| La 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia è aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Questa edizione, intitolata In Minor Keys, è stata interamente ideata dalla curatrice camerunese-senegalese Koyo Kouoh, prematuramente scomparsa a maggio 2025; la Fondazione ha scelto di realizzare la mostra seguendo fedelmente il suo progetto originario. |
Sostanza. La 61ª Biennale d’arte di Venezia si propone il grande tema dell’interpretazione dell’opera d’arte: come è possibile ampliare l’orizzonte disciplinare della dimensione estetica senza indicare, con chiarezza, qual è il sistema di riferimento in cui s’iscrive ciò che si mette in mostra.
Tutto è comunicabile e rappresentabile, anche il vuoto di uno spazio, ma deve esistere la cornice nella quale l’estetica delle «cose» sia capace di comunicare, trasmettere, chi siamo, da dove veniamo e soprattutto dove desideriamo andare. In sostanza, rendere esplicite e comprensibili le regole del gioco. Senza un sistema chiaro di decodificazione, non si è sempre in grado di comunicare, trasmettere il messaggio. Tutto rimane misterioso. Senza «cornice», parole e cose, infatti, parlano solo a sé stesse.
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Altra riflessione, sulla rilevanza dei simboli.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella giorni fa, a poche ore dai fatti di Modena aveva già deciso di visitare i feriti e i loro famigliari. Accompagnato dalla premier Giorgia Meloni, è arrivato in aereo a Bologna e ha visitato gli ospedali con i feriti più gravi, quello di Baggiovara a Modena e poi l’ospedale Maggiore nel capoluogo della Regione.
Hanno voluto un incontro privato con i feriti che erano in condizioni di poter essere visitati, con i loro famigliari e soprattutto con i soccorritori. Si è trattato non solo di incontro affettuoso, ma anche di un momento commovente. «È chiaro che sono tutti molto scossi, però tutti hanno apprezzato questa visita e questo segnale delle istituzioni», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna.
Il capo dello Stato, ha detto che c’è stata «una prova di integrazione di diversi comportamenti, numerosi, ma tutti perfettamente integrati e coordinati». E poi a Bologna, incontrando i medici che assistono i feriti di Modena, il personale del 118 e i familiari presenti all’ospedale ha ringraziato il personale ospedaliero e si è congratulato per «l’immediatezza dei soccorsi» e il «coordinamento tra ospedali».
Si. La vita della Repubblica è scandita da segni, gesti e simboli e nella visita di Mattarella e nelle sue poche e misurate parole c’era tutto quello che una comunità voleva sentire, una comunità che negli ultimi anni si è abituata purtroppo al dolore, tra alluvioni e terremoti.
Nella tappa modenese, Mattarella e Meloni hanno anche incontrato Luca Signorelli, l’uomo che con grande coraggio ha fermato Salim El Koudri, che a folle velocità aveva investito i pedoni a Modena lasciando per terra quattro feriti gravi. «È stato importante» gli ha detto il presidente della Repubblica e Meloni prima di abbracciarlo ha aggiunto: «È stato un esempio grandioso». Anche Signorelli, insieme ai cittadini egiziani che hanno fermato l’uomo, rappresenta la comunità, quella che non si è voltata dall’altra parte. Nel gruppo di eroi per caso che ha fermato El Koudri c’era anche Fabrizio Gallanza, arredatore residente in provincia di Modena: anche lui ieri ha incontrato Mattarella.
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