostra autorità apostolica decretiamo e comandiamo quanto segue.
Vogliamo che i Comuni soprannominati con i loro sacerdoti e fedeli tutti, sia di rito greco che di rito latino, con tutte le parrocchie, chiese, oratori pubblici e semipubblici, le case religiose sia maschili che femminili ivi esistenti siano posti sotto la potestà e la giurisdizione del solo Vescovo di Piana dei Greci, cessando del tutto la giurisdizione dell’Arcivescovo di Palermo sul Comune di Mezzojuso e quella dell’Arcivescovo di Monreale sui Comuni di Contessa Entellina e di Palazzo Adriano. Di conseguenza, pertanto, rendendosi vacanti le parrocchie di rito latino, il vescovo di Piana dei Greci provveda a norma del diritto, cessando il privilegio di presentazione e da parte dell’Ordinario di Monreale.
Vogliamo che la presente Bolla abbia  valore ora e nel futuro, così che quanto viene decretato per mezzo di essa sia religiosamente osservato dagli interessati ed entri perciò in vigore.
La validità della medesima Bolla non potrà essere intaccata da altre prescrizioni contrarie, alle quali tutte a mezzo della stessa deroghiamo.
Ordiniamo pertanto che se qualcuno, qualunque sia l’autorità di cui è rivestito, dovesse operare contro quanto abbiamo stabilito, sia scientemente che inscientemente, il suo agire sia ritenuto senza effetto e senza valore.
A nessuno, inoltre, è lecito alterare questi documenti della Nostra volontà, anzi agli esemplari ed ai tratti di questa Bolla, sia stampati che manoscritti, che portino il sigillo di persona costituita in dignità ecclesiastica e nello stesso tempo sottoscritti da pubblico notaio, si dovrà la stessa fede che si avrà per la presente, quanto verrà mostrata.
Se qualcuno disprezzerà o comunque rifiuterà questi Nostri Decreti sappia che incorrerà nelle pene stabilite dal diritto per coloro che non attuano gli ordini dei Sommi Pontefici.
Dato in Roma, presso S. Pietro, l’8 luglio dell’anno del Signore 1960, 2° del Nostro Pontificato.                                                                        
                                                                                            G. Card. Cicognani
Giacomo Luigi Copello (Cancelliere della S. R. C.)


Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

2 Maggio

Termina il 2 maggio 1945 la battaglia di Berlino (battaglia finale del teatro europeo della seconda guerra mondiale) con la conquista della città ad opera dei sovietici.

L’offensiva era iniziata il 16 aprile con un massiccio bombardamento da parte di migliaia di pezzi di artiglieria e di razzi Katyusha, che sostennero il fuoco di sbarramento per giorni.

La battaglia finì dopo due settimane di pesanti combattimenti perché i tedeschi si trovarono a corto di uomini e mezzi. I magazzini di rifornimento tedeschi si trovavano fuori dalla linea di difesa più esterna e vennero presi dai sovietici all’inizio della battaglia. Nello scontro per prendere la città i sovietici persero circa 2.000 veicoli corazzati. I tedeschi disponevano solo di pochi carri armati.

Il 30 aprile Adolf Hitler, vista persa la guerra, si era suicidato. Il 1° maggio si suicidò anche Goebbels, che era stato nominato da Hitler generale della Wehrmacht e aveva ricevuto il compito di difendere Berlino. Il giorno successivo il Generale Weidling arrese la città ai sovietici.
Tutte le forze armate tedesche si arresero incondizionatamente agli Alleati l’8 maggio 1945. La guerra in Europa era finita e così anche il Terzo Reich.
Dal 16 aprile al 2 maggio i sovietici ebbero 135.000 morti nelle operazioni nella Germania orientale e 50.000 morti dentro la città. Stalin affermò che i sovietici avevano avuto 70.000 morti, ma avevano ucciso oltre 170.000 soldati tedeschi, morti alla fine (secondo Stalin) in numero di 20.000 al giorno per l’ostinazione di Adolf Hitler.

