E’ un termine, la felicità, non da tutti gli uomini viene intesa uniformemente. Alcuni si riferiscono ad essa riferendosi ai bisogni biologici, psicologici e culturali. Altri puntano a restituire un significato alla vita, alla creazione dei rapporti interpersonali e sociali che corrispondono meglio non solo alle esigenze perenni, ma anche ai bisogni quotidiani, della natura umana.
La felicità è più raggiungibile quando ne esistano le condizioni sociali; perciò può affermarsi che essa è un diritto. La felicità è riconosciuta internazionalmente come un'aspirazione fondamentale dell'essere umano. Sebbene la sua definizione sia soggettiva, garantirla significa tutelare la dignità, la libertà e il benessere psico-fisico di ogni individuo.
La Costituzione Italiana non nomina direttamente la felicità, ma l'Articolo 3 tutela il "pieno sviluppo della persona umana", impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che lo impediscono.
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