Non fare del bene se non sopporti l’ingratitudine: è una espressioni che fa da guida al libro.
Nel libro Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, la gratitudine è vista da Ferdinand Bardamu (il protagonista) come un'illusione. L’autore arriva alla sua amara constatazione – «Non fare del bene se non sopporti l'ingratitudine» – e, con essa, riassume una visione cinica ma lucida dell'animo umano, forgiata peraltro dagli orrori della Prima Guerra Mondiale.
La disillusione di Bardamu (il protagonista del libro) si articola su tre punti cardine:
= ogni essere umano agisce mosso dall'egoismo e dalla paura. L'ingratitudine non è un'eccezione, ma la naturale conseguenza di relazioni basate sul bisogno reciproco;
= aiutare gli altri genera spesso risentimento in chi riceve l'aiuto, poiché il beneficiato si sente sottomesso e in debito. L'ingratitudine diventa un meccanismo di difesa psicologica;
= nonostante questo pessimismo radicale, Bardamu riconosce una forma di bontà disinteressata, rara e salvifica, come quella rappresentata da Molly, una prostituta americana che incarna una generosità lontana dalle logiche utilitaristiche.
Nel mondo di Céline, l’autore del libro, non c'è spazio per la riconoscenza borghese o per le convenzioni sociali. Il viaggio di Bardamu è un'immersione nell'abisso dell'egoismo umano, dove la sopravvivenza prevale su qualsiasi virtù.
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Louis-Ferdinand Céline: È uno dei più importanti, influenti e controversi scrittori francesi del XX secolo. Pseudonimo di Louis-Ferdinand Auguste Destouches (1894-1961), medico di professione, ha rivoluzionato la letteratura contemporanea con il suo capolavoro d'esordio, Viaggio al termine della notte (pubblicato nel 1932). Laureatosi in medicina, dal 1924 al 1928 viaggiò molto in qualità di medico e ricercatore; ritornato in Francia, entrò a far parte dell'équipe della clinica pubblica di Clichy, lavorando soprattutto per i poveri.
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