venerdì 1 maggio 2015

Raccolta Rifiuti. Si vogliono salvare tutti i dipendenti

LA SICILIA








ume durata oltre 10 ore, per salvate tutti i 276 ex dipendenti dell'Ato Palermo". 
Per ufficializzare il transito verso la società di scopo "Alto Belice impianti", creata ad hoc presso la Srr, si dovrà attendere lunedì prossimo e la sottoscrizione dell'accordo da parte dei sindacati. Nel caso in cui non si raggiungesse l'intesa, ogni lavoratore sarà chiamato a decidere se accettare o meno la proposta. Per gli amministrativi l'orario settimanale sarà ridotto a 24 ore, per gli operativi a 30 ore, contro le 36 previste. Un giro di vite sugli stipendi non indifferente che, però, è considerato dagli stessi lavoratori come l'unica strada al momento percorribile, per ritornare al lavoro. L'8 maggio si dovrebbe svolgere la gara per il nolo a freddo dei mezzi, dopodiché dovrebbero essere firmati i contratti. Si tratta di una soluzione temporanea, valida fino al 30 giugno, quando il sistema degli Ato andrà in soffitta in modo definitivo e il servizio, almeno per quel che riguarda l'Aro di Monreale, sarà esternalizzato. È facile ipotizzare che il primo luglio le procedure di gara per l'affidamento non saranno pronte, quindi si dovrebbe procedere con delle proroghe che salvaguarderebbero i livelli occupazionali attuali. Sull'accordo raggiunto ha espresso soddisfazione anche l'assessore regionale all'Energia Vania Contrafatto. Per raggiungerlo è stato necessario rivedere il criterio della ripartizione del personale per "centri di costo", ed adottare il parametro del numero di abitanti. Monreale, il centro più popoloso, oltre ai suoi 69 operativi e 7 amministrativi, dovrà farsi carico della maggior parte degli esuberi. Per non sforare il costo del servizio, è stato necessario ridurre le ore di lavoro a tutti, altrimenti perii personale che non faceva capo a nessun comune, sarebbero partite le lettere di licenziamento. «Lunedì - ha detto l'assessore Contrafatto - è prevista la firma da parte dei sindacati, facciamo appello al loro senso di responsabilità. Non possiamo che esprimere compiacimento per la prevista ripresa del servizio e la tutela dei livelli occupazionali, spede per una vicenda che la Regione ha sempre seguito da vicino. E' questa la strada da seguire anche altrove, che esige una forte assunzione di responsabilità da parte dei sindaci e dei sindacati a vantaggio dei cittadini che pagano le tasse».

Hanno detto ... ...

CARLO ALBERTO TREGUA, direttore de QdS
Finite le risorse finanziarie, si è
















Dal Giornale di Sicilia- La Finanziaria della Regione





























La norma sui Consorzi di bonifica, promossa dall' assessorato all'Agricoltura, guidato da Nino Caleca, ha l'obiettivo di risparmiare circa 50 milioni l'anno. Soldi che ogni anno la Regione destina ai Consorzi: in base alla norma, i Consorzi dovranno autofinanziarsi con i proventi della vendita dell'acqua. I direttori diventano manager e avranno il compito di indirizzare la politica di tagli e sprechi. Non ci sarà per ora la soppressione e la fusione dell'Istituto per l'incremento ippico di Catania con l'Esa: enti salvati con un emendamento da Forza Italia e dal centrodestra. Approvata, però, un'altra misura che prevede la riorganizzazione degli enti collegati all'Agricoltura (tra cui Esa e Istituto zootecnico) che l'assessorato dovrà realizzare entro 90 giorni dall'approvazione della legge. 

Enti e partecipate 

Prevista l'istituzione della Centrale unica degli acquisti: nell'ambito dell'assessorato all'Economia, al fine di ridurre la spesa pubblica, per gli acquisti di beni e servizi è istituito l'ufficio come «unico soggetto aggregatore per la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi». Via libera all'accorpamento dell'Iridas, l'istituto per sordi in via di liquidazione, all'Istituto dei ciechi «Florio e Salamone»: previsto, quindi, il trasferimento del personale che vanta mesi di stipendi arretrati. Si anche all'Organismo indipendente di valutazione, che costerà 90 mila euro l'anno e ha la funzione di valutare gli obietti vi raggiunti dai dirigenti regionali per il calcolo dell' indennità di risultato. Rafforzato il ruolo di Sviluppo Italia Sicilia, i cui 76 dipendenti sono da mesi senza stipendio: la partecipata viene riconosciuta come società partecipata in house, cui i dipartimenti regionali dovranno rivolgersi per l'affidamento delle attività in tema di creazione di impresa e di assistenza tecnica. Via libera, poi, a un fondo per l'eliminazione dei residui attivi pari a 90 milioni di euro per il 2015 e l'incremento di 100 mila euro l'anno per il 2016 e il 2017. Una torta di 15 miliardi di euro, i residui attivi, entrate iscritte in bilancio, ma che per almeno 3 miliardi e mezzo la Regione non potrà mai incassare, perché ritenute di «dubbia esigibilità». L'Ars approva anche gli articoli relativi all'incentivazione e all'impiego di riproduttori animali e quello sugli aiuti alle associazioni degli allevatori per la tenuta di libri genealogici. Via libera in serata anche alla norma a favore dei Comuni in dissesto per far fronte alle situazioni emergenziali nel settore idrico. 

Mutuo e investimenti 

Approvata la norma che permette di attivare un nuovo mutuo da 150 milioni per i Comuni: soldi che formalmente sarebbero destinati a investimenti ma che nella realtà vengono utilizzati anche per pagare le rate di mutui precedenti. Sul fronte finanziario ha più peso la norma che permette di utilizzare 673 milioni per coprire una parte del buco di bilancio: serviranno a coprire il contributo che lo Stato chiede alla Sicilia per «partecipare al risanamento pubblico nazionale». La norma stanzia somme che la Regione preleva dal Fondo sviluppo e coesione, tecnicamente destinato a investimenti pubblici. 

Precari e personale 

Passano soprattutto le norme che permettono di dare copertura alla spesa per i ventimila precari degli enti locali: circa 300 milioni. E passa anche un emendamento di Mariella Maggio (Pd) che stanzia 37 milioni per finanziare l'impiego degliAsu, precari che svolgono servizi di pubblica utilità senza un contratto come quello di chi è in servizio nei Comuni. Trovati anche i fondi per i lavoratori della «ex Pumex»: approvato un emendamento di Filippo Panarello (Pd) che prevede uno stanziamento di 500 mila euro al Comune di Lipari da destinare a questo gruppo di lavoratori. Approvato anche l'articolo 14 che rimpingua con 250 mila euro il Fondo destinato ai disoccupati siciliani. 

Trasporti urbani, strade e province 

Via libera ad un articolo, voluto dal deputato dem Antonio Barbagallo, che consente ai bus turistici scoperti di fare tour anche in più città con itinerari collegati.Approvato anche l'articolo che prevede l'assegnazione di risorse per i liberi consorzi. La norma prevede uno stanziamento di 19 milioni l'anno per le ex Province. Gli enti, scomparsi sulla carta, non riescono più a garantire alcun servizio e pagano solo stipendi. Ma questi soldi rischiano di non essere sufficienti a evitare il default: mancano 10 milioni di euro che lo scorso anno erano stati stanziati in conto capitale per pagare le rate di prestiti e mutui. Via libera, dopo un lungo braccio di ferro in aula, a 30 milioni che andranno alle ex Province per «la viabilità e la manutenzione delle strade». Le altre norme Via all'articolo 17 che riguarda il funzionamento della conferenza Regione-autonomie locali. Sì ali' utilizzo delle maggiorazioni di aliquote Irpefper sostenere la spesa sanitaria regionale. Approvato l'articolo 22 che detta disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in liquidazione. Passa anche la norma che stanzia 4 milioni e mezzo in favore del territorio e del paesaggio rurale. Via libera alle misure di sostegno per il ricovero di minori e per le comunità alloggio per disabili psichici a cui andranno 11 milioni e mezzo. 

Regione Sicilia. E Crocetta arranca

GAZZZETTA DEL SUD
























l'Ars Giovanni Ardizzone nel fare il punto della situazione, ne rimanevano da esaminare e da approvare ancora 58. Ma intanto si profila una vittoria schiacciante per l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, inviato da Deirio a Palermo per rimettere in sesto i conti della Regione. Baccei ha incassato il via libera dell'Ars alle norme più importanti, contenute nella manovra finanziaria che vale 300 milioni di euro. A cominciare dai tagli al pubblico impiego, con l'armonizzazione del trattamento dei 16 mila dipendenti della Regione a quello degli statali, la riduzione di permessi parentali, sindacali e ferie, mobilità intema, ridefinizione al ribasso delle piante organiche per dirigenti e funzionari. E poi c'è la riforma delle pensioni con l'avvio dei prepensionamenti che già nel 2016, secondo le some del dipartimento Economia, potrebbe portare a 1.007 pensionamenti anticipati, mantenendo la finestra fino al 2020 e introducendo un taglio fino al 15% degli assegni di quiescenza. Inoltre, il personale del servizio antincendio boschivo viene inserito in un'unica graduatoria distrettuale, con una riduzione del contingente degli addetti al servizio pari ad almeno il 20% di quello impiegato nel 2014, che già, rispetto al passato, era stato notevolmente ridotto. In quanto ai prepensionamenti dei regionali, invece, è stata apprezzata la preoccupazione del presidente della commissione Affari Istituzionali Antonello Cracolici, secondo cui sguarnendo i vertici della burocrazia, l'amministrazione, senza nuove leve preparate si sarebbe trovata in difficoltà, per cui è stato approvato un emendamento che, apartire dal gennaio 2016 sblocca i concorsi per l'assunzione di nuovo personale, il cui numero, però, non potrà superare il 10 per cento dei posti lasciati liberi da quanti man mano saranno collocati a riposo. I concorrenti dovranno essere in possesso di lauree specialistiche o magistrali a carattere giuridico e umanistico. Attraverso l'approvazione di un emendamento del leader di La destra Nello Musumeci, è prevista anche l'assunzione di giornalisti regolarmente iscritti all'Ordine. Assolutamente non soddi sfatto, nonostante sia stato approvato l'emendamento che consentirà. Roma permettendo, di assumere duecento persone nel quinquennio, Antonello Cracolici ha rilevato: «Avevo proposto che il 50% dei risparmi provenienti dai prepensionamenti fosse destinato al rinnovo dei contratti dei regionali, fermi in Sicilia dal 2007: quando si vuole riformare il sistema pensionistico in linea con quanto avviene a livello nazionale, si dovrebbe, al tempo stesso, adeguare i contratti e mettersi al passo con il resto del Paese. Credo - ha aggiunto - che sbarrando questa strada e negando il rinnovo dei contratti, il governo abbia commesso un errore politico grave». Non solo «con l'approvazione delle norme riguardanti il personale della Regione, per molte delle quali si profilano vizi di incostituzionalità - hanno incalzato i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas/Codir, Sadirs, Ugl, Siade Dirsi - la politica siciliana si rende complice delle scelte nefaste del Governo Crocetta che tagliano i diritti dei lavoratori ed aprono la strada ad una stagione in cui tutto sarà più precario per il comparto pubblico, dallo stipendio al posto di lavoro». Ed hanno avvertito: «Metteremo in atto tutti gli strumenti consentiti per far valere le nostre ragioni a tutti i livelli istituzionali affinchè venga riconosciuto che il patto Renzi-Crocetta siglato sulla pel
le dei regionali viola le Il personale del servizio antincendio boschivo è stato inserito in un'unica graduatoria distrettuale norme basilari del diritto». Soddisfatto, invece, per l'approvazione di un suo emendamento il deputato messinese Filippo Panarello, «Abbiamo compiuto uno sforzo non indifferente, siamo riusciti a trovare i fondi per i lavoratori dell'ex Pumex: l'Ars ha infatti approvato un mio emendamento che prevede uno stanziamento di 500 mila euro al Comune di Lipari da destinare a questo gruppo di lavoratori». < Mi mandò Del Rio. L'assessore all'Economia Alessandro Baccei ha concesso poco e niente sulla sua Finanziaria -

Hanno detto ... ...

ENRICO MENTANA, giornalista
Schadenfreude è la parola tedesca che riassume in 13 lettere un sentimento ben noto: godere delle disgrazie altrui. Ecco, coloro che sperano in un fallimento dell'Expo si illudono di provare quel sentimento: in realtà sperano che affondi la barca a bordo della quale sono anche loro. Preferiscono che le cose vadano male piuttosto che bene, per poter dire "È tutto uno schifo", a costo di star peggio anche loro. Rispetto invece chi testimonia e manifesta contro l'Expo: è il sale della democrazia mettere in discussione ciò che si reputa sbagliato. Ma senza farci male, in tutti i sensi.

MASSIMO GAGGI, giornalista
Quella dei rapporti razziali in America negli ultimi decenni è una storia di vittorie legali (i diritti civili conquistati sul piano normativo) e di sconfitte quotidiane nei tentativi di promuovere una vera integrazione dei neri: abbattere le barriere psicologiche del pregiudizio, ma anche quelle economiche e culturali che fanno del ghetto una prigione senza sbarre, dare ai giovani vere possibilità di riscatto. 
Parlando dei disordini di Baltimora, Obama ha ammesso le colpe della politica, offrendo agli americani una fotografia della realtà tanto onesta quanto deprimente: slum neri nei quali, sparite manifatture e commerci, l’industria della droga è il principale datore di lavoro. 

Qui un ragazzo ha, statisticamente, più possibilità di essere ammazzato o finire in galera che di frequentare un college. Negli Usa un ruolo sociale importante lo svolge anche la filantropia dei privati: ma nemmeno questo strumento è servito a promuovere una vera integrazione. L’ultima sconfitta l’ha incassata Howard Schultz, il fondatore di Starbucks, che 40 giorni fa aveva lanciato una campagna, RaceTogether , per p
romuovere discussioni sui rapporti interrazziali nelle sue 12 mila caffetterie. Per l’America del profitto a tutti i costi, Schultz è uno strano tipo di imprenditore: ha costruito dal nulla, in 30 anni, un’azienda che oggi ha 182 mila dipendenti e vale 76 miliardi di dollari. Il successo ormai l’ha raggiunto: ora vuole passare alla storia come un innovatore capace di trasformare il capitalismo, dando un ruolo sociale alle imprese. 

MAURO DEL BUE, direttore di  Avanti !
Com’era prevedibile. La grande guerra dei cento deputati per fare saltare l’Italicum si è trasformata nella grande ritirata della maggior parte di loro. Inutile adesso far presa con la scomunica dei trasformisti che tengono famiglia e posto assicurato. Capita e questo deve essere rischio calcolato da chi affila le armi per la resa finale. Sappiamo che chi comanda usa tutte gli argomenti a sua disposizione per evitare di soggiacere a chi lo vuole sostituire. Non è una novità.
Sappiamo anche che i contrari sono diventati perplessi e poi si sono arresi alla maggioranza perché non vogliono cambiare partito. E questo pare un ragionamento anche logico. Non riesco a comprendere infatti come sia possibile rimanere in un partito se non si vota la fiducia al governo presieduto dal suo segretario e si accusa la maggioranza di volere espropriare la democrazia in Italia. Pare che nel Pd oggi siano raggruppate non solo la maggioranza e la minoranza di un partito. Ma la maggioranza e la minoranza del paese. Tutte dentro un solo partito. Il partito della nazione. Democratico e dal cuore grande.

Con le immagini ... ... è più facile

L'Italia, nonostante la Costituzione Repubblicana del 1948 costata
lacrime e sangue a chi per essa ha combattuto,
è un paese in cui la libertà di opinione e di stampa è "limitata".

Il nostro paese si dichiara paese occidentale
ma in materia di LIBERTA'  di opinione somiglia a molti dei
paesi ex.- comunisti dell'est europeo (Romania, Bulgaria, Ucraina, Serbia etc.).

Come mai ? Chi ci tiene e vuole che il paese stia "all'oscuro" ?

E' ovvio, la classe dirigente -che l'Unione Europea bolla come la più corrotta del continente.


L’Europa è il continente con la più alta concentrazione 
di Paesi nei quali la libertà di informazione c’è per davvero.
Siamo quindi la pecora nera di un continente 
che – per storia, cultura e tradizione – costituisce, 
al contrario, un’eccellenza nel mondo 
intero in termini di libertà di informazione.

Buon I° maggio a chi ancora riesce ad impegnarsi, a lottare, per la Giustizia Sociale


Il Primo Maggio è stato istituito per onorare chi col sudore della fronte
consentiva alla società di prosperare.

Oggi, il lavoro è invece disprezzato. E' la Finanza che regge il mondo.


Altro che festa del lavoro, il capitale la trionferà.
Ed invece, con forza gridiamo:
Buon 1^ maggio a coloro che si battono per dare un lavoro ai giovani europei e peste colga chi ostacola questo sforzo in nome dell'economia, anzi della Finanza.

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Un tempo essere onesti, competenti, diligenti nel proprio lavoro era un merito.

Oggi è merito, e si finisce in Parlamento, se si è ladri, corrotti, ignoranti  ed imbroglioni.



Ed invece, con forza gridiamo:

BUON 1^ MAGGIO a chi si batte per una società più giusta, migliore e che metta al primo posto il valore del lavoro come motore di Progresso e Dignità umana